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PRIDE: IL MENSILE GAY ITALIANO  [ Numero 79 - Gennaio 20006 ]
 La parola ai sex shop  di Stefano Bolognini

Nessuno nella discussione sulla Pornotax si è preoccupato di chiedere un parere agli addetti ai lavori. Diamo allora la parola ai sex shop.
  
Frank Semenzi: sei proprietario di due sexy-shop gay. La Pornotax ha aggiunto una addizionale del 25% di tasse sul materiale che vendi. Cosa ne pensi?
È una ruberia bella e buona. C’è già il bollino Siae, i diritti, l’Iva... Non sapevano più cosa inventare e hanno pensato bene di svuotare le tasche a presunti “immorali”.
 
La vendita di materiale pornografico è illegale, ma tollerata, in Italia. Hai mai subito vessazioni?
È tollerata, ma non legalizzata al 100%. Non esiste una legge che indichi che si possa vendere. Le licenze, ad esempio, vengono rilasciate in modo ambiguo a seconda dei Comuni.
Rispetto alle vessazioni... mah... sai... è una matassa molto difficile da sbrogliare...
 
La pornografia, a tuo parere, è ancora ritenuta immorale nel nostro Paese?
Per me, evidentemente, non è immorale. Al contrario, aiuta psicologicamente molte persone a superare tabù. Ho venduto per anni pornografia e per assurdo una videocassetta porno può essere un ottimo psicologo.
Nel nostro Paese molti si avvicinano ancora alla pornografia come a qualcosa d’immorale e peccaminoso, con un forte senso di colpa. È la Chiesa che la vieta, ma è la Chiesa, non la pornografia, ad essere immorale.
 
La pornografia, a tuo parere, è ancora ritenuta immorale nel nostro Paese?
Per me, evidentemente, non è immorale. Al contrario, aiuta psicologicamente molte persone a superare tabù. Ho venduto per anni pornografia e per assurdo una videocassetta porno può essere un ottimo psicologo.
Nel nostro Paese molti si avvicinano ancora alla pornografia come a qualcosa d’immorale e peccaminoso, con un forte senso di colpa. È la Chiesa che la vieta, ma è la Chiesa, non la pornografia, ad essere immorale.
 
    

 

 

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