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GEMELLI

di Pietro de Fleur

Alessandro era in finestra. Quando non gli va di fare nulla gli capita spesso di affacciarsi alla finestra e guardare chi passa, osservare le macchine, il postino, gli spazzini. Quel giorno vide passare Luigi e Claudio, i gemelli. Vivevano da sempre nello stesso palazzo, sullo stesso piano e avevano suppergiù la stessa età: Alessandro vent'anni, i gemelli uno o due di più, tuttavia non si conoscevano bene. Da piccoli avevano giocato insieme ma ben presto avevano smesso di frequentarsi. Ad Alessandro però i gemelli piacevano. Già da un paio d'anni aveva scoperto di essere attratto più dai ragazzi che dalle ragazze e spesso durante le frequenti masturbazioni che si concedeva fantasticava sui due gemellini.

Da un punto di vista genetico erano assolutamente identitici ma nel carattere erano diversissimi: Luigi sicuro di sé, con le idee chiare e sempre indaffarato, Claudio invece silenzioso e timido. La differenza caratteriale si rifletteva nel diverso look che da identici li rendeva distinguibilissimi: Luigi portava i capelli lunghi e vestiva sempre griffatissimo e di tendenza, canottiere e magliette attillate e qualsiasi cosa potesse stuzzicare le fantasie erotiche di persone sensibili alla bellezza maschile, Claudio invece aveva i capelli corti e anche nel vestire era molto più dimesso. In comune avevano dei lineamenti perfetti e uno sguardo meraviglioso, capelli castani lucenti quasi biondi e corpi ben forgiati dalla frequente pratica sportiva.

Insomma quel tardo pomeriggio Alessandro vide i gemelli arrivare nella bella macchina sportiva di Luigi. Li osservava segretamente dalla finestra e li vedeva sistemare varie cose in una busta di plastica quando fu colpito dall'inconfondibile copertina di un video gay molto hard che lui stesso aveva comprato pochi giorni prima. Il video finì rapidamente nella busta e subito dopo i gemelli furono fuori della macchina e si avviarono verso il portone. Alessandro allora si precipitò alla porta per osservare qualcosa ancora dallo spioncino; ecco: Luigi e Claudio escono dall'ascensore e vanno verso la porta di casa loro; Claudio cerca di aprire con la chiave mentre Luigi gli si avvinghia da dietro all'altezza della vita. Claudio non riesce ad aprire subito e Luigi fa finta di inculare il fratello strusciandoglisi addosso. Finalmente la porta è aperta e i due scompaiono dentro l'appartamento.

Inutile dire che quella scena aveva turbato non poco il giovane vicino. I dolci gemellini erano dediti a un certo tipo di giochi durante le assenze dei genitori, proprio come nelle fantasie più perverse che Alessandro elaborava sfregandosi furiosamente l'uccello. Alessandro sentiva di non doversi lasciar scappare quell'occasione, tuttavia non riusciva a inventarsi nessun modo per poter partecipare ai loro giochi o almeno per osservarli. Fortunatamente però furono loro stessi a venirlo a cercare e a metterlo nella posizione ideale per avere il controllo della situazione. Era infatti passata una mezz'oretta dal rientro dei due che Alessandro sentì suonare il campanello. Aprì la porta ed ecco lì davanti Luigi vestito solo con un paio di calzoncini corti, scalzo, il petto abbronzato e glabro nudo, tutto scarmigliato e visibilmente preoccupato. Gli dice molto confusamente che Claudio si è sentito male e gli chiede di andare a dare un'occhiata. Luigi evidentemente sopravvalutava le competenze che Alessandro poteva aver acquisito al primo anno di Medicina, tuttavia molto probabilmente riteneva di dover far vedere il fratello da qualcuno e contemporaneamente voleva tenere la faccenda riservata. Alessandro si trovò così in camera di Luigi e Claudio e poté vedere quest'ultimo completamemente nudo, privo di conoscenza a terra, e con una vistosa perdita di sangue dall'ano. Alessandro subito tamponò la ferita e fece rinvenire Claudio bagnandogli la fronte e facendogli annusare un po' d'aceto. Il ragazzo riprese conoscenza senza problemi e, a parte lo spavento, poco dopo si sentiva già molto meglio. A quel punto Alessandro si sedette e per prima cosa volle esaminare attentamente la lacerazione nell'ano di Claudio. Era molto eccitante palpare quel bel culetto liscio e sodo, dilatarne le chiappe e ispezionare ovunque; era inoltre eccitante poterlo fare così liberamente e anzi con l'autorità di chi è chiamato a dare una mano in virtù della sua scienza. Nel frattempo interrogava sulle circostanze della lacerazione. Luigi, arrossendo completamente in viso, mostrò allora ad Alessandro un enorme fallo di gomma che avevano acquistato quel pomeriggio "per divertirci un po'" e spiegò come quell'oggetto fosse la causa di tutto.

I due gemelli a quel punto, tranquillizzatisi un po', sarebbero stati felici di essere lasciati soli dal "medico", tuttavia Alessandro non era affatto intenzionato ad andarsene. Così dandosi un'aria molto professionale iniziò a porre domande ai due: da quanto tempo avevano rapporti anali, con che frequenza,se avevano rapporti con altri individui maschi/femmine/animali, se praticavano il sesso sicuro... Alessandro venne così a sapere che fin da piccoli Luigi aveva spinto il fratello a giochi a carettere sessuale: si spogliavano e si toccavano a vicenda sperimentando le prime erezioni. Luigi aveva inventato il gioco dell'automobile: si abbassavano pantaloni e mutande, uno si sedeva sull'altro e tenedolo per le orecchie come fossero un volante faceva finta di guidare la macchina. La parte più bella però era quando si doveva cambiare marcia: il cazzo infatti faceva da leva del cambio. Fu proprio con questo gioco che, a furia di cambiare marcia, eiacularono per la prima volta. Da allora si specializzarono nella masturbazione reciproca anche se era quasi sempre Claudio a dover fare delle belle seghe al fratello. Erano così andati avanti progressivamente passando ai bocchini e infine a grandi inculate. Sia ben chiaro, gli piacevano anche le ragazze però il feeling che c'era tra loro era una cosa diversa che nessuno poteva capire.

Tutti quei racconti avevano finito per eccitare proprio per bene Alessandro. Allora disse con aria maliziosa che era il caso di far loro una bella visita completa prima di andarsene. I gemelli non afferrarono il senso nascosto della frase e si innervosirono come se temessero che ci potesse essere qualche altro problema connesso col loro pericoloso giochino proibito di poco prima. Iniziò a visitare Luigi. Questi subito obbedendo al preciso ordine del medico si sfilò i calzoncini rimanendo nudo e si sdraiò sul letto. Aveva proprio un gran corpo, era molto più muscoloso del fratello e più abbronzato. Sui bei pettorali spiccavano due grandi capezzoli. Il pisello a riposo era adagiato tra le gambe, era piuttosto grosso di circonferenza e circondato alla base da un folto ciuffetto di peli biondicci. Alessandro tardava ad iniziare la "visita" preferendo contemplare ammirato quel gran pezzo di ragazzo, poi prese a passare le mani sul bel corpo carezzandolo e saggiando col tatto quella splendida muscolatura che aveva già ammirato con gli occhi. Ogni tanto si proccupava di dire "trattieni il respiro" o cose del genere sperando di far passare per una visita quell'eccitante massaggio. Si fermò sui capezzoli e strinse tra i polpastrelli le due tettine che, circondate dalle grandi aureole rosso scuro, si ergevano alla sommita dei possenti e gonfi pettorali. I capezzoli di Luigi erano veramente sensibili: appena Alessandro iniziò a stimolarli subito si irrigidirono e con essi anche il cazzo del ragazzo iniziò a drizzarsi. Alessandro continuava a recitare la parte del dottorino e intanto teneva d'occhio la bella erezione di Luigi. Fece scendere progressivamente le mani verso il bacino del paziente senza rinunciare a tastare neanche un pezzettino dell'arrapante torace di Luigi fino ad agguantarne brutalmente l'uccello in tiro.

Luigi era ancora scosso dallo spavento di prima e si lasciava visitare passivamente in questa maniera, ma quando Alessandro si era messo a titillargli i capezzoli aveva iniziato a percepire una sensazione piacevole che i successivi massaggi avevano ulteriormente acuito. I capezzoli erano infatti la sua principale zona erogena e Alessandro se ne era accorto così, continuando ad impugnare il cazzo di Luigi, si chinò su di lui e iniziò a succhiargli appassionatamente il capezzolo destro. La sapeva usare bene la lingua il dottorino ... Alessandro notava con gioia che il suo giovane amico si eccitava sempre più: sentiva il sangue pulsare lungo l'asta e il cazzo ingrossarsi ancora, inoltre ad ogni mozzichetto Luigi emetteva un suono inequivocabilmente associabile a sensazioni goduriose. Luigi sempre più eccitato iniziò a spogliare Alessandro e questi prese a scappellargli dolcemente il cazzo. In breve Alessandro, nudo su Luigi, era intento a succhiargli il capezzolo mentre con la mano destra gli faceva una sega; Claudio, sdraiato sull'altro letto, si masturbava lentamente osservando la scena. Luigi se la godeva come una cagna in calore e mugolava dal piacere implorando Alessandro di continuare, ma questi si era reso conto che continuando ancora un po' il suo arrapante paziente sarebbe venuto e la visita si sarebbe conclusa, così smise di colpo. Luigi protestò animatamente: "ma che cazzo fai !? dai continua, mi stava piacendo un casino ... " ma Alessandro riprese la parte e fu inflessibile: "devo visitare Claudio adesso, guardalo: ha il cazzo tutto gonfio !". Effettivamente anche Claudio aveva un bel cazzone eretto, leggermente ricurvo verso sinistra a differenza del fratello che invece lo aveva perfettamente dritto ma più inclinato verso l'alto. Alessandro passò all'altro letto e fece distendere Claudio. Si volle godere anche il suo corpo così iniziò a baciarlo sulle labbra per poi passare al collo, ai capezzoli, alla pancia, al cazzo. Claudio aveva un fisico più asciutto del fratello, meno pompato ma ugualmente arrapante e godibile. Dopo aver ben perlustrato il ragazzo Alessandro si alzò e sentenziò con fare saputo rivolgendosi a Luigi: "eh sì, il cazzo è proprio ben gonfio, bisogna fargli degli impacchi ... dai Luigi lecca qui" e intanto stringeva nella mano destra quel bel membro ricurvo "non sai come si fa ? Guarda me". Così dicendo Alessandro si chinò su Claudio e ne assaporò il lungo cazzo inghiottendolo interamente. Non erano passati neanche pochi secondi che anche Luigi si era piegato sul fratello e contendeva ad Alessaandro la potestà su quel cazzo: se lo stavano letteralmente litigando con le bocche, per un attimo sfuggiva ad Alessandro e allora era Luigi a inghiottirlo e a succhiare con gusto, nel frattempo Alessandro leccava avidamente lo scroto soppesando in bocca le palle di Claudio per poi passare nuovamente all'attacco cercando di sfilare il boccone a Luigi. Spesso le lingue dei due giovani si trovavano ad intrecciarsi durante queste lussuriose schermaglie in un bacio appassionato insaporito da quel gustoso palo di carne pulsante in mezzo.

Non ci volle molto però che Alessandro si stufasse di quel gioco divertente ma faticoso e poco remunerativo e così lasciò Luigi ai suoi impacchi per godersi lo spettacolo di quell' incestuoso bocchino gemellare. Claudio, gli occhi socchiusi in un'espressione trasognata, invitava il fratello a non fermarsi dichiarandogli il suo amore. Luigi da parte sua era tutto impegnato nel dare il massimo di sé in quella pompa: era chino sul grosso cazzo che i capelli lunghi e lisci avvolgevano completamente e succhiava muovendo ritmicamente la testa su e giù; la mano sinistra percorreva vogliosa il corpo di Claudio mentre con la destra si masturbava furiosamente, ogni tanto però mollava il suo cazzone e la mano risaliva per stimolarsi i capezzoli.

Mentre i due continuavano Alessandro passò all'oggetto principale delle sue brame. Luigi infatti, accucciato sul cazzo del fratello che lappava amorosamente, protendeva verso l'alto il culo scolpito e Alessandro, contemplando quelle belle chiappette senza un pelo e così chiare rispetto al resto del corpo abbronzato, si ricordò che inculare Luigi era sempre stato l'elemento centrale delle fantasie cui si abbandonava spesso masturbandosi. Così si alzò e posò le mani sul culo palpandone vigorosamente le sode natiche. I pollici premevano con forza e la presa era ben salda: Alessandro divaricava violentemente il culo di Luigi infilando tutta la mano nel solco e spingendo il medio nel buco; tuttavia il dito non entrava così Alessandro sfilò la mano e iniziò un'accurata lubrificazione con la lingua. Che delizia perlustrare per bene quella cavità vergine e sentire il corpo di Luigi contrarsi dal piacere pensando che era tutto lì per lui, che stava per possedere quell'arrapante fighetto. Quando ritenne di aver ben lubrificato, Alessandro riprovò ad infilare il dito che stavolta scivolò dolcemente per tutta la sua lunghezza. Soddisfatto dall'esito della prova non riuscì più a trattenersi e, preso il cazzone eretto in mano, puntò lo sfintere di Luigi. Spinse dentro la cappella senza troppi problemi ma non riusciva ad andare oltre. Allora iniziò a spingere col bacino con violenza inaudita incurante delle suppliche di Luigi, finché non riuscì a penetrarlo. Alessandro muoveva il suo grosso palo di carne avanti e indietro con un ritmo discontinuo, dapprima in una corsa sfrenata, poi più lentamente ma con spinte più forti infilando così il suo cazzone sempre più in profondità nell'ano di Luigi. Claudio contemporaneamente, tenendo il fratello per la testa, gli imponeva un frenetico su e giù. Era un bel po' che quel pompino andava avanti e Claudio impazziva di piacere: a un certo punto eruttò un fiume di sborra e senza nessun rispetto per il fratello che pure lo aveva sempre sottomesso pretese autoritariamente che questi lo bevesse fino all'ultima goccia. Luigi quasi soffocava nel bere quell'abbondante nettare virile mentre le violente botte di Alessandro lo scuotevano tutto col rischio che gli andasse pure di traverso. Dopo aver bevuto dovette continuare la fellatio leccando e pulendo l'uccello di Claudio dalle residue tracce di sperma.

Alessandro intanto intensificava il ritmo di quella selvaggia chiavata godendo doppiamente al pensiero di poter dominare totalmente l'oggetto dei suoi sogni erotici, quell'arrapante fighetto che aveva sempre trattato il fratello come una bambola gonfiabile. Infatti, nei giochi erotici col fratello, Luigi aveva sempre assunto il ruolo attivo e per la prima volta quel pomeriggio sperimentava cosa si prova con un cazzo in culo. Tuttavia, nonostante il dolore, presto la cosa iniziò a piacergli e ai singhiozzi imploranti si sostituì una voce ansimante che chiedeva di continuare possibilmente più forte. Ma ad Alessandro piaceva sottomettere Luigi umiliandone la virilità così, adesso che sentendosi sfondare il culo godeva come una puttanella, volle smettere di incularlo e avviare un nuovo gioco. Sfilò il cazzo duro dal culetto di Luigi che subito gli chiese inutilmente di continuare, si volse a Claudio e gli prese in mano l'uccello floscio. Lo masturbò dolcemente accarezzandolo per il corpo, poi avvicinò le labbra e gli prese nuovamente in bocca il cazzo tornando a gustare il penetrante sapore di quella grossa cappella: in breve l'asta di Claudio si ergeva nuovamente eretta.

Allora Alessandro fece stendere Luigi sul letto e invitò Claudio a possedere il fratello. Questi non se lo fece ripetere due volte: afferrò le caviglie di Luigi aprendogli bene le gambe affinché il buco tornasse a dilatarsi, dopodiché in un sol colpo gli fu dentro e cominciò a incularlo con foga inumana. Alessandro intanto si gettava sull'amato corpo di Luigi riprendendo ad esplorarlo come all'inizio della visita. Allora aveva omesso di assaporare il gusto del glande turgido del ragazzo e così ben presto iniziò a succhiare di buona lena il palo di Luigi il quale contemporaneamente restituì il favore offrendogli a sua volta un bel bocchino. I tre se la godevano follemente. Nessuno parlava eppure gli organi che si incastrano nelle posizioni del piacere più lubrico, lo sbattere dello scroto di Claudio sul culo del fratello, le lingue che succhiano e sbaciucchiano, la saliva che scende dalle bocche per sciogliersi sui corpi, lo schioccare delle mani che agguantano i corpi sudati, tutti questi suoni uniti ai gemiti di piacere che ognuno emetteva costruivano un'inconfondibile colonna sonora che da sola avrebbe portato chiunque a mettersi in silente, estatico ascolto.

I ragazzi godevano l'uno dell'altro, il piacere era incontenibile e presto vennero quasi contemporaneamente. Il primo fu Luigi: Alessandro non ce la faceva più, sentiva di non poter resistere ancora a lungo e voleva assolutamente assaporare la sborra del suo arrapante fighetto; così sempre continuando a spompinarselo follemente strinse nelle dita i capezzoli di Luigi e prese a pastrugnarglieli appassionatamente. A quel punto Luigi già eccitatissimo urlando fuori di sé sborrò in bocca ad Alessandro. Questi beveva felice e poco dopo emulò il suo partner che a sua volta poté così bere un ricco carico di sperma. Claudio intanto continuava spingendo sempre più forte ma non ci volle molto perché emettesse anche lui il suo bel fiotto di bianco latte maschile irrorarando lo stomaco di Luigi. Allora esausti si strinsero tutti e tre assieme sul letto. Alessandro poté ancora una volta abbracciare Luigi, cinse il corpo muscoloso e con la lingua riprese a suggere appassionatamente il grande capezzolo rubescente mentre il cazzo dell'arrapante fighetto riprendeva piano piano a drizzarsi ... 

by  Pietro de Fleur