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IL MENSILE GAY ITALIANO               Numero 75 - Settembre 2005
 

Ricordo di Billy More di Platinette
 
E' scomparso all’improvviso, a Ferragosto, Massimo Brancacci, che con il nome d’arte di Billy More aveva conosciuto un successo mondiale, piazzando diversi hit ai primi posti delle classifiche. Pubblichiamo qui un ricordo di Massimo che il suo celebre “collega” Platinette ha scritto per noi.


Il vero invincibile virus è quello dell’indifferenza, una piaga sociale incurabile di fronte alla quale, come effetto collaterale, cadono le braccia e muoiono le residue speranze di un vivere civile che comprenda memoria, compassione e ricordo di chi, attraversando questa vita, approda ad una successiva (ammesso che ci sia, beninteso...).
 
Anche questa si è rivelata un’estate di tormento perché chi se ne va (ed una piccola traccia ha lasciato) sparisce in due righe di trafiletto di giornale di provincia, o in affrettate parole impresse sui siti “tematici”...

 
Billy More non c’è più, portata via nel pieno del Ferragosto vacanziero, dopo una malattia veloce e fulminea come la sua carriera; l’unica vera drag queen italiana (nell’osservanza delle caratteristiche che vogliono una drag esagerata, iperfemminile, in guisa da star), è morta.
A nemmeno 40 anni consegna la sua storia personale a quella della collettività, dopo il planetario successo di Up & down, cui hanno fatto seguito altri piccoli anelli di una catena di professioni nel mondo della musica e dell’immagine.
Massimo (questo il suo vero nome) non era propriamente un cantante, ma prestava la sua immagine per confezionare prodotti di musica dance, destinati all’effimero ma basilare mondo del divertimento da discoteca, sia per quello gay sia per quello più tradizionale ed allargato degli “etero”...
 
Massimo / Billy More viveva, forse più di me, una doppia vita, con un’alternarsi di personalità probabilmente più accentuato, anche in virtù del fatto che la musica regala grande popolarità, ma in tempi spesso molto ristretti. Non la sentivo da un po’, e qualche mese fa, al telefono, garrula e sempre un po’ sopra le righe, mi propose un duetto (voleva provare a cantare, e in italiano) e mi disse che le avrebbe fatto molto piacere provare a fare la radio insieme a me… Io, da stronza provetta che si tutela anche dalle nuvole passeggere, le dissi che c’avrei pensato, già sapendo dentro di me che la mia risposta era un no: chissà che m’è preso, ma da qualche tempo vado da un’altra parte che non è (purtroppo…) quella del divertimento, quella delle collaborazioni nell’intrattenimento, o, più semplicemente, quella del confronto...
Non c’è un reato di cui pentirsi, ma forse è un’occasione in più per me oggi di riflettere: probabilmente Massimo aveva solo voglia di aggiungere esperienze a quelle già praticate, o cercava un altro àmbito professionale nel quale cimentarsi, perché il nostro lavoro molto ti offre e tanto ti sottrae.
Certo dentro di me c’era uno stupido pregiudizio, come se il suo essere “splendidamente” drag fosse un puro esercizio di glamour e make up privo di sostanza (ma fosse anche così, che male ci sarebbe?) mentre io, da vera presuntuosa, m’attribuisco altre qualità compensative, a bilancio di un orrore mediatico sotto gli occhi di tutti...
 
Eppure ora posso confessare di aver provato per lei un’invidia insana, tipica delle competizioni professionali: avrei amato avere un fisico come il suo, addobbarmi come una vera star: vestiti firmati, gioielli appariscenti, un inno alla gioia e alla vita, il sorriso sempre pronto tra un’allusione e l’altra, tra un hit ed il successivo.
 
L’addio di Billy è stato quello di chi, andandosene d’estate, non vuole dare fastidio: una cinquantina di persone che l’hanno saputo per vie un po’ traverse, un paesone dell’alta Lombardia ed un cimitero tranquillo come quello di Castelletto Ticino: alcune parole per ricordarne il lavoro, quella leggera commozione che accompagna il saluto finale, prima che l’onda alta dell’indifferenza virologica torni, potente, a impossessarsi di noi, mentre riprende quella vita di lavoro, scuola, preoccupazioni e responsabilità, con una risata in meno e qualche mestizia in più...
 
Il sito di Billy More è: www.billymore.com
 

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