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PRIDE: IL MENSILE GAY ITALIANO

  [ Numero 103 - Gennaio 2008 ]

 Dove ti porta la musica
[ di Roberto Cangioli ]

Onestamente posso dire che questo Transport systems mi pare uno dei migliori album a tema gay mai ascoltati. Immagino che realizzarlo ti abbia preso un bel po’ di tempo...

Ho impiegato un anno e mezzo tra scriverlo e registrarlo. Sono un perfezionista di natura e desideravo che questo disco fosse meglio di qualsiasi cosa avessi fatto in precedenza.

Francamente è la prima volta in cui sono stato capace di concepire un album intero dall’inizio alla fine: volevo migliorare nel canto, nella composizione delle canzoni, perfino nella produzione, per rendere il tutto più coeso. Non sono mai stato così orgoglioso per qualcosa che ho fatto in vita mia.

 

Ho trovato diversi stili in questo album: dance, soul, groove, persino jazz. Con quale genere di musica ti senti più a tuo agio?

A me piace un album a colori, mi piace avere stili differenti, poiché anche un disco possiede un’anima. Mi piace un certo tipo di house music e sono un grande fan del Rythm and blues, dell’hip hop, ma anche del soul, classico e  nuovo.

Alcuni artisti fanno bene un certo tipo di musica e vogliono mantenere quello stile, ma io voglio un album che sia più di una semplice esperienza.

 

Ti riesce possibile sintetizzare il messaggio contenuto nelle tracce del disco?

Il tema principale è quello del movimento e della progressione, il trasporto e la trasformazione.

Con queste canzoni voglio dare un colpo di spugna al dolore vissuto in passato, per muovermi in un tempo ed in un posto migliore.

Credo che sia un tema molto importante per tutte le persone gay in generale, poiché molti di noi sono cresciuti con un senso di vergogna (per il fatto di essere gay) che spesso ci portiamo appresso anche da adulti.

Immagino un mondo in cui tutto questo è sorpassato, un mondo in progressione rispetto ai diritti umani, in cui siamo visibili in tutta la nostra completezza. 

 

Per parafrasare la tua canzone: “Dove ti ha portato la musica” negli scorsi anni?

La canzone è la risposta alla domanda che mi sento porre maggiormente: dove voglio andare a parare con le mie canzoni? Io rispondo che voglio andare dove la musica mi porta, che è poi la verità.

La mia musica mi ha portato dappertutto, ed è per me come vivere una vibrazione unica. Ovviamente è una metafora per dire che bisogna essere veri con se stessi, dovunque tu sia, sia fisicamente che spiritualmente.

Io ho sempre cercato di essere sincero prima di tutto con me stesso, specialmente con la mia musica, anche quando mi è stato detto da molte persone che nell’industria discografica sarebbe meglio non dichiararsi come gay.

 

Com’è nata l’idea del video animato di “Where the music takes you”?

Chi da giovane non ha mai sognato di essere un super eroe dei cartoni animati?

Joe Phillips aveva disegnato per me una serie di ritratti per il mio libro di immagini. Siccome in quel periodo stava imparando come animare i disegni che produceva, abbiamo pensato quanto fosse figo realizzare un clip musicale completamente animato.

Questo è il risultato (lo vedete su Youtube all'Url: www.youtube.com/watch?v=Lcg1zq0WNYc ). Gli ho detto che volevo una bacio gay nel video, così nel clip sarà proprio il bacio interrazziale a salvare il mondo! Quanto non è cool? 

 

Assunto che oggi i rapper non siano più omofobi, pensi che questa tua collaborazione con Mr. Man costituisca un eccezione alla regola, o credi realmente che la mentalità della gente stia cambiando?

Mr. Man viene fuori dalla tradizione hip-hop come i Tribe called quest e De La Soul, che sono molto progressivi e socialmente attenti ai problemi politici.

Non tutti i rapper sono o sono stati omofobi. Sì, credo che qualcosa stia cambiando.

Prendi ad esempio Kanye West, che è uno dei rapper più famosi in America: ha fatto un bel po’ di dichiarazioni alla stampa per combattere l’omofobia nell’hip-hop.


“Mr. Mistress” è una canzone sul fenomeno dell’anonimato. Come consideri gli uomini gay "velati"?

Questa canzone parla di un ragazzo e della sua scoperta circa l’uomo con cui sta avendo una relazione, che è sposato e ha dei figli.

È un brano particolarmente forte perché dichiara che il soggetto, ossia il ragazzo che parla, non ha bisogno di mettere a repentaglio la vita di un'altra famiglia perché merita di più.

Io credo che le persone gay abbiano speso già troppo tempo vivendo recluse, e che se un uomo sposato scopre di essere gay, dovrebbe essere onesto con se stesso e con le persone che ama. Certo, richiede una buona dose di comprensione da parte di tutti, perché non dimentichiamo che l’omofobia esiste e che se i gay si sentissero accettati dalla società non sarebbero obbligati a vivere in situazioni scomode come questa.     

 

Appoggeresti le unioni civili?

È una scelta che tutti dovrebbero poter fare. La libertà consiste proprio in questo. Concedere il matrimonio ai gay sarebbe un bel messaggio di equità sociale. Diversamente continueremo ad essere visti come cittadini di seconda classe.

 

C’è qualcosa nel gay mainstream o nello stile di vita gay che ti innervosisce?

Non mi piace la cruda cattiveria che vedo talvolta.

Questo non significa che dobbiamo girare attorno alle cose ed essere falsi. Possiamo essere realisti. Ma c’è una bella differenza tra l’essere taglienti e spiritosi al tempo stesso, ed essere volutamente cattivi. Finisce prima o poi che questa cattiveria ci si ritorca contro, rivelando quello che in realtà proviamo per gli altri.

La mia canzone “Soul killer” parla proprio di questo.

Io penso che dovremmo invece appoggiarci e sostenerci l’un l’altro, se vogliamo dimostrare quanto noi gay sappiamo fare. Tutti sanno che i gay sono creativi, hanno talento ecc., ma spesse volte stiamo a darci battaglia tra noi anziché ad appoggiarci a vicenda. 

 

Tre anni fa, dopo la tua foto sulla copertina di "Pride", sei stato invitato in Italia per alcune apparizioni. Cosa ricordi di quella breve trasferta?

Ho trovato gli italiani molto ospitali e caldi, senza parlare del cibo, ovviamente.

Uno spezzone della mia performance in Italia è stato ripreso nel mio “Love will take over”. È una sorta di diario visivo della mia vita in tour e ne sono fiero perché su Logo, un network gay lanciato da Mtv, ha battuto Madonna... credo che d’ora in poi dovrò guardarmi alle spalle!

 

 

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