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SESSO E PSICHE
Servizio di Consulenza Psicologica On-Line e dialogo con gli
utenti.
Risponde il Dott. Massimo Piscitelli - Psicologo e Sessuologo
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335> Argomento> Mio
nipote quindicenne
zio63 (24/04/06):
Ho 42 anni, sono gay, fidanzato da 9 anni con un uomo più
grande di me in
coppia aperta – anche se non è questo l’oggetto della domanda -, e
vivo
tuttora con mia madre; di fianco a noi (case comunicanti, per cui è
quasi
un’unica grande famiglia) vivono mia sorella e mio cognato con il
figlio
di 15 anni, di cui userò il nome di fantasia Marco, un adolescente
ancora
un po’ bambino per certi versi ma piuttosto maturo fisicamente. Io
non mi
sono mai dichiarato apertamente, sebbene la situazione di fatto sia
piuttosto chiara per tutti: mai avuto una donna, mi vedo con il mio
lui da
anni e lo conoscono come “amico”.
L’altra sera è successo questo fatto: prima di andare a dormire, ben
controllando che mia madre non potesse sentire, mio nipote,
visibilmente
agitato, è venuto in camera mia mentre ero al pc, e tutto tremante,
a
bassissima voce, mi ha detto “Senti… io so una cosa.” “Che cosa?”
dico io,
che non so come avevo intuito l’argomento della conversazione. “Io
so una
cosa… ho visto le foto che hai sul computer”. Va da sé che sul mio
pc,
sebbene ben nascoste tra le cartelle, ci sono delle immagini
esplicite di
nudi e di sesso tra uomini. Al momento, anche se preso alla
sprovvista,
non mi sono scomposto più di tanto. Ho pensato che prima o poi
sarebbe
stato il momento di dirlo o comunque la cosa si sarebbe scoperta.
Quindi
ho sorriso rassegnato.
Ma il seguito della vicenda è quello che mi ha più sconvolto:
prendendomi
la mano e appoggiandola sul petto (forse per farmi sentire come gli
batteva forte il cuore) mi ha detto “Io so quella cosa… fammi
sentire cosa
si prova” e ha abbassato la mia mano. Io - che preciso non ho mai
avuto né
mai avrò pulsioni pedofile – gli ho detto, mantenendo per quanto
possibile
la calma, visto che lui tremava come una foglia “No Marco, queste
cose
bisogna essere in due a volerle, non funziona così.” Ma lui
insisteva “Ma
no, voglio sentire cosa si prova a farsi toccare da una mano che non
è la
tua” e intanto si era un po’ abbassato le mutande. Io mi sono
ritratto,
non volevo toccarlo, ma lui con insistenza e quasi piangendo mi
diceva
“Dai, solo una volta…”. Non so perché, forse perché nel ragionamento
di
una frazione di secondo ho pensato “Meglio che sia io che qualcun
altro”
gli ho toccato i genitali, per una decina di secondi, e un po’
cinicamente
l’ho fatto nella maniera più fredda possibile.
Lui era all’apice non so se dell’eccitazione (il pene non era in
piena
erezione) o dell’agitazione, e diceva “Dai toccami ancora”. Io ho
ribadito
“No Marco, non mi va, vedi che non succede nulla? Hai tanto tempo
per
decidere, hai una vita davanti a te. Non è con me che devi fare
queste
cose”. E ho visto che intanto lui tentava di masturbarsi, ma sempre
tutto
agitato. Ho cercato di sviare la conversazione, chiedendogli quando
aveva
visto le foto; mi ha detto che era già dallo scorso autunno.
Figuriamoci,
da tutto questo tempo si teneva dentro questa cosa…
Alla fine, vuoi per la mia desistenza, vuoi per aver sentito dei
movimenti
dal piano di sotto (mia madre), gli ho detto “Vai in bagno dai… ne
riparliamo un’altra volta”. Uscendo, sempre agitatissimo, mi ha
detto “Non
dire a nessuno di questa cosa ti prego, e nemmeno io ne parlerò”. Io
l’ho
tranquillizzato per quanto possibile e gli ho promesso di mantenere
il
segreto.
Ora mi chiedo però: come devo gestire la situazione? Parlargli da
solo? E
cosa dirgli? Dirlo ai genitori? “Rimuovere” l’accaduto come una
esperienza
adolescenziale che passa e va?
Non so nemmeno a chi confidare l’accaduto, il mio fidanzato in
questo
periodo sta vivendo una situazione di malattia per cui non voglio
sommare
le mie preoccupazioni alle sue/nostre per la sua salute.
Inoltre il quadro psicologico familiare è piuttosto complesso, mia
sorella
ha perso 4 anni fa l’altro figlio, più grande, per una grave
malattia
(leucemia) quando aveva solo 18 anni, per cui è piuttosto fragile
emotivamente, e naturalmente questo fatto ha avuto rilevanza anche
nella
psiche del fratello.
Cosa suggeriscono gli esperti?
Grazie in anticipo.
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Dott. Massimo Piscitelli:
Lo scoprire le foto hard che ha sul computer ha fatto si che suo
nipote,
che è un adolescente e che probabilmente è lui stesso disorientato
dalla
forza delle sue pulsioni sessuali, si sentisse in qualche misura
autorizzato a coinvolgerla in una qualche attività sessuale.
L'equivoco è
stato pensare che, siccome anche lei ha dei desideri sessuali, anche
se
adulto sarebbe stato interessato a soddisfare le curiosità sessuali
di suo
nipote. Ora credo che, solo qualora vi fossero dei nuovi tentativi
di
seduzione da parte di suo nipote, dovrà chiarire che, il fatto che
lei sia
gay non significa affatto che desideri avere rapporti sessuali con
lui,
non perchè non può, ma perchè non lo desidera.
Sarà molto importante per suo nipote capire che, anche se noi
abbiamo dei
desideri sessuali e scopriamo che anche altri ne hanno, questo non
ci
autorizza a pensare che gli altri siano sempre disponibili a fare
sesso
con noi. Imparare il rispetto per gli altri, anche nella sessualità,
gli
servirà.
Massimo Piscitelli |
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