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PRIDE: IL MENSILE GAY ITALIANO  [ Numero 83 - Maggio 2006 ]
 Una trans nell'arena. Intervista a Vladimir Luxuria
 
di Andrea Pini

Vladimir Luxuria è in Europa la prima transgender a diventare parlamentare.
Romana di adozione, ha tenuto la direzione artistica di Muccassassina
per diversi anni, ha fatto spettacoli teatrali, ha lavorato nel
cinema ed è apparsa svariate volte in tv. E nel movimento gay si è
impegnata nelle battaglie di informazione sull’Aids e per la parità
di diritti di gay, lesbiche e trans.
Ora è stata eletta alla Camera dei deputati nelle liste di
Rifondazione comunista, contribuendo al buon risultato del partito
nella circoscrizione di Roma, dove RC è passata dal 5,4% del 2001 al
7,9% del 2006.
Ma oltre a ciò, in questi giorni è anche uscito il film Mater Natura
– Se non è scandalo non è amore, che la vede tra i protagonisti.
 
Come è stata la tua prima giornata da parlamentare?
Ero molto emozionata, mi ha ricordato il giorno in cui sono venuta a
Roma, con le pezze al culo, con una piccola valigetta… Vivevo alla
“Casa dello studente”, preoccupata di sostenere gli esami per non
essere sbattuta fuori, mangiavo alla mensa dell’università, pasta al
burro e mozzarella che erano le cose più sicure... È stato anche il
periodo in cui mi sono prostituita per mantenermi agli studi…
 
Ma ti avrà anche divertita qualche volta, spero…
Sì, certamente, ma il divertimento lo scegli… nella prostituzione non
sempre è così.
Venivo da Foggia e in quella realtà mi ero sentita anche ai margini
della società, oggi invece mi sento chiamata a rappresentare la
società e per me questo salto rappresenta una piccola rivoluzione.
Quindi molta emozione, un po’ come il primo giorno di scuola, gli
sguardi addosso, ma anche due occhi grandi, i miei, per guardare gli
altri.
 
Quali saranno i tuoi punti riferimento, oltre il tuo partito?
Guarderò con attenzione anche a chi ha incluso nelle proprie
politiche la tematica glbt, quindi i Ds, i Verdi, la Rosa nel pugno,
i Comunisti italiani e l’Italia dei valori, e mi voglio appellare
anche a quelle forze ispirate ai valori cattolici ma impegnate nella
difesa della laicità dello Stato.
 
Mi verrebbe da dire: “non si butta niente”…!
Non si butta niente perché le leggi vanno votate e penso sia
necessario fare una politica diversa da quella delle associazioni.
Nel movimento ho combattuto anche a muso duro, ma in questo ruolo è
necessario un linguaggio diverso, cercando di dare risposte. Il
giorno più bello della mia vita sarà quando, con gli occhi lucidi,
potrò applaudire una Camera che ha appena approvato le Unioni civili,
dando un riconoscimento giuridico, oltre che politico, a tutte le
coppie, comprese quelle glbt.
 
Che rapporto terrai col mondo delle associazioni gay?
Giocando con la mitologia mi considero una Giano nifronte, uno
sguardo verso l’emiciclo parlamentare e l’altro rivolto al movimento
che mi ha portata qui.
Se non fossi stata accolta dal Circolo di cultura omosessuale Mario
Mieli, nel quale sono cresciuta politicamente, oggi non mi troverei
ad essere parlamentare. Prima di tutto ho gratitudine, e poi credo
che molte persone del movimento, che hanno fiducia in me, si
aspettino risposte positive, e io non voglio tradire la loro fiducia.
Fra l’altro proporrò l’apertura di tavoli istituzionali, che
includano in tutti i ministeri le associazioni glbt, perché in ogni
politica devono essere considerate le nostre tematiche e i nostri
punti di vista, e quindi nell’istruzione, nelle pari opportunità,
nella cultura, nella sanità, nell’ordine pubblico…
Naturalmente non posso essere io ad occuparmi di tutto, è necessario
che queste istanze siano accolte da tutta l’alleanza di centro-sinistra.
 
Sarà un lavoro duro, e non è difficile prevedere che incontrerai
molte resistenze…

Certo! Fortunatamente non sono sola: c’è Franco Grillini, c’è Titti
De Simone e c’è Giampaolo Silvestri.
 
Nella campagna elettorale hai scoperto qualcosa di nuovo, di
positivo, accanto alle aggressioni e agli insulti della Lega, di An e
di Alessandra Mussolini?

La campagna al di fuori dei media, quella dell’incontro vero con le
persone, è stata un’esperienza massacrante ma meravigliosa.
È stato incredibile incontrare i portuali di Civitavecchia e i
disoccupati di Pomigliano D’Arco e scoprire che due minuti dopo aver
cominciato a parlare con loro si erano dimenticati del mio
orientamento sessuale e mi parlavano della loro discriminazione, la
discriminazione della precarietà, della miseria, pronti a credere che
anche una persona come me può rappresentare i loro interessi.
Non è vero che la gente è prevenuta su di noi come possiamo temere:
ho incontrato anche tante mamme con i bambini, che poi dovevano
spiegare ai bambini perché mi vesto da donna… Mi sembra un
avanzamento culturale di questo Paese.
Certo, ci sono stati anche gli attacchi personali e addirittura le
minacce e le aggressioni fisiche: quelle davvero non me le aspettavo.
Hanno cercato di impedirmi con la forza di esprimere le mie idee, un
tipico comportamento da fascista, e questa è la cosa più grave.
Bisogna stare molto attenti alle varie manifestazioni che si
richiamano al nazismo e al fascismo, ce ne sono parecchie in diverse
parti d’Italia, croci celtiche e braccio teso, attenzione! Non
consideriamo normale fatti di questo genere, si fa presto ad
abituarsi, ad assuefarsi.
 
Passiamo a qualcosa di più allegro: è appena uscito nelle sale Mater
natura
, il film di Massimo Andrei in cui tu sei uno dei personaggi
principali…

È un film che è stato fatto due anni fa, poi è andato a Venezia la
scorsa estate e casualmente è uscito ora nelle sale; la cosa buffa è
che io recito la parte di Massimino, un gay impegnato politicamente,
ma in realtà la mia candidatura è nata molto dopo… è il regista che è
stato preveggente!
 
Ma il tuo impegno politico gay è nato da molti anni…
Certo, ma io ero conosciuta più per i miei spettacoli, per l’aspetto
frivolo. A Venezia il film ha avuto un buon riconoscimento, con il
premio del pubblico, e penso che potrebbe aprire la mente a molte
persone, perché è un film raccontato dall’interno: parla del nostro
mondo, di amore, di politica ma anche di miserie.
È ambientato a Napoli e c’è un Enzo Moscato indimenticabile, che fa
la parte di un femminiello che per campare tiene i bambini del
quartiere, i genitori glieli affidano per andare al lavoro e lui li
porta al mare, li accudisce teneramente, li istruisce… senza
rinunciare assolutamente alla sua identità.
Il regista si è ispirato ad una storia vera e questo fa capire quanto
la gente possa essere più avanti di chi pensa, ad esempio, che i gay
non dovrebbero insegnare!
 
Ma il film racconta anche la storia di un’estrosa comunità che nasce
ai piedi del Vesuvio…

Sì, Mater Natura, appunto: un trans-agriturismo dove si fa trans-
counselling in un luogo che è a metà strada tra il maschio Vesuvio e
la femmina mare, il grembo materno, e noi siamo collocati in mezzo, a
coltivare pomodori biologici, prodotti naturali come siamo noi
personaggi del film, e diamo consigli di più salutari stili di vita
ai padri di famiglia in crisi, agli altri che di solito ci vorrebbero
curare e psicanalizzare!
 
Cercherai di tenere insieme il tuo lato artistico e quello di nuova
parlamentare?

Ci ho molto pensato e credo che continuare a fare cose artistiche non
porti discredito al mio impegno politico.
Il lavoro di parlamentare verrà per primo, ma quando mi sarà
possibile non rinuncio al contatto con il pubblico dei miei
spettacoli, è la gente che mi ha amato, mi ha dato forza e
probabilmente è anche la gente che mi ha votato. E poi credo che si
possa far politica anche facendo spettacolo.
 

 

 

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