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L'amore è un ginepraio per gli adolescenti e i
giovanissimi, un labirinto fittissimo dove nessuna via d'uscita
sembra intravvedersi fra i cunicoli. L'amore è un terreno minato, un
campo nel quale perdersi è facilissimo. Per questo servono punti di
riferimento, esempi, parole di conforto, di sostegno e di
orientamento.
E se qualcuno ne avesse bisogno, potrà
approfittare di tutta l'esperienza di suor Roberta Vinerba, che da
anni si prodiga volentieri a Perugia perché la selva degli affetti
giovanili sia meno intricata di quanto sarebbe senza di lei.
E così anche quest'anno la religiosa ha
organizzato presso un albergo di Perugia il suo corso di “educazione
all'amore”.
Si tratta di nove incontri in cui la suora
spiega ai convenuti che cosa sia l'amore e che cosa la sessualità,
come usare il proprio corpo nel rispetto dell'altro, che cosa
chiamare "innamoramento" e che cosa definire "corteggiamento", quale
sia il valore della castità e così via.
Il corso di suor Roberta, per come appare sul
sito della diocesi di Perugia, (www.perugia.chiesacattolica.it),
sembra un po' la solita cosa in cui ai ragazzi delle parrocchie,
spesso obbligati dai genitori ad essere presenti, verranno dette
cose già note, un po' noiose e certamente innocue.
Invece la reverenda madre, che qualcuno di noi
ha potuto notare in qualità di “esperta di giovani” in una
trasmissione pomeridiana della Rai, non è affatto una pivellina, e
non è nuova ad interventi omofobici. Per questo motivo il circolo
Arcigay Arcilesbica Omphalos del capoluogo perugino ha deciso di
frequentare, al fianco dei ragazzi degli oratori, il corso di
“educazione all'amore” ideato da suor Roberta.
“Conosciamo suor Roberta da diverso tempo",
precisa Stefano Bucaioni, segretario del circolo Omphalos, "e
sappiamo che i suoi modi sono accattivanti coi giovani, sappiamo che
alcuni la trovano simpatica, che ha un certo tipo di ascendente sui
ragazzi ma sappiamo anche che frequentemente distribuisce 'verità'
antiscientifiche spaventose e che offende noi gay e lesbiche”.
Per questo motivo l'Omphalos ha deciso di
prendere parte agli incontri pubblici della suora per “vigilare su
quello che accade”. D'altra parte solo un anno fa suor Roberta
Vinerba, in coda al suo corso di “educazione all'amore” aveva
agganciato una lezione dal titolo ammiccante: “L'omosessualità,
conoscerla prima di alzare la voce”.
E infatti prima di parlarne la suora avrebbe
dovuto imparare a capire di che cosa si trattasse. Invitò uno
psicoterapeuta perugino, il dottor Francesco Fressoia. Quella sera
fu proprio il medico a definire l'omosessualità “una deviazione
dell’itinerario normale e completo dell’essere umano”. I rapporti
gay e lesbici, secondo lui, sono “rapporti contro natura”, “rapporti
disordinati”. Uno scempio scientifico orchestrato dalla "reverenda"
e reso ancora più grave dalla presenza dello psicoterapeuta
colpevole di ignorare le indicazioni dell'Oms in materia.
Quest'anno, probabilmente per evitare il
polverone che si sollevò un anno fa, nessuno ha organizzato la
lezione specifica sull'amore omosessuale, però nelle altre serate
sono stati fatti molti riferimenti a “stili di vita disordinati”, a
“famiglie che si vorrebbero costituire fuori dal matrimonio
stravolgendo l'ordine naturale delle cose”, e all'“unico amore
possibile, che è quello fra un uomo e una donna”.
A dimostrazione del fatto che non di un corso
in cui parlare di amore e di sessualità si trattava, ma piuttosto di
un vero e proprio comizio politico in nove puntate, stanno i
continui riferimenti ai Dico. Suor Roberta li ha evocati mille
volte, dando loro la connotazione di una farsa, disegnando quelli
che li difendono come persone che “poverine, non ci arrivano, a
capire”.
Travolta dalle risa del suo pubblico, sommersa
dagli applausi e incoraggiata dai sorrisi di tanti, la suora si è
spinta ancora più lontano ed ha definito “una capra” la parlamentare
del partito del Comunisti italiani, Katia Bellillo, che secondo la
religiosa non avrebbe saputo comprendere il contenuto di una
circolare della Cei sulla materia.
Naturalmente il circolo Omphalos di Perugia,
davanti a tutto questo, non ha potuto non intervenire, e in un
comunicato stampa ha precisato che “quest’anno saremo presenti a
tutti gli incontri pubblici della suora per osservare, vigilare e
denunciare eventuali messaggi omofobi e discriminanti, e per cercare
di far conoscere a tutti in che modo la Chiesa cattolica, senza
rispetto per le specificità e per il processo di crescita di ogni
singola persona, educa questi poveri ragazzi ad un unico modello di
amore.
Il risultato? Chi non si riconosce in questo
modello, se non ha la forza ed il coraggio di reagire, può fare la
fine del piccolo Matteo di Torino, suicidatosi perché non riusciva
più a sopportare gli insulti e i sensi di colpa che i compagni gli
scaricavano addosso quotidianamente”.
Ai ragazzi del circolo Omphalos ha risposto il
consigliere regionale Andrea Lignani Marchesani, in quota An, che
ritiene di essere testimone di una “inquietante deriva
relativistica”.
“È eclatante", spiega il consigliere, "il caso
di associazioni omosessuali che intendono intimidire o deridere le
iniziative di suor Roberta Vinerba, che hanno l’obiettivo di
esaltare il libero dispiegarsi di una sessualità normale e
finalizzata ad un amore anche spirituale. Attraverso lobbies
potenti, certi indirizzi e costumi destabilizzanti hanno trovato
diritto di cittadinanza, ma purtroppo siamo giunti al punto di voler
mettere il bavaglio a chi non vuole pensarla allo stesso modo. (...)
Non c’è alcun bisogno della ‘vigilanza’di qualcuno”.
Il messaggio è chiaro, no? Osservare che non
vengano diffuse pubblicamente opinioni violente e pericolose ai
danni delle persone omosessuali è una forma di “intimidazione”
mentre raccontare ogni idiozia passi per la testa di una suora su
una materia che non conosce è invece il suo "mandato pastorale"...
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