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Né contribuiscono alla serenità degli
animi le prese di posizione di
quegli esponenti gay che sparano contro i "massimalisti" che osano
protestare contro questo pasticcio, che "era tutto quel che potevamo
ottenere": "criticare i partiti vuol dire solo far vincere la
destra". E qui occorre essere molto chiari. O i Pacs sono una
questione molto importante, al punto da poter decidere la vittoria e
la sconfitta di una coalizione, e allora non si capisce con che
razza
di testa li si possa cancellare dal programma senza alcun dibattito.
Oppure non lo sono, e allora gli strilli contro chi chiede il
rispetto dei patti dimostra solo che certi esponenti gay si sono
spinti troppo in là con l'inciucio con le segreterie di partito e
con
il conflitto d’interesse. Avremo modo di discutere di questo dopo le
elezioni: quanto avvenuto sul Pacs dimostra che certi cordoni
ombelicali, specie coi Ds, rischiano ormai di soffocare il bambino e
vanno tagliati al più presto. Ma ripeto, il rendiconto lo
riserviamo,
e lo rimandiamo, a dopo le elezioni (tanto, manca pochissimo).
Perché per ora, l'importante è vincerle, queste elezioni. Perché
anch'io mi sono sentito tradito, ed non ho amato per nulla il modo
in
cui un'intera classe dirigente gay, un movimento lgbt, l'insieme dei
nostri rappresentanti politici, e dieci anni di paziente mediazione,
sono stati delegittimati stoltamente in un attimo.
Mi sono annotato tutte queste offese, e intendo chiederne conto.
Però, non avendo la memoria politica che dura solo venti giorni,
come
l'elettore a cui si rivolge Berlusconi, mi ricordo fin troppo bene
di
tutte le offese, e soprattutto delle leggi esplicitamente antigay
che
ci ha offerto il governo di centrodestra.
Non andare a votare è la forma di protesta più stupida che esista. È
proprio perché siamo incazzati che dobbiamo prima far vincere il
centro sinistra, e poi presentargliene il conto. Non è colpa mia se
Rutelli sta usando gli omosessuali per mettere in imbarazzo,
delegittimare ed umiliare ad ogni occasione Prodi, non è colpa mia
se
cerca in questo modo di scavalcarlo per fare il grande inciucio con
la destra, e ricostruire il "grande centro". Spero solo che fra i
miei (e)lettori nessuno sia tanto masochista da votare per la
Margherita, perché qui saremmo proprio al livello di "sì, ti prego
fammi ancora più male"... Se non potete votare per gli altri partiti
del centrosinistra perché “troppo di sinistra”, allora votate almeno
per i radicali, che di sinistra non sono stati mai (tant'è che prima
stavano col centrodestra), ma che almeno sono da sempre filo-gay.
Ora, so di potere dichiarare qui che motivi di coscienza
m'impediscono di votare per i radicali, con la tranquillità d'animo
che mi viene dal sapere che nessun direttore di giornale gay ha mai
spostato un solo voto nella storia ("Homosexuals vote with their
class, not with their ass", cioè "Gli omosessuali votano in base ai
loro interessi di classe, non a quelli del loro culo", è uno slogan
americano che riprendo ad ogni elezione).
Come gay non posso accettare la loro fanatica guerra all'articolo
18,
che impedendo licenziamenti senza "giusta causa" ha tutelato
migliaia
di gay da licenziamenti a capriccio da parte di padroni omofobi.
Come
lavoratore che non vive certo di rendita, non sopporto la loro
ostilità preconcetta ai sindacati. Come ecologista, il loro
entusiasmo per il nucleare, e come pacifista, quello per
l'esportazione armata della "democrazia" con le "bombe democratiche"
e le aggressioni militari. Come persona che crede nei Diritti
dell'Uomo, il loro disprezzo dei diritti umani del popolo
palestinese, e come democratico il loro folle sostegno al sistema
uninominale (che ha peraltro azzerato la loro rappresentanza
parlamentare... al punto che se la Rosa nel Pugno rinasce è solo
perché è stato reintrodotto in parte il proporzionale)...
Devo continuare? Non esiste solo il sesso, nella vita (e a 47 anni
meno che mai)!
Voterò quindi, e cercherò di convincere a votare, per Rifondazione
comunista, in base alle idee sopra elencate e ai miei interessi
(anche di gay), esattamente come fanno tutti. Penso che Rifondazione
sia il solo partito che mi convince parlando di diritti civili,
diritti economici e dignità umana.
Il che non vuol dire che non ne sia deluso anche io, come gli altri.
Il partito per cui voterò ha dimostrato di avere sottovalutato la
valenza, anche (e forse soprattutto) simbolica della questione
omosessuale. Che si configura ormai come una di quelle questioni che
"fanno epoca"; come lo è stato per esempio nel dopoguerra il voto
alle donne: una volta che i tempi sono stati maturi, ad uno ad uno
lo
hanno concesso tutti i Paesi. Così è per i Pacs, che sono presenti
nella legislazione di tutta Europa (meno Italia, Grecia e Irlanda)
ma
che qui si vogliono escludere dalla discussione per altri cinque
anni
ancora!
Ciò detto, la reazione sensata, a mio parere, è fare vedere i sorci
verdi al partito da cui mi sento tradito, attraverso una ripresa
della "militanza", che a questo punto è palese che non può più
essere
delegata a pochi nostri delegati. Scavalcati e umiliati dal modo di
agire dei partiti. A questo scopo ho aperto un blog: "Vogliamo i
Pacs. ORA!" http://www.pacs.splinder.com, per coordinarmi con quanti
altri, come me, intendono attivarsi con iniziative di protesta e,
insomma, cercherò di darmi da fare di più in prima persona.
Ma di sicuro non rinuncio al voto, col rischio di trovarmi daccapo
al
governo non solo un uomo che ha rovinato l'Italia, non solo ministri
che ci han dato dei "culattoni", ma addirittura Forza Nuova, o
personaggini nazisti che i gay non si limitano a odiarli, ma dicono
apertamente che andrebbero internati.
Se siete talmente incazzati da non potere proprio votare per i
Ds o
per Rifondazione o per i Verdi, e pensate che votare per i Radicali
sia un modo efficace di protestare, per carità protestate in questo
modo e votateli, ma non rinunciate al voto. Non condivido l'idiozia
di Diliberto secondo cui i radicali sono "una rogna da grattare". I
radicali, fermi restando tutti i motivi di dissenso che ho appena
esposto, sono semmai una risorsa per il Centrosinistra.
I Pacs non sono mai stati la loro battaglia, però, come dimostra
l'intervista a Capezzone in questo numero di "Pride", sono stati
capaci di appropiarsene quando coloro che l'avevano portata avanti
l'hanno abbandonata in modo opportunista. Non sono nemmeno coerenti,
visto che alla fine, dopo tutte le piazzate e le scene madri, il
programma dell'Unione l'hanno firmato anche loro, esattamente come
tutti gli altri, e per gli stessi motivi. Però almeno le piazzate
loro le hanno fatte, e scusate se è poco. Ci sono casi in cui "la
forma è sostanza", e questo è uno di quelli.
Per finire, sono una riserva di laicità in uno stato in cui il
clericalismo è diventato una cappa soffocante che incide ormai
pesantemente nelle nostre vite quotidiane. Fino a che sarà Ruini,
via
Rutelli, a dettare i programmi dell'Unione, ci scordiamo i pari
diritti per i gay...
A dosi minime (e i sondaggi li danno al 2%, che in caso di
spettacolare trionfo arriverebbe omunque solo a un minuscolo 4%) i
radicali sono un antibiotico che potrebbe solo fare del bene al
Paese.
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