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PRIDE: IL MENSILE GAY ITALIANO  [ Numero 89 - Novembre 2006 ]
 Ab-uso di Viagra
 
di Matteo Bandini

Nella comunità gay si sta diffondendo sempre più l’abuso di Viagra, spesso mischiato alle droghe da discoteca. Un mix che può essere fatale, a causa di alcune controindicazioni di cui non tutti tengono conto.


Era il 27 marzo 1998 quando la Food and Drug Administration (FDA), l’ente statunitense che monitora cibi e farmaci, dava il via libera al Viagra, la pillola blu prodotta dal colosso americano Pfizer, per curare l’impotenza. Per alcuni era una rivoluzione: il Viagra avrebbe permesso notti di sesso indomabile anche agli anziani e a chi soffriva di diabete, colesterolo e alta pressione. Altri la consideravano l’ennesima “americanata” destinata al fallimento, come tutti i rimedi sperimentati dall’uomo per sentirsi virile. Avevano ragione i primi: il Viagra, anziché flop, fece boom: nel 2004, a sei anni dall’uscita, il suo giro d’affari è stato di 1,68 miliardi di dollari. La vendita di Viagra non si arresta: nel mondo ogni nove secondi viene venduta una nuova pastiglia. Il suo principio attivo, il sildenafil, inibisce la fosfodiesterasi 5 (PDE-5), l’enzima responsabile dell’impotenza, e agisce come vasodilatatore, permettendo un maggiore afflusso di sangue nei corpi cavernosi del pene, durante l’eccitazione. Tradotto: pìgliate ‘na pastiglia, aspetta tre quarti d’ora, trova il giusto stimolo e per quattro ore avrai un’erezione che sognavi da tempo.
 
Nel 2003 fu poi la volta del Cialis (tadalafil), rivolto a quelli il cui appetito sessuale alla quarta ora era ancora all’antipasto. Il Cialis durava da 24 a 36 ore. Poi fu la volta del Levitra (vardenafil), prodotto dalla Bayer (quella dell’Aspirina) e venduto anche con il nome di Vivanza. Cinque ore di effetto. Tre farmaci molto simili nei principi attivi, ma anche nelle controindicazioni. Il piacere del sesso, è infatti da barattarsi con una serie di effetti non desiderati non propriamente leggeri. A vigilare sulla smania di sesso dei pazienti deve esserci, almeno in Italia, un medico. Senza ricetta, niente Viagra. A meno che non si voglia correre il rischio di acquistare prodotti taroccati su internet.
 
Ma a chi sono controindicati i rimedi più usati per l’impotenza? Innanzitutto a chi assume medicinali a base di nitrati o di "donatori di ossido", come il nitrato di amile: presente sia nei comuni farmaci contro l’angina pectoris (dolori al torace), sia nel popper da discoteca. Il pericolo consiste nel fatto che l’effetto dei nitrati può essere moltiplicato dal Viagra e causare un infarto. Semaforo rosso anche per chi ha subito ictus o attacchi di cuore, soffre di bassa pressione, problemi a cuore, fegato, reni, occhi (retinite pigmentosa), anemia falciforme, tumore al midollo osseo, leucemia, ulcera allo stomaco, problemi di coagulazione, deformazione del pene. Molta attenzione, infine, anche per chi assume farmaci per l’Hiv.
I possibili effetti collaterali vanno dalla reazione allergica con rossore e gonfiore al viso, respiro corto, emicrania, mal di schiena, fino a problemi molto più seri: problemi alla vista, ictus, infarti, priapismo.
 
Nel 2005 la FDA ha affrontato 43 casi di perdita della vista in seguito all’uso dei tre farmaci anti-impotenza: 38 erano legati all’uso di Viagra, 4 di Cialis e 1 di Levitra. La perdita della vista era legata all’insorgere della "neuropatia ottica ischemica non arterica", una patologia spesso determinata da pre-condizioni quali diabete, colesterolo, pressione alta, fumo, occlusione delle coronarie. Non sempre la perdita della vista è stata totale e permanente. Ma certo, qualche conto è il caso di farselo.
 
Un altro effetto collaterale può essere il priapismo: l’erezione prolungata per diverse ore (e dolorosa), anche dopo il coito. I danni possono essere permanenti. Specie in caso di frattura del pene (la rottura della "membrana albuginea" dei corpi cavernosi). È un evento raro ma molto doloroso e grave che si verifica quando si abbassa con forza il pene eretto. Può richiedere il ricorso alla chirurgia e determinare un incurvamento permanente del membro, con danni all’uretra e difficoltà a urinare e ad avere rapporti sessuali.
 
Oltre a ciò, esistono anche pericoli indiretti, come quelli che si hanno quando l’uso non terapeutico di Viagra è associato all’utilizzo di droghe da discoteca: ecstasy, ketamina, popper e GHB. Cocktail di chimica pericolosissimi. L’ecstasy, per esempio, nel suo derivato MDA, viene chiamata “droga dell’amore”, per il suo forte potere disinibitorio: libera l’emotività, facilita la socializzazione, trasforma i rave party in catarsi collettive, dove è quasi naturale abbracciarsi, toccarsi, conoscersi. Fra gli effetti collaterali dell’ecstasy e delle metamfetamine c’è però anche la perdita dell’erezione. Così molti clubber ricorrono al “Sextasy”: Viagra + ecstasy (chiamato anche trial mix o head hammering, per le forti cefalee che provoca). Lo assumono senza soffrire realmente di impotenza, senza una necessità medica. Fate la somma: sentirsi euforici e disinibiti con l’ecstasy + sentirsi sessualmente instancabili con il Viagra (o simili) + essere storditi dall’alcol e dalla droga = aumentare i rischi di sesso non protetto. Uno studio del 2001 del San Francisco Department of Public Health, condotto su un campione di 300 gay e bisex residenti nell’area di San Francisco, ha correlato droghe e comportamenti sessuali a rischio. Se a farla da padrone fra le sostanze utilizzate dagli intervistati erano ecstasy (80%), ketamina (66%), metamfetamine (43%) e GHB (29%), il Viagra superava con un 14%, il popper, una delle droghe di più lunga storia fra i gay. Una percentuale bassa, se rapportata a ecstasy o ketamina, ma da valutare in relazione all’anno dello studio: nel 2001 il Viagra era in commercio da soli tre anni e non erano ancora stati lanciati i suoi diretti concorrenti. Ma già il 14% degli intervistati, lo assumeva regolarmente in discoteca, specie lontano dalla propria città. Inoltre, il 21% dei sieropositivi e il 9% dei sieronegativi intervistati rispondeva di aver praticato sesso anale non protetto con sconosciuti. Un altro studio del 2004 dell’Università del Kentucky, su un campione di 164 gay che frequentavano sex resorts, ha evidenziato come fra i consumatori di ecstasy, il 35% facesse anche uso di Viagra.
 
La percentuale dei consumatori di Viagra fra chi assume ecstasy è risultata simile (38%) anche da uno studio condotto su un campione di 93 clubber gay nella zona di New York e Boston.
 
A ciò va aggiunto il fatto che l'uso non terapeutico del Viagra è più comune fra i gay che fra gli eterosessuali. Lo conferma uno studio dell’epidemiologa di San Francisco Andrea Kim: su 844 uomini intervistati presso la clinica per le malattie sessualmente trasmissibili, il 32% dei gay dichiarava di aver fatto uso di Viagra, contro un 7% di etero. Dalla ricerca emerge anche che il 75% dei gay che faceva uso di Viagra aveva un età inferiore ai 35 anni e si era procurato la pillola blu da amici, all’interno del club, o su internet. Non da un medico.
 
 
E l'Italia? Per nostra fortuna, dati più confortanti (per ora) emergono dalla “ricerca nazionale sulla salute di lesbiche, gay e bisessuali”, "ModiDi", condotta nel 2005 da Arcigay. Dei 4690 fra gay, bisex e uomini che avevano avuto rapporti gay nei 12 mesi precedenti all’intervista, era il 4,4% a dichiarare di avere preso almeno una volta un farmaco anti-impotenza. Le percentuali per età vedevano in testa gli estremi: ultraquarantenni (11,3%) e minori di 25 anni (6%). Per un confronto, erano al 4,8% i consumatori di ecstasy e al 16,2% quelli di popper. Italiani “brava gente”, dunque? “La nostra ricerca ha toccato un campione molto più ampio e soprattutto più eterogeneo” ci avvisa Raffaele Lelleri, responsabile nazionale salute di Arcigay e coordinatore dello studio. “Gli americani hanno condotto indagini su gruppi di clubber. Noi, tramite le associazioni e i questionari online, abbiamo abbracciato anche chi non frequenta discoteche”. Possiamo quindi essere meno preoccupati? “I colleghi americani mi raccontano di nuove droghe o di nuove pratiche a rischio. Noi monitoriamo quello che avviene in Italia: quando queste mode attecchiscono anche da noi, ciò avviene soprattutto nelle grandi città. A Milano o Roma l’uso di droghe e di Viagra è senz’altro più alto”.
 

 

 

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