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Sono belli, giovani e hanno costruito
la loro carriera a colpi di foto provocanti in cui non perdono
l'occasione per mettere in mostra i loro corpi tonici, spesso in
pose maliziose. Sono i teen idol: giovani attori, la cui età di
solito oscilla fra i 14 e i 18 anni, creati ad hoc per gli
adolescenti.
Per la quasi totalità gli idoli per
teenager che gli agenti di Hollywood hanno sfornato negli anni ‘80 e
‘90 sono stati oggetto di speculazioni sulle loro preferenze
sessuali. Basta poco per far scattare una girandola infinita di
pettegolezzi. Un’amicizia un po' troppo stretta tra il ragazzino di
turno e un collega dello stesso sesso (con cui venga fotografato in
ogni occasione mondana, e con cui divida l'appartamento... magari
fornito di un solo lettino), e scatta la domanda di rito sulla
sessualità del malcapitato. Di solito l'interessato risponde
sdegnato e stizzito, negando istericamente ogni "accusa".
Ma il tempo è inclemente e al
sopraggiungere della maggiore età di solito queste muscolose
stelline smettono di brillare per naufragare verso l'anonimato.__
Qualcuna accetta la fine della
celebrità, riprende gli studi e si costruisce una vera vita. Altri
provano a riciclarsi in piccole produzioni indipendenti con grandi
velleità artistiche (cioè con abbondanza di scene “hot”). Qua e là
continuano a fare qualche comparsata in serie di successo, giusto
per mettere da parte un po' di dollari per la vecchiaia.
Altri ancora cercano più
furbescamente di risollevare la loro carriera facendo parlare di sé.
Va bene tutto: un matrimonio lampo, un’amicizia compromettente, uno
scandaletto (guida in stato di ubriachezza o qualche furtarello in
una grande catena di supermercati vanno benissimo, l’importante è
assicurarsi che la telecamera a circuito chiuso sia in funzione).
Giunta ormai alla fine della carriera, il fatto di essere gay, o
solo di essere stati ritenuta gay per lungo tempo, può dare alla
ex-giovane star un'occasione in più per tornare alla ribalta. Quello
che solo pochi anni prima poteva distruggere il suo futuro oggi si
rivela un buon espediente pubblicitario. Un timido coming out (o
ancora meglio un outing orchestrato da qualche importante giornale
scandalistico) può bastare a ridare sprint ad una carriera ormai in
stato letargico.
Vediamone qualche esempio, pescato
dal mucchio. _Negli anni ‘80 Chad Allen era uno degli attori più
richiesti della Tv. Aveva iniziato giovanissimo a recitare nella
soap St. Elsewhere, per poi affermarsi con serie come I miei due
papà e La signora del West. Grazie al suo talento, alla sua
prestanza fisica (capelli biondi, occhi azzurri, visino angelico ma
un po' sbarazzino) e a un ottimo manager, non passava settimana che
almeno una sua foto non apparisse sulle riviste per teenager. Arrivò
persino ad avere una sua rubrica di "posta del cuore" sulla rivista
"SuperTeen", in cui elargiva consigli sentimentali alla sue fan.
__Negli anni ‘90 però la sua carriera era già in pericolo: malgrado
avesse un ruolo fisso nella serie di successo La signora del West,
le sue aspettative professionali si fecero sempre più povere. _
Un aiuto insperato venne da un
giornale scandalistico che nel 1996 pubblicò delle foto in cui Chad
si baciava con un altro uomo. Non potendo più negare, Chad
approfittò di tutta quella pubblicità gratuita: dopo pochi giorni
ammise la propria omosessualità. Dopo la chiusura de La signora del
West, Chad si riciclò nella sua nuova carriera di "attore gay
dichiarato": si diede una lucidata ai muscoli e si fece fotografare
a torso nudo per diverse riviste gay, rilasciando una lunga
interista a "The Advocate", fondò un gruppo teatrale specializzato
in opere a tematica gay, si impegnò nella lotta contro la
discriminazione dei gay arrivando persino a partecipare ad una gara
di ciclismo a squadre per raccogliere fondi per la ricerca
sull'Aids: insomma fece tutto ciò che un buon attore gay dovrebbe
fare per rimanere a galla.
Ciononostante la sua carriera ha
ricevuto un altro duro colpo. Chad si è impegnato molto nella
realizzazione di The end of the spear, storia di un missionario
cattolico ucciso da una tribù nella foresta amazzonica. Il film era
prodotto da una potente congregazione evangelico-protestante che
sperava di ripetere il successo di The Passion di Mel Gibson. Quando
però i produttori si sono resi conto di aver ingaggiato un gay
dichiarato per la parte del protagonista, hanno deciso di non
distribuire più la pellicola per paura della reazioni dei vari
predicatori teo-con. Alcuni sono arrivati a dire che far fare la
parte di un missionario ad un gay era come affidare la parte della
Vergine Maria a Madonna (Ciccone)!
È andata anche meno bene a Danny
Pintauro. Anche lui negli anni '80 infiammò il cuore di milioni di
ragazzine (e non solo). Aveva fatto un po' di gavetta in diverse
soap-operas per poi guadagnarsi la popolarità grazie alla sit-com
Casalingo super-più, in cui interpretava la parte di Jonathan.
Finita la serie non riuscì a trovare altri lavori in tv e, dopo una
lunga "pausa di riflessione", cercò di costruirsi una carriera come
attore teatrale. Nel 1997 in un'intervista al "National enquirer"
fece il suo coming out. I risultati però non sono stati buoni come
quelli ottenuti dall'amico (e secondo alcuni ben informati
ex-fidanzato) Chad Allen. Un coming out fa molto meno notizia di un
outing con tanto di foto compromettenti. Danny è ritornato così
nell'anonimato continuando la sua carriera in piccoli teatri di
provincia.
Curiosa è stata la sorte di Thom
Bierdz. Thom aveva tutte le carte in regola per diventare un sex
symbol: alto, addominali scolpiti, una voce profonda e sensuale e un
carisma che lo trasformano in poco tempo nel sogno erotico di
milioni di casalinghe/i. Dopo diversi ruoli televisivi Thom tentò
con il cinema, sognando di diventare - parole sue - "il nuovo Tom
Cruise", ma la fortuna non era dalla sua parte. Cercò allora di
smuovere un po' le acque facendo coming out, ma la cosa passò
abbastanza inosservata. In seguito a una tragedia familiare (il
fratello di Thom uccise la madre durante una lite), decise infine di
abbandonare la carriera di attore per dedicarsi alla pittura.
Fresco fresco di outing è invece
l'ex bambino prodigio Neil Patrick Harris. La stella di Neil brillò
grazie alla serie per adolescenti Doogie Howser, M.D., il cui
protagonista era un teenager genio della medicina a capo di un
ospedale. Nel 1993, dopo sole quattro stagioni, la serie chiuse, e
Neil continuò a lavorare in tv facendo la guest-star. Nel 2000, ad
esempio, comparve in Will & Grace nel ruolo di un gay represso che
cerca di convertire i suoi simili in eterosessuali, finendo sedotto
da Jack. I fan gay di Neil cominciavano intanto a mormorare su una
sua possibile bisessualità. Neil ottenne poi il ruolo del
protagonista nell'allestimento a Los Angeles di Rent (versione queer
de La bohème di Puccini), e successivamente fu per due mesi a
Broadway, protagonista del dramma Proof a fianco di Anne Heche, ex
lesbica ed ex amante di Ellen Degeneres. Anche i giornalisti
cominciarono allora a farsi domande sempre meno discrete sulla sua
sessualità, tanto più che Neil veniva fotografato spesso in
compagnia del ballerino David Burtka: i due insistevano a dirsi solo
amici, ma i pettegolezzi si facevano sempre più insistenti. Nel 2005
Neil ha ottenuto una parte fissa nella sit-com How I met your
mother, e a una puntata, guarda caso, Burtka partecipa come guest
star.
Il 2 novembre scorso un sito
canadese ha affermato senza mezzi termini che i due sono gay e
amanti. Il press-agent dell'attore si è affrettato a negare
categoricamente, ma nemmeno 24 ore dopo Harris ci ha ripensato,
cambiando versione e probabilmente anche press-agent. In un
comunicato ufficiale ha ammesso la propria omosessualità, con tutti
i fronzoli di rito: ha affermato di non vergognarsi, di essere
felice di essere gay ecc. Una vera e propria inversione di tendenza,
un po’ come cantava Dinah Washington negli anni ‘60: What a
difference a day makes!
Il pubblico sembra aver gradito la
franchezza della dichiarazione: il gradimento della serie è
aumentato e Harris ha mantento immutata la sua popolarità. |