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Ciao sono un pensionato di 75 anni e
vivo in una piccola città di Provincia, si sà la vita e cara ed io tiro avanti
con la mia pensione: ci pago l'affitto di un piccolo locale di 40 mq.
dove ci mangio e dormo. Aveva ragione il mio nonno che diceva; la vita non si
finisce mai a conoscerla.
Negli anni della mia gioventù la fica era sempre impressa sulla testa e i froci
non li potevo sopportare non perché ce l'avevo con loro, ma chi disdegnava la
fica per me non erano uomini.
Alle donne o dato tutto me stesso e soldi, non per vantarmi nei vari paesi
esteri dove lavoravo la mia mazza fece strage di fiche Europee, purtroppo il
cazzo fece il suo dovere fino ai 65 anni ma dopo non serviva più!!! Anzi a
qualcosa serviva solo per pisciare?!?!? Ma purtroppo gli anni passarono e sono
rimasto solo un povero vecchio scapolo che lascia dietro a se dei ricordi brutti
e belli. Ma la cosa in parte che mi fa molto vergognare con me stesso, era che
finora non ho mai pensavo di aver rapporti con altri uomini sia per l'età e
avere il coraggio di ammettere che mi e piaciuto prenderlo nel culo.
Il guaio fu un giorno di mattina quando uscivo dal supermercato per poco non
inciampavo sopra a un giovanotto che chiedeva la carità fuori dall'ingresso. Era
i solito barbone tutto sporco e puzzava da morire, gli chiesi scusa ma sbattendo
con lui mi feci male un pò al ginocchio. Lui e stato molto gentile aiutarmi anzi
mi accompagno a casa sostenendomi sotto braccio, e poi dentro l'appartamento mi
a posato sul divano prendendosi cura del mio ginocchio mettendo il ghiaccio
sopra e per fare questa operazione dovette togliermi i pantaloni e cosi rimasi
con solo le mutande. Tutto sembrava normale fino a quando lo ringraziai
dell'aiuto e gli diedi dieci euro, lui invece di andarsene dall'appartamento si
butto letteralmente addosso abbracciandomi. Io ridevo e lo scacciavo pensando
che scherzasse o mi volesse ringraziare, ma lui insisteva con sempre maggior
forza. Riuscì a ficcare una mano nelle mutande, a dilatarmi le chiappe flaccide
e ad appoggiare un dito sul buco del culo. E qui successe una cosa che non mi
sarei mai aspettato: persi completamente le forze, mi lasciai togliere le
mutande, spalancai le cosce dandogli la possibilità di immergere tutto il dito
dentro di me. La mia volontà era completamente annullata, il mio corpo ubbidiva
con piacere alle sue richieste, mi stimolò l'ano per lunghissimo tempo
umettandolo con la saliva e poi, giratomi a pancia in giù, affondò lentamente,
ma con decisione tutto il cazzo nel mio ano. Mi meravigliai io stesso, che un
giovane di 25 anni avesse interesse verso un vecchio decrepito.
Ma non diedi molta importanza la cosa, il giovane ci sapeva fare e mi lasciai
fottere da lui con molto piacere e poi quel dolore lancinante scomparve in poco
tempo, lui mi fotteva di brutto sbattendomi forte le sue palle dure sul culo da
farmi venire quasi un infarto, e con mia sorpresa, le pareti del mio retto era
imbottito del suo cazzo duro. Insieme al respiro sempre più affannoso del
ragazzo mi procurava ondate di piacere strizzandomi sui capezzoli, e sentivo
quel cazzo che guazzava ormai dentro il mio retto dilatato. Durante la scopata
di tanto in tanto mi fissava sul divano prendendomi per i fianchi per penetrare
più in profondità nelle mie viscere. Dopo un poco il mio sfintere, completamente
sfasciato, non opponeva più alcuna resistenza al suo cazzo che affondava sempre
più velocemente nel culo. Il mio cazzo non reagiva era floscio, mentre il
piacere diventava sempre più forte lungo le budella, da una sferzata di calore,
mentre un orgasmo di un'intensità mai provato invadeva tutto il retto che
facilitava lo stantuffare di quel maschione dentro di me.
Dal mio cazzetto, sempre completamente molle, fuoriuscì un pò di sperma colando
giù lungo il divano. Accortosi del mio godimento, il giovanotto accelerò i
movimenti per immobilizzarsi con un colpo violentissimo nel profondo del mio
retto, tanto che sentivo la cappella spingere sotto lo stomaco. La sua sborrata
dovette essere abbondantissima, perché, quando tolse il cazzo dal culo ancora
dilatato cominciava a colarmi dall'ano e lungo le cosce. Non ci scambiammo una
parola. Io ero in preda ad una totale confusione; mi passai un dito fra le
chiappe, lo ficcai nel buco sfasciato e inondato di sperma. Ma durante la
giornata egli mi possedette altre due volte ed io non dissi di No.
Avevo tutte le ossa indolenzite. Lui era già in piedi vestito per ritornare al
supermercato. Io ero oscenamente disteso sul divano, con le cosce aperte, le
chiappe spinte in fuori come pronte a ricevere altro cazzo. Il giovanotto prese
il mio portafoglio sfilando un cento euro poi mi salutò dandomi una pacca sul
culo ed andò via. Ero molto stanco, tutto il retto indolenzito per la violenza
subita. Ma non avevo la voglia né la forza di alzarmi e mi addormentai.
Quel figlio di puttana veniva sempre quando prendevo la pensione, si soddisfa
sfondandomi il mio povero culo e poi preleva le solite cento euro sempre con il
mio consenso. Certe volte stava una settimana con me, io lo rifocillavo e lui
per ringraziarmi mi fotteva il culo come il suo solito fare. Questo tram tram
duro sei mesi, ma dopo non lo rividi più. Ma io, di tanto in tanto ripenso a
quel maschione che mi sfondo il culo facendomi scoprire un nuovo godimento.
Anche se da dieci anni non facevo più sesso per colpa dell'impotenza, rimpiazzai
subito il mio cazzo con una fica, cioè il mio culo.
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