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Rassegna Stampa PRIDE : |
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PRIDE: IL
MENSILE GAY ITALIANO
[ Numero 106 - Aprile 2008 ] |
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Terno
a letto |
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Visto che lo sciopero degli
sceneggiatori che ha messo ginocchio Hollywood ha comportato anche
la dolorosa sospensione degli episodi di Desperate Housewives,
l’America si consola con le cronache politiche. Che non hanno poi
proprio nulla da invidiare alla fiction. Hanno fatto ad esempio il
giro del mondo le clamorose dimissioni del governatore dello stato
di New York Elliot Spitzer, che ha dovuto ammettere in pubblico di
aver speso una fortuna per assicurarsi i favori di prostitute d’alto
bordo e andarsene con il capo cosparso di cenere. Il suo successore,
il nero e gay friendly David Paterson, a scanso di futuri guai ha
dichiarato urbi et orbi (insieme alla moglie) di aver avuto
relazioni extraconiugali. Dalle profondità del trash, come il mostro
di Lochness, è riemerso intanto uno scandalo del passato riproposto
dai media in salsa piccante. A risvegliarlo sono state le
dichiarazioni di Theodore Pedersen, ventinovenne ex autista,
consulente speciale e amante dell’ex governatore del New Jersey Jim
McGreevey, che proprio a causa della sua relazione con Pedersen fece
coming out in Tv, dichiarò di aver tradito la moglie e si dimise
dall’incarico nel 2004. Tutto in una botta sola. Mc Greevey nel
frattempo si è trovato un fidanzato e si è rifatto una vita, ma per
tagliare definitivamente con il passato gli resta da concludere una
difficile causa di divorzio. L’ex moglie, Dina Matos, ha chiesto fra
le altre cose 600.000 dollari di danni per essere stata tenuta
all’oscuro dell’omosessualità del marito durante il loro matrimonio.
L’infuriata Dina ha scritto perfino un libro di memorie in cui
afferma a chiare lettere di non aver saputo che Mc Greevey fosse gay
fino a pochissimo prima che lui decidesse di raccontarlo a tutta
l’America, dicendo addio alla carriera politica. Poi, nei giorni
dello scandalo Spitzer, è andata in televisione a ribadire questa
tesi. E lì l’ha vista l’ex autista/ex amante Pedersen, decidendo di
spiattellare ai giornali un’altra versione dei fatti: Dina era al
corrente dell’attrazione del marito verso gli uomini per il semplice
motivo che Theodore, Jim e Dina andavano tutti e tre a letto
insieme. L’affiatato terzetto si sarebbe riunito spesso e volentieri
tra il 1999 e il 2001, sciogliendosi al momento dell’elezione di Mc
Greevey alla carica di governatore del New Jersey. Il marito
conferma le dichiarazioni di Pedersen e la moglie smentisce.
Entrambi guardano ovviamente alla causa di divorzio, mentre tutti e
tre si tirano addosso palate di fango, per essere fini, e la
casalinga che è in noi si sente per un istante un po’ meno
disperata.
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Progressi
nuziali |
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La battaglia per il diritto al matrimonio
delle coppie gay e lesbiche compie passi in avanti in diversi paesi.
A cominciare dalla Norvegia, dove il 14 marzo il governo di
centrosinistra ha presentato un disegno di legge che riconosce agli
omosessuali il diritto al matrimonio e all’adozione, insieme
all’accesso alla fecondazione assistita nelle strutture pubbliche
per le lesbiche. A proposito del testo, che deve ora essere
approvato dal parlamento, la ministra dell’infanzia e delle pari
opportunità Anniken Huitfeldt ha dichiarato: “La vita delle coppie
omosessuali e eterosessuali ha lo stesso valore. È per questa
ragione che gli omosessuali devono, come gli eterosessuali, avere la
possibilità di sposarsi. La nuova legge non indebolisce
l’istituzione del matrimonio, ma al contrario la rafforza. Il
matrimonio non perde il proprio valore per il fatto di essere aperto
a un maggior numero di persone”. Semplici e sante parole. Molto più
complessa è invece la situazione in California, dove si attende la
decisione della corte suprema statale in merito alla seguente
domanda: è compatibile con l’uguaglianza garantita dalla
costituzione limitare l’istituto del matrimonio alle unioni
eterosessuali? La vicenda ha ormai una storia lunghissima. Solo per
riassumerne i capitoli più recenti, si risale ai matrimoni gay e
lesbici di massa celebrati nel 2004 dal sindaco di San Francisco
Gavin Newsom, al loro successivo annullamento e a due contrapposte
sentenze del 2005 e del 2006 in merito alla costituzionalità del
matrimonio omosessuale. Il 4 marzo, con l’audizione delle parti alla
corte suprema, è iniziata la fase finale della controversia legale
ed entro fine maggio si dovrebbe avere un verdetto. Decisamemente
meno agitate le acque in Australia, grazie alla recente fine del
governo conservatore e omofobico di Stephen Harper. Ora che non
devono più temere l’ostruzionismo del governo centrale, le singole
province provvedono da sé una dopo l’altra a legalizzare le unioni
tra persone dello stesso sesso. Così la camera bassa della provincia
di Victoria ha approvato nelle scorse settimane una legge sulle
partnership registrate che in passato si era vista bocciare per ben
due volte dal governo federale. Ora il dibattito passa alla camera
alta, ma non dovrebbero esserci problemi in vista. Con questo
provvedimento le coppie omosessuali potranno godere di tutele per
quanto riguarda l’eredità o l’assistenza ospedaliera ma siamo ancora
lontani dai privilegi del matrimonio. Lontana, se è per questo, lo è
pure la Grecia, rimasta insieme a Italia, Austria, Irlanda e Malta
tra i pochi paesi dell’Europa occidentale che non riconoscono
diritti positivi alle coppie dello stesso sesso. Il gruppo glbt Olke
ha tuttavia deciso di sfidare l’ordine costituito e, attaccandosi al
fatto che la legge sul matrimonio non specifica il sesso dei
coniugi, ha organizzato la celebrazione di un matrimonio tra due
donne. Per fare le cose in regola si è trovato anche il sindaco
progressista di un sobborgo di Atene disposto a officiare le nozze.
“Se le autorità ci ostacoleranno”, annuncia Olke, “andremo in
tribunale”. Le cose del resto cambiano in fretta, come dimostra un
trafiletto sulla rubrica degli annunci mondani del "Daily Telegraph",
in cui i signori J.D.P. Dunseath e A.J.C. Duncan comunicano al mondo
il loro impegno a unirsi civilmente. James Dunseath lavora per una
società finanziaria londinese, mentre la celebrità della coppia è
Alan Duncan, ovvero il primo deputato conservatore a dichiararsi gay
divenuto oggi anche il primo ad essersi sposato con un altro uomo
grazie alla legge britannica sulle unioni civili. Se pensiamo che
solo vent'anni i conservatori inglesi erano al governo con Margaret
Thatcher che faceva approvare una legge contro la propaganda
dell'omosessualità nelle scuole, il mondo sembra davvero cambiato.
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