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PRIDE: IL MENSILE GAY ITALIANO  [ Numero 82 - Aprile 2006 ]
 Premi a luci rosse
 
di Giulio Maria Corbelli

Il 9 marzo a Los Angeles sono stati consegnati i “Gay VN Awards”,
premi per il mondo del cinema gay a luci rosse. Gran vincitore,
l’ultimo film di Chi Chi La Rue. Notizie e pettegolezzi da una serata
ricca di pornostars.
 
Mentre Hollywood nega la più prestigiosa statuetta d’oro ai due
cowboy di Brokeback mountain, da un’altra parte di Los Angeles sono
piovuti premi su tanti attori che del sesso tra uomini hanno fatto il
loro mestiere. Lo scorso 9 marzo sono stati consegnati i “Gay VN
Awards”, considerati gli “Oscar” del porno gay. Una vera manna per
gli appassionati del genere, che possono vedere riuniti nella
cerimonia e nella grande festa che segue tutti i volti più noti di
questa industria, che negli Stati Uniti impiega circa 20.000 persone
e si stima muova un giro d’affari di circa dieci miliardi di dollari.
Ma se la cerimonia degli Oscar è caratterizzata dal glamour e dalla
visibilità, quella dei Gay VN Awards ha un sapore ben diverso: agli
eventi del programma si accede solo per invito, e fino all’anno
scorso erano ammessi esclusivamente i personaggi che avessero
ricevuto almeno una nomination. Insomma, un clima che risente ancora
di un pesante puritanesimo, ma che quest’anno si è stemperato grazie
al fatto che alcuni biglietti per la festa erano acquistabili anche
dai fan: pochi fortunati che per la prima volta hanno potuto passare
una serata con alcuni degli idoli della pornografia omosessuale, a
partire dalla folle regista Chi Chi La Rue “madrina” dell’evento.
 
C’erano proprio tutti al Rage, sul Santa Monica Boulevard di West
Hollywood, dove sono stati consegnati i premi, compresi alcuni dei
più bei modelli che si possano vedere sulla scena, candidati alla
statuetta per miglior attore, come Brad Patton o Gus Mattox. C’era
anche l’intramontabile Lukas Ridgeston che si è aggiudicato la
statuetta per miglior attore nella categoria “film straniero” per
Lukas in Love, battendo l’italiano Claudio Antonelli. Purtroppo
assente il nostro Carlo Masi, recentemente apparso anche su queste
pagine, che per un soffio non ha guadagnato la sua seconda
candidatura dopo quella dell’anno scorso per la miglior scena di sesso.
In realtà le categorie delle nomination sono tantissime, segno
evidente del fatto che lo scopo della manifestazione è
un’autocelebrazione in cui tutti possano trovare posto. I premi
previsti sono addirittura 37 e includono riconoscimenti per alcune
delle principali categorie del porno come il leather, l’”amateur”,
l’etnico e il bisex. Ma ci sono premi anche per la migliore scena di
sesso orale, di sesso di gruppo o di sesso a tre, così come premi
“tecnici” per il packaging, la musica o l’editing.
 
La parte del leone alla premiazione l’ha fatta il video Wrong side of
the tracks diretto da Chi Chi La Rue per Channel 1, che si è
aggiudicato sette premi, tra cui quelli per miglior film (a pari
merito con Dangerous liasons di Michael Lucas), migliore regia e,
soprattutto, quella per miglior attore a Johnny Hazzard. Wrong side
of the tracks è un film ben fatto, con una storia che pur svolgendo
naturalmente un ruolo puramente di contorno, non sconvolge per la sua
banalità. Hazzard è un ragazzo di campagna che decide di abbandonare
fidanzato e amici per andare a vivere in città; naturalmente la
strada non sarà facile ma costellata di incontri, anche duri.
Tuttavia il giovane ben presto comincia a capire che se deve fare
sesso, tanto vale guadagnarci sopra soldi: la cosa funziona
abbastanza bene finché non ci si mette in mezzo l’amore...
La storia del film non è troppo dissimile da quella del protagonista
Johnny Hazzard, vero trionfatore dell’edizione 2006 dei Gay VN
Awards. Nato a Cleveland 27 anni fa, Johnny serviva i caffè in un bar
di Boston quando una mattina ha deciso che il porno poteva essere un
cambiamento eccitante, divertente e lucrativo. Che dire? Gli è andata
bene... Ai Gay VN Awards di quest’anno ha portato a casa, oltre al
premio principale, anche quello per la miglior performance da solo e,
insieme con Tyler Riggz, il “Best Sex Scene Award”. Un bel risultato
per un attore che ha solo una dozzina di film sulle “spalle”. Ma non
si può negare che madre natura sia stata generosa con Johnny: sguardo
penetrante e fisico perfetto, Hazzard coniuga la bellezza della
gioventù con una mascolinità mediterranea (la sua famiglia ha infatti
origini calabresi).
Chi Chi La Rue si è aggiudicata anche il premio per “Best all-sex
video” con Heaven to Hell della Falcon Studio, in cui cherubini del
calibro di Brad Patton cadono dalle alte sfere per essere consegnati
nelle mani di diavoli con le fattezze di Matthew Rush, Josh Weston o
del debuttante Roman Heart, che si è aggiudicato il premio per “Best
newcomer”.
Non passa inosservato neanche “Dangerous liasons” che ha vinto il
premio come miglior video ex-aequo con Wrong side. Qui Michael Lucas,
regista e attore, prende spunto dal capolavoro di Laclos per mettere
insieme alcuni degli attori più belli e lussuriosi, tra cui spicca il
debuttante Bruce Beckham, un corpo e un attitudine al sesso che
sicuramente ne faranno uno dei personaggi più interessanti dei
prossimi anni.
Premio per miglior video a tema etnico a Lights and dark di Doug
Jeffries, che mette insieme attori di diverse origini (afroamericani,
asiatici, caucasici...) pronti a scambiarsi ruoli e partner
all’insegna del divertimento. Due premi sono andati infine alla Colt,
che ha conquistato anche la statuetta per “Best solo video” con
Minute men 23 in cui Carlo Masi, Chris Wide e Leo Rocca si concedono
agli occhi degli spettatori uno per volta...
 
Per finire, piatto forte della manifestazione è stata la festa che si
è tenuta all’Abbey, uno dei più eleganti locali di West Hollywood.
Fondato da David Cooley, ospita ogni anno, in occasione degli Academy
Awards, una festa di beneficenza in cui vengono raccolti migliaia di
dollari da destinare alla associazione di lotta all’Aids di Los
Angeles. Davanti alla sua porta la sera del 9 marzo hanno atteso a
lungo prima di entrare tutte le celebrità del mondo gay: “Questo
party finisce per diventare una cosa pazzesca perché tutti si
precipitano alla porta insieme appena è finita la cerimonia“, spiega
costernata una truccatissima Chi Chi La Rue. ”Oltretutto il capo dei
pompieri quest’anno ha deciso di dare un’occhiata al locale proprio
in quel momento, e così tutti hanno dovuto aspettare ancora più a
lungo».
Ma è il caso di dire che l’attesa alla fine è stata premiata:
centinaia di stalloni si sono scatenati fino alle due di notte alla
musica gestita da un dj d’eccezione, indovinate chi... Ma Chi Chi La
Rue naturalmente!
Star della serata è stato Chad Hunt, uno degli attori più “dotati”
della scena (ed è chiaro di cosa stiamo parlando) considerato il
successore di Jeff Stryker: tutti volevano vedergli il famoso
attributo, e siccome Chad non è uno che si faccia pregare, ha
accontentato tutti “esibendosi” orgogliosamente.
 

 

 

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