|
“Finalmente
un gay pride con un concerto finale decente”, ironizza Regina
Miami, vocalist del “Mama mia”, commentando il miracolo andato
in scena, il 6 agosto scorso, allo stadio Olimpico di Roma che ha
ospitato la tappa italiana del Confessions tour della pop
star Madonna.
“Prima
dell'inizio del concerto", racconta Michele Boggia, un
trentaseienne toscano "i bagni della Tribuna Tevere sembravano
una Sodoma e Gomorra, mai visto un battuage così”.
“Percentuale
di eterosessualità 0%” , esagera un giovane all'uscita dello
stadio tuttavia, tra migliaia di gay (accompagnati da rare fag
hag) e lesbiche e transessuali di tutte le età, le ex-material
girls, le indomite fans della prima ora della cantante, appaiono
un po' spaurite.
Una ragazza eterosessuale, scovata dopo lunghe ricerche, aggiunge: “Mamma
quanti gay... e che carini... secondo me erano almeno l'80% dei
presenti”. Ha ragione “Il Manifesto”: all'evento era presente la
“comunità gay e transgender al gran completo”.
Il miracolo è stato ampiamente annunciato, tanto che già la
prevendita aveva scatenato, nella comunità gay italiana, la rincorsa
delle invidie. “Madonna, ci sarò”, “Confessions tour sei
mio”, capeggiava in numerosi profili di utenti gay in
internet, mentre qualcuno, più mestamente confessava: “Dovrò
lavorare. C...!” o, peggio, “Non trovo il biglietto”.
L'argomento di discussione, per almeno due mesi, è stato uno solo: “Tu
ci sarai?”.
“Non
ci andrò, Madonna non sa né cantare né ballare, non mi piace”,
osava un morettino che frequenta i centri sociali, nel corso
dell'ennesima discussione sul presunto talento della cinquantenne.
La replica all'unisono? “Impossibile”. Quella più convincente?
“Nemmeno in segreto, la ascolti?”. Il giovane, vinto alla
fine, confessa: “Qualche brano mi piace”.
|





(Foto di Mauro Terzi) |
|
Alcuni, in attesa dell'apertura dei cancelli, sfoggiavano un finto
anticonformismo: “Sono qui solo perché ci accompagno un amico a
cui piace Madonna” ma quando lei compare sull'enorme palco,
vestita da cavallerizza-sadomaso, scatenano tutta la Madonna che è
in loro... in uno stadio di calcio, per la prima volta, stracolmo di
gay.
Ma come si spiega l'amore (quasi) incondizionato dei gay per
Madonna?
“Repubblica” e “Corriere” liquidano, senza ulteriori
approfondimenti, l'argomento al capitolo “icone gay”. Il Gay
village, una manifestazione estiva romana, in stato di allerta
già una settimana prima dell'arrivo della star, va oltre: Madonna è
“l'icona gay per eccellenza”.
Arcigay Roma
argomenta, con un comunicato dai toni da fans club, la passione per
la camaleontica cantante: “Madonna non è solo una delle
più famose icone gay del mondo, ma anche un personaggio complesso,
che ci affascina per tante sue caratteristiche: iconoclasta,
insofferente ai dogmi religiosi ma attratta dallo spirituale, gay
friendly, apparentemente bisessuale, madre e scrittrice per
l'infanzia, ma non sempre sposa, sicuramente donna non sottomessa
agli uomini, che anzi è lei a coinvolgere nei suoi progetti
personali, artistici e commerciali, scegliendo i migliori, a
cominciare dai ballerini, certamente una delle donne più ricche e in
un certo più potenti della storia". Condoleezza Rice
impallidisce.
Ma basta tutto questo per rendere la cantante la più grande icona
gay, come la definisce il mensile gay americano “The Adovocate”?
Ci soccorre Wikipedia, l'enciclopedia pubblicata sul web, che
dedica una voce al forte rapporto tra Madonna e la comunità gay.
Christopher Flynn,
primo maestro di ballo di Madonna, era gay e pare che l'abbia
introdotta nei locali gay. Madonna si è impegnata molto, negli anni
ottanta, nella lotta all'Aids, e il suo brano "In this life",
nell'album Erotica, è dedicato a due suoi amici, l'artista
Keith Haring e il fotografo Herb Ritts, deceduti a causa
del virus. Sono numerose, poi, le ambigue provocazioni della
cantante, tra cui il celebrato bacio lesbo a Britney Spears e
Christina Aguilera, e molto altro.
Nessuno di coloro che ho interpellato ai cancelli del concerto
ricorda però queste note biografiche.
“Mi
piace Madonna perché è Madonna”, dice uno ragazzo smilzo
abbracciato a un orsetto, mentre un giovane biondo, qui con le
amiche, aggiunge: “Mi piace perché sì”.
“Mi
piacerebbe anche se cantasse a, b, c, d", aggiunge Michele. "La
seguo dall'inizio, avevo amici che si vestivano da Madonna. E' tutto
quello che le sta intorno che la rende personaggio. Madonna è
sinonimo di spettacolo”. Un suo amico accenna a Madonna come “grande
progetto di marketing studiato a tavolino. Madonna è un po' quello
che i gay vogliono essere, fare e dire, e ha giocato un sacco
sull'ambiguità”.
Marco, due occhi blu blu, si spinge un poco oltre: “Mi piace
così... non c'è una spiegazione. Sarà genetico? E' un po' come mi
piace la Carrà e le canzoncine baraccone, ma lei non è baraccona.
Piace ai gay per emulazione, piace a tutti, e perché è un prodotto
dei nostri giorni”. “E' questione di divismo, come con la
Garbo e Marylin: piacciono ai gay, Punto”, conclude un ragazzino
che ai tempi di Material girl probabilmente non era ancora
nato.
Anche coloro a cui non piace, e quindi non sono al concerto, hanno
una personale spiegazione all'iconizzazione di Veronica Louise
Ciccone: “Madonna è semplice. Tutti possono cantare e muoversi
come lei, prima davanti ad uno specchio e, poi, in discoteca. Per
questo è così emulata”.
Sarà... ma, mentre qualcuno giura di aver sentito al concerto la
star salutare il pubblico con un “welcome gays and getlemen”,
l'icona gay è inossidabile da più di vent'anni e forse ha ragione,
l'iconcina nostrana Carrà: “Sono un'icona gay, ma nemmeno i gay
sanno perché”. |