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Marco, come hai fatto a trovar lavoro proprio in
una sauna? Un mio ex aveva un suo
vecchio amico che lavorava lì, e dato che per me erano tempi di “carestia”,
mi fece contattare per un colloquio. Il giorno dopo già sudavo in
sauna!
Che orari di lavoro avevi?
Iniziavo alle 11 e finivo alle 18. Per le
prime due ore la sauna era chiusa, quindi ero addetto alle pulizie.
Alle 13 si apriva al pubblico e mi trasformavo nel barman, infine
alle 18 mi dava il cambio il mio collega, che rimaneva fino alla
chiusura.
Perché dici che era era faticoso?
Be'. Pulire un edificio di quasi 1000 mq in
sole due ore è già impegnativo, per di più se pensi che nella
quadratura trovi una sauna, un bagno turco, una vasca idromassaggio,
docce, bagni... ed essendo un posto gay di semi-battuage, dove ci
sono i camerini adibiti alla consumazione del frutto dell’amore… poi
dovevo anche raccogliere le bucce!
E non finiva lì. Dopo ero anche barman. Col
barman ci si parla, ci si racconta ecc…
Che rapporto avevi con gli altri che
lavoravano con te?
Dei miei colleghi non c’è nessuno che mi sia
rimasto nel cuore più di tanto. Con l’altro barman ci vedevamo solo
al cambio turno, ed avevamo una sorta di rivalità tra pin-up.
C’erano i massaggiatori, che se non lavoravano stavano un po’ con me
al bancone o in sala fumatori. Ma anche con loro non avevo tutto
questo dialogo, soprattutto con uno che chiacchierava e spettegolava
un po’ troppo. Io infatti lo chiamavo il messaggiatore...
Con il barman di una sauna ci si prova?
Non so in generale come funzioni, nella mia
esperienza posso dire che, forse perché ho 28 anni, e il target
dell’età della clientela era intorno ai 40, molti credevano che nel
prezzo d’ingresso fossi incluso anche io!
Ti sono state mai fatte proposte cossiddette
"indecenti"?
Lascio spazio all’ immaginazione. Dico solo
che se avessi voluto avrei potuto diventar ricco.
È un rimpianto?
No. Una semplice osservazione. Cerco solo di
essere coerente e di non valicare i limiti che mi sono posto.
Che genere di gente frequenta una sauna?
Le saune, al contrario degli altri posti gay,
sono usate come tane, nascondigli. Molti dei clienti che ho
conosciuto io, infatti, erano persone che all’esterno non vivevano
bene la loro omosessualità, o comunque non erano dichiarati.
Sposati, carabinieri, guardie giurate, preti… tutta gente con doppie
vite.
Chiacchierando e servendo tante persone
sicuramente ci sarà stato qualcuno che ti è rimasto più impresso...
Onestamente con questo lavoro ho capito molto
la condizione della donna in un ambiente lavorativo, circondata da
tanti uomini che "ci provano"!
Dato il mio disagio, di fronte a simili
comportamenti mi chiudevo. Solo con pochi riuscivo a chiacchierare,
talvolta riuscendo anche togliermi la maschera che normalmente
indossavo. Nonostante ciò mi vengono in mente tre clienti.
Il primo è il mio amore, conosciuto lì subito,
e da allora ancora il mio compagno.
L’altro, una persona sposata con prole, che
aveva la moglie consenziente e raccontava ai figli che il papà era
in palestra.
L’ultimo una persona sieropositiva, con la
quale per rispetto non sapevo di cosa parlare. Era però una persona
dolcissima e che di sicuro appena entrava, oltre a farsi la doccia e
venirmi a salutare, mi chiedeva immediatamente due preservativi.
L’igiene si rispetta in questi posti?
Le pulizie le facevo io, quindi andrei contro
di me se dicessi di no!
Credo però che almeno una volta al mese si
dovrebbe far disinfettare questo genere di locali da persone
addette. Straccio e spazzolone e olio di gomito hanno le loro
limitazioni...
I clienti rispettano l'igiene?
Tanti sì. Ma tanti arrivavano e s'immergevano
nell’idromassaggio senza neanche farsi la doccia.
Altri poi pensano che il pissing o altre
pratiche simili possano farsi tranquillamente nei luoghi pubblici,
quasi che piacessero a tutti indistintamente. E come se per magia lo
sporco volasse via!
Il sesso sicuro veniva rispettato?
Mi auguro proprio di sì! Il preservativo è il
tuo amico e neanche devi pagargli il cinema! Io al bancone offrivo i
profilattici, ma non avendo l’occhio del Grande Fratello, non so poi
nei camerini cosa accadesse davvero. Noi gay siamo vittime più degli
etero della piaga dell’Aids. Dal mio canto la protezione c’è sempre,
e a quanto pare anche i miei amici preferiscono la sicurezza.
I clienti cosa ne pensano di chi lavora in
sauna?
Sicuramente si pensa che chi lavora in quei
posti sia un poco di buono. Lo si reputa una marchetta, o uno
sfegatato del sesso. Perciò io spesso all’esterno non dicevo di
lavorare lì. Anche se fortunatamente per il mio compagno non era un
problema.
C'è qualche episodio curioso/divertente da
raccontare?
C’è un episodio che ora mi fa sorridere, ma
quando accadde mi fece davvero innervosire. Una volta venne un nuovo
cliente che non era mai andato in una sauna. A un certo punto si
avvicinò al bancone e quasi imbarazzato mi consigliò di non mettere
il bagno schiuma nella vasca idromassaggio. Io, che come ho detto
facevo le pulizie, gli spiegai che come nelle piscine, nell’acqua
mettevamo il cloro. Dopo una breve discussione, mi portò a vedere la
vasca, dove c’era una montagna di schiuma che straripava . Qualcuno,
simpaticamente, aveva svuotato tutto il suo bagnoschiuma nella
vasca… Mi costò tre ore di lavoro in più. Mentre i clienti, loro,
erano divertiti ed eccitati dall’evento spumeggiante!
Ti è mai capitato di litigare con qualche
cliente?
Certo che sì! Era all’ordine del giorno. Come
ho già detto, tanti ci provavano con me: spesso la cosa mi
lusingava, però alcuni diventavano davvero maleducati e invadenti.
Una volta ho dovuto cacciare uno dal bancone, perché dopo le varie
domande sulle dimensioni del mio attributo e le varie proposte
piccanti, ha iniziato a masturbarsi lì, di fronte a me.
Come vivevi questo genere di situazioni?
Sono un tipo molto impulsivo. Lì per lì
diventavo furibondo, poi mi passava. Anche se, quando poi rientravo
in casa avevo un piccolo crollo. Ovviamente nulla di traumatico!
Con tutte le tentazioni che avevi sotto gli
occhi, ci è mai scappata la... scappatella?
Non sono mica santa Maria Goretti! D’accordo
che ero e sono fidanzato, ma l’occasione fa l’uomo ladro. Comunque
ero sul lavoro, quindi i tempi di eventuali scappate erano limitati.
Senti, ma tu cosa ne pensi delle saune gay?
La cosa che più mi amareggiava quando lavoravo
lì era il fatto che tanti non usufruissero affatto dei servizi
offerti: il loro obbiettivo era solo scopare. Io invece preferirei
vivermi un giorno una situazione, secondo me più erotica, simile a
quella de Il bagno turco di Ozpetek. Nulla di gay e nulla di etero,
bensì situazioni ambigue da scoprire e occasioni da guadagnarsi.
Se un tuo amico ti dicesse che gli hanno
proposto di lavorare in una sauna, che consiglio gli daresti?
Non glielo consiglierei, ma neanche proverei a
deviare le sue scelte. In fin dei conti anche quello è un modo
onesto di guadagnarsi il pane!
Dal tuo punto di osservazione, qual è il lato
peggiore dei clienti gay italiani?
Essendo succubi della Chiesa più che in ogni
altro stato, c’è ancora poco coming out.
Quello che più detesto degli omosessuali
italiani è che durante tutto l’anno parecchi si nascondono, e poi
magari arriva il Gay pride e girano nei cortei con le chiappe al
vento. Non hanno vie di mezzo.
Questo lavoro è stata un’esperienza
fondamentale nella tua vita?
Definirla fondamentale mi pare un po’
esagerato. Io l'ho presa come una specie di ricerca antropologica.
Ho conosciuto un modus vivendi, perché quei posti sono frequentati
da habitué o gente dello stesso tipo.
Perché hai lasciato?
A quasi trent’anni spero si abbiano cose
migliori da fare. Io le avevo...
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