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Voglio aggiungere ai bellissimi racconti
che ho
trovato su questo sito una mia personale esperienza
( si tratta di fatto vero; nulla è inventato ).
Quando vi capita di andare in Francia, appena superata
Nizza sull' autostrada trovate Mougins, con un area di
sosta che offre eccellenti possibilità di incontro ( e
fino a non molto tempo fa anche di azione sul posto;
adesso credo che abbiano tagliato la vegetazione ).
Fatto sta che tornando verso l' Italia avevo deciso di
fermarmi nell' area di parcheggio. Essa è sovrastata
da una collinetta con delle panchine sulle quali non è
raro fare incontri; allo stesso modo con chi si trova
in macchina nel parcheggio. Dato però che i luoghi in
cui si svolge l' azione sono dalla parte opposta,
scesi dalla macchina e mi avviai verso il passaggio
pedonale che sovrasta l' autostrada. Con la coda dell'
occhio ebbi l' impressione di cogliere un movimento su
una panchina in alto, sulla collinetta, ma non diedi
troppo peso alla cosa. Dalla parte opposta dell'
autostrada il sentiero scende tortuosamente verso l'
area di sosta ( c' è un museo da quella parte ).
Poiché lì la vegetazione era folta e accogliente,
scesi lentamente il sentiero per verificare se ci
fosse qualche possibilità. In quel momento però
apparentemente il luogo era deserto. Un po'
dispiaciuto, decisi comunque di percorrere il sentiero
fino al punto in cui faceva una sorta di gomito,
lontano dal tragitto più breve che fa chi vuole
semplicemente scendere nell' area del museo. Decisi di
fare pipì, un po' perché ne avevo bisogno, un po', me
rendo conto adesso, per trovare un pretesto per non
andarmene subito nella speranza di qualche occasione.
Mentre mi sbottonavo ed estraevo il cazzo, ebbi la
fugace impressione che qualcuno, in alto, stesse
percorrendo il sentiero e si sporgesse per guardare
nella mia direzione, ma anche qui non mi soffermai
sulla cosa. Sta di fatto che, col pisello in mano,
stavo cercando fra me e me dei pretesti per rimanere
ancora in zona, quando, con mia sorpresa, mi vidi a
fianco, spuntato dal nulla, un bel morettino.
Indossava una maglietta, bermuda, ai piedi
espadrillas, e quel che è meglio dalla patta spuntava
un cazzo non molto grande ma perfettamente eretto.
Sorridente mi si affiancò e allungando la mano destra
e senza dire nulla mi incominciò a menare il cazzo,
per la verità ancora molle. Non per molto però: si
trattava di un morettino veramente delizioso, minuto,
con bei lineamenti e un sorriso dolcissimo. Ovviamente
non persi tempo e impugnai il suo bell' uccellino,
ricambiando la sega che mi stava facendo. A questo
punto eravamo molto vicini e lui teneramente avvicinò
il viso, nell' atto di chiedere un bacio, che gli
diedi, dolcemente, stringendolo a me. Nel frattempo
manco a dirlo, avevo raggiunto un' erezione marmorea (
e anche adesso, al solo ripensarci, ce l' ho bello
duro ). Dopo qualche minuto di baci, carezze e
palpeggiamenti il moretto si abbassò i bermuda e,
mettendosi davanti a me, leggermente chino in avanti
incominciò a strusciare il culetto contro il mio basso
ventre. Mi guardava sorridente e invitante mentre lo
accarezzavo sui fianchi e appoggiavo la mia banana nel
solco delle sue chiappe. Mi spingeva ad incularlo e,
eccitato com' ero, già pregustavo una estenuante e
meravigliosa cavalcata dentro quel bel puledrino. Ma
ecco che messa la mano in tasca, la trovai vuota: il
preservativo! Li avevo dimenticati in hotel.
maledizione. Cercai di spiegarmi in francese e lui
senza dire nulla si girò accovacciandosi. Avvicinò le
sue labbra alla mia cappella e la sua bocca incominciò
a scorrere lenta su e giù lungo l' asta. Un pompino
meraviglioso, una boccuccia caldissima. Il mio moretto
non era solo molto carino ma anche molto sensuale; in
ogni cosa faceva trasparire come gli piacesse il cazzo
e il contatto omosessuale. Non ci volle molto perché
incominciassi a sentire l' orgasmo che si avvicinava.
Non volendo coglierlo di sorpresa, gli scostai la
testa appena prima che copiosi fiotti bianchi
uscissero dalla mia cappella. Lui riavvicinò la bocca
per accogliere abbondanti spruzzi di sperma. Ero
incapace di fermarmi, il mio morettino mi aveva fatto
raggiungere un orgasmo incredibile. Esausto mi
ricomposi e solo in quel momento realizzai che tutto
era avvenuto nel vialetto, in una zona sì abbastanza
fuori mano ma certo non riparata come avrebbero potuto
essere i cespugli lì attorno. Ingrato, nonostante la
carezza che lui mi faceva sul torace gli dissi ciao e
me ne andai. Da allora mi capita spesso di rimpiangere
di non essermi soffermato con lui, non solo per
restituirgli il piacere che mi aveva dato succhiandolo
a mia volta, ma per parlargli, abbracciarlo e
accarezzarlo teneramente come spesso sogno di fare.
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