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Orfani di Tiberio Timperi (mezzobusto dal sex
appeal indiscutibile, che rendeva appetibile, almeno esteticamente,
il Tg4) quale telegiornale dovrebbe scegliere la comunità gay
italiana? In termini meramente
quantitativi, quello de La7 che tra il gennaio 2006 e il marzo 2007
ha offerto 30 servizi sull’omosessualità, marcato a vista dal Tg1
con 27 contributi, su un totale di 133 videonotizie che nel periodo
considerato parlano esplicitamente dell’universo gay sulle Tv
nazionali.
È pessimo invece il Tg4, ultimo classificato,
con appena 8 servizi: è attraente soltanto per il carattere
evidentemente omoerotico della relazione Fede-Berlusconi in onda,
lacrime comprese, quotidianamente.
Male anche la presunta voce "progressista" del
Tg3, che non va oltre i 12 servizi, di cui 4 solo per ribadire il
pensiero anti-pacs di Sua Santità. Nemmeno Studio Aperto (tanto
gossip, una strizzata d’occhio al torbido, animalismo di bassa lega
e veline scollacciate) è così parco, con i suoi 16 servizi. E non
brillano neppure Tg2 e Tg5, con rispettivamente 18 e 22 servizi.
Nel periodo considerato sono davvero rari,
rispetto alla mole di notizie pubblicate dalla carta stampata, i
momenti che hanno catalizzato l'attenzione delle telecamere.
I redattori quando raccontano gli omosessuali
dimenticano (ossia censurano) "sangue, sesso e soldi" (le tre “esse”
architrave di un’informazione che garantirebbe uno share imponente).
Il sangue gay è versato in una sola occasione, da Tg1, Tg3 e Studio
aperto, con un omocidio a Torino, nel gennaio 2006. Quando però è
omosessuale l’omicida (nel caso poco chiaro del baritono ucciso
sempre a Torino dal presunto fidanzato del figlio), si destano anche
TG5 e La7.
Peccato che nel periodo considerato, la
cronaca nera, solo per snocciolare qualche caso fra i numerosi, ha
registrato: 5 agosto 2006, incaprettato e soffocato un sessantenne
gay; 21 settembre 2006, catturato dopo due anni l'omicida di un
omosessuale a Rimini; l'8 febbraio 2007, ucciso un musicista gay (ne
ha parlato solo Italia1, omettendo l’omosessualità del jazzista); 21
febbraio 2007, transessuale ucciso a pietrate a Trani…
Ai tg nazionali non interessa poi la
sessualità e i soldi: sono relegati ad uno striminzito servizio di
"Studio aperto" sulla "sterlina rosa".
Tolto tutto questo, che cosa resta?
Violenza anti-gay e discriminazione? La
violenza carnale di una ragazza lesbica in Versilia e una rissa in
un locale gay di Bari trovano spazio su La7 e Studio Aperto, mentre
sui pestaggi di gay a Bologna è il Tg3 ad intervenire.
La7 riporta, poi, il caso estemporaneo di un
barista che ha vietato l'accesso ai gay al suo locale e Rai 1
rammenta che Rosi Bindi, orrore, è stata apostrofata come lesbica.
E questo è tutto.
Tralasciamo un elenco delle discriminazioni ai
danni dei gay sfuggite alle Tv nazionali: sarebbe enciclopedico.
Sconcerta però quanto per il Tg2 e il Tg4 l'argomento
discriminazioni sia tabù, tanto quanto aids e hiv, desaparecidos
dalle scalette.
Mette tutti d'accordo una sola notizia: il gay
pride.
Di quelli nazionali, a Torino e Gerusalemme,
parlano tutti i canali: quello di Roma è seguito da La7 e Tg5; La7,
in un altro servizio, si spinge fino a San Paolo del Brasile ed
Emilio Fede parla di “una realtà non discutibile”: “la condizione di
essere gay è una condizione che non rappresenta la morbosità…
bisogna avere rispetto per chi è omosessuale”, sorprendendoci con
uno speciale da Londra sui cadetti gay, autorizzati dalla Royal
marines a partecipare alla manifestazione.
Resta qualche dubbio.
In un tg è decisiva la collocazione di una
notizia e nel caso specifico del gay pride di Torino (150mila
manifestanti dichiarati e due ministri in piazza) arriviamo quinti
su Canale 5, sesti su Rai2 e al nono posto e oltre (alla fine del
telegiornale) su tutte le altre emittenti.
I tempi, poi, sono catastrofici. Il Tg1 ha
fretta: 1 minuto e 52 secondi alla manifestazione: lo stesso tempo
per le polemiche della destra contro la manifestazione. Par condicio.
Va meglio il Tg2, eguagliato dal Tg5: tre
minuti al pride e un "solo" minuto di destre polemiche.
In ordine di eiaculazione precoce poi, record
assoluto per La7 (con "ben" 37 secondi), Studio aperto (51 secondi),
Tg4 (1 minuto e 35 secondi netti) e Tg3 (un prezioso secondo in più
del Tg4). Un buon ritardante sembrerebbe d’obbligo.
Oltre al gay pride, l'attenzione
all'omosessualità dei media televisivi è monopolizzata dalle
polemiche su unioni civili, pacs e dall’ultimogenito Dico, che come
meglio vedremo non riguarda, almeno nei telegiornali, i gay.
Gli altri servizi sull’universo omo sembrano
seguire l'illuminazione, solo momentanea, del caporedattore di turno.
Non si spiegano altrimenti i guizzi di Studio
Aperto, che parla di gay nel calcio, e la lungimiranza del Tg1 e Tg2
che scoprono, recentemente, la genitorialità gay: il primo negli Usa
con Cheney diventato nonno grazie alla figlia lesbica, e il secondo
con una coppia di donne spagnole. In Italia però il fenomeno latita.
L'unico accenno culturale lo offre il Tg5, che
recensisce il libro sugli amori gay nella storia di Laura Laurenzi (nessuna
Tv si accorge che nel 2006 sono usciti due testi epocali su fascismo
e omosessualità: Il nemico dell'uomo nuovo e La città e l'isola), e
La7, poi, indaga nell'universo dei gay credenti. Sono fuochi di
paglia, che non completano l'informazione sull'omosessualità che
quotidianamente registra, almeno su carta, una rassegna stampa ampia
e variegata.
Guardiamo infine, ai contenuti offerti dai
telegiornali con il caso Dico che, solo nel febbraio scorso, è stato
coperto con almeno 150 servizi: più di tutti quelli dedicati in
oltre un anno all'omosessualità in genere.
Batte tutti sul tempo, giovedì 8 febbraio,
Studio Aperto, con 44 secondi, giusto il tempo per segnalare
l'approvazione del ddl, il “no” di Mastella, e una Luxuria
prontissima: “È un accordo al ribasso”.
Il Tg1 lancia i Dico come prima notizia,
sottolineando più volte l'“Addio ai pacs”. Il servizio spiega il ddl
e ribadisce con la voce della Bindi: nessuna equiparazione alla
“famiglia dell'articolo 29 della Costituzione”, non è un matrimonio
omosessuale e nemmeno “un piccolo Pacs”.
La riduzione della portata gay della notizia (anche
se non ci piacciono, per lo meno i Dico conterrebbero l’agognato
“persone dello stesso sesso”) è appena iniziata.
Il Tg2, delle 20.30 è articolato e ascolta
Franco Grillini, un esponente politico gay, ma affida a un infelice
Giuliano Amato la spiegazione del difficoltoso parto governativo: i
Dico, per Amato “includono la coppia omosessuale e includono i due
anziani rimasti vedovi che hanno paura a stare soli in casa e che
vivono insieme così se uno dei due si sente male c'è l'altro che
chiama il 118. Anche dello stesso sesso, ma può significare entrambe
le cose”.
Dopo qualche notizia sui generis il Tg2
ritorna a bomba sui Dico con ben 59 secondi (la metà di quelli
dedicati al servizio precedente) al tanto luciferino quando
biblicamente omofobo commento sulla questione della "Commissione
Episcopale per la Famiglia e la Vita". Non è finita qui: un altro
minuto è per l'opposizione, adusa a dichiarazioni apocalittiche
sull'eclissi della famiglia in caso di (improbabile) approvazione.
Il giorno dopo, e per giorni, si scatenano
tutti.
Sarà la prima notizia del Tg5 delle 13, svolta
tutta in negativo: il “compromesso non soddisfa tutti e non piace
affatto all'opposizione”, no a “questo simil matrimonio” di Mastella,
“disapprovazione della Cei”, Paola Binetti promette battaglia per
difendere la famiglia, malumori dei laici per Verdi e Rifondazione
“il testo è un pasticcio” e “deluse anche le organizzazioni
gay”... Tra i soddisfatti per “la pillola meno amara” il cattolico
Rutelli, Piero Fassino e Barbara Pollastrini. Le parole “gay” e
“omosessuali” compaiono due misere volte in tutto il servizio.
I “gay” scompaiono anche nel Tg1: il ddl
riguarderebbe “persone stabilmente conviventi, interesseranno anche
fratelli o anche genitori e figli”. Genitori e figli?
Allergico alle parola “gay” o “omosessuali” è
anche il Tg3 delle 14:20, che spiega il ddl per i conviventi “anche
dello stesso sesso” e per primo annuncia la preoccupazione del Papa.
Tale preoccupazione meriterà servizi esclusivi
in tutti i Tg della sera, legati a un dispaccio ad hoc sulle
polemiche politiche.
Il Tg1 sentirà ben dodici politici diversi, il
Tg3 delle 19 altri tredici politici, il Tg2 undici, il Tg4 cinque.
La senatrice cattolica anti-dico Binetti è presente in tutti i
telegiornali citati, mentre i parlamentari della militanza gay
scompaiono (ma non per loro responsabilità) dall'arena televisiva.
E le preoccupazioni dei gay chi la raccoglie?
Nessuno: gli omosessuali, i rappresentanti
dell'associazionismo gay e i rappresentanti politici gay non hanno
diritto di replica nei telegiornali italiani, se non sporadicamente:
Franco Grillini, nel periodo considerato, è comparso o è stato
citato 18 volte, Vladimir Luxuria ben 57 (numerosissime le citazioni
in campagna elettorale e per la lite sulla "segregazione urinaria",
ma anche in ameni servizi come "Luxuria torna a cantare", "sfida
Luxuria-Santanchè per le gambe più belle": tutti targati Studio
Aperto), Gian Paolo Silvestri 1 volta sul nodo Afghanistan, Titti De
Simone nessuna, Arcigay 4 e il Mario Mieli 1, contro i Dico qualche
giorno dopo l'approvazione del ddl.
Che resta? Un ok a La7 per la quantità di
servizi messi in onda, un "benino" a Tg2 e Studio Aperto, unici a
ricordarsi di citare esponenti della comunità gay nelle burrascose
polemiche sui Dico, ed un applauso al Tg1, unico ad accorgersi del
fatto che l'amore gay esiste, in un servizio dell'8 dicembre 2006
che racconta la storia di due donne.
Purtroppo non basta. Le pagelle su
informazione televisiva e omosessualità sono inequivocabili: tutti
bocciati.
La ricerca
I dati qui presentati sono il frutto di una
ricerca per parole chiave (omosessuale, omosessualità, omosessuali,
gay, grillini, luxuria, pacs, dico, gay pride, arcigay, silvestri,
de simone) sul sito http://news.centrodiascolto.it,
che rende disponibili i servizi dei principali Tg nazionali di
maggior ascolto (ma non i tg brevi, quelli della notte, e le
rassegne stampa) nel periodo che va dal gennaio 2006 al marzo 2007.
Non è stata possibile un'analisi dei
telegiornali regionali e di quelli in onda sui canali satellitari.
È possibile che, per la sensibilità del motore
di ricerca, qualche servizio ci sia sfuggito.
Nel conteggio dei servizi relativi
all'omosessualità ho omesso i dico, una eccezione nel panorama
informativo per quantità di contributi mandati in onda e per le
modalità con cui la notizia è stata diffusa.
Una informazione senza gay
Perchè è così scarso lo spazio nei Tg per gli
omosessuali?
Ci aiuta a trovare una risposta l'ottimo Queer
tv, omosessualità e trasgressione nella televisione italiana, dei
giovanissimi Andrea Jelardi e Giordano Bassetti per Fabio Croce
editore.
Il testo, fresco di stampa, ripercorre i primi
cinquant'anni di televisione italiana, offrendo una miniera di
indizi, chicche e storie dimenticate sulla lentissimo e difficoltoso
cammino dell'omosessualità sugli schermi televisivi italiani.
Si parte dai primi anni cinquanta, “in una Rai
austera e morigerata”, con le Norme di autodisciplina per le
trasmissioni televisive di un dirigente che estromette l'omosessuale
Filogamo dalla conduzione di San Remo, per passare ad un'altra
estromissione illustre, quella di Paolo Poli, e a mal sopportate
trasgressioni americane con Don Lurio.
La strada è irta di omofobia. Qualche film,
con le gag di Totò ed altri attori en travestì, in un lentissimo
cammino che dalle Sorelle Bandiera a Platinette sembrerebbe ancora
preferire la macchietta.
Oggi qualche passo in avanti, anche molto
lungo, almeno nell’ambito dell’intrattenimento è compiuto se
pensiamo (solo per addurre qualche esempio dal testo vera e propria
miniera di informazioni), a Fabio Canino e il suo Cronache marziane,
a Markette, ai serial americani come Will e Grace o a Il padre delle
spose di Banfi.
Sulla televisione italiana, però, sembra
permanere l’ombra cupa di una diversità mal sopportata, se non
insopportabile.
Così i telegiornali di oggi, a differenza
della tv europea e mondiale, sono solo figli di quella televisione
che solo l’altro ieri, nel 1994, dopo un'apparizione a San Remo
faceva scomparire dagli schermi il cantante Federico Salvatore, reo
di aver musicato, con lo splendido Sulla porta ì, un coming out dal
sacro palco dell’Ariston.
Queer tv finalmente socchiude una finestra su
un mondo totalmente inesplorato dalla saggistica, e che ha ancora
molto da raccontare ed imparare.
Qua sotto tutto il lavoro fatto da cancellare
:)
Tg1
14 gennaio 2006 – Risolto omocidio a Torino
21 gennaio 2006 – Bossi su gay e famiglia
5 febbraio 2006 – Bossi alla Festa dei Giovani
Padani
20 marzo 2006 – Cei neutrale su Famiglie
19 maggio 2006 – Assemblea CEI
23 maggio 2006 – Rosi Bindi è lesbica
16 giugno 2006 – 20:00 – 00:44 - Gay Pride
Torino adesione Pollastrini
17 giugno 2006 – 13:30 – 1:30 - A Torino
questo pomeriggio si terrà il Gay Pride
17 giugno 2006 – 20:00 – 01:52 – Gay pride
Torino
17 giugno 2006 – 20:00 – 01:49 – La Destra
attacca il Governo
20 giungo 2006 – Dibattito referendum
8 novembre 2006 – Santa Sede. Disapprovazione
Gay pride Gerusalemme
10 novembre 2006 – 13:30 – 2:00 - Pride.
Tensione in Israele
7 dicembre 2006 – Tg1 A gennaio legge pacs
8 dicembre 2006 – Primo divorzio gay
Inghilterra
8 dicembre 2006 – Una coppia di lesbiche
racconta la sua storia
8 dicembre 2006 - Pacs
9 dicembre 2006 – Papa, laicità
10 dicembre 2006 – Polemiche coppie di fatto
10 dicembre 2006 – Polemiche coppie di fatto
14 dicembre – Fassino scivola su adozioni
15 dicembre 2006 – Arcigay contro Fassino
17 dicembre 2006 – Lega Nord contro famiglie
gay
28 dicembre 2006 – Fini svolta
8 gennaio 2007 – Papa: No ai Pacs
28 gennaio 2007 – Coppie di fatto di cerca
accordo
2 febbraio 2007 – Cheney nonno da figlia
lesbica
Tg2
3 aprile 2006 – dibattito politico
11 maggio 2006 – Benedetto XVI. Evitare
confusioni
13 maggio 2006 – Papa. No ai pacs
28 maggio 2006 – Gay Pride. Scontri a Mosca
16 giugno 2006 – 20:30 – 01:35 - Pollastrini.
Sì a unioni civili
17 giugno 2006 – 20.30 – 2:53 - Gay Pride a
Torino
17 giugno 2006 – 20:30 – 1:18 - Gay Pride.
Polemiche
21 agosto 2006 – Meeting Rimini. Pacs nel
Mirino
2 settembre 2006 – Violenza Versilia
16 settembre 2006 – Matrimonio gay in divisa
18 ottobre 2006 – Mamme lesbiche Spagna
10 novembre 2006 – 13:00 – 01:17 – Pride. Alta
tensione a Gerusalemme
8 dicembre 2006 – Pacs
20 dicembre 2006 - Presepe gay
21 dicembre 2006 – Presepe gay
24 gennaio 2007 – Polemiche su coppie di fatto
8 febbraio 2007 – Approvato DDL DICO
9 febbraio 2007 – Dai Dico ai Pacs
Tg3
14 gennaio 2006 – Militanza in piazza per i
Pacs
16 aprile 2006 – Omocidio a Torino di Calogero
La Delfa
17 giungo 2006 – 14:20 – 1:15 - Annuncio gay
Pride a Torino
17 giungo 2006 – 19:00 – 1:35 – Gay pride
Torino
8 luglio 2006 – Papa Spagna
8 luglio 2006 – Papa Spagna accolto da fedeli
9 settembre 2006 – Violenza antigay a Bologna
10 novembre 2006 – 14:20 – 01:53 - Gay Pride a
Gerusalemme
8 dicembre 2006 - Pacs
22 dicembre 2006 – No del Papa ai Pacs
27 gennaio 2007 – Papa, vincolo matrimoniale
6 febbraio 2006 – Berlusconi attacca il
Governo
Studio aperto
6 febbraio 2006 – Sterlina rosa
17 aprile 2006 – Omocidio a Torino di Calogero
La Delfa
6 giungo 2006 – Vaticano contro i Pacs
17 giugno 2006 – 12:25 – 00:49 Pride a Torino.
Polemiche
17 giugno 2006 – 18.30 – 00:51 - Il Gay Pride
di Torino
18 aprile 2006 – Risolto omocidio a Torino
23 aprile 2006 – Parola omosessuale abolita da
Blair
29 agosto 2006 – Gay nel calcio
2 settembre 2006 – Aggressione in Versilia
9 ottobre 2006 – Gossip teologo gay inglese
21 novembre 2006 – Pestaggio di gay in Puglia
21 novembre 2006 – Rissa antigay a Bari
23 novembre 2006 – Transessualità sdoganata
7 dicembre 2006 – Accordo su coppie di fatto
20 dicembre 2006 - Presepe gay
5 gennaio 2007 – Luxuria in Medioriente
Tg4
15 maggio 2006 – Assemblea CEI
21 maggio 2006 – Domani Fiducia a Prodi
28 maggio 2006 – 13:30 – 1:54 - Gay pride
Mosca
6 giugno 2006 – Vaticano attacca i Pacs
18 giugno 2006 – 13:30 – 1:34 - Gay Pride
Torino
2 luglio 2006 – Cadetti Inglesi al Gay Pride
23 dicembre 2006 – Papa. No ai Pacs
29 gennaio 2007 – Coppie di fatto
Tg5
13 gennaio 2006 – 20:00 - Militanza in piazza
per i Pacs
14 gennaio 2006 – Pacs. Decine di migliaia in
Piazza
13 maggio 2006 – Papa. No ai pacs
21 maggio 2006 – Pacs e Aborto. Scontro
vaticano e Spagna
13 maggio 2006 – Papa contro Pacs
15 maggio 2006 – Assemblea CEI
6 giungo 2006 – Vaticano. No ai Pacs
17 giugno 2006 – 13:00 – 01:43 – Annuncio Gay
Pride Torino
17 giugno 2006 – 20:00 – 02:22 - Gay Pride
folla a Torino
17 giugno 2006 – Laura Laurenzi cultura
24 giugno 2006 – Gay Pride a Roma
24 giugno 2006 – Gay Pride Roma
5 novembre 2006 – Posta
8 novembre 2006 – 20:00 – 1:40 - Vaticano
contro il Gay Pride Gerusalemme
5 dicembre 2006 – Padova. Riconoscimento
anagrafico
5 dicembre 2006 – Padova. Riconoscimento
anagrafico
7 dicembre 2006 – Accordo su coppie di fatto
8 dicembre 2006 – Governo: sì alle coppie di
fatto
9 dicembre 2006 – Unioni civili l’ira del
vaticano
21 dicembre – Presepe gay polemiche
22 dicembre 2006 – Omicidio baritono a Torino
29 gennaio 2007 – Coppia gay a Padova
Tg La7
15 gennaio 2006 – Bar vietato ai gay a Nardò
Puglia
22 gennaio 2006 – Biglietto a metà per coppie
gay a Napoli
27 gennaio 2006 – Don Felice e i gay credenti
10 aprile 2006 – Premio avanguardia per
diritti gay
27 maggio 2006 – Russia e discriminazioni
sessuali
16 giugno 2006 – Sondaggio Gay Pride
16 giugno 2006 – 20:00 – 01:18 - Gay stupiteci
con pride
16 giugno 2006 – 20:00 – 00:16 - Gay pride
Torino – Adesione Pollastrini
17 giugno 2006 – 20:00 – 00:37 - Gay pride a
Torino
17 giugno 2006 – Polemiche gay pride
18 giugno 2006 – 20:00 – 00:55 – Gay pride San
Paolo in Brasile
24 giugno 2006 – Gay pride Roma
30 giugno 2006 – Rap omofobia
31 luglio 2006 – Le immagini del Gay Pride di
Rio De Janeiro
1 settembre 2006 – Viareggio
2 settembre 2006 – Estate di violenze sessuali
2 settembre 2006 – Grillini, missione punitiva
perché gay
16 settembre 2006 – Spagna, un anno di
matrimonio gay
13 ottobre 2006 – Prodi in Vaticano.
9 novembre 2006 – Don Berbero
10 novembre 2006 – 20:00 – 1:40 - Gay Pride
blindato a Gerusalemme
7 dicembre 2006 – Coppie di fatto fuori da
finanziaria
8 dicembre 2006 – Maggioranza discute di Pacs
8 dicembre 2006 – Pacs
21 dicembre 2006 – 20:00 – 1:26 – Camera.
Scontro sulle coppie di fatto
21 dicembre – Presepe gay
22 dicembre 2006 – Confessa omicida Baritono
Torino
22 gennaio 2007 – Morto Abbe Pierre
7 febbraio 2007 – Veronica Berlusconi e gay
10 febbraio 2007 – I gay dicono NO ai dico
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