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Una brevissima inchiesta sulla motivazioni che
spingono alcuni gay, i cosiddetti "chasers" (cacciatori) a preferire
gli orsi: gli uomini grossi e possibilmente anche pelosi.
Nella migliore delle ipotesi, quando alcuni gay
in un locale vedono un bel "cacciatore" con un "orso", esclamano in
coro: “Ma quanto ben di Dio sprecato!”.
La variante malevola, che di solito esce dalla
bocca delle froce più acide ed incattivite, è: “Secondo me fa
marchette…”. A tal punto infatti appare assurdo che un bel
"cacciatore" possa soggiacere alle forme opime di un orso, magari
panciuto, di terza quando non di quarta età, e scarsicrinito. (Sì,
lo so di obbligarvi a ricorrere al dizionario, ma almeno evito
querele...).
Eppure, tant’è, e basta andare ad una delle
tante feste che si organizzano lungo lo Stivale per accorgersi che
tanti bei ragazzi sono attratti dagli orsi. Ma perché? Cosa li
spinge a cercare l’orso?
“L’orso dovrebbe essere un uomo più maschile
di altri, meno modaiolo, meno curato e per questo più vero”, mi dice
Dino, trentenne milanese di professione discografico, quando gli
chiedo un semplice motivo per andare con un orso.
Parlando con lui emerge un ritratto
sconsolante della Milano gay, popolata di bimbi mai abbastanza
maturi per i suoi gusti, molesti e griffatissimi.
Anche se poi si scopre che: “...anche se il
più delle volte questo aspetto esteriore non corrisponde alla realtà,
e ci sono orsi che semplicemente indossano una divisa”.
Per un cacciatore, quindi, conta l’uomo
virile. Tratto che emerge infatti ancora quando chiedo a Dino cosa
apprezza di più in un uomo. Mi risponde molto teneramente: “Gli
abbracci: forti, virili e protettivi”.
Sembrerebbe quindi che il discorso orso/cacciatore
non sia direttamente correlato alla pulsione sessuale e al desiderio
di carnalità.
Cercando di approfondire con Dino gli chiedo
se lui ha solo un target ursino o se spazia ad ampio raggio, e alla
domanda se è mai andato a letto con un non orso risponde: “Certo,
più volte... Poi però bisogna anche vedere cosa s'intende per non-orso.
Spesso sono contento quando riesco ad essere attratto dal mio ideale
fisico (che è non-orso) perché questo significa che c’è un fattore
emotivo e di testa, che fa scattare l’eccitazione”.
Di tutt’altro avviso è Fabio, ventisettenne,
di professione web editor, mi risponde per email ed inizialmente la
butta sul filosofico e sullo psicologico: “In generale penso che
scartando l'idea di una qualche carenza affettiva dal lato del padre
(chissà poi perché, N.d.R.), rimane l’ipotesi che una figura
abbondante infonda sicurezza… Ma anche qui il discorso cade quando,
come succede a me, piace soprattutto un orsetto giovane e bassino”.
Giovani bonsai di tutto il mondo finocchio: siete avvertiti.
Ammirato da un percorso psicologico così fine,
chiedo a Fabio di approfondire la questione, e per tutta risposta mi
arriva una "tranvata nei denti" che non mi aspetto. Difatti, mi dice
pure che: “Un'altra ipotesi si allaccia al concetto sociale di
bellezza oggettiva, che riconoscendo come accettabili solo figure
snelle, rende più vulnerabile chi ne è escluso, quindi è più
semplice per chi è oggettivamente bello ottenere un riscontro da uno
oggettivamente non bello”. Traduzione in italiano corrente: mi
faccio i cicci perché sono sicuro che ci stanno perché rifiutati dal
grande giro. Mica male come idea… la Fiat deve aver pensato la
stessa cosa quando ha messo in produzione la Duna!
Il discorso si fa interessante, e per questo
tento di comprendere cosa ci sia dietro il desiderio di far sesso
con un orso. Per comprenderlo parto dalla fine, ovvero dalle
sensazioni che di provano a far sesso con un orso.
Quando faccio questa domanda a Mario,
trentunenne bresciano, la risposta che mi da è un un po’ sorniona:
“Non saprei spiegarti perché non ho elementi per paragonare le
esperienze, posso solo dirti che la mia prima relazione con un uomo
(orso) l'ho avuta quando stavo prendendo coscienza della mia
omosessualità, e l'ho trovata non paragonabile a tutte le relazioni
con le ragazze che avevo avuto fino ad allora… Era più intensa… più
completa e perfino anche più naturale”. Se ti sente Ruini, caro
Mario… gli viene un colpo!
E siccome il ragazzo ci tiene alla materialità
delle cose, Mario butta li anche l’idea che ti scombina gli
equilibri: “Comunque dividerei nettamente tra due tipi di desiderio:
mentre un orsone mi ispira la voglia di esser preso, l'orsetto mi
ispira la voglia inversa, quindi direi alla fine siamo arrivati al
concetto universale, nel campo del sesso, di dominare ed essere
dominati”.
Ma allora, è tutta una questione di sicurezze
interiori?
L’orso è sinonimo di virilità, di mascolinità,
e di forza. Per questo sembra un elemento rassicurante
nell’equilibrio di chi, magari, di rassicurazioni ne ha davvero
bisogno. Ma al tempo stesso, l’orso è anche una scelta alternativa,
controtendenza, al di fuori di canoni e schemi.
È davvero questa la chiave di lettura che
avvicina i cacciatori agli orsi??
Se è davvero così, da orso, proprio non lo so.
Ma questa era comunque l’ultima riga che avevo a disposizione per
scrivere questo articolo. |