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Onestamente posso dire che questo Transport systems
mi pare uno dei migliori album a tema gay mai ascoltati. Immagino
che realizzarlo ti abbia preso un bel po’
di tempo... Ho impiegato un anno e mezzo
tra scriverlo e registrarlo. Sono un perfezionista di natura e
desideravo che questo disco fosse meglio di qualsiasi cosa avessi
fatto in precedenza.
Francamente è la prima volta in cui sono stato
capace di concepire un album intero dall’inizio alla fine: volevo
migliorare nel canto, nella composizione delle canzoni, perfino
nella produzione, per rendere il tutto più coeso. Non sono mai stato
così orgoglioso per qualcosa che ho fatto in vita mia.
Ho trovato diversi stili in questo album:
dance, soul, groove, persino jazz. Con quale genere di musica ti
senti più a tuo agio?
A me piace un album a colori, mi piace avere
stili differenti, poiché anche un disco possiede un’anima. Mi piace
un certo tipo di house music e sono un grande fan del Rythm and
blues, dell’hip hop, ma anche del soul, classico e nuovo.
Alcuni artisti fanno bene un certo tipo di
musica e vogliono mantenere quello stile, ma io voglio un album che
sia più di una semplice esperienza.
Ti riesce possibile sintetizzare il messaggio
contenuto nelle tracce del disco?
Il tema principale è quello del movimento e
della progressione, il trasporto e la trasformazione.
Con queste canzoni voglio dare un colpo di
spugna al dolore vissuto in passato, per muovermi in un tempo ed in
un posto migliore.
Credo che sia un tema molto importante per
tutte le persone gay in generale, poiché molti di noi sono cresciuti
con un senso di vergogna (per il fatto di essere gay) che spesso ci
portiamo appresso anche da adulti.
Immagino un mondo in cui tutto questo è
sorpassato, un mondo in progressione rispetto ai diritti umani, in
cui siamo visibili in tutta la nostra completezza.
Per parafrasare la tua canzone: “Dove ti ha
portato la musica” negli scorsi anni?
La canzone è la risposta alla domanda che mi
sento porre maggiormente: dove voglio andare a parare con le mie
canzoni? Io rispondo che voglio andare dove la musica mi porta, che
è poi la verità.
La mia musica mi ha portato dappertutto, ed è
per me come vivere una vibrazione unica. Ovviamente è una metafora
per dire che bisogna essere veri con se stessi, dovunque tu sia, sia
fisicamente che spiritualmente.
Io ho sempre cercato di essere sincero prima
di tutto con me stesso, specialmente con la mia musica, anche quando
mi è stato detto da molte persone che nell’industria discografica
sarebbe meglio non dichiararsi come gay.
Com’è nata l’idea del video animato di “Where
the music takes you”?
Chi da giovane non ha mai sognato di essere un
super eroe dei cartoni animati?
Joe Phillips aveva disegnato per me una serie
di ritratti per il mio libro di immagini. Siccome in quel periodo
stava imparando come animare i disegni che produceva, abbiamo
pensato quanto fosse figo realizzare un clip musicale completamente
animato.
Questo è il risultato (lo vedete su Youtube
all'Url:
www.youtube.com/watch?v=Lcg1zq0WNYc ). Gli
ho detto che volevo una bacio gay nel video, così nel clip sarà
proprio il bacio interrazziale a salvare il mondo! Quanto non è
cool?
Assunto che oggi i rapper non siano più
omofobi, pensi che questa tua collaborazione con Mr. Man costituisca
un eccezione alla regola, o credi realmente che la mentalità della
gente stia cambiando?
Mr. Man viene fuori dalla tradizione hip-hop
come i Tribe called quest e De La Soul, che sono molto progressivi e
socialmente attenti ai problemi politici.
Non tutti i rapper sono o sono stati omofobi.
Sì, credo che qualcosa stia cambiando.
Prendi ad esempio Kanye West, che è uno dei
rapper più famosi in America: ha fatto un bel po’ di dichiarazioni
alla stampa per combattere l’omofobia nell’hip-hop.
“Mr. Mistress” è una canzone sul fenomeno dell’anonimato. Come
consideri gli uomini gay "velati"?
Questa canzone parla di un ragazzo e della sua
scoperta circa l’uomo con cui sta avendo una relazione, che è
sposato e ha dei figli.
È un brano particolarmente forte perché
dichiara che il soggetto, ossia il ragazzo che parla, non ha bisogno
di mettere a repentaglio la vita di un'altra famiglia perché merita
di più.
Io credo che le persone gay abbiano speso già
troppo tempo vivendo recluse, e che se un uomo sposato scopre di
essere gay, dovrebbe essere onesto con se stesso e con le persone
che ama. Certo, richiede una buona dose di comprensione da parte di
tutti, perché non dimentichiamo che l’omofobia esiste e che se i gay
si sentissero accettati dalla società non sarebbero obbligati a
vivere in situazioni scomode come questa.
Appoggeresti le unioni civili?
È una scelta che tutti dovrebbero poter fare.
La libertà consiste proprio in questo. Concedere il matrimonio ai
gay sarebbe un bel messaggio di equità sociale. Diversamente
continueremo ad essere visti come cittadini di seconda classe.
C’è qualcosa nel gay mainstream o nello stile
di vita gay che ti innervosisce?
Non mi piace la cruda cattiveria che vedo
talvolta.
Questo non significa che dobbiamo girare
attorno alle cose ed essere falsi. Possiamo essere realisti. Ma c’è
una bella differenza tra l’essere taglienti e spiritosi al tempo
stesso, ed essere volutamente cattivi. Finisce prima o poi che
questa cattiveria ci si ritorca contro, rivelando quello che in
realtà proviamo per gli altri.
La mia canzone “Soul killer” parla proprio di
questo.
Io penso che dovremmo invece appoggiarci e
sostenerci l’un l’altro, se vogliamo dimostrare quanto noi gay
sappiamo fare. Tutti sanno che i gay sono creativi, hanno talento
ecc., ma spesse volte stiamo a darci battaglia tra noi anziché ad
appoggiarci a vicenda.
Tre anni fa, dopo la tua foto sulla copertina
di "Pride", sei stato invitato in Italia per alcune apparizioni.
Cosa ricordi di quella breve trasferta?
Ho trovato gli italiani molto ospitali e
caldi, senza parlare del cibo, ovviamente.
Uno spezzone della mia performance in Italia è
stato ripreso nel mio “Love will take over”. È una sorta di diario
visivo della mia vita in tour e ne sono fiero perché su Logo, un
network gay lanciato da Mtv, ha battuto Madonna... credo che d’ora
in poi dovrò guardarmi alle spalle! |