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PRIDE: IL MENSILE GAY ITALIANO

  [ Numero 99 - Settembre 2007 ]

 Universo chasers
[di Luca Valeriani ]
 

Una brevissima inchiesta sulla motivazioni che spingono alcuni gay, i cosiddetti "chasers" (cacciatori) a preferire gli orsi: gli uomini grossi e possibilmente anche pelosi.

Nella migliore delle ipotesi, quando alcuni gay in un locale vedono un bel "cacciatore" con un "orso", esclamano in coro: “Ma quanto ben di Dio sprecato!”.

La variante malevola, che di solito esce dalla bocca delle froce più acide ed incattivite, è: “Secondo me fa marchette…”. A tal punto infatti appare assurdo che un bel "cacciatore" possa soggiacere alle forme opime di un orso, magari panciuto, di terza quando non di quarta età, e scarsicrinito. (Sì, lo so di obbligarvi a ricorrere al dizionario, ma almeno evito querele...).

 

Eppure, tant’è, e basta andare ad una delle tante feste che si organizzano lungo lo Stivale per accorgersi che tanti bei ragazzi sono attratti dagli orsi. Ma perché? Cosa li spinge a cercare l’orso?

 

“L’orso dovrebbe essere un uomo più maschile di altri, meno modaiolo, meno curato e per questo più vero”, mi dice Dino, trentenne milanese di professione discografico, quando gli chiedo un semplice motivo per andare con un orso.

Parlando con lui emerge un ritratto sconsolante della Milano gay, popolata di bimbi mai abbastanza maturi per i suoi gusti, molesti e griffatissimi.

Anche se poi si scopre che: “...anche se il più delle volte questo aspetto esteriore non corrisponde alla realtà, e ci sono orsi che semplicemente indossano una divisa”.

Per un cacciatore, quindi, conta l’uomo virile. Tratto che emerge infatti ancora quando chiedo a Dino cosa apprezza di più in un uomo. Mi risponde molto teneramente: “Gli abbracci: forti, virili e protettivi”.

Sembrerebbe quindi che il discorso orso/cacciatore non sia direttamente correlato alla pulsione sessuale e al desiderio di carnalità.

Cercando di approfondire con Dino gli chiedo se lui ha solo un target ursino o se spazia ad ampio raggio, e alla domanda se è mai andato a letto con un non orso risponde: “Certo, più volte... Poi però bisogna anche vedere cosa s'intende per non-orso. Spesso sono contento quando riesco ad essere attratto dal mio ideale fisico (che è non-orso) perché questo significa che c’è un fattore emotivo e di testa, che fa scattare l’eccitazione”.

 

Di tutt’altro avviso è Fabio, ventisettenne, di professione web editor, mi risponde per email ed inizialmente la butta sul filosofico e sullo psicologico: “In generale penso che scartando l'idea di una qualche carenza affettiva dal lato del padre (chissà poi perché, N.d.R.), rimane l’ipotesi che una figura abbondante infonda sicurezza… Ma anche qui il discorso cade quando, come succede a me, piace soprattutto un orsetto giovane e bassino”. Giovani bonsai di tutto il mondo finocchio: siete avvertiti.

Ammirato da un percorso psicologico così fine, chiedo a Fabio di approfondire la questione, e per tutta risposta mi arriva una "tranvata nei denti" che non mi aspetto. Difatti, mi dice pure che: “Un'altra ipotesi si allaccia al concetto sociale di bellezza oggettiva, che riconoscendo come accettabili solo figure snelle, rende più vulnerabile chi ne è escluso, quindi è più semplice per chi è oggettivamente bello ottenere un riscontro da uno oggettivamente non bello”. Traduzione in italiano corrente: mi faccio i cicci perché sono sicuro che ci stanno perché rifiutati dal grande giro. Mica male come idea… la Fiat deve aver pensato la stessa cosa quando ha messo in produzione la Duna!

 

Il discorso si fa interessante, e per questo tento di comprendere cosa ci sia dietro il desiderio di far sesso con un orso. Per comprenderlo parto dalla fine, ovvero dalle sensazioni che di provano a far sesso con un orso.

Quando faccio questa domanda a Mario, trentunenne bresciano, la risposta che mi da è un un po’ sorniona: “Non saprei spiegarti perché non ho elementi per paragonare le esperienze, posso solo dirti che la mia prima relazione con un uomo (orso) l'ho avuta quando stavo prendendo coscienza della mia omosessualità, e l'ho trovata non paragonabile a tutte le relazioni con le ragazze che avevo avuto fino ad allora… Era più intensa… più completa e perfino anche più naturale”. Se ti sente Ruini, caro Mario… gli viene un colpo!

E siccome il ragazzo ci tiene alla materialità delle cose, Mario butta li anche l’idea che ti scombina gli equilibri: “Comunque dividerei nettamente tra due tipi di desiderio: mentre un orsone mi ispira la voglia di esser preso, l'orsetto mi ispira la voglia inversa, quindi direi alla fine siamo arrivati al concetto universale, nel campo del sesso, di dominare ed essere dominati”.

 

Ma allora, è tutta una questione di sicurezze interiori?

L’orso è sinonimo di virilità, di mascolinità, e di forza. Per questo sembra un elemento rassicurante nell’equilibrio di chi, magari, di rassicurazioni ne ha davvero bisogno. Ma al tempo stesso, l’orso è anche una scelta alternativa, controtendenza, al di fuori di canoni e schemi.

È davvero questa la chiave di lettura che avvicina i cacciatori agli orsi??

 

Se è davvero così, da orso, proprio non lo so. Ma questa era comunque l’ultima riga che avevo a disposizione per scrivere questo articolo.

 

 

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