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PRIDE: IL MENSILE GAY ITALIANO   [ Numero 92 - Febbraio 2007 ]
 Un anno di sauna
 
di Francesco Petrosino

“Un anno di sauna potrebbe sembrare un anno di relax e benessere, nel mio caso è stato ricco di duro ed intenso lavoro!”. Marco è un ventottenne che ha lavorato per un anno intero presso una sauna gay italian. Abbiamo provato a chiedergli come sia l'esperienza della sauna, vista dall'altro lato del... bancone.
 
 


Marco, come hai fatto a trovar lavoro proprio in una sauna?

Un mio ex aveva un suo vecchio amico che lavorava lì, e dato che per me erano tempi di “carestia”, mi fece contattare per un colloquio. Il giorno dopo già sudavo in sauna!

 

Che orari di lavoro avevi?

Iniziavo alle 11 e finivo alle 18. Per le prime due ore la sauna era chiusa, quindi ero addetto alle pulizie. Alle 13 si apriva al pubblico e mi trasformavo nel barman, infine alle 18 mi dava il cambio il mio collega, che rimaneva fino alla chiusura.

 

Perché dici che era era faticoso?

Be'. Pulire un edificio di quasi 1000 mq in sole due ore è già impegnativo, per di più se pensi che nella quadratura trovi una sauna, un bagno turco, una vasca idromassaggio, docce, bagni... ed essendo un posto gay di semi-battuage, dove ci sono i camerini adibiti alla consumazione del frutto dell’amore… poi dovevo anche raccogliere le bucce!

E non finiva lì. Dopo ero anche barman. Col barman ci si parla, ci si racconta ecc…

 

Che rapporto avevi con gli altri che lavoravano con te?

Dei miei colleghi non c’è nessuno che mi sia rimasto nel cuore più di tanto. Con l’altro barman ci vedevamo solo al cambio turno, ed avevamo una sorta di rivalità tra pin-up. C’erano i massaggiatori, che se non lavoravano stavano un po’ con me al bancone o in sala fumatori. Ma anche con loro non avevo tutto questo dialogo, soprattutto con uno che chiacchierava e spettegolava un po’ troppo. Io infatti lo chiamavo il messaggiatore...

 

Con il barman di una sauna ci si prova?

Non so in generale come funzioni, nella mia esperienza posso dire che, forse perché ho 28 anni, e il target dell’età della clientela era intorno ai 40, molti credevano che nel prezzo d’ingresso fossi incluso anche io!

 

Ti sono state mai fatte proposte cossiddette "indecenti"?

Lascio spazio all’ immaginazione. Dico solo che se avessi voluto avrei potuto diventar ricco.

 

È un rimpianto?

No. Una semplice osservazione. Cerco solo di essere coerente e di non valicare i limiti che mi sono posto.

 

Che genere di gente frequenta una sauna?

Le saune, al contrario degli altri posti gay, sono usate come tane, nascondigli. Molti dei clienti che ho conosciuto io, infatti, erano persone che all’esterno non vivevano bene la loro omosessualità, o comunque non erano dichiarati. Sposati, carabinieri, guardie giurate, preti… tutta gente con doppie vite.

 

Chiacchierando e servendo tante persone sicuramente ci sarà stato qualcuno che ti è rimasto più impresso...

Onestamente con questo lavoro ho capito molto la condizione della donna in un ambiente lavorativo, circondata da tanti uomini che "ci provano"!

Dato il mio disagio, di fronte a simili comportamenti mi chiudevo. Solo con pochi riuscivo a chiacchierare, talvolta riuscendo anche togliermi la maschera che normalmente indossavo. Nonostante ciò mi vengono in mente tre clienti.

Il primo è il mio amore, conosciuto lì subito, e da allora ancora il mio compagno.

L’altro, una persona sposata con prole, che aveva la moglie consenziente e raccontava ai figli che il papà era in palestra.

L’ultimo una persona sieropositiva, con la quale per rispetto non sapevo di cosa parlare. Era però una persona dolcissima e che di sicuro appena entrava, oltre a farsi la doccia e venirmi a salutare, mi chiedeva immediatamente due preservativi.

 

L’igiene si rispetta in questi posti?

Le pulizie le facevo io, quindi andrei contro di me se dicessi di no!

Credo però che almeno una volta al mese si dovrebbe far disinfettare questo genere di locali da persone addette. Straccio e spazzolone e olio di gomito hanno le loro limitazioni...

 

I clienti rispettano l'igiene?

Tanti sì. Ma tanti arrivavano e s'immergevano nell’idromassaggio senza neanche farsi la doccia.

Altri poi pensano che il pissing o altre pratiche simili possano farsi tranquillamente nei luoghi pubblici, quasi che piacessero a tutti indistintamente. E come se per magia lo sporco volasse via!

 

Il sesso sicuro veniva rispettato?

Mi auguro proprio di sì! Il preservativo è il tuo amico e neanche devi pagargli il cinema! Io al bancone offrivo i profilattici, ma non avendo l’occhio del Grande Fratello, non so poi nei camerini cosa accadesse davvero. Noi gay siamo vittime più degli etero della piaga dell’Aids. Dal mio canto la protezione c’è sempre, e a quanto pare anche i miei amici preferiscono la sicurezza.

 

I clienti cosa ne pensano di chi lavora in sauna?

Sicuramente si pensa che chi lavora in quei posti sia un poco di buono. Lo si reputa una marchetta, o uno sfegatato del sesso. Perciò io spesso all’esterno non dicevo di lavorare lì. Anche se fortunatamente per il mio compagno non era un problema.

 

C'è qualche episodio curioso/divertente da raccontare?

C’è un episodio che ora mi fa sorridere, ma quando accadde mi fece davvero innervosire. Una volta venne un nuovo cliente che non era mai andato in una sauna. A un certo punto si avvicinò al bancone e quasi imbarazzato mi consigliò di non mettere il bagno schiuma nella vasca idromassaggio. Io, che come ho detto facevo le pulizie, gli spiegai che come nelle piscine, nell’acqua mettevamo il cloro. Dopo una breve discussione, mi portò a vedere la vasca, dove c’era una montagna di schiuma che straripava . Qualcuno, simpaticamente, aveva svuotato tutto il suo bagnoschiuma nella vasca… Mi costò tre ore di lavoro in più. Mentre i clienti, loro, erano divertiti ed eccitati dall’evento spumeggiante!

 

Ti è mai capitato di litigare con qualche cliente?

Certo che sì! Era all’ordine del giorno. Come ho già detto, tanti ci provavano con me: spesso la cosa mi lusingava, però alcuni diventavano davvero maleducati e invadenti. Una volta ho dovuto cacciare uno dal bancone, perché dopo le varie domande sulle dimensioni del mio attributo e le varie proposte piccanti, ha iniziato a masturbarsi lì, di fronte a me.

 

Come vivevi questo genere di situazioni?

Sono un tipo molto impulsivo. Lì per lì diventavo furibondo, poi mi passava. Anche se, quando poi rientravo in casa avevo un piccolo crollo. Ovviamente nulla di traumatico!

 

Con tutte le tentazioni che avevi sotto gli occhi, ci è mai scappata la... scappatella?

Non sono mica santa Maria Goretti! D’accordo che ero e sono fidanzato, ma l’occasione fa l’uomo ladro. Comunque ero sul lavoro, quindi i tempi di eventuali scappate erano limitati.

 

Senti, ma tu cosa ne pensi delle saune gay?

La cosa che più mi amareggiava quando lavoravo lì era il fatto che tanti non usufruissero affatto dei servizi offerti: il loro obbiettivo era solo scopare. Io invece preferirei vivermi un giorno una situazione, secondo me più erotica, simile a quella de Il bagno turco di Ozpetek. Nulla di gay e nulla di etero, bensì situazioni ambigue da scoprire e occasioni da guadagnarsi.

 

Se un tuo amico ti dicesse che gli hanno proposto di lavorare in una sauna, che consiglio gli daresti?

Non glielo consiglierei, ma neanche proverei a deviare le sue scelte. In fin dei conti anche quello è un modo onesto di guadagnarsi il pane!

 

Dal tuo punto di osservazione, qual è il lato peggiore dei clienti gay italiani?

Essendo succubi della Chiesa più che in ogni altro stato, c’è ancora poco coming out.

Quello che più detesto degli omosessuali italiani è che durante tutto l’anno parecchi si nascondono, e poi magari arriva il Gay pride e girano nei cortei con le chiappe al vento. Non hanno vie di mezzo.

 

Questo lavoro è stata un’esperienza fondamentale nella tua vita?

Definirla fondamentale mi pare un po’ esagerato. Io l'ho presa come una specie di ricerca antropologica. Ho conosciuto un modus vivendi, perché quei posti sono frequentati da habitué o gente dello stesso tipo.

 

Perché hai lasciato?

A quasi trent’anni spero si abbiano cose migliori da fare. Io le avevo...

 

 

 

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