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PRIDE: IL MENSILE GAY ITALIANO   [ Numero 92 - Febbraio 2007 ]
 Adozioni ai gay: perché no?
 
di Matteo Bandini

La consulente del cuore di Markette, Sabina Negri, discute con Pride di questioni rosa e di molto altro, a partire dal suo nuovo amore (ma è presto per pacsarsi). Fino ad aprire alle adozioni per le coppie gay
 


Sabina Negri, la casalinga non più disperata di Markette, consulente del cuore di gay ed etero, parla del suo amore con l’emozione di chi lo attendeva da un pezzo, il principe azzurro.

Lasciatasi alle spalle un matrimonio con l’ex ministro Calderoli (uno a cui i gay non stanno “troppo” simpatici), si sente serena con il suo compagno. E non teme una storia a distanza. Lui infatti abita a Parigi: è il conte Didier de Cottignies, direttore dell’Orchestra Sinfonica Nazionale di Francia. Dalla camicia verde, al papillon bianco. “Finalmente qualcuno che mi riporti ad ascoltare l’opera lirica. Ci sono cresciuta fin da piccola. Sembra che a quelli della mia generazione non interessi”, scherza. Un amore senza barriere linguistiche: parlano italiano, anche sei lei qualche volta rispolvera il francese. Lui intanto sta imparando il milanese.

 

Andrai a vivere a Parigi?

Ma guarda, io da Milano penso non mi staccherò mai. È la mia città, con i miei ritmi e le mie abitudini. Non credo di trasferirmi, non abbandono il mio grembo natale. Ci vediamo nei fine settimana, nelle vacanze, nei momenti liberi, spesso in Toscana. Facciamo lunghe passeggiate e ci diamo ai piaceri della buona tavola.

 

Non sei più casalinga disperata, allora.

Casalinga lo sono ancora: voglio sempre far da mangiare io, occuparmi della casa. Disperata, dipende dai momenti. Sono in un bel periodo. La separazione da Calderoli è stata un momento faticoso. Questa è una rinascita.

 

Lavori da tempo nello spettacolo, come autrice teatrale e televisiva e ora come personaggio alla corte di Chiambretti. Degli ultimi scandali, da Vallettopoli a Fotopoli, che idea ti sei fatta?

Per fortuna ho sempre lavorato in ambienti diversi. È un argomento di cui nel mio mondo, quello teatrale, se n’è parlato ben poco. Lele Mora era venuto una volta ospite a Markette. Di lui ho letto più che altro sui giornali. Quello che mi spiace è che siano state strumentalizzate le donne, come spesso accade.

 

Divette compiacenti, calciatori impegnati in orge gay su una barca, fotografi estorsori…

Purtroppo però, va detto che la stampa ha un po’ la tendenza a manipolare. A volte leggo delle cose che mi riguardano, nelle quali non mi riconosco. Per non parlare di quando mi hanno scambiata per un’altra persona. Una situazione kafkiana. Nella corsa a dare la notizia prima degli altri, si finisce per scrivere cose non vere.

Il problema è che quando un giornale passa un messaggio, quello diventa automaticamente verità, agli occhi dell’opinione pubblica. Mia nonna diceva sempre: “È vero, lo dice il giornale”. Non è cambiato molto. I media vengono facilmente presi per oro colato.

 

La tua posta del cuore va forte, a Markette, ed è un programma cult per moltissimi gay.

Ne sono entusiasta, mi sento vicina alla gente. Spesso rispondo in privato. In qualche caso ho lasciato anche il numero di cellulare ad alcune persone che mi chiedevano consigli. Non è il parere di una maestrina che ne sa più degli altri, anzi. Rido molto di me stessa. Quando Piero mi legge le lettere che arrivano, rispondo con autoironia. La tv poi aggiunge qualcosa in più, permettendoti di usare la mimica facciale. Dopo la radio e la tv, mi piacerebbe tenere una rubrica anche su un giornale.

 

Lo sai che Franco Grillini cura la corrispondenza gaya di Anna?

Siamo ottimi amici. È una bella iniziativa, che apre le porte alle questioni del cuore di tutti. È giusto dare voce anche ai gay: gli amori infelici non lasciano nessuno immune!

 

Fra i gay hai parecchi fan.

È proprio vero che le simpatie sono sempre reciproche! Ho tanti amici gay, a iniziare da Gennaro Cosmo Parlato e Costantino della Gherardesca, di Markette: le mie stelle, i miei riferimenti. Sono stata alla presentazioni dei dischi di Valentina Gautier, alle Messaggerie Musicali, e di Gennaro, al Divina di Milano. Mi sono divertita, ho chiacchierando con il pubblico, anche se in discoteca c’è sempre un volume assordante!

 

Nel 2006 sei stata giurata alla finale di "Mr Gay Italia". E quest’anno?

Mi piacerebbe. È stata un’esperienza divertente che forse mi porterà ad altre opportunità, ma aspetto a parlarne per scaramanzia. Diciamo che le miss ci hanno un po’ stufato. È il momento degli uomini. Al Mr Gay per esempio c’era più gioco che competizione. I concorrenti non erano oggetti in mostra.

 

Che progetti teatrali hai?

Il mio spettacolo, interpretato da Tullio Solenghi, è in scena dallo scorso giugno. Si chiama L’ultima radio, è un monologo che ripercorre la vita di un disc jockey attraverso la musica. Niente come la musica ti fa evocare dei periodi della vita.

Mi piacerebbe inoltre scrivere un altro spettacolo per Carlo Delle Piane, dopo quello su Toulouse Lautrec. È stato lui a lanciarmi.

 

E uno spettacolo con Didier?

Vorrei che scegliesse le musiche per una nuova pièce. Pensa che lui ha curato le colonne sonore anche di Kubrick.

 

Parliamo di politica, visto che è sempre stata di famiglia per te, a partire da un fratello deputato. Ti pacseresti con Didier?

È presto, non sono ancora divorziata! Con lui si parla spesso delle differenze fra Francia e Italia. Be', da loro i Pacs sono una realtà ben rodata. Li aspetto anche da noi, per vedere un’Italia finalmente moderna. Vorrei che si finisse di parlare a sproposito dei Pacs.

 

In che modo?

Vengono strumentalizzati. Anche in termini numerici, riguardano unioni di chiunque, gay o etero. Invece certa propaganda tende a farli passare come una legge solo per i gay.

Penso anche alle coppie etero che non vogliono o non possono sposarsi, o alle semplici convivenze fra persone anziane. Mi sembra che ci sia una certa manipolazione.

 

Da parte di chi?

Il matrimonio, a livello civile e non religioso, è un contratto. Non vedo perché le unioni registrate non possano essere con chi si vuole. C’è un’enfasi esagerata sul salvare la famiglia. A quel punto, anche il divorzio non la salva.

Eppure è giusto che ci sia. Stanno facendo un polverone su una legge che non fa male a nessuno. Tutt'alpiù può fare del bene. Ma non è tutto.

 

Spara.

Mi sembra un modo per depistare l’opinione pubblica da altri argomenti. Si crea caos su un normale contratto di coppia, rispetto a problemi ben maggiori che non si vogliono risolvere. E poi tutti questi politici che convivono, da che mi risulta, la loro copertura mutualistica ce l’hanno.

 

Come per la droga. I primi a farne uso, sono quelli che la penalizzano. Le Iene insegnano…

Sono d’accordo con un servizio che informa come quello dei tamponi, ma assai meno con le domandine ai politici per vedere se sanno in che anno è stata scoperta l’America. Un politico deve essere un buon amministratore. Voglio volare basso, accontentarmi: mi basta che governi bene, se poi è preparato in cultura generale, tanto di guadagnato. Ma non è prioritario.

 

Fra le imboscate delle Iene è caduta anche Elisabetta Gardini, titubante sulla Consob. Ma la Gardini è stata soprattutto protagonista di una querelle sui bagni usati da Vladimir Luxuria.

Trovo assurdo che sia stato dato così tanto spazio a questa vicenda. Evidentemente c’era dell’altro dietro.

 

Sì ai Pacs, dunque. E ai matrimoni gay, come in Spagna?

(ride) Già gli etero hanno questo mal di pancia, perché se lo vogliono prendere anche i gay?

 

Sei favorevole all’adozione di bambini da parte di coppie gay?

Il tema dell’adozione è delicato, anche per gli etero. Ne ho parlato tantissimo in questi ultimi anni frequentando Stefano Mistura, il direttore del Dipartimento di Salute mentale di Piacenza. Lui dice che le coppie gay non danno problemi di identificazione ai figli. 

 

Bene.

Il bambino deve avere modelli maschili e femminili, ma non è detto che questi debbano convivere sotto lo stesso tetto. Il modello d'identificazione può essere uno zio o un’amica. Come già si vede nelle coppie etero.

Se ne parla sempre con superficialità, dicendo che il bambino è “disturbato”. Ma il bambino è disturbato quando i genitori si tirano i bicchieri in testa, quando viene abbandonato a casa o chiuso in macchina mentre gli altri vanno a sciare.

Tutto quello che ho letto o studiato a riguardo va in questa direzione. A livello scientifico, nessuno ha ancora dimostrato che i bambini avrebbero problemi di crescita.

Quindi non posso che essere d’accordo. È la scienza che deve parlarne, non la politica.

 

 

 

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