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Quando in Italia parliamo di movimento GLBT
consideriamo i titolari della B, ovvero i bisessuali, come parte
integrante di una comunità che in realtà ancora li giudica, (e in
qualche caso anche con qualche ragione) i portatori di una specie di
fase immatura dell’omosessualità: quella in cui non si ha ancora il
coraggio di dirsi froci ma si guarda ai gay dichiarati con disprezzo.
Non a caso c’è un detto che circola nella cultura gay e che recita:
“Bi now, gay later”, ovvero “Bisex adesso, gay domani”...
Ma al di là del tema di questi bisessuali "di
comodo" è comunque un fatto che i bisessuali del Belpaese, quelli
veri, non escono mai allo scoperto per rivendicare la propria
alterità rispetto agli etero (e ai gay!), preferendo mimetizzarsi in
mezzo alle coppie “normali”. Spesso riducono la propria identità
omosessuale al bisogno prettamente fisico, soddisfatto il quale
tornano rapidamente da mogli o fidanzate, conservando intatta la
propria integrità di "maschio".
Da quanto esiste interner, il rifugio
peccatorum dei bisex italiani sono diventate le chat gay, dove è
possibile agganciare le potenziali prede sessuali mantenendo
l’anonimato.
Grazie alle chat abbiamo interrogato un gruppo
di bisessuali di età varia per capire quanto siano fondate le idee
correnti sul loro conto.
Cosa significa per te essere bisessuale? Sei
sposato o fidanzato?
Michele, 25 anni: Attualmente ho una compagna
a cui voglio molto bene, ma dall’età di 17 anni ho iniziato a
sentire attrazione anche per gli uomini.
Diego, 30 anni: Sono fidanzato con una donna.
Amo il sesso e amo farlo con una persona che mi stuzzica,
indipendentemente dal suo sesso.
Luca, 34 anni: Significa provare attrazione
sessuale per maschi e femmine allo stesso modo. Ad esempio non provo
alcun fastidio per travestiti e trans, ma sessualmente mi sono
indifferenti. Sono sposato.
Brad, 34 anni: Ho sognato per un po’ di avere
un rapporto con un uomo ma mi sono deciso a realizzare questa
fantasia solo dopo essermi sposato.
Raffaele, 47 anni: Significa avere coscienza
di me stesso e assecondare i miei desideri. Sono sposato.
La tua attrazione verso uomini e donne è
equivalente?
M: Mi attraggono entrambi in ugual modo; a
volte però mi sembra di essere più attratto dagli uomini, forse per
il gusto del proibito!
D: Mi piace una persona, indipendentemente dal
fatto che sia donna o uomo.
L: Non ho una preferenza assoluta, cerco cose
diverse in un uomo e in una donna.
B: Preferisco sempre una donna a un uomo,
forse perché vivo la mia bisessualità in maniera virtuale: combino
incontri con le chat.
R: In una fase della mia vita ho preferito le
donne agli uomini, ora il rapporto si è invertito.
A che età hai compreso di essere bisessuale? C'è qualcuno in
famiglia, sul lavoro o tra gli amici che è al corrente di te?
M: Dai 17 anni, ma non ho mai trovato il coraggio di cercarmi
un'esperienza con un maschio. Solo una volta ho ceduto alle avances
di una persona, ma non è stato soddisfacente, forse perché non mi
attirava troppo a causa della sua effeminatezza. Dopo di allora mi
risulta più difficile trovare il coraggio di farlo ancora. Nessuno è
al corrente di me, se non qualche amico conosciuto in chat, dove la
virtualità rende più spontanei.
D: L’ho sempre saputo. Qualcuno sa di me, ma
di carattere sono una persona molto riservata.
L: Attorno ai 13 anni già fantasticavo indifferentemente. Il mio più
caro amico e mia moglie sanno che ho sessualmente sperimentato cose
diverse.
B: Direi attorno ai 26, 27 anni. Nessuno ne è
al corrente, mi vergognerei molto ad ammetterlo
R: Più o meno verso i 40 anni: mi sono
innamorato di un ragazzo stupendo, col quale ho avuto una breve ma
intensa relazione. Al corrente del mio interesse gay ci sono alcuni
miei amici. Nella cerchia dei parenti direi di no, e neppure mia
moglie.
Hai avuto esperienze sessuali prima con gli
uomini o prima con le donne?
M: Ho avuto quasi sempre rapporti etero da molto prima della mia
prima ed unica esperienza gay.
D: Prima con donne a 16 anni, poi con uomini
verso i 19-20 anni.
L: Prima con donne, per puro caso. Sarebbe
bastato pochissimo per averle prima con uomini.
B: Con le donne, e mi sono innamorato
unicamente di donne.
R: Ho avuto esperienze sessuali prima con i
miei compagni di classe e con gli amici e poi con le donne.
Ti pesa conciliare i due aspetti della tua
vita? La tua compagna sa delle tue esperienze omosessuali?
M: Lei non sa, ma non mi pesa conciliare le
due cose poiché non ho ancora trovato il coraggio di cercarmi
amicizie gay.
D: Non mi pesa, mi viene naturale. La mia
compagna non lo sa.
L: L'aspetto vincolante è quello della
fedeltà, per chi ci crede, che è indifferente se uno è etero, gay o
bisex. Se non si è fedeli poco importa con chi si fa sesso. Incontro
raramente, in modo molto selettivo e di nascosto. Mia moglie sa che
sessualmente ho avuto esperienze diverse, ma ora soffrirebbe se
sapesse dei miei occasionali incontri.
B: Sì, un po’ mi pesa. Cerco di "staccare" la
spina, per questo relego la mia bisessualità nel mondo virtuale. La
mia compagna non sa di questa cosa, ma non è detto che glielo terrò
nascosto per sempre.
R: Sì, mi pesa conciliare la moglie con altre
pulsioni e vocazioni, anche perché con lei non ho più rapporti
sessuali da anni.
Ritieni il tuo lato gay un accidente
fastidioso, da nascondere a tutti i costi, oppure ne parli senza
problemi?
M: Il mio lato gay è ancora inesplorato, trovo molta difficoltà a
parlarne apertamente. Non lo giudico come qualcosa di fastidioso, ma
per il momento non riesco ad affrontare la situazione e rimando
sempre, anche se ho la certezza che prima o poi riuscirò a viverlo
con più serenità.
D: Non ne parlo ma non lo nascondo (a me
stesso).
L: È una delle tante cose che non si possono
dire a tutti. Cerco di valutare la persona che ho di fronte ma,
appena posso, promuovo la normalità dell'essere gay e bisex. Su
questo aspetto sono molto esplicito con gli amici e al lavoro.
Quanto a fare un riferimento personale, ogni tanto capita, ma non lo
uso come dimostrazione.
B: Il mio lato gay non è un problema, ma fa
parte della mia intimità. Così come non parlo delle mie performances
con le donne, allo stesso modo preferisco non dire ciò che faccio
nei rari incontri con gli uomini.
R: Non lo ritengo un accidente fastidioso, lo
è piuttosto il "nazionalbanale" che non sa affrontare con maturità
il tema della sessualità e delle relazioni interpersonali.
Se in Italia, dal punto di vista dell'accettazione
dell'omosessualità, migliorassero le cose, verresti allo scoperto
come gay o come bisessuale?
M: Significherebbe fare i conti solo con la propria coscienza e non
dover mettere in conto anche i problemi che incidono sulla vita di
chi è visibile. A volte, però, penso che siano solo alibi che ci
costruiamo per non affrontare la questione con noi stessi.
D: Non penso di essere gay. Vivrei la mia
bisessualità più apertamente, ma non credo poi molto, visto il mio
carattere chiuso.
L: Non cambierei il mio comportamento. Se non
dico di essere bisex è per una valutazione personale di chi ho di
fronte, non certo per una questione di ambiente sociale. Non credo
ci sia un problema di accettazione in Italia, oggi: essere insultati
come "checche" non è diverso dall’esserlo come "comunisti di merda"
o "bastardi juventini".
B: Penso di sì, ma siamo un paese di
bacchettoni, non mi aspetto molto.
R: Questo è l'aspetto più imbarazzante, la
contraddizione maggiore che vivo. Io non mi sono mai nascosto. Ho
fatto politica sempre in prima fila, anche a costo di pagare dei
prezzi personali per la mia visibilità. Però, essendo sposato,
uscire allo scoperto mi pesa. Perciò ho scelto di battagliare
partecipando a forum di discussione, provocando riflessioni entro la
cerchia delle mie amicizie. Però non sono ancora pronto a scendere
in campo in modo diretto.
Ti è capitato di far convivere una relazione gay contemporaneamente
ad una etero, oppure sono due momenti che hai sempre tenuti
distinti, magari alternandoli?
M: No.
D: Le storie importanti si sono alternate
sempre. Ma non è detto che se sto con una donna non cerchi rapporti
con uomini (però non relazioni sentimentali).
L: Se relazione significa un rapporto stabile, emotivo, affettivo,
allora non ho mai avuto una relazione gay.
B: No.
R: Direi che adesso sono più interessato a
rapporti con uomini. In ogni caso per me sono due sfere separate.
Per esempio: alcuni giorni fa mi è successo di desiderare
ardentemente di fare sesso con una ragazza.
Credi che esista discriminazione verso i bisessuali da parte dei
gay? Hai avuto esperienze in proposito?
M: Per quello che mi è capitato di sentire in
chat frequentate da gay e bisex, penso di sì. Ho incontrato gay che
non avevano nessuna voglia di parlare con un bisex.
D: Sì, molte volte.
L: Credo fortemente che nella varietà del mondo gay ci sia anche il
rifiuto della realtà bisessuale, il tentativo di ricondurla sempre
all'identità gay. Spesso sono stato tacciato di essere un gay
indeciso, oppure di essere rifiutato da sconosciuti solo perché mi
proclamavo bisex.
B: Non ne ho assolutamente idea. Ho pochissime
esperienze e forse per solidarietà ho sempre cercato uomini sposati
come me.
R: Spesso e volentieri i gay sono intolleranti,
proprio loro che sono sempre stati oggetto di discriminazione
diventano settari e persino aggressivi nei confronti di chi ha un
comportamento ritenuto ambiguo. Io penso che i gay per primi
dovrebbero essere paladini dell'ambiguità, intesa come ricchezza del
modo di essere. Invece noto verso di noi un comportamento speculare
a quello repressivo che subiscono loro.
Cosa pensi del mondo gay, ne frequenti i
locali?
M: Non frequento il mondo gay né conosco direttamente persone che si
dichiarano gay! In tutti i casi, è la persona che è importante, al
di là del suo orientamento sessuale. L'ostentazione è qualcosa che
non mi piace assolutamente, né negli etero né nei gay, e mi disturba
quando vedo manifestazioni provocatorie e volgari.
D: Non frequento locali. Non mi piacciono i “froci",
le finte donne, le cule perse… Mi piacciono gli uomini: ci sono gay
molto maschili!
L: Non posso dire di avere una vita sociale
gay. Ho frequentato locali in passato, ma solo perché li trovavo
migliori rispetto agli altri. Ho sempre cercato amicizie e incontri
in altro modo, non rimorchierei mai neanche una donna, in discoteca.
Oggi cerco incontri quasi esclusivamente su Internet.
Ritengo che il mondo gay non faccia lo sforzo
di mostrarsi nella quotidianità, in ufficio, al supermercato, per la
strada. In questo modo, invece, io sono riuscito a farne accettare
la normalità a persone molto rigide, quelle che si sentono turbate
dai pride. Dopotutto, una sfilata con migliaia di persone può essere
un modo per nascondersi nella massa e sciacquarsi la coscienza. È
molto più difficile ma più efficace scoprirsi nella quotidianità.
B: Credo che il mondo sia uno solo. Gay o non
gay non è un problema.
R: Per me il mondo gay è una grandissima
delusione. Ho sempre pensato che i gay fossero mediamente più colti,
più sensibili, più inclini a cogliere le ragioni dell'altro: nulla
di più sbagliato. Molti di loro si vergognano di esserlo,
accettando, sia pure inconsciamente, la cultura dominante, che li
ritiene malati o deviati.
Al posto delle battaglie di libertà prevalgono la frivolezza del
divertimento e il consumo di sesso facile, piuttosto che l'impegno
per la costruzione di nuove scale valoriali.
Non frequento saune o locali gay. Sono
contrario a tutte le forme di segregazione. Faccio sesso ospitato, o
in casa di amici.
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