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Non tutte le destre sono
uguali: fra Hitler e Cavour qualche
differenza, vivaddio, c’era.
Alcune destre sono peggiori di altre. E la destra italiana
è pessima, specie quando si parla di gay. Se all’estero
partiti di destra e cristiani hanno votato a favore dei Pacs e
delle leggi antidiscriminazione, in Italia, fino ad oggi,
la destra s’è dimostrata
particolarmente omofoba, ignorante, ottusa. Nessun
altro paese civile ha avuto l’onore di leggere, su carta
intestata dello Stato, che noi siamo “culattoni” (Tremaglia),
o “finocchi” (Calderoli) o anche “froci”
(Storace dixit)! |
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In una situazione di mancanza di rispetto e cultura
politica, o addirittura di buona educazione (quella
della mamma: “Non dire parolacce!”), ci si aspetterebbe nel
movimento gay una componente di destra particolarmente attiva
nel far vedere i sorci verdi alla masnada dei nostri ministri
bovari.
Ebbene, l’esatto contrario. Più la destra italiana si dimostra
razzista, becera, medievale, più i gay di destra le vanno
dietro. E che la destra sia becera non sono io a dirlo: è il
portabandiera stesso dei gay di destra, quell’Alessandro
Cecchi Paone la cui candidatura ci era stata presentata
come la dimostrazione tangibile di quanto la destra
sia aperta verso i gay. E che si è sfogato sul “Corriere
della Sera” del 15 gennaio, parlando così dei suoi
compagni di schieramento:
“Tuonano da anni contro l’egemonia culturale della sinistra.
La sinistra ha cervelli e strategie. La destra ha rari
cervelli e le uniche strategie sono quelle distruttive contro
quelle poche intelligenze. Le scaricano, le mortificano. Il
caso Buzzanca ne è la
prova. (...) Di qui nasce la crisi del centrodestra alle
ultime elezioni, e che se vogliamo ha travolto anche me alle
europee. (...)
Questa destra rappresenta un’Italia da anni cinquanta.
Ghettizzazione dei gay in quanto "anormali", insistenza su una
famiglia tradizionale che sociologicamente non esiste più e
sui valori cristiani di cui l’Europa non parla minimamente”.
Dissente da lui (su “Corriere magazine” del 27 gennaio)
Daniele
Scalise, gay e presenzialista televisivo, che tiene sul
quotidiano di
destra “il Foglio” la rubrica “Froci”. Il problema per lui è
un altro:
l’eccessiva presenza gay in tv, ivi inclusa, ovviamente,
quella di
Cecchi Paone (ma esclusa la propria, altrettanto ovviamente):
"Chiudetegli la bocca, vi prego. Non se ne può più. C'è un
problema di
soprannumero. Sono troppi (...) Non voglio fare lo snob, ma
questo
pollaio pigolante mi innervosisce. C'è chi dice che sia
necessario per
arrivare alla normalità. Che questo sia l'unico modo per
ottenere una
legge sulle unioni gay. Mi auguro che sia così, ma intanto
inorridisco”.
Ma se ci si limitasse al pollaio fra gay di destra, la cosa
sarebbe
ancora tollerabile. Il problema è che ultimamente, per
guadagnare
quella visibilità che non riesce a ottenere con le sue
iniziative, la
destra gay attacca il movimento gay di sinistra per le sue, di
iniziative. Cioè, sparando contro i gay anziché contro i loro
nemici. E
questo è inaccettabile sotto tutti i punti di vista. Specie se
per
farlo occorre riabilitare il nazifascismo, come ha fatto
Enrico Oliari,
presidente di “Gay lib”, scrivendo al “Piccolo” di Trieste il
25/1/2005, a proposito della targa per le vittime del nazismo
inaugurata alla Risiera di san Sabba:
“Probabilmente qualche
associazione gay di sinistra è alla ricerca di un vittimismo
di dubbio
gusto. Pensino piuttosto a ricordare, oltre alle vittime del
nazismo, i
50 mila gay scomparsi nei Gulag sovietici o i molti internati
nei campi
Umap cubani, inventati da Guevara”.
L’attacco è inqualificabile. E dimostra che la destra gay è
incapace di
fare politica. Se infatti pensa che le vittime gay in Urss
siano tante
e tali da meritare monumenti, nessuno impedisce ai camerati
gay di
andare, semmai, dai loro partiti per chiederli: in tutta
Italia. Chi si
opporrebbe: forse i gay di sinistra? No di certo. Ma
ovviamente è più
comodo sabotare il lavoro altrui che lavorare...
E non basta riabilitare il nazismo! Va bene anche alimentare
l’intolleranza, opponendosi alla moschea a Bolzano. Così
Oliari il
19/11/2004 (http://it.gay.com/view.php?ID=19440):
“L’enorme e
laica
cultura dei diritti umani che è tradizione nel nostro
Continente
dall’Illuminismo, e che è fondamento dell’Unione Europea, si
contrappone nettamente alla filosofia islamica, dove [sic] la
donna
subisce discriminazione e dove gli omosessuali trovano
disprezzo,
violenza e morte. In tutti paesi arabi infatti i gay sono
puniti con
pesanti pene ed in alcuni di essi addirittura con la morte.
(...) Le
moschee sono ricettacoli di persone che rifiutano sia le
libertà
individuali conquistate sia quella da conquistare e vanno
prevenuti a
Bolzano i problemi di convivenza che oggi manifestano i
cittadini
olandesi”.
Anche qui Oliari dimostra di non sapere cosa sia la politica.
Perché se
crede di far piacere ai cattolici con queste sparate, si
sbaglia.
L’ignoranza che contraddistingue la destra italiana le
impedisce
infatti di sapere che ci sono più cristiani nei paesi islamici
che
islamici nei paesi cristiani. E si tratta di paesi ad alto
tasso di
crescita, bisognosi di sempre nuove chiese. La Chiesa
cattolica non
vuole perciò che i pachistani, o sudanesi, o nigeriani,
possano
risponderle, alla richiesta di costruire nuove chiese:
“Certo.
Ci
comporteremo esattamente come in Italia si fa con le
moschee”...
Per ribattere ai gay che contestano la bizzarria delle loro
prese di
posizione, i gay di destra hanno poi inventato la teoria che
pretende
che “tanto fra destra e sinistra non c’è differenza”:
semplicemente, i
comunissssti, controllando le tv e la stampa (!), censurano
gli atti
omofobici della loro parte politica.
Così ha spiegato sempre
Oliari
(http://www.oliari.com/articoliecomunicati/dallorto.html):
”Il
centrosinistra è stato al governo sei anni” [in realtà cinque]
“nella
passata legislatura, e cos'hanno ottenuto i gay? Niente. (...)
Dalla
padella alla brace: Giovanni Dall’Orto si straccia le vesti
per il caso
Buttiglione e per Mattiello, a suo dire [in realtà, a dire di
Mattiello!] licenziato in quanto omosessuale dal senatore
Fisichella di
An. Tralascia però un fatto assai più grave: Nichi Vendola,
deputato di
Rifondazione comunista, ha dichiarato più volte di essere
stato
discriminato da Massimo D’Alema in quanto omosessuale e di
essersi così
visto allontanare la candidatura alla carica di governatore
della
regione Puglia. Cose del genere dovrebbero far urlare allo
scandalo il
movimento omosessuale, ma Dall’Orto se ne sta prudentemente
zitto zitto
e magari ritira fuori l’aria fritta e strafritta di
Buttiglione, come
se GayLib non avesse applaudito alla sua bocciatura”.
Ora, non solo Vendola ha smentito di aver mai detto la frase
incriminata, ma tutti sanno come sia finita la vicenda Vendola:
con la
candidatura!
In altre parole, per sostenere le proprie tesi i
gay di
destra devono ricorrere a sfacciate bugie, arrivando a negare
la
discriminazione di Fisichella (ma allora, il loro movimento a
che
serve?) e compiendo scivoloni ridicoli come quello su Vendola
(ripetuto
per buona misura anche da Daniele Priori su “L'Indipendente”
il
12/1/2005).
Non va. Avendo la destra più ottusa d’Europa, noi italiani non
possiamo
permetterci di avere i gay di destra più ottusi d’Europa.
Cari gay di destra, smettetela di passare il tempo a lottare
contro i
gay di sinistra e a favore del razzismo, e fate la vostra
parte anche
voi.
Perché c’è bisogno anche di voi. Ma per costruire, e non
per
distruggere, come a Trieste, ciò che gli altri realizzano.
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