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PRIDE: IL MENSILE GAY ITALIANO  [ Numero 86 - Agosto 2006 ]
 2006, fascisti all’attacco
 
di
Paolo Belmonte

Il 28 giugno hanno interrotto il pride di Catania con una contromanifestazione. Ora minacciano di invadere la Versilia "gay friendly" per arginare le nefaste influenze del Mardi Gras di Torre del Lago. I fascisti sono vivi e vegeti e ce l’hanno proprio con i gay.

 

Chi ha partecipato al pride catanese di quest’anno, lo scorso 28 giugno, ha avuto una brutta sorpresa. Poco dopo la partenza, infatti, il corteo è stato bloccato da una contromanifestazione promossa da Forza Nuova al grido di “Guai ai gay”. Alcune decine di militanti neofascisti si sono messi letteralmente di traverso con slogan e striscioni inequivocabili, come “No al gay pride” o “Le malattie si curano, non si manifestano”. Il tutto sotto gli occhi della polizia, che per circa un’ora ha gestito la situazione senza intervenire per i disperdere i guastafeste, malgrado il fatto che la contromanifestazione, a differenza del pride, non avesse alcuna autorizzazione legale.

 

Gli organizzatori della manifestazione glbt, vista la situazione, avevano chiesto immediatamente agli agenti presenti di agire perché la marcia potesse proseguire secondo il percorso stabilito, ma hanno poi raccontato di essersi sentiti rispondere che avrebbero fatto meglio a sciogliere il pride (“Tanto le televisioni ci sono, avete già fatto la vostra bella figura”). Solo dopo il rifiuto di smobilitare hanno ottenuto che con calma la polizia facesse ciò che doveva, consentendo al corteo di riprendere e di concludersi regolarmente.

 

L’atteggiamento della polizia”, ha commentato il circolo Open mind di Catania, organizzatore del pride, “è stato inqualificabile: hanno permesso ai forzanovisti di ‘manifestare’ non autorizzati, di esternare i loro deliri alle televisioni e ai cittadini increduli intorno a loro, per più di un’ora, e successivamente li hanno non dispersi bensì accompagnati, facendoli quindi sfilare ben protetti”.

E Forza Nuova, in un comunicato, a modo suo ringrazia: “A Catania 100 forzanovisti hanno bloccato il gay pride cittadino nella centralissima via Etnea. Il corteo dei pervertiti è stato bloccato per circa due ore e non ha potuto muoversi nonostante l’imponente schieramento di polizia.

Alla presenza di giornali e televisioni i responsabili forzanovisti hanno spiegato che anche in Italia è arrivato il vento dell’est e che da oggi in poi queste carnevalate avranno vita difficile. Ricordiamo che in alcuni paesi dell’est europeo i gay pride sono stati proibiti dalle autorità o impediti da folle inferocite”.

 

Riguardo all’accaduto c’è stata l’unanime condanna dei gruppi glbt italiani e sono state presentate interrogazioni parlamentari per sapere cosa intenda fare il governo contro il ripetersi di analoghe situazioni.

Il circolo Open mind ha inoltre lanciato l’idea di una manifestazione nazionale antifascista da tenersi a Catania il 16 settembre prossimo.

 

Quanto successo a Catania è grave e non costituisce purtroppo un caso isolato. I gruppi della destra più estrema (Forza Nuova in particolare) hanno ormai da tempo individuato il movimento glbt e le sue iniziative come bersaglio privilegiato, e usano questa contrapposizione come facile metodo per fare notizia. Pochi giorni dopo l’episodio di Catania, per fare un altro esempio, militanti di estrema destra hanno attaccato l’ufficio dell’anagrafe del comune di Tivoli, vicino a Roma, spargendo letame per terra per protestare contro l’annunciata intenzione di istituire un registro cittadino delle coppie di fatto. E sono continue, in varie parti d’Italia, le minacce e le intimidazioni di vario tipo all’indirizzo delle associazioni e della comunità glbt.

 

Tra le ultime iniziative c’è anche un appello lanciato dalla sezione lucchese di Forza Nuova che invita “tutti i camerati italiani a passare qualche giorno di vacanza nella bellissima Versilia, con i figli, la propria famiglia o con le fidanzate” tra il 6 e il 20 agosto. L’obiettivo politico della vacanza in Versilia, come spiega l’appello stesso, è quello di difendere la famiglia tradizionale arginando gli “indecenti festeggiamenti denominati Friendly Versilia, Mardi Gras o gay pride che si voglia dire”.

L’iniziativa di Forza Nuova, spiega ancora l’appello, “si concluderà con una fiaccolata in difesa dei valiri tradizionali”.

 

 

 

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