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PRIDE: IL MENSILE GAY ITALIANO

  [ Numero 93 - Marzo 2007 ]

 L’ORGOGLIO DI ESSERE UNA MINORANZA  
[ di  di Francesco Belais]

Intervista a Fiorella Mannoia: “Esigo uno stato laico che legiferi in quanto tale. Nessuno vieta ai cattolici di non essere gay e praticare l’astinenza! – I Pacs? Non so se ce la faremo, l’ingerenza della chiesa ha ormai superato ogni limite”
 


 
La rossa Fiorella ha inciso un disco nuovo, “Onda tropicale”, un album made in Brazil, nel quale ha raccolto i più grandi nomi della canzone brasiliana.

Il disco è un omaggio alla cultura e alla musica del paese latino-americano a cui la cantante si sente particolarmente legata.

In gennaio è partita con un tour di oltre cinquanta date, che la porterà in giro per tutta l’Italia. Grintosa, arrabbiata, controcorrente, ha accettato volentieri di parlare con noi. Ecco quello che ci ha raccontato.

 

Innanzitutto complimenti perché hai fatto un disco bellissimo.

Grazie. Mi sono voluta fare un regalo, con questo disco.

 

Hai affermato che i brasiliani hanno capito qualcosa che a noi sfugge. A cosa ti riferisci?

Alla loro visione della vita, al modo di affrontarla con leggerezza e allegria. Spesso vengono ai miei concerti, con le bandiere, e si distinguono dagli altri, si fanno riconoscere. Io e i miei musicisti siamo rimasti stupiti per il loro calore, ti baciano, ti toccano, non si fanno problemi, urlano di piacere, hanno un approccio diverso dal nostro.

Noi abbiamo la tendenza a prenderci un po’ troppo sul serio, siamo troppo concentrati su noi stessi, come se il mondo girasse intorno a noi, loro non sono così.

 

Visto che accenni al fatto di non prendersi troppo sul serio, se ti proponessero di sfilare a un gay pride su un carro di trans brasiliane, con te davanti che canti, accetteresti?

Ma perché no? Quello, al di là delle rivendicazioni, è un momento di festa, è questo che la gente non vuole capire. E non vengano a parlarmi di cattivo gusto: ma perché additare sempre i gay? L’altro giorno, per esempio, guardavo la televisione (che tra l’altro non accendo quasi più) ma ero al ristorante, ed ho visto un programma di Papi dove erano tutti nudi. C’era quel filtro che non ti fa vedere, ma questi erano nudi! Voglio dire, si dà addosso al gay pride e poi alle 9 di sera, in televisione, c’è la gente che gira nuda, ma stiamo scherzando, che ipocrisia è?

 

Erano cinque anni che non facevi un disco d’inediti, ed in questo periodo hai praticamente vissuto in tournée. Ce l’hai una vita privata, una casa?

(Ride) Certo, ce l’ho, e quando sono in giro mi mancano. Però, proprio oggi, durante una traversata, ho capito che questa è la mia vita, io non potrei farne un’altra. Non sarò mai grata abbastanza per questo privilegio troppo grande che mi è stato dato.

 

Fiorella, tu sei pochissimo in televisione. Molti dicono che se non si fanno passaggi televisivi non si vendono i dischi e non si riempiono i teatri. Sei l’eccezione che conferma la regola?

No, non ci credo a questa cosa. Io posso parlare a nome anche dei vari De Gregori, Fossati ecc.: più stiamo fuori dalla televisione, meglio è. La Tv non ci aiuta: ci fagocita. Al di là dei pochi passaggi che c’impongono le case discografiche, quando usciamo con un disco, è meglio scappare, perché è un tritacarne molto pericoloso, che usa, mastica e sputa!

Io voglio starne fuori, anche perché sono sempre più convinta che le persone che ti vengono a vedere ti somigliano, quando le guardo, dal palco, sento che il loro pensiero è il mio pensiero, questo mi basta.

Io sono doppiamente fortunata per la grande libertà che mi ha dato la gente, accordandomi fiducia. La libertà di non essere schiava della televisione, della radio o dei mezzi d’informazione: questo è un privilegio enorme.

 

Tu hai sempre manifestato simpatia per la sinistra. Cosa ne pensi di questo governo?

In realtà siamo tutti scontenti perché vorremmo che fosse di sinistra, però ci sono tante difficoltà perché è una coalizione messa su con le toppe. Ci dobbiamo scontrare con Mastella, con Rutelli e con tanti altri.

Quello che vorremmo è un po’ di decisionismo di sinistra, e questo si fa fatica ad ottenerlo perché Prodi non è un uomo di sinistra. Ma dobbiamo accontentarci perché, d’altra parte, l’alternativa è talmente pericolosa, lontana ed assurda, almeno per quello che è il mio punto di vista, che dobbiamo sostenerlo.

Da una parte avremmo voglia di gridare: “Basta, dite qualcosa di sinistra!”; dall’altra siamo costretti a stringere i denti e sostenere il governo Prodi perché, almeno per ora, non abbiamo alternativa.

 

In questi giorni il governo sta discutendo il testo di legge sui Pacs (non ti chiedo se sei favorevole perché sarebbe una domanda retorica): credi che ce la faremo o l’avrà vinta Mastella?

Ho letto l’altro giorno l’intervista alla moglie di Mastella, è una cosa raccapricciante, come si fa a dire: “Io gli omosessuali li invito anche a pranzo”? È come quelli che dicono: “A me i negri me so’ simpatici”. Non posso credere che, ancora oggi, ci sia gente che fa questi discorsi, mi sento male. È una cosa che non si può sentire. Cosa vuol dire dividere le persone in categorie, ma che frase è?

Che ti devo dire: ce la faremo? Non lo so, perché l’ingerenza della chiesa ormai ha passato ogni limite.

 

Tu sei credente?

Sono religiosa, ma non sono credente. Ho una mia spiritualità, credo nell’uomo, negli insegnamenti di Cristo, ho letto tutti i vangeli e credo che se fossero presi alla lettera da tutti, preti compresi, non ci saremmo trovati in questa situazione.

Però non ho il dono della fede, sono laica, vivo in uno stato laico, e spero che si legiferi in maniera laica. Non siamo in uno stato teocratico: questa è una cosa che non si può più sopportare. I cattolici facciano quello che vogliono della loro vita, gli insegnamenti del papa io non li discuto, lui dice la sua opinione, io la rispetto. Nessuno vieta ai cattolici di non convivere, di non abortire, di non essere gay e praticare l’astinenza. Nessuno li obbliga, possono sposarsi, non divorziare, non usare le cellule staminali, possono fare quello che vogliono, con tutto il mio più grande rispetto... ma siamo in uno stato laico, che deve legiferare in quanto tale.

Il papa esprima pure le sue opinioni. Sono le opinioni del papa, non le mie. Io sono una minoranza (anzi non siamo una minoranza, siamo forse la metà del paese) ed esigo che si rispetti la laicità dello stato. Su questo sono categorica e non posso transigere.

L’opinione pubblica, secondo me, è a favore dei Pacs, ne sono più che certa. Hanno cercato di dare una falsa notizia, come se fosse un problema soltanto omosessuale: non è così! È una cosa che riguarda tutte le coppie di fatto, omo ed etero.

Cercano di confondere l’opinione pubblica e facendo passare la richiesta dei Pacs come una voglia degli omosessuali di sposarsi: non è questo.

Io mi auguro che qualcuno dei nostri governanti lo dica, perché questo è un grande inganno, uno dei tanti.

 

Paradossalmente, alcuni esponenti della destra si sono espressi a favore.

Ma porca miseria, vogliamo parlarne?

Tu lo sai che loro, in parlamento, i Pacs se li sono sottoscritti? Loro hanno la reversibilità della pensione e l’assistenza sanitaria anche se soltanto conviventi.

Ma devo dirlo io questo? Perché non lo dicono loro? I parlamentari se la sono fatta, la legge. Anche Casini è un convivente, ci mancherebbe altro che gente come lui, poi si schiera contro i Pacs.

Stiamo scherzando? Di quale famiglia stiamo parlando, di quella del Mulino bianco?

Ma dove stanno ‘ste famiglie, che il 60% delle coppie sono separate? Dove sono queste famiglie di cui tanto si riempiono la bocca dicendo il Pacs è contro la famiglia? Che cos’è quest’ipocrisia?

 

In merito alle adozioni nelle coppie gay, saresti favorevole?

Sarei favorevole a tutto perché dove c’è amore i bambini crescono bene. Però pregherei di non mettere troppa carne al fuoco. Questa è una cosa che è meglio lasciarla più avanti. Facciamo una cosa per volta sennò ci facciamo del male.

Questa non è una cosa semplice, non dobbiamo essere ipocriti neanche noi che la pensiamo in questo modo.

Non siamo ancora pronti a questo, abbiamo strada da fare. Intanto cominciamo a riconoscerci come coppie di fatto, etero e gay: questo già mi sembra un grande passo avanti.

 

Speriamo che al momento della pubblicazione di quest’intervista ci siano già buone notizie all’orizzonte!

Io me lo auguro, ma sono un po’ pessimista.

Credo che faranno una cosa raffazzonata all’italiana con un contentino di qua e uno di là. Stanno parlando di anni di convivenza prima di avere certi diritti: ma che discorso è? Di che hanno paura, degli inciuci? Questi possono esserci lo stesso, se vogliamo.

Quante coppie di omosessuali sono state costrette a sposarsi con una persona dell’altro sesso, fidata, solo per poter fare godere, un domani, di certi di diritti di reversibilità al proprio compagno.

Io ho una grande amica che ha perso la sua compagna ed ho assistito ad uno strazio vergognoso. Ha dovuto fingere in ospedale di essere prima la cugina, poi la sorella, e questi che continuavano a domandare e lei, in lacrime, che ha dovuto dire di essere la compagna affinché la facessero passare. Ha dovuto far impietosire, avendo “la fortuna” di trovare un primario che le ha detto: "Signora, venga quando vuole".

Ti rendi conto a che punto siamo?

Ma di Adelina Parrillo, ne vogliamo parlare, la conosci questa storia?

 

No, al momento mi sfugge.

Sul mio sito c’è una pagina che si chiama “A proposito di”, che io ho dedicato a questa donna, il cui compagno è morto a Nassirya. Lui era un regista che era andato là per fare una fiction sui nostri soldati e stava con loro per documentarsi e prendere appunti, quando c’è stata la tragedia dell’attentato, è morto anche lui.

La signora Parrillo non l’hanno fatta entrare in chiesa, perché dopo dieci anni di convivenza non era sposata, l’hanno accompagnata fuori i carabinieri, e stiamo parlando di una coppia etero.

Sono cose che in un paese civile non possono esistere. L’hanno sbattuta fuori, l’hanno dovuta trascinare perché non voleva uscire. Questi hanno fatto la messa per i morti e sono entrati soltanto i parenti, lei è dovuta rimanere fuori.

 

Nei giorni scorsi un altro attentato ha macchiato di sangue una località di Israele, che tu hai cantato in una tua vecchia canzone: “Sorvolando Eilat”.

Che ti posso dire? È stato un dolore anche per me.

 

In quel brano cantavi: “Bimbi tende e il vento se li prende…”

Stavolta non se li è presi il vento, se li sono presi le bombe.

Che scenario si vuole aprire nel mondo di oggi?

Hanno condannato a morte quello, ed io sono contraria alla pena di morte, anche se si trattasse di Hitler in persona, ma se Saddam Hussein è colpevole, Bush non è da meno.

 

 

 

 

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