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PRIDE: IL MENSILE GAY ITALIANO

  [ Numero 94 - Aprile 2007 ]

 Dico: riposino in pace
[di Daniela Mantovani  ]
 

 

La proposta di legge sulle convivenze, nota come "Dico", rappresenta un esempio di norma destinata a creare più problemi alle coppie dello stesso sesso di quanti non ne risolva.

Da quanto ci ha detto il senatore Salvi, presidente della commissione giustizia, ormai sappiamo che non sarà questa la base per la discussione parlamentare sulla questione delle coppie di fatto, tuttavia quello dei Dico resta l’unico frutto concepito (dopo una lunga e faticosa mediazione interna) dalla attuale maggioranza, quindi continua a meritare qualche riflessione.

 

Anche se poi sul contenuto della legge, per quanto riguarda la protezione sociale offerta per le coppie di fatto, c’è veramente poco da dire.

C’era qualche concessione al riconoscimento di diritti successori (cioè di eredità), talmente limitata però da non avere neppure un’ovvia applicazione pratica (al punto che il testamento restava comunque indispensabile per chi volesse tutelare la/il partner). Inoltre, la piccola riduzione dell’imposta di successione prevista per i conviventi non compensava più di tanto la gran differenza discriminatoria (rispetto alle coppie sposate) che è appena stata introdotta, in occasione della legge finanziaria, proprio pochissimi mesi fa.

Le regole per la successione nell'affitto, per l'assegnazione di case di edilizia pubblica, nonché dei trasferimenti della sede di lavoro per mantenere la residenza comune dei membri della coppia, erano così prudenti da peggiorare (di fatto) la situazione. La peggioravano per tutti coloro che hanno la fortuna di vivere in regioni con regolamenti più illuminati, per coloro che hanno contratti di lavoro che esprimono una qualche sensibilità al problema, ma soprattutto rispetto alle interpretazioni correnti della giurisprudenza italiana attuale.

La reversibilità della pensione era stata invece semplicemente rinviata alla buona volontà di chi appronterà in futuro l’ennesimo “riordino della normativa previdenziale e pensionistica”. Era poco più di un auspicio, ciononostante per "prudenza" si è pensato di fissare anticipatamente una serie di limiti massimi alla possibile estensione di quanto previsto oggi per le coppie sposate... mentre non sono stati fissati limiti minimi._

 

In breve: per le coppie-Dico non era prevista nessuna protezione sociale aggiuntiva rispetto alla situazione già esistente. Non era previsto nessuno dei trasferimenti di protezione sociale esistenti per i coniugi (assegni familiari e al nucleo familiare, licenza matrimoniale, assenze dal lavoro per assistere il coniuge malato...) e nessuna detrazione d’imposta per carichi familiari.

 

Tuttavia, questa mancanza di contenuti espliciti in senso positivo non deve far pensare che il provvedimento fosse solo una scatola vuota, uno evento dal significato puramente simbolico, come forse alcuni dei suoi creatori avevano inteso fare. I Dico avrebbero prodotto effetti concreti ed immediati per le famiglie delle lesbiche e dei gay... effetti negativi, però.

Bastava infatti inserire la proposta di legge nel contesto di protezione sociale italiano per capire che i Dico sarebbero stati uno strumento per ridurre la quota di spesa sociale che le persone omosessuali oggi ricevono.

Il testo della proposta di legge non lo diceva esplicitamente, tuttavia l’appartenenza alla stessa famiglia anagrafica (requisito necessario per essere un membro di un Dico) avrebbe comportato per le coppie convivente un aumento della retta o tariffa pagata per usufruire dei servizi erogati o finanziati dai Comuni.

Non si trattava di cosa di poco conto, perché ai Comuni sono affidati molti servizi, specialmente riferiti all’infanzia e agli anziani non autosufficienti. Sarebbero state colpite, ad esempio, le coppie con bambini che vanno all’asilo nido, le coppie di anziani non completamente autosufficienti (che necessitano di assistenza domiciliare) e le coppie nelle quali uno dei membri, o altri familiari, erano disabili.

Insomma, grazie ai Dico sarebbero state proprio le coppie più bisognose di interventi di sicurezza sociale che sarebbero state chiamate a pagare il prezzo più alto, per testimoniare il loro amore...

 

 

 

 

 

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