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PRIDE: IL MENSILE GAY ITALIANO  [ Numero 79 - Gennaio 20006 ]
 Carissima pornografia  di Franco Grillini

La Pornotax rende finalmente legale in Italia la pornografia ma, spacciandosi come “tassa etica”, appare più come una forma moralistico-intimidatoria verso un settore rivolto agli adulti e non risolleverà l’economia del nostro Paese .
 
Con motivazioni etico-moralistiche il centro-destra avevano provato, nel 2002, ad inserire una tassa sulla vendita e la produzione di materiale pornografico nella Finanziaria.
L’argomento, con ben cinque ore di discussione, appassionò Montecitorio.
Intervenni. Il quotidiano “Libero”, qualche giorno prima, mi aveva definito (ovviamente non senza una punta di saracasmo da parte loro) “massimo esperto di sesso del Parlamento italiano”. Della serie: “finalmente parla quello che se ne intende”...
Ora, non so se io sono o no il massimo esperto eccetera, tuttavia in quell’occasione fui almeno in grado di chiarire ai miei esimi colleghi che non si poteva tassare un settore ritenuto illegale dalla legislazione vigente.
Infatti l’articolo 528 del codice penale, approvato nel 1930 in pieno Fascismo e mai abrogato, è tassativo: “Chiunque, allo scopo di farne commercio o distribuzione ovvero di esporli pubblicamente, fabbrica, introduce nel territorio dello Stato, acquista, detiene, esporta, ovvero mette in circolazione scritti, disegni, immagini od altri oggetti osceni di qualsiasi specie, è punito con la reclusione da tre mesi a tre anni e con la multa non inferiore a lire duecentomila”.
Insomma: contrariamente a quanto credono in molti, ivi inclusi molti dei miei colleghi, la pornografia in Italia è tollerata, ma non legalizzata... (La trascrizione del dibattito, fra il divertito e il goliardico, è qui: http://www.grillini.it/show.php?518 ).
 
In quell’occasione mi fu facile sostenere che fosse giunta l’ora di legalizzare e regolamentare, senza ipocrisie, la pornografia, il cui giro d’affari è stimato attorno ai cinquecento miliardi di vecchie lire e che ha avuto un ruolo di traino per l’industria elettronica: “Se 25 milioni di famiglie italiane”, sostenni, “hanno acquistato un video-registratore non è certamente per vedere La corazzata Potemkin”.
Il risultato del mio intervento? La pornografia non fu legalizzata, ma almeno la Pornotax nella versione 2002 fu tanto sonoramente quanto moralisticamente bocciata... per non correre il rischio di doverlo fare.
 
Tuttavia nel dicembre scorso l’onorevole Daniela Santanchè, di An, è riuscita a convincere il riottoso Tremonti (contrario, per principio, a qualunque aumento delle imposte) ad inserire nel mostruoso maxi-emendamento alla legge finanziaria una “Pornotax” rivista ed aggiornata. La fiducia imposta dal Governo Berlusconi sulla legge le ha garantito un facile via libera.
  
Ora la pornografia diverrà carissima, perché sarà assoggettata ad una tassazione addizionale del 25% che si aggiunge alla già salata tassazione vigente.
L’intento moralistico-proibizionista è evidente, perché il materiale pornografico è associato, nell’emendamento, al materiale di “incitamento alla violenza” e così i finanzieri avranno un’arma in più per intimidire produttore e negozianti, già vessati dal ricatto dell’illegalità.
 
Il governo, involontariamente, ha finalmente trasformato la vendita, la produzione e il commercio di materiale pornografico in attività perfettamente lecite.
Tuttavia ciò non basta. Un Paese maturo e civile avrebbe infatti avuto il coraggio di legalizzare prima la pornografia, e solo poi di sottoporla a giusta tassazione.
Siamo, ancora una volta, al trionfo dell’ipocrisia nazionale, di derivazione cattolica, del “si fa ma non si dice” e dell’”immoralità della pornografia” che deve essere punita con una tassazione esagerata.
 
Naturalmente la Finanziaria non specifica che cosa si intende per “materiale pornografico”. Chi deciderà che cosa è pornografico e che cosa è “violento”?
Oggi esiste una Commissione di Censura su film e riviste che impone il divieto ai minori di 18 anni in presenza di materiale filmato, cartaceo o di altra natura relativo al sesso genitale.
Immaginiamo che anche la Guardia di Finanza dovrà istituire una speciale commissione che dovrà occuparsi di visionare cassette, DVD riviste e oggettistica che ha a che fare con il sesso, la sua rappresentazione e i nostri piaceri.
Così la rappresentazione del sesso sarà sottoposta al giudizio insindacabile della guardia di Finanza, preposta a nuovo censore dei costumi nazionali.
 
Sempre che non ci abbiano già pensato gli amici di Oltretevere, che ormai intervengono su qualsiasi questione relativa allo stato laico, a visionare direttamente il materiale e ad indicarci ciò che è passibile di tasse inique e ciò che invece, per grazia di Dio, costituisce materiale innocente.
 
   

 

 

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