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PRIDE: IL MENSILE GAY ITALIANO

  [ Numero 99 - Settembre 2007 ]

 INTERVISTA A CINQUE BISEX
[di Max Basili]
 

Quando in Italia parliamo di movimento GLBT consideriamo i titolari della B, ovvero i bisessuali, come parte integrante di una comunità che in realtà ancora li giudica, (e in qualche caso anche con qualche ragione) i portatori di una specie di fase immatura dell’omosessualità: quella in cui non si ha ancora il coraggio di dirsi froci ma si guarda ai gay dichiarati con disprezzo. Non a caso c’è un detto che circola nella cultura gay e che recita: “Bi now, gay later”, ovvero “Bisex adesso, gay domani”...

Ma al di là del tema di questi bisessuali "di comodo" è comunque un fatto che i bisessuali del Belpaese, quelli veri, non escono mai allo scoperto per rivendicare la propria alterità rispetto agli etero (e ai gay!), preferendo mimetizzarsi in mezzo alle coppie “normali”. Spesso riducono la propria identità omosessuale al bisogno prettamente fisico, soddisfatto il quale tornano rapidamente da mogli o fidanzate, conservando intatta la propria integrità di "maschio".

Da quanto esiste interner, il rifugio peccatorum dei bisex italiani sono diventate le chat gay, dove è possibile agganciare le potenziali prede sessuali mantenendo l’anonimato.

Grazie alle chat abbiamo interrogato un gruppo di bisessuali di età varia per capire quanto siano fondate le idee correnti sul loro conto.

 

Cosa significa per te essere bisessuale? Sei sposato o fidanzato?

Michele, 25 anni: Attualmente ho una compagna a cui voglio molto bene, ma dall’età di 17 anni ho iniziato a sentire attrazione anche per gli uomini.

Diego, 30 anni: Sono fidanzato con una donna. Amo il sesso e amo farlo con una persona che mi stuzzica, indipendentemente dal suo sesso.

Luca, 34 anni: Significa provare attrazione sessuale per maschi e femmine allo stesso modo. Ad esempio non provo alcun fastidio per travestiti e trans, ma sessualmente mi sono indifferenti. Sono sposato.

Brad, 34 anni: Ho sognato per un po’ di avere un rapporto con un uomo ma mi sono deciso a realizzare questa fantasia solo dopo essermi sposato.

Raffaele, 47 anni: Significa avere coscienza di me stesso e assecondare i miei desideri. Sono sposato.

 

La tua attrazione verso uomini e donne è equivalente?

M: Mi attraggono entrambi in ugual modo; a volte però mi sembra di essere più attratto dagli uomini, forse per il gusto del proibito!

D: Mi piace una persona, indipendentemente dal fatto che sia donna o uomo.

L: Non ho una preferenza assoluta, cerco cose diverse in un uomo e in una donna.

B: Preferisco sempre una donna a un uomo, forse perché vivo la mia bisessualità in maniera virtuale: combino incontri con le chat.

R: In una fase della mia vita ho preferito le donne agli uomini, ora il rapporto si è invertito.


A che età hai compreso di essere bisessuale? C'è qualcuno in famiglia, sul lavoro o tra gli amici che è al corrente di te?
M: Dai 17 anni, ma non ho mai trovato il coraggio di cercarmi un'esperienza con un maschio. Solo una volta ho ceduto alle avances di una persona, ma non è stato soddisfacente, forse perché non mi attirava troppo a causa della sua effeminatezza. Dopo di allora mi risulta più difficile trovare il coraggio di farlo ancora. Nessuno è al corrente di me, se non qualche amico conosciuto in chat, dove la virtualità rende più spontanei.

D: L’ho sempre saputo. Qualcuno sa di me, ma di carattere sono una persona molto riservata.
L: Attorno ai 13 anni già fantasticavo indifferentemente. Il mio più caro amico e mia moglie sanno che ho sessualmente sperimentato cose diverse.

B: Direi attorno ai 26, 27 anni. Nessuno ne è al corrente, mi vergognerei molto ad ammetterlo

R: Più o meno verso i 40 anni: mi sono innamorato di un ragazzo stupendo, col quale ho avuto una breve ma intensa relazione. Al corrente del mio interesse gay ci sono alcuni miei amici. Nella cerchia dei parenti direi di no, e neppure mia moglie.
 

Hai avuto esperienze sessuali prima con gli uomini o prima con le donne?
M: Ho avuto quasi sempre rapporti etero da molto prima della mia prima ed unica esperienza gay.

D: Prima con donne a 16 anni, poi con uomini verso i 19-20 anni.

L: Prima con donne, per puro caso. Sarebbe bastato pochissimo per averle prima con uomini.

B: Con le donne, e mi sono innamorato unicamente di donne.

R: Ho avuto esperienze sessuali prima con i miei compagni di classe e con gli amici e poi con le donne.

 

Ti pesa conciliare i due aspetti della tua vita? La tua compagna sa delle tue esperienze omosessuali?

M: Lei non sa, ma non mi pesa conciliare le due cose poiché non ho ancora trovato il coraggio di cercarmi amicizie gay.

D: Non mi pesa, mi viene naturale. La mia compagna non lo sa.

L: L'aspetto vincolante è quello della fedeltà, per chi ci crede, che è indifferente se uno è etero, gay o bisex. Se non si è fedeli poco importa con chi si fa sesso. Incontro raramente, in modo molto selettivo e di nascosto. Mia moglie sa che sessualmente ho avuto esperienze diverse, ma ora soffrirebbe se sapesse dei miei occasionali incontri.

B: Sì, un po’ mi pesa. Cerco di "staccare" la spina, per questo relego la mia bisessualità nel mondo virtuale. La mia compagna non sa di questa cosa, ma non è detto che glielo terrò nascosto per sempre.

R: Sì, mi pesa conciliare la moglie con altre pulsioni e vocazioni, anche perché con lei non ho più rapporti sessuali da anni.

 

Ritieni il tuo lato gay un accidente fastidioso, da nascondere a tutti i costi, oppure ne parli senza problemi?
M: Il mio lato gay è ancora inesplorato, trovo molta difficoltà a parlarne apertamente. Non lo giudico come qualcosa di fastidioso, ma per il momento non riesco ad affrontare la situazione e rimando sempre, anche se ho la certezza che prima o poi riuscirò a viverlo con più serenità.

D: Non ne parlo ma non lo nascondo (a me stesso).

L: È una delle tante cose che non si possono dire a tutti. Cerco di valutare la persona che ho di fronte ma, appena posso, promuovo la normalità dell'essere gay e bisex. Su questo aspetto sono molto esplicito con gli amici e al lavoro. Quanto a fare un riferimento personale, ogni tanto capita, ma non lo uso come dimostrazione.

B: Il mio lato gay non è un problema, ma fa parte della mia intimità. Così come non parlo delle mie performances con le donne, allo stesso modo preferisco non dire ciò che faccio nei rari incontri con gli uomini.

R: Non lo ritengo un accidente fastidioso, lo è piuttosto il "nazionalbanale" che non sa affrontare con maturità il tema della sessualità e delle relazioni interpersonali.


Se in Italia, dal punto di vista dell'accettazione dell'omosessualità, migliorassero le cose, verresti allo scoperto come gay o come bisessuale?
M: Significherebbe fare i conti solo con la propria coscienza e non dover mettere in conto anche i problemi che incidono sulla vita di chi è visibile. A volte, però, penso che siano solo alibi che ci costruiamo per non affrontare la questione con noi stessi.

D: Non penso di essere gay. Vivrei la mia bisessualità più apertamente, ma non credo poi molto, visto il mio carattere chiuso.

L: Non cambierei il mio comportamento. Se non dico di essere bisex è per una valutazione personale di chi ho di fronte, non certo per una questione di ambiente sociale. Non credo ci sia un problema di accettazione in Italia, oggi: essere insultati come "checche" non è diverso dall’esserlo come "comunisti di merda" o "bastardi juventini".

B: Penso di sì, ma siamo un paese di bacchettoni, non mi aspetto molto.

R: Questo è l'aspetto più imbarazzante, la contraddizione maggiore che vivo. Io non mi sono mai nascosto. Ho fatto politica sempre in prima fila, anche a costo di pagare dei prezzi personali per la mia visibilità. Però, essendo sposato, uscire allo scoperto mi pesa. Perciò ho scelto di battagliare partecipando a forum di discussione, provocando riflessioni entro la cerchia delle mie amicizie. Però non sono ancora pronto a scendere in campo in modo diretto.


Ti è capitato di far convivere una relazione gay contemporaneamente ad una etero, oppure sono due momenti che hai sempre tenuti distinti, magari alternandoli?

M: No.

D: Le storie importanti si sono alternate sempre. Ma non è detto che se sto con una donna non cerchi rapporti con uomini (però non relazioni sentimentali).
L: Se relazione significa un rapporto stabile, emotivo, affettivo, allora non ho mai avuto una relazione gay.

B: No.

R: Direi che adesso sono più interessato a rapporti con uomini. In ogni caso per me sono due sfere separate. Per esempio: alcuni giorni fa mi è successo di desiderare ardentemente di fare sesso con una ragazza.


Credi che esista discriminazione verso i bisessuali da parte dei gay? Hai avuto esperienze in proposito?

M: Per quello che mi è capitato di sentire in chat frequentate da gay e bisex, penso di sì. Ho incontrato gay che non avevano nessuna voglia di parlare con un bisex.

D: Sì, molte volte.
L: Credo fortemente che nella varietà del mondo gay ci sia anche il rifiuto della realtà bisessuale, il tentativo di ricondurla sempre all'identità gay. Spesso sono stato tacciato di essere un gay indeciso, oppure di essere rifiutato da sconosciuti solo perché mi proclamavo bisex.

B: Non ne ho assolutamente idea. Ho pochissime esperienze e forse per solidarietà ho sempre cercato uomini sposati come me.

R: Spesso e volentieri i gay sono intolleranti, proprio loro che sono sempre stati oggetto di discriminazione diventano settari e persino aggressivi nei confronti di chi ha un comportamento ritenuto ambiguo. Io penso che i gay per primi dovrebbero essere paladini dell'ambiguità, intesa come ricchezza del modo di essere. Invece noto verso di noi un comportamento speculare a quello repressivo che subiscono loro.

 

Cosa pensi del mondo gay, ne frequenti i locali?
M: Non frequento il mondo gay né conosco direttamente persone che si dichiarano gay! In tutti i casi, è la persona che è importante, al di là del suo orientamento sessuale. L'ostentazione è qualcosa che non mi piace assolutamente, né negli etero né nei gay, e mi disturba quando vedo manifestazioni provocatorie e volgari.

D: Non frequento locali. Non mi piacciono i “froci", le finte donne, le cule perse… Mi piacciono gli uomini: ci sono gay molto maschili!

L: Non posso dire di avere una vita sociale gay. Ho frequentato locali in passato, ma solo perché li trovavo migliori rispetto agli altri. Ho sempre cercato amicizie e incontri in altro modo, non rimorchierei mai neanche una donna, in discoteca. Oggi cerco incontri quasi esclusivamente su Internet.

Ritengo che il mondo gay non faccia lo sforzo di mostrarsi nella quotidianità, in ufficio, al supermercato, per la strada. In questo modo, invece, io sono riuscito a farne accettare la normalità a persone molto rigide, quelle che si sentono turbate dai pride. Dopotutto, una sfilata con migliaia di persone può essere un modo per nascondersi nella massa e sciacquarsi la coscienza. È molto più difficile ma più efficace scoprirsi nella quotidianità.

B: Credo che il mondo sia uno solo. Gay o non gay non è un problema.

R: Per me il mondo gay è una grandissima delusione. Ho sempre pensato che i gay fossero mediamente più colti, più sensibili, più inclini a cogliere le ragioni dell'altro: nulla di più sbagliato. Molti di loro si vergognano di esserlo, accettando, sia pure inconsciamente, la cultura dominante, che li ritiene malati o deviati.
Al posto delle battaglie di libertà prevalgono la frivolezza del divertimento e il consumo di sesso facile, piuttosto che l'impegno per la costruzione di nuove scale valoriali.

Non frequento saune o locali gay. Sono contrario a tutte le forme di segregazione. Faccio sesso ospitato, o in casa di amici.

 


   

 

 

 

 

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