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Alberto Ruggin
ha 20 anni, è cattolico praticante, attivista di Forza Italia… e gay
dichiarato.
Si dedicava al
volontariato nella chiesa della sua cittadina, Este, dove insegnava
catechismo, cantava nel coro e leggeva le letture domenicali. Il
passato tuttavia è d’obbligo, perché pochi giorni fa aveva informato
della sua partecipazione alla trasmissione di Bonolis Ciao,
Darwin, nel gruppo dei gay, ed a qualcuno la cosa non è proprio
andata giù.
Domenica 18 novembre don
Ruggero Puliero aveva lanciato strali dal pulpito verso gli
omosessuali e i divorziati, quasi per prepararsi il terreno e dire
ad Alberto che il suo attivismo non era più gradito, né presso
l’altare, né in parrocchia; al massimo avrebbe potuto seguire le
funzioni come tutti i fedeli, dai banchi. Don Ruggero era al
corrente dell’orientamento sessuale di Alberto, ma una cosa è
viverlo segretamente, un’altra è avere un gay dichiarato e pubblico
vicino alla tonaca.
Il parroco ti ha
relegato nei banchi dopo anni di volontariato…
Per me è stata una vera
e propria batosta, dopo vent'anni che frequento quella chiesa (mi
hanno battezzato lì), alla quale ho dato molto, con convinzione.
Quanto accaduto ti ha
fatto cambiare opinione nei confronti della Chiesa?
No: sono cattolico
praticante, vorrei solo avere qualche risposta, dal momento che ci
sono persino preti omosessuali che celebrano messa, mentre a me è
bastato scegliere di partecipare come gay dichiarato a un programma
televisivo per vedermi messo da parte. Ho l'impressione che per la
Chiesa sia possibile essere gay se si sceglie il silenzio, mentre
chi segue, come me, la via della coerenza viene discriminato.
È una forma di ipocrisia terribile.
Dichiarandoti gay hai
fatto rizzare i capelli ad i tuoi compagni di partito, Forza Italia…
Il partito, dove milito
con un attivismo irreprensibile, si è sostanzialmente spaccato in
due: la parte più liberale ed il Circolo delle Libertà si sono
stretti a me, mentre i perbenisti… be', quelli ci sono da tutte le
parti.
Tuttavia per Berlusconi
"i gay stanno tutti dall'altra parte"…
Io penso che la sua
battuta sia stata distorta ad hoc da alcuni giornalisti non
proprio vicini a lui. Egli sa benissimo che il suo partito, specie
in Lombardia ed in Veneto, è strapieno di omosessuali.
D'accordo, ma Forza
Italia non si è mostrata proprio amica dei gay e delle loro istanze…
Forza Italia è un grande
partito, dove vi sono esponenti come Taradash, Dalla Vedova ed il
presidente Galan (che, tra l’altro, mi ha telefonato oggi per
esprimermi la sua solidarietà): essi sono del tutto vicini alla
lotta per i diritti delle persone omosessuali.
È vero, sono una minoranza che si trova in un insieme dove abitano
tradizionalisti e familisti, ma io penso che bisogna continuare a
fare pressioni all’interno del partito. Ricordiamoci della necessità,
per l’ottenimento dei nostri diritti, di un ampio voto trasversale.
Anche perché, da come sono andate le cose con il Governo di
centro-sinistra…
E se Berlusconi vuole
fare il grande centro, magari legandosi sempre più strettamente con
i cattolici, conti di rimanere e lottare o di cambiare partito?
Non credo in
quest’ipotesi, come pure sono convinto che non si arriverà mai al
proporzionale.
Chiesa e partito, una
doppia discriminazione: dove pensi che valga la pena di combattere?
Sicuramente in politica.
La chiesa tace, ma non torna indietro: è così da duemila anni. La
politica invece serve per cambiare la società, ed in questo credo
molto.
Oggi, avendo scelto di
non tacere e di gridare la discriminazione subita, voglio darmi da
fare nel movimento gay, per portare avanti la voce di molti che si
sono trovati nella mia situazione, ma che non hanno avuto la stessa
forza.
Ho ricevuto molte
telefonate, anche da parte di sconosciuti, che mi hanno incitato a
non mollare.
Come ha preso la tua
famiglia il can can mediatico che hai scaturito attorno a te?
Entrambi i genitori mi
hanno sostenuto da subito, perché c’è stato chi ha voluto uccidere
il mio entusiasmo e la mia voglia di fare.
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