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PRIDE: IL MENSILE GAY ITALIANO

  [ Numero 94 - Aprile 2007 ]

 Il mister gay dei telegiornali
[di Stefano Bolognini  ]
 

Ci siamo calati nell’etere alla ricerca del telegiornale più gay. Ecco, per la prima volta, la classifica.

 


Orfani di Tiberio Timperi (mezzobusto dal sex appeal indiscutibile, che rendeva appetibile, almeno esteticamente, il Tg4) quale telegiornale dovrebbe scegliere la comunità gay italiana?

In termini meramente quantitativi, quello de La7 che tra il gennaio 2006 e il marzo 2007 ha offerto 30 servizi sull’omosessualità, marcato a vista dal Tg1 con 27 contributi, su un totale di 133 videonotizie che nel periodo considerato parlano esplicitamente dell’universo gay sulle Tv nazionali.

È pessimo invece il Tg4, ultimo classificato, con appena 8 servizi: è attraente soltanto per il carattere evidentemente omoerotico della relazione Fede-Berlusconi in onda, lacrime comprese, quotidianamente.

Male anche la presunta voce "progressista" del Tg3, che non va oltre i 12 servizi, di cui 4 solo per ribadire il pensiero anti-pacs di Sua Santità. Nemmeno Studio Aperto (tanto gossip, una strizzata d’occhio al torbido, animalismo di bassa lega e veline scollacciate) è così parco, con i suoi 16 servizi. E non brillano neppure Tg2 e Tg5, con rispettivamente 18 e 22 servizi.

 

Nel periodo considerato sono davvero rari, rispetto alla mole di notizie pubblicate dalla carta stampata, i momenti che hanno catalizzato l'attenzione delle telecamere.

I redattori quando raccontano gli omosessuali dimenticano (ossia censurano) "sangue, sesso e soldi" (le tre “esse” architrave di un’informazione che garantirebbe uno share imponente). Il sangue gay è versato in una sola occasione, da Tg1, Tg3 e Studio aperto, con un omocidio a Torino, nel gennaio 2006. Quando però è omosessuale l’omicida (nel caso poco chiaro del baritono ucciso sempre a Torino dal presunto fidanzato del figlio), si destano anche TG5 e La7.

Peccato che nel periodo considerato, la cronaca nera, solo per snocciolare qualche caso fra i numerosi, ha registrato: 5 agosto 2006, incaprettato e soffocato un sessantenne gay; 21 settembre 2006, catturato dopo due anni l'omicida di un omosessuale a Rimini; l'8 febbraio 2007, ucciso un musicista gay (ne ha parlato solo Italia1, omettendo l’omosessualità del jazzista); 21 febbraio 2007, transessuale ucciso a pietrate a Trani…

 

Ai tg nazionali non interessa poi la sessualità e i soldi: sono relegati ad uno striminzito servizio di "Studio aperto" sulla "sterlina rosa".

 

Tolto tutto questo, che cosa resta?

Violenza anti-gay e discriminazione? La violenza carnale di una ragazza lesbica in Versilia e una rissa in un locale gay di Bari trovano spazio su La7 e Studio Aperto, mentre sui pestaggi di gay a Bologna è il Tg3 ad intervenire.

La7 riporta, poi, il caso estemporaneo di un barista che ha vietato l'accesso ai gay al suo locale e Rai 1 rammenta che Rosi Bindi, orrore, è stata  apostrofata come lesbica. E questo è tutto.

 

Tralasciamo un elenco delle discriminazioni ai danni dei gay sfuggite alle Tv nazionali: sarebbe enciclopedico. Sconcerta però quanto per il Tg2 e il Tg4 l'argomento discriminazioni sia tabù, tanto quanto aids e hiv, desaparecidos dalle scalette.

 

Mette tutti d'accordo una sola notizia: il gay pride.

Di quelli nazionali, a Torino e Gerusalemme, parlano tutti i canali: quello di Roma è seguito da La7 e Tg5; La7, in un altro servizio, si spinge fino a San Paolo del Brasile ed Emilio Fede parla di “una realtà non discutibile”: “la condizione di essere gay è una condizione che non rappresenta la morbosità… bisogna avere rispetto per chi è omosessuale”, sorprendendoci con uno speciale da Londra sui cadetti gay, autorizzati dalla Royal marines a partecipare alla manifestazione.

 

Resta qualche dubbio.

In un tg è decisiva la collocazione di una notizia e nel caso specifico del gay pride di Torino (150mila manifestanti dichiarati e due ministri in piazza) arriviamo quinti su Canale 5, sesti su Rai2 e al nono posto e oltre (alla fine del telegiornale) su tutte le altre emittenti.

I tempi, poi, sono catastrofici. Il Tg1 ha fretta: 1 minuto e 52 secondi alla manifestazione: lo stesso tempo per le polemiche della destra contro la manifestazione. Par condicio.

Va meglio il Tg2, eguagliato dal Tg5: tre minuti al pride e un "solo" minuto di destre polemiche.

In ordine di eiaculazione precoce poi, record assoluto per La7 (con "ben" 37 secondi), Studio aperto (51 secondi), Tg4 (1 minuto e 35 secondi netti) e Tg3 (un prezioso secondo in più del Tg4). Un buon ritardante sembrerebbe d’obbligo.

 

Oltre al gay pride, l'attenzione all'omosessualità dei media televisivi è monopolizzata dalle polemiche su unioni civili, pacs e dall’ultimogenito Dico, che come meglio vedremo non riguarda, almeno nei telegiornali, i gay.

Gli altri servizi sull’universo omo sembrano seguire l'illuminazione, solo momentanea, del caporedattore di turno.

Non si spiegano altrimenti i guizzi di Studio Aperto, che parla di gay nel calcio, e la lungimiranza del Tg1 e Tg2 che scoprono, recentemente, la genitorialità gay: il primo negli Usa con Cheney diventato nonno grazie alla figlia lesbica, e il secondo con una coppia di donne spagnole. In Italia però il fenomeno latita.

 

L'unico accenno culturale lo offre il Tg5, che recensisce il libro sugli amori gay nella storia di Laura Laurenzi (nessuna Tv si accorge che nel 2006 sono usciti due testi epocali su fascismo e omosessualità: Il nemico dell'uomo nuovo e La città e l'isola), e La7, poi, indaga nell'universo dei gay credenti. Sono fuochi di paglia, che non completano l'informazione sull'omosessualità che quotidianamente registra, almeno su carta, una rassegna stampa ampia e variegata.

 

Guardiamo infine, ai contenuti offerti dai telegiornali con il caso Dico che, solo nel febbraio scorso, è stato coperto con almeno 150 servizi: più di tutti quelli dedicati in oltre un anno all'omosessualità in genere.

Batte tutti sul tempo, giovedì 8 febbraio, Studio Aperto, con 44 secondi, giusto il tempo per segnalare l'approvazione del ddl, il “no” di Mastella, e una Luxuria prontissima: “È un accordo al ribasso”.

Il Tg1 lancia i Dico come prima notizia, sottolineando più volte l'“Addio ai pacs”. Il servizio spiega il ddl e ribadisce con la voce della Bindi: nessuna equiparazione alla “famiglia dell'articolo 29 della Costituzione”, non è un matrimonio omosessuale e nemmeno “un piccolo Pacs”.

 

La riduzione della portata gay della notizia (anche se non ci piacciono, per lo meno i Dico conterrebbero l’agognato “persone dello stesso sesso”) è appena iniziata.

Il Tg2, delle 20.30 è articolato e ascolta Franco Grillini, un esponente politico gay, ma affida a un infelice Giuliano Amato la spiegazione del difficoltoso parto governativo: i Dico, per Amato “includono la coppia omosessuale e includono i due anziani rimasti vedovi che hanno paura a stare soli in casa e che vivono insieme così se uno dei due si sente male c'è l'altro che chiama il 118. Anche dello stesso sesso, ma può significare entrambe le cose”. 

Dopo qualche notizia sui generis il Tg2 ritorna a bomba sui Dico con ben 59 secondi (la metà di quelli dedicati al servizio precedente) al tanto luciferino quando biblicamente omofobo commento sulla questione della "Commissione Episcopale per la Famiglia e la Vita". Non è finita qui: un altro minuto è per l'opposizione, adusa a dichiarazioni apocalittiche sull'eclissi della famiglia in caso di (improbabile) approvazione.

 

Il giorno dopo, e per giorni, si scatenano tutti.

Sarà la prima notizia del Tg5 delle 13, svolta tutta in negativo: il “compromesso non soddisfa tutti e non piace affatto all'opposizione”, no a “questo simil matrimonio” di Mastella, “disapprovazione della Cei”, Paola Binetti promette battaglia per difendere la famiglia, malumori dei laici per Verdi e Rifondazione “il testo è un pasticcio” e  “deluse anche le organizzazioni gay”...  Tra i soddisfatti  per “la pillola meno amara” il cattolico Rutelli, Piero Fassino e Barbara Pollastrini. Le parole “gay” e “omosessuali” compaiono due misere volte in tutto il servizio.

I “gay” scompaiono anche nel Tg1: il ddl riguarderebbe “persone stabilmente conviventi, interesseranno anche fratelli o anche genitori e figli”. Genitori e figli?

Allergico alle parola “gay” o “omosessuali” è anche il Tg3 delle 14:20, che spiega il ddl per i conviventi “anche dello stesso sesso” e per primo annuncia la preoccupazione del Papa.

Tale preoccupazione meriterà servizi esclusivi in tutti i Tg della sera, legati a un dispaccio ad hoc sulle polemiche politiche.

Il Tg1 sentirà ben dodici politici diversi, il Tg3 delle 19 altri tredici politici, il Tg2 undici, il Tg4 cinque. La senatrice cattolica anti-dico Binetti è presente in tutti i telegiornali citati, mentre i parlamentari della militanza gay scompaiono (ma non per loro responsabilità) dall'arena televisiva.

 

E le preoccupazioni dei gay chi la raccoglie?

Nessuno: gli omosessuali, i rappresentanti dell'associazionismo gay e i rappresentanti politici gay non hanno diritto di replica nei telegiornali italiani, se non sporadicamente: Franco Grillini, nel periodo considerato, è comparso o è stato citato 18 volte, Vladimir Luxuria ben 57 (numerosissime le citazioni in campagna elettorale e per la lite sulla "segregazione urinaria", ma anche in ameni servizi come "Luxuria torna a cantare", "sfida Luxuria-Santanchè per le gambe più belle": tutti targati Studio Aperto), Gian Paolo Silvestri 1 volta sul nodo Afghanistan, Titti De Simone nessuna, Arcigay 4 e il Mario Mieli 1, contro i Dico qualche giorno dopo l'approvazione del ddl.

 

Che resta? Un ok a La7 per la quantità di servizi messi in onda, un "benino" a Tg2 e Studio Aperto, unici a ricordarsi di citare esponenti della comunità gay nelle burrascose polemiche sui Dico, ed un applauso al Tg1, unico ad accorgersi del fatto che l'amore gay esiste, in un servizio dell'8 dicembre 2006 che racconta la storia di due donne.

Purtroppo non basta. Le pagelle su informazione televisiva e omosessualità sono inequivocabili: tutti bocciati. 

 

La ricerca

I dati qui presentati sono il frutto di una ricerca per parole chiave (omosessuale, omosessualità, omosessuali, gay, grillini, luxuria, pacs, dico, gay pride, arcigay, silvestri, de simone) sul sito  http://news.centrodiascolto.it, che rende disponibili i servizi dei principali Tg nazionali di maggior ascolto (ma non i tg brevi, quelli della notte, e le rassegne stampa) nel periodo che va dal gennaio 2006 al marzo 2007.

Non è stata possibile un'analisi dei telegiornali regionali e di quelli in onda sui canali satellitari.

È possibile che, per la sensibilità del motore di ricerca, qualche servizio ci sia sfuggito.

Nel conteggio dei servizi relativi all'omosessualità ho omesso i dico, una eccezione nel panorama informativo per quantità di contributi mandati in onda e per le modalità con cui la notizia è stata diffusa.

 

Una informazione senza gay

Perchè è così scarso lo spazio nei Tg per gli omosessuali?

Ci aiuta a trovare una risposta l'ottimo Queer tv, omosessualità e trasgressione nella televisione italiana, dei giovanissimi Andrea Jelardi e Giordano Bassetti per Fabio Croce editore.

Il testo, fresco di stampa, ripercorre i primi cinquant'anni di televisione italiana, offrendo una miniera di indizi, chicche e storie dimenticate sulla lentissimo e difficoltoso cammino dell'omosessualità sugli schermi televisivi italiani.

Si parte dai primi anni cinquanta, “in una Rai austera e morigerata”, con le Norme di autodisciplina per le trasmissioni televisive di un dirigente che estromette l'omosessuale Filogamo dalla conduzione di San Remo, per passare ad un'altra estromissione illustre, quella di Paolo Poli, e a mal sopportate trasgressioni americane con Don Lurio.

La strada è irta di omofobia. Qualche film, con le gag di Totò ed altri attori en travestì, in un lentissimo cammino che dalle Sorelle Bandiera a Platinette sembrerebbe ancora preferire la macchietta.

Oggi qualche passo in avanti, anche molto lungo, almeno nell’ambito dell’intrattenimento è compiuto se pensiamo (solo per addurre qualche esempio dal testo vera e propria miniera di informazioni), a Fabio Canino e il suo Cronache marziane, a Markette, ai serial americani come Will e Grace o a Il padre delle spose di Banfi.

Sulla televisione italiana, però, sembra permanere l’ombra cupa di una diversità mal sopportata, se non insopportabile.

Così i telegiornali di oggi, a differenza della tv europea e mondiale, sono solo figli di quella televisione che solo l’altro ieri, nel 1994, dopo un'apparizione a San Remo faceva scomparire dagli schermi il cantante Federico Salvatore, reo di aver musicato, con lo splendido Sulla porta ì, un  coming out dal sacro palco dell’Ariston.

Queer tv finalmente socchiude una finestra su un mondo totalmente inesplorato dalla saggistica, e che ha ancora molto da raccontare ed imparare.

 

 

 

 

Qua sotto tutto il lavoro fatto da cancellare :)

Tg1

14 gennaio 2006 – Risolto omocidio a Torino

21 gennaio 2006 – Bossi su gay e famiglia

5 febbraio 2006 – Bossi alla Festa dei Giovani Padani

20 marzo 2006 – Cei neutrale su Famiglie

19 maggio 2006 – Assemblea CEI

23 maggio 2006 – Rosi Bindi è lesbica

16 giugno 2006 – 20:00 – 00:44 - Gay Pride Torino adesione Pollastrini

17 giugno 2006 –  13:30 – 1:30 - A Torino questo pomeriggio si terrà il Gay Pride

17 giugno 2006 – 20:00 – 01:52 – Gay pride Torino

17 giugno 2006 – 20:00 – 01:49 – La Destra attacca il Governo

20 giungo 2006 – Dibattito referendum

8 novembre 2006 – Santa Sede. Disapprovazione Gay pride Gerusalemme

10 novembre 2006 – 13:30 – 2:00 - Pride. Tensione in Israele

7 dicembre 2006 – Tg1 A gennaio legge pacs

8 dicembre 2006 – Primo divorzio gay Inghilterra

8 dicembre 2006 – Una coppia di lesbiche racconta la sua storia

8 dicembre 2006 - Pacs

9 dicembre 2006 – Papa, laicità

10 dicembre 2006 – Polemiche coppie di fatto

10 dicembre 2006 – Polemiche coppie di fatto

14 dicembre – Fassino scivola su adozioni

15 dicembre 2006 – Arcigay contro Fassino

17 dicembre 2006 – Lega Nord contro famiglie gay

28 dicembre 2006 – Fini svolta

8 gennaio 2007 – Papa: No ai Pacs

28 gennaio 2007 – Coppie di fatto di cerca accordo

2 febbraio 2007 – Cheney nonno da figlia lesbica

 

Tg2

3 aprile 2006 – dibattito politico

11 maggio 2006 – Benedetto XVI. Evitare confusioni

13 maggio 2006 – Papa. No ai pacs

28 maggio 2006 – Gay Pride. Scontri a Mosca

16 giugno 2006 – 20:30 – 01:35 - Pollastrini. Sì a unioni civili

17 giugno 2006 – 20.30 – 2:53 - Gay Pride a Torino

17 giugno 2006 – 20:30 – 1:18 - Gay Pride. Polemiche

21 agosto 2006 – Meeting Rimini. Pacs nel Mirino

2 settembre 2006 – Violenza Versilia

16 settembre 2006 – Matrimonio gay in divisa

18 ottobre 2006 – Mamme lesbiche Spagna

10 novembre 2006 – 13:00 – 01:17 – Pride. Alta tensione a Gerusalemme

8 dicembre 2006 – Pacs

20 dicembre 2006 - Presepe gay

21 dicembre 2006 – Presepe gay

24 gennaio 2007 – Polemiche su coppie di fatto

8 febbraio 2007 – Approvato DDL DICO

9 febbraio 2007 – Dai Dico ai Pacs

 

Tg3

14 gennaio 2006 – Militanza in piazza per i Pacs

16 aprile 2006 – Omocidio a Torino di Calogero La Delfa

17 giungo 2006 – 14:20 – 1:15 - Annuncio gay Pride a Torino

17 giungo 2006 – 19:00 – 1:35 – Gay pride Torino

8 luglio 2006 – Papa Spagna

8 luglio 2006 – Papa Spagna accolto da fedeli

9 settembre 2006 – Violenza antigay a Bologna

10 novembre 2006 – 14:20 – 01:53 - Gay Pride a Gerusalemme

8 dicembre 2006 - Pacs

22 dicembre 2006 – No del Papa ai Pacs

27 gennaio 2007 – Papa, vincolo matrimoniale

6 febbraio 2006 – Berlusconi attacca il Governo

 

Studio aperto

6 febbraio 2006 – Sterlina rosa

17 aprile 2006 – Omocidio a Torino di Calogero La Delfa

6 giungo 2006 – Vaticano contro i Pacs

17 giugno 2006 –  12:25 – 00:49 Pride a Torino. Polemiche

17 giugno 2006 –  18.30 – 00:51 - Il Gay Pride di Torino

18 aprile 2006 – Risolto omocidio a Torino

23 aprile 2006 – Parola omosessuale abolita da Blair

29 agosto 2006 – Gay nel calcio

2 settembre 2006 – Aggressione in Versilia

9 ottobre 2006 – Gossip teologo gay inglese

21 novembre 2006 – Pestaggio di gay in Puglia

21 novembre 2006 – Rissa antigay a Bari

23 novembre 2006 – Transessualità sdoganata

7 dicembre 2006 – Accordo su coppie di fatto

20 dicembre 2006 - Presepe gay

5 gennaio 2007 – Luxuria in Medioriente

 

Tg4

15 maggio 2006 – Assemblea CEI

21 maggio 2006 – Domani Fiducia a Prodi

28 maggio 2006 – 13:30 – 1:54 - Gay pride Mosca

6 giugno 2006 – Vaticano attacca i Pacs

18 giugno 2006 – 13:30 – 1:34 - Gay Pride Torino

2 luglio 2006 – Cadetti Inglesi al Gay Pride

23 dicembre 2006 – Papa. No ai Pacs

29 gennaio 2007 – Coppie di fatto

 

Tg5

13 gennaio 2006 – 20:00 - Militanza in piazza per i Pacs

14 gennaio 2006 – Pacs. Decine di migliaia in Piazza

13 maggio 2006 – Papa. No ai pacs

21 maggio 2006 – Pacs e Aborto. Scontro vaticano e Spagna

13 maggio 2006 – Papa contro Pacs

15 maggio 2006 – Assemblea CEI

6 giungo 2006 – Vaticano. No ai Pacs

17 giugno 2006 – 13:00 – 01:43 – Annuncio Gay Pride Torino

17 giugno 2006 – 20:00 – 02:22 - Gay Pride folla a Torino

17 giugno 2006 – Laura Laurenzi cultura

24 giugno 2006 – Gay Pride a Roma

24 giugno 2006 – Gay Pride Roma

5 novembre 2006 – Posta

8 novembre 2006 – 20:00 – 1:40 - Vaticano contro il Gay Pride Gerusalemme

5 dicembre 2006 – Padova. Riconoscimento anagrafico

5 dicembre 2006 – Padova. Riconoscimento anagrafico

7 dicembre 2006 – Accordo su coppie di fatto

8 dicembre 2006 – Governo: sì alle coppie di fatto

9 dicembre 2006 – Unioni civili l’ira del vaticano

21 dicembre – Presepe gay polemiche

22 dicembre 2006 – Omicidio baritono a Torino

29 gennaio 2007 – Coppia gay a Padova

 

Tg La7

15 gennaio 2006 – Bar vietato ai gay a Nardò Puglia

22 gennaio 2006 – Biglietto a metà per coppie gay a Napoli

27 gennaio 2006 – Don Felice e i gay credenti

10 aprile 2006 – Premio avanguardia per diritti gay

27 maggio 2006 – Russia e discriminazioni sessuali

16 giugno 2006 – Sondaggio Gay Pride

16 giugno 2006 – 20:00 – 01:18 - Gay stupiteci con pride

16 giugno 2006 – 20:00 – 00:16 - Gay pride Torino – Adesione Pollastrini

17 giugno 2006 – 20:00 – 00:37 - Gay pride a Torino

17 giugno 2006 – Polemiche gay pride

18 giugno 2006 – 20:00 – 00:55 – Gay pride San Paolo in Brasile

24 giugno 2006 – Gay pride Roma

30 giugno 2006 – Rap omofobia

31 luglio 2006 – Le immagini del Gay Pride di Rio De Janeiro

1 settembre 2006 – Viareggio

2 settembre 2006 – Estate di violenze sessuali

2 settembre 2006 – Grillini, missione punitiva perché gay

16 settembre 2006 – Spagna, un anno di matrimonio gay

13 ottobre 2006 – Prodi in Vaticano.

9 novembre 2006 – Don Berbero

10 novembre 2006 – 20:00 – 1:40 - Gay Pride blindato a Gerusalemme

7 dicembre 2006 – Coppie di fatto fuori da finanziaria

8 dicembre 2006 – Maggioranza discute di Pacs

8 dicembre 2006 – Pacs

21 dicembre 2006 – 20:00 – 1:26 – Camera. Scontro sulle coppie di fatto

21 dicembre – Presepe gay

22 dicembre 2006 – Confessa omicida Baritono Torino

22 gennaio 2007 – Morto Abbe Pierre

7 febbraio 2007 – Veronica Berlusconi e gay

10 febbraio 2007 – I gay dicono NO ai dico

 

 

 

 

 

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