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La proposta di legge sulle convivenze,
nota come "Dico", rappresenta un esempio di norma destinata a creare
più problemi alle coppie dello stesso sesso di quanti non ne
risolva.
Da quanto ci ha detto il senatore
Salvi, presidente della commissione giustizia, ormai sappiamo che
non sarà questa la base per la discussione parlamentare sulla
questione delle coppie di fatto, tuttavia quello dei Dico resta
l’unico frutto concepito (dopo una lunga e faticosa mediazione
interna) dalla attuale maggioranza, quindi continua a meritare
qualche riflessione.
Anche se poi sul contenuto della
legge, per quanto riguarda la protezione sociale offerta per le
coppie di fatto, c’è veramente poco da dire.
C’era qualche concessione al
riconoscimento di diritti successori (cioè di eredità), talmente
limitata però da non avere neppure un’ovvia applicazione pratica (al
punto che il testamento restava comunque indispensabile per chi
volesse tutelare la/il partner). Inoltre, la piccola riduzione
dell’imposta di successione prevista per i conviventi non compensava
più di tanto la gran differenza discriminatoria (rispetto alle
coppie sposate) che è appena stata introdotta, in occasione della
legge finanziaria, proprio pochissimi mesi fa.
Le regole per la successione
nell'affitto, per l'assegnazione di case di edilizia pubblica,
nonché dei trasferimenti della sede di lavoro per mantenere la
residenza comune dei membri della coppia, erano così prudenti da
peggiorare (di fatto) la situazione. La peggioravano per tutti
coloro che hanno la fortuna di vivere in regioni con regolamenti più
illuminati, per coloro che hanno contratti di lavoro che esprimono
una qualche sensibilità al problema, ma soprattutto rispetto alle
interpretazioni correnti della giurisprudenza italiana attuale.
La reversibilità della pensione era
stata invece semplicemente rinviata alla buona volontà di chi
appronterà in futuro l’ennesimo “riordino della normativa
previdenziale e pensionistica”. Era poco più di un auspicio,
ciononostante per "prudenza" si è pensato di fissare anticipatamente
una serie di limiti massimi alla possibile estensione di quanto
previsto oggi per le coppie sposate... mentre non sono stati fissati
limiti minimi._
In breve: per le coppie-Dico non era
prevista nessuna protezione sociale aggiuntiva rispetto alla
situazione già esistente. Non era previsto nessuno dei trasferimenti
di protezione sociale esistenti per i coniugi (assegni familiari e
al nucleo familiare, licenza matrimoniale, assenze dal lavoro per
assistere il coniuge malato...) e nessuna detrazione d’imposta per
carichi familiari.
Tuttavia, questa mancanza di
contenuti espliciti in senso positivo non deve far pensare che il
provvedimento fosse solo una scatola vuota, uno evento dal
significato puramente simbolico, come forse alcuni dei suoi creatori
avevano inteso fare. I Dico avrebbero prodotto effetti concreti ed
immediati per le famiglie delle lesbiche e dei gay... effetti
negativi, però.
Bastava infatti inserire la proposta
di legge nel contesto di protezione sociale italiano per capire che
i Dico sarebbero stati uno strumento per ridurre la quota di spesa
sociale che le persone omosessuali oggi ricevono.
Il testo della proposta di legge non
lo diceva esplicitamente, tuttavia l’appartenenza alla stessa
famiglia anagrafica (requisito necessario per essere un membro di un
Dico) avrebbe comportato per le coppie convivente un aumento della
retta o tariffa pagata per usufruire dei servizi erogati o
finanziati dai Comuni.
Non si trattava di cosa di poco
conto, perché ai Comuni sono affidati molti servizi, specialmente
riferiti all’infanzia e agli anziani non autosufficienti. Sarebbero
state colpite, ad esempio, le coppie con bambini che vanno all’asilo
nido, le coppie di anziani non completamente autosufficienti (che
necessitano di assistenza domiciliare) e le coppie nelle quali uno
dei membri, o altri familiari, erano disabili.
Insomma, grazie ai Dico sarebbero
state proprio le coppie più bisognose di interventi di sicurezza
sociale che sarebbero state chiamate a pagare il prezzo più alto,
per testimoniare il loro amore...
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