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PRIDE: IL MENSILE GAY ITALIANO

  [ Numero 99 - Settembre 2007 ]

 La chiamano "educazione all'amore"
[di Roberto Mauri ]
 

L'amore è un ginepraio per gli adolescenti e i giovanissimi, un labirinto fittissimo dove nessuna via d'uscita sembra intravvedersi fra i cunicoli. L'amore è un terreno minato, un campo nel quale perdersi è facilissimo. Per questo servono punti di riferimento, esempi, parole di conforto, di sostegno e di orientamento.

E se qualcuno ne avesse bisogno, potrà approfittare di tutta l'esperienza di suor Roberta Vinerba, che da anni si prodiga volentieri a Perugia perché la selva degli affetti giovanili sia meno intricata di quanto sarebbe senza di lei.

E così anche quest'anno la religiosa ha organizzato presso un albergo di Perugia il suo corso di “educazione all'amore”.

 

Si tratta di nove incontri in cui la suora spiega ai convenuti che cosa sia l'amore e che cosa la sessualità, come usare il proprio corpo nel rispetto dell'altro, che cosa chiamare "innamoramento" e che cosa definire "corteggiamento", quale sia il valore della castità e così via.

Il corso di suor Roberta, per come appare sul sito della diocesi di Perugia, (www.perugia.chiesacattolica.it), sembra un po' la solita cosa in cui ai ragazzi delle parrocchie, spesso obbligati dai genitori ad essere presenti, verranno dette cose già note, un po' noiose e certamente innocue.

 

Invece la reverenda madre, che qualcuno di noi ha potuto notare in qualità di “esperta di giovani” in una trasmissione pomeridiana della Rai, non è affatto una pivellina, e non è nuova ad interventi omofobici. Per questo motivo il circolo Arcigay Arcilesbica Omphalos del capoluogo perugino ha deciso di frequentare, al fianco dei ragazzi degli oratori, il corso di “educazione all'amore” ideato da suor Roberta.

“Conosciamo suor Roberta da diverso tempo", precisa Stefano Bucaioni, segretario del circolo Omphalos, "e sappiamo che i suoi modi sono accattivanti coi giovani, sappiamo che alcuni la trovano simpatica, che ha un certo tipo di ascendente sui ragazzi ma sappiamo anche che frequentemente distribuisce 'verità' antiscientifiche spaventose e che offende noi gay e lesbiche”.

Per questo motivo l'Omphalos ha deciso di prendere parte agli incontri pubblici della suora per “vigilare su quello che accade”. D'altra parte solo un anno fa suor Roberta Vinerba, in coda al suo corso di “educazione all'amore” aveva agganciato una lezione dal titolo ammiccante: “L'omosessualità, conoscerla prima di alzare la voce”.

E infatti prima di parlarne la suora avrebbe dovuto imparare a capire di che cosa si trattasse. Invitò uno psicoterapeuta perugino, il dottor Francesco Fressoia. Quella sera fu proprio il medico a definire l'omosessualità “una deviazione dell’itinerario normale e completo dell’essere umano”. I rapporti gay e lesbici, secondo lui, sono “rapporti contro natura”, “rapporti disordinati”. Uno scempio scientifico orchestrato dalla "reverenda" e reso ancora più grave dalla presenza dello psicoterapeuta colpevole di ignorare le indicazioni dell'Oms in materia.

 

Quest'anno, probabilmente per evitare il polverone che si sollevò un anno fa, nessuno ha organizzato la lezione specifica sull'amore omosessuale, però nelle altre serate sono stati fatti molti riferimenti a “stili di vita disordinati”, a “famiglie che si vorrebbero costituire fuori dal matrimonio stravolgendo l'ordine naturale delle cose”, e all'“unico amore possibile, che è quello fra un uomo e una donna”.

A dimostrazione del fatto che non di un corso in cui parlare di amore e di sessualità si trattava, ma piuttosto di un vero e proprio comizio politico in nove puntate, stanno i continui riferimenti ai Dico. Suor Roberta li ha evocati mille volte, dando loro la connotazione di una farsa, disegnando quelli che li difendono come persone che “poverine, non ci arrivano, a capire”.

Travolta dalle risa del suo pubblico, sommersa dagli applausi e incoraggiata dai sorrisi di tanti, la suora si è spinta ancora più lontano ed ha definito “una capra” la parlamentare del partito del Comunisti italiani, Katia Bellillo, che secondo la religiosa non avrebbe saputo comprendere il contenuto di una circolare della Cei sulla materia.

 

Naturalmente il circolo Omphalos di Perugia, davanti a tutto questo, non ha potuto non intervenire, e in un comunicato stampa ha precisato che “quest’anno saremo presenti a tutti gli incontri pubblici della suora per osservare, vigilare e denunciare eventuali messaggi omofobi e discriminanti, e per cercare di far conoscere a tutti in che modo la Chiesa cattolica, senza rispetto per le specificità e per il processo di crescita di ogni singola persona, educa questi poveri ragazzi ad un unico modello di amore.

Il risultato? Chi non si riconosce in questo modello, se non ha la forza ed il coraggio di reagire, può fare la fine del piccolo Matteo di Torino, suicidatosi perché non riusciva più a sopportare gli insulti e i sensi di colpa che i compagni gli scaricavano addosso quotidianamente”.

 

Ai ragazzi del circolo Omphalos ha risposto il consigliere regionale Andrea Lignani Marchesani, in quota An, che ritiene di essere testimone di una “inquietante deriva relativistica”.

“È eclatante", spiega il consigliere, "il caso di associazioni omosessuali che intendono intimidire o deridere le iniziative di suor Roberta Vinerba, che hanno l’obiettivo di esaltare il libero dispiegarsi di una sessualità normale e finalizzata ad un amore anche spirituale. Attraverso lobbies potenti, certi indirizzi e costumi destabilizzanti hanno trovato diritto di cittadinanza, ma purtroppo siamo giunti al punto di voler mettere il bavaglio a chi non vuole pensarla allo stesso modo. (...) Non c’è alcun bisogno della ‘vigilanza’di qualcuno”.

 

Il messaggio è chiaro, no? Osservare che non vengano diffuse pubblicamente opinioni violente e pericolose ai danni delle persone omosessuali è una forma di “intimidazione” mentre raccontare ogni idiozia passi per la testa di una suora su una materia che non conosce è invece il suo "mandato pastorale"...

 

 

 

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