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PRIDE: IL MENSILE GAY ITALIANO  [ Numero 81 - Marzo 2006 ]
 A viso aperto  
 
di 
Alessandro Golinelli
 

Alessandro Cecchi Paone è probabilmente il gay più celebre del centrodestra.
Alessandro Golinelli lo intervista in occasione dell’uscita del suo  libro A viso a perto, discutendo con lui della condizione gay in Italia, e della condizione dei gay in un centrodestra omofobo e clericale.
 
 
Di Alessandro Cecchi Paone si sa tutto, o quasi. Certo si conoscono i
suoi programmi televisivi su Rete quattro, e ultimamente anche alcune
sue preferenze sessuali: a Markette su la 7 stimolato da Piero
Chiambretti si è dichiarato un fan di un noto spadaccino olimpionico.
Così Alessandro Cecchi Paone nel suo nuovo libro A viso aperto,
edizioni Marsilio, parla assai poco di sé. Il volume infatti
raccoglie le mail dei suoi fan, sia omosessuali sia omofobi.
Il quadro che ne esce è quello di un Italia cambiata rispetto a molti
anni fa, anche se ancora troppo attorcigliata, e stretta dalla morsa
della chiesa cattolica, della cultura del senso di colpa e del
rifiuto della diversità sessuale, che purtroppo tutti noi conosciamo.
Quelle mail però fanno capire, al di là di ogni dubbio, come siano
importanti i coming out di personaggi pubblici, soprattutto se non
manifestamente omosessuali nei modi e nei gesti, o per dirla in breve
se non sono già facilmente riconoscibili come tali perché
estremamente effeminati.
Per molti avere un modello pubblico di riferimento che non sia troppo
diverso dall’immagine della persona “normale” è importante, sia
perché moltissimi omosessuali sono così, sia perché è più facile
riconoscersi in ogni caso.
 
Il libro offre una serie di testimonianze spesso in contraddizione,
felici e drammatiche, che non è comunque possibile riassumere, ma
nelle quali può essere facile riconoscersi.
Ne ho parlato direttamente con Alessandro Cecchi Paone.
 
Allora Alessandro, molte mail, alcune anche offensive nei tuoi
confronti e verso gli omosessuali, è possibile fare un bilancio?
Credo che il bilancio sia facile: molte voci che finalmente si fanno
sentire. Un mondo sommerso che si mostra.
Non avrei mai pensato, sinceramente, che il mio coming out scatenasse
tante voci. Che mi arrivassero così tante mail. E non solo per la
campagna elettorale.
 
Difficile riassumere le mail. Ma qual è quella che ti è piaciuto
maggiormente pubblicare e quella che invece avresti preferito
cancellare?
Sono molto contento di aver pubblicato la mail di un ragazzo di 19
anni della provincia di Brescia che mi scrive “Io ho un problema…”
poi si ferma e dice “No, Io sono un problema.” Ecco, in questo cambio
di verbi credo ci sia tutto.
Credo che renda perfettamente l’idea di quale sia il conflitto
interiore di un gay italiano. Sapere di essere un problema per una
società troppo condizionata dal cattolicesimo.
La mail che invece non avrei voluto pubblicare è quella di una
ragazza che racconta di aver perso un fratello gay (probabilmente di
aids, ma non lo dice apertamente) e che perciò se la prende con tutti
gay, accusandoli di averle ucciso il fratello.
Tu ti sei dichiarato due anni fa.
Lo hai fatto per avere maggiore visibilità, per motivi morali, o
perché era un modo per essere più felice?
Credo che sia stato per essere più sereno. Certo la mia è stata una
scelta anche condizionata dalla politica. Io l’ho fatto nel momento
in cui da radicale ho deciso di candidarmi alle europee con Forza
Italia, e l’ho fatto perché credo che sia importante tenere viva la
fiamma laica e dei diritti civili anche nella destra, che invece
sembra sempre più farsi condizionare da ideologie fasciste, come
quella riassumibile nel vecchio slogan Dio-Patria-Famiglia. Io credo
invece in una destra liberale.
è molto difficile scindere le due cose, il coming out per un
personaggio pubblico è sempre un gesto politico, militante…
La risposta che ho avuto con queste mail mi ha dimostrato che avevo
ragione. E mi dispiace che ci siano ancora molti nel mondo dello
spettacolo, e non solo, ci siano molte figure pubbliche che non si
dichiarino apertamente. Eppure sarebbe molto utile.
Siamo ancora troppo pochi, davvero.
 
Adesso ci saranno le elezioni. Tu sembri non aver seguito i radicali
storici, come Pannella e Bonino, che hanno saltato il fosso e sono
passati alla sinistra.
Credi che sia opportuno per un omosessuale votare a destra, per Forza
Italia magari, quando la destra ha ribadito per bocca di Berlusconi
che non concederà mai i pacs? Una destra in cui ci sono ministri come
Calderoli che ci chiamano “culattoni”, per non parlare della
recentissima alleanza con i fascisti del nuovo Msi che ci vorrebbero
tutti chiusi in casa?
Lo so, la situazione è molto difficile, per non dire disperata, a
destra. Lo era nel 2004 e adesso è davvero peggio.
Però anche a sinistra non mi sembra che ci siano posizioni
straordinarie. Credo che l’alleanza clericale rutelliana sia molto
forte e che impedirà i Pacs anche a sinistra…
 
Scusami, ma da una parte ci vogliono rinchiudere e dall’altra parlano
comunque di diritti delle coppie di fatto: non sarà il massimo ma la
differenza c’è.
Sì, ma io credo che sia giusto mantenere elementi di laicità liberale
anche nella destra. Forza Italia è nata come forza liberale, anche se
adesso Berlusconi ha cambiato - e parecchio - le sue alleanze.
Io infatti non mi sono candidato, ma vorrei comunque sostenere
radicali come Taradash e Dalla Vedova, che portano avanti gli ideali
laici e libertari dei radicali.
Credo che la lotta per i diritti civili debba essere trasversale,
altrimenti non ci porterà a nulla.
 
Non è che la presenza di antiproibizionisti a destra abbia influito
nelle scelte del governo, però: vedi la legge sulla droga, la più
repressiva di tutta Europa. E la legge elettorale non aiuta. Votando
Taradash si rischia di votare anche per un candidato antigay: non ci
sono più le preferenze.
Lo so, e ho detto che la mia è una lotta disperata.
E per questo non do certo consigli per chi votare, e lo ribadisco:
non mi sono candidato.
La mia ora è più un’operazione culturale che politica, per fare in
modo che comunque ci sia una voce critica nel centrodestra, per
impedire la deriva cattofascista…
Però sinceramente non credo che se vincerà la sinistra le cose
saranno poi tanto meglio: credo che ci sia un disegno neocentrista
che impedirà alla laicità di affermarsi.
Davvero credo sarebbe meglio che dopo le elezioni si tornasse a
votare al più presto, cercando candidati anche più giovani:
Berlusconi e Prodi hanno entrambi settanta anni, e sono al potere da
oltre dieci anni, rischiamo di averceli ancora per cinque... Ci
vorrebbero politici più giovani.
 
Comunque vadano le elezioni: leggendo le mail del tuo libro sembra
che l’Italia della gente sia cambiata rispetto a dieci anni fa, per
quanto riguarda la condizione omosessuale. Sei d’accordo?
Sì, credo di sì. Certamente hanno influenzato le lotte del movimento
gay, i coming out dei singoli, come il tuo e quello di pochi altri,
ma anche la globalizzazione della cultura. La musica inglese, Elton
John, David Bowie, e poi il cinema, la tv…
C’è stata un’influenza nordica notevole, diciamo. Purtroppo però la
chiesa in Italia ha ancora troppo potere... o fa credere di averlo.
 
In Spagna sembra che con Almodovar, la movida spagnola, il recente
cinema, fino ad arrivare a Zapatero, ci sia stata un’evoluzione molto
più rapida della nostra, e anche assai più autonoma rispetto alla
globalizzazione. Come la spieghi?
Io sono stato sposato con una spagnola e conosco molto bene quel
paese. A parte il fatto che Zapatero è molto più giovane dei nostri
politici, e questo conta, in realtà la Spagna veniva fuori da una
dittatura oscurantista e cattolica, ma prima della dittatura
franchista era una società assai meno cattolica e più moderna della
nostra.
E in ogni caso già allora c’era un esperienza anarchica, laica e
comunista, che è risultata perdente solo dopo una sanguinosa guerra
civile.
Col ritorno alla democrazia quella tradizione ha ripreso vita ed è
diventata maggioritaria nel paese.
E poi non dimentichiamo che la chiesa, per quanto amata, si è
macchiata di collusione con la dittatura.
 
Recentemente a Markette, stimolato da Chiambretti, ti sei lasciato
andare sui tuoi gusti erotici e sui belli della tv. Come mai?
Be’, mi sono divertito molto. Credo che sia bello scherzare e
mostrarci allegri. In fondo noi non ci chiamiamo gay per caso, o no?

 

 

 

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