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RACCONTI EROTICI |
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SPARAMI |
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[ by Ste ] |
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Eccomi qua, nudo. Nudo come un verme. Nudo come il verme che mi
hai reso. Hai avuto tutto quello che volevi. Hai soddisfatto le tue
voglie. Ti ho seguito dove mi dicevi. Sono stato ai tuoi ordini. Sono
stato il tuo schiavo. Io, da sempre etero, sono stato la tua puttana.
Da quando nel cesso di quello schifo di discoteca mi hai preso con la
forza dal pisciatoio e mentre ancora pisciavo mi hai sbattuto al muro
e sfondato il mio culo, fino ad allora vergine. Il mio sangue ti
mandava in estasi, fottuto bastardo. Mi hai usato, girato e rigirato
come un calzino, hai fatto del mio corpo il tuo divertimento. Mi hai
stuprato, ovunque. Hai annullato ogni mio volere. Mi sei venuto
dentro, in bocca e ovunque ti venisse in mente di farlo. A volte mi
hai anche concesso di scoparti, ma solo perché non ce la facevi più.
Mi chiamavi nel cuore della notte e mi ordinavi di esser pronto. Per
te ho dovuto lasciare casa mia e vivere come una troia. E tu a ridere,
con a casa la tua puttana ufficiale a sfornare i tuoi figli, non
immagino che cosa abbiano dovuto sopportare, non ci riesco, forse non
voglio. Tua moglie non voleva sentire e mi ha fatto arrestare. Poi tu
mi hai punito, mi hai frustato e violentato con una bottiglia di
vetro, e quanto godevi quando ti imploravo di toglierla e di mettere,
piuttosto, il tuo cazzo! Mi chiedo solo come facevi a farle credere
che eri fuori per lavoro, quando la tua macchina era parcheggiata nel
motel 2 isolati più in là di casa tua, lì dove mi ammazzavi giorno per
giorno. E quel vecchio bastardo del proprietario, più lo pregavo di
chiamare aiuto più se ne fotteva e più mi scopava: quanto ti ho fatto
risparmiare di affitto col mio culo? Immagino che quando mi bendavi
era perché mi svendevi ai tuoi creditori, sentivo che non era il tuo
cazzo sai? Con quei porci almeno sentivo dei veri cazzi che mi
sfondavano. Per più di un anno è andata avanti questa storia. Ora mi
manca poco alla morte, e sono solo, per colpa tua. Non ho più niente
per cui vivere e non ho più nessuno a cui freghi qualcosa di me. La
vedi questa pistola? Bella, vero? Sono bravo a sparare, sai? Non hai
molte strade, tra poco la punterò contro di te. Se vuoi vivere,
sparami, ora! Come? Non riesci? Ah, è vero, sei legato e imbavagliato.
Cazzi tuoi. Vai avanti, ti raggiungerò tra qualche giorno. Addio.
(I fatti narrati in questo racconto breve sono frutto della pura
invenzione dell’autore. Ogni riferimento a persone e fatti concreti è
quindi puramente figlio del caso.) |
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