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RACCONTI EROTICI |
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[ Indice
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Il cantiere di tanti piloni |
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[ by Mimi ] |
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Un giorno contattai una grossa ditta di ferraioli, che fa delle
opere di rinforzo con gabbie di tondini per pareti, gallerie, ponti e
piloni sull'autostrade. Purtroppo i cantieri italiani erano saturi, ma
solo i cantieri esteri erano liberi e ben pagati, sapevo che gli
serviva del personale specializzato per l'estero, essendo io un
giovane volenteroso di 22 anni e con anni di esperienza di
carpentiere.
Quel lontano anno del 76, vengo assunto insieme ad altri sei giovani
di 3/5 anni di più di me che partimmo quasi subito all'aeroporto di
Roma per arrivare a Sudan dove un responsabile della ditta ci
aspettava per portarci al cantiere. Non ci dette il tempo di oziare in
albergo ci scarica subito sul cantiere e portandosi con se, i nostri
bagagli. Nel cantiere c'era un caposquadra siciliano sui 60 anni rozzo
e prepotente, non ci diete neanche il benvenuto anzi urlava: "Allora
che cazzo fate! Che cazzo aspettate svestitevi e andate con gli altri
a lavorare. Se non lo avete capito!" Il suo modo scorbutico mi diete
sui nervi ma lasciai cadere la cosa.
Guardando intorno vidi dei operai che lavoravano su dei piloni di
ponte con solo mutande o pantaloncini corti e intorno alla vita un
cinturone per gli attrezzi, l'unica sicurezza erano le scarpe e
l'elmetto non per proteggere la testa di qualcosa di solido ma per i
raggi del sole. Ma la paga era buona, non mi fregava niente la
sicurezza. Il lavoro era molto faticoso col quel sole Africano, e la
giornata era dura senza riposarmi dal viaggio. Finalmente la sera
staccammo e un pulman scassato ci raccolse tutti insieme e andammo
verso dei dormitori; che era una fattoria colonica a due piani, sotto
si mangiava e sopra c'erano i letti con grandi stanzoni tipo collegio,
ogni corridoio era occupato da tanti letti e in tutto eravamo su una
sessantina, 40 italiani di tutte le regioni e 20 del posto. Andai
verso il mio letto c'era le mie valigie e presi l'occorrente per fare
la doccia, percorrendo il corridoio che dava verso le docce con solo i
slip e l'asciugamano sulle spalle mentre gli altri operai stavano
tutti nudi e abbronzati dal sole e il bianco delle loro chiappe e
cazzi mosci a bella vista. Soltanto quei lavoratori Africani erano
neri, anzi nerissimi e con certe sleppe di cazzi da far invidia
qualunque uomo da li dentro.
Passando per i letti sentivo sfottere alle mie spalle dicendomi: "Che
c'è? Bocconcino ti vergogni a farti vedere nudo?!" "Forse? Ha un culo
d'oro?" "Ehm! Ehmmm! Già avete visto che roba?, che culo!" "Già, con
un culo che si ritrova! Sai quanti cazzi deve soddisfare!?" "Hai
ragione? Quasi quasi un pensierino, ce lo farei volentieri!!!" "EHi!
Fichetto sai quanti culetti neri, e bianchi abbiamo soddisfatti con
queste mazze! Eh! Eh!!!!", dissero ridento mostrandomi i loro cazzi
duri e massaggiandoli di proposito davanti a me. Mi sentivo da loro
umiliato nel percorrere quel corridoio e poi proseguivo senza badare
alle offese, ma prima di raggiungere le docce potetti costatare che
sei negri stavano succhiando dei cazzi a sei miei connazionali. Rimasi
sorpreso di tutto ciò e non mi aspettavo la loro audacia li davanti a
tutti, senza scomporsi di tanto. Quelle bocche fameliche ciucciavano
di gusto quei cazzi duri e la loro incredibile voracità era
stupefacente, inglobarono tutto compreso le palle in quanto le loro
bocche erano molto larghe, anzi potevano accogliere altri cazzi e
senza concedere alcuni minuti di pausa in cui si dedicavano a
succhiare quelle palle. Ogni gemito dei miei compagni di lavoro era
musica per le loro orecchie perché significa che stavo facendo bene il
lavoro, e poi uno il più dotato si distese per terra con la nerchia
dura puntata verso l'alto. Guarda verso un giovane negretto e con un
cenno lo invita a sedersi sulla sua grossa cappella e lui non se lo
fece ripetere due volte che si sedette sopra in modo a impalarsi da
solo e poi preso dalla frenesia inizia a cavalcare gemendo senza
ritegno. Mentre altri due si impossessarono delle sue mani e le
usarono per masturbarsi e per farsi succhiare i cazzi.
Dopo seppi che quei giovani negri pur di guadagnare qualcosa si
lasciavano abusare il culo senza problema e si sa nei paesi Islamici
era proibito il sesso mercenario sulle donne, anche l'omosessualità ma
basta non si sappia in giro. Non so per quanto tempo durò quella
scena, ma mi sconvolse tutto e sentivo una vampata di fuoco sul ventre
che fece indurire il mio cazzo. Arrivato alle docce scioccato da
quello che avevo visto e appeso l'asciugamano, entrai sotto il getto
dell'acqua fredda per smorzare quel fuoco, la doccia fece molto
effetto e così iniziai a sfilare le mutande e cominciai a insaponarmi.
Ma purtroppo ero così preso da quei negri che pompavano di brutto i
cazzi dei miei colleghi, e a quel pensiero il mio cazzo riprese ad
indurire a vista d'occhio anche sotto il getto d'acqua fredda,
facendomi sussultare di piacere. Ero girato di schiena masturbando di
nascosto, anche se non ho visto entrare Andrea uno dei ragazzi
arrivati con me. Evidentemente questo aveva attirato la sua attenzione
che mi guardava e sorrideva dicendo: "Certo che hai una bella sleppa!",
esclama ghignando. Io non capendo a cosa si riferiva chiesi
chiarimenti in merito, lui indica il mio cazzo duro che stavo menando.
Allora chiese se poteva toccarmi le cosce e le chiappe per sentire se
erano dure come il cazzo. Io ingenuamente acconsenti e lui si avvicina
prendendomi le chiappe con una mano e questo mi ha fatto più ansimare
il mio respiro e alzare il cazzo. Lo lasciai fare per un pò, poi lo
bloccai levando le mani e lui incurante ha rimesso le sue mani sul mio
culo. Proseguì ad accarezzarmi freneticamente le mie chiappe, il mio
cazzo era rigido e duro. Ho cercato di allontanarlo ma si era stretto
a me bloccandomi nella doccia.
Quelle mani erano dei tentacoli di piovra, sentivo la mano sinistra
intorno al mio stomaco e la mano destra scivolare tra le mie chiappe,
dalle carezze passò a solleticare il mio foro con un dito e poi ha
inserito l'indice fino all'apertura anale circoscrivendolo e
premendolo sempre più internamente nel mio retto, il porco aveva usato
del sapone per lubrificare il buco del culo e mentre lo faceva con la
sinistra si abbassava sulla mia virilità crescente. Devo dire che,
benché questa fosse la prima volta che un uomo mi toccava in quella
maniera io non riuscivo a sottrarmi a quel trattamento, anzi provavo
un immenso piacere fino al punto di muovere i fianchi nella ricerca di
ulteriore piacere. La mia mano sinistra ha cominciato a carezzare il
suo cazzo arrapato, che continuava a crescere a di smisura. Ho
cominciato ad agitarglielo ritmicamente mentre lui pompava il mio
retto con due e tre dita della destra, ed ogni suo movimento mi
lamentavo con dei mugolii di piacere. Andrea incitava a me a
continuare in quella azione che dava molto piacere, anche perchè stava
godendo e in quell'attimo capii che stava per eiaculare, allora lui
lascia la presa e mi fa cadere inginocchio davanti al suo cazzo duro,
ma non passa molto tempo prima che cominciasse a sgroppare e
spasimare. Dopo pochi secondi il suo cazzo eruttava tanta sborra, ma
tanta che mi schizza il suo carico di sperma sulla faccia, mentre
urlava: "Oh siiiiii!!!! Fatti la doccia di sperma brutto frocione!!!!!!"
Carico dopo carico, la sua calda sborra mi schizza sulla faccia e
petto. "Cazzo che sborrata!?", disse soddisfatto. Dopo un paio di
secondi che avevo ripreso a respirare regolarmente e lasciandomi
eccitato a mille, anche se non volevo che finisse così subito. "La
cagnetta si è divertita, si?", disse con un sorriso. Anche se
inizialmente mi ristabilisco ma non so cosa mi prese dopo, ero fuori
di me non mi riconoscevo più, spalmai con la mano sinistra il suo
sperma per il tutto il corpo e con la destra continuavo a segare il
mio cazzo duro.
Poi con la mano sinistra imbrattata del suo sperma lo spalmai sulle
mie chiappe, e per concludere ci ficcai un dito nel buco del culo
finendo la sua opera. Lui se ne stava lì in piedi con il suo cazzo
esausto che era diventato molle, tranquillo, con un ghigno in faccia,
che mi guardava ficcare i diti nel culo e nel giro di un minuto io
gemetti di goduria e urlando: "Cazzo vengooo, cazzooo cazzoooo
vengooooo!!!" Cazzo avevo goduto con un maschio e non avevo il
coraggio di guardarlo, ma lui mi disse chiaramente: che ero un
finocchio nato, che avevo ancora addosso il suo sperma e non mi
bastava un cazzo solo. E lui
dicendo questo ebbi un brutto presentimento cosa mi sarebbe successo
dopo, e non mi ero sbagliavo. "Che cosa ho fatto qua? Che cosa mi
accadrà?", dissi incredulo anche se la prima lezione stava per
cominciare. Uscendo dalla doccia c'era una fila dei operai tutti nudi
con i cazzi duri in mano, e attraversando il corridoio ad ogni passo
mi strizzavano le chiappe con dei commenti: "Signorina a noi, non ci
fai divertire!" "Cazzo ragazzi, abbiamo trovato come divertirci ora,
eh?" "Che gran pezzo di gnocca che sei!" "Ehi amico, i nostri cazzi è
ancora meglio del tuo compagno, siamo pronti se hai voglia di
scopare!" "Però a culo non sei niente male, frocetto!" "Altro che culi
neri, da oggi si cambia!" "Ehi se fai il bravo, ti facciamo assaggiare
anche i cazzi neri?" "Sei matto, con quelle sleppe ce lo sbraga
tutto?" "Hai ragione, prima ce lo godiamo poi chissà?" Dopo una breve
pausa di riflessione, mi resi conto che non avevo alternativa ero in
trappola, al solo pensiero che da quel momento sarei stata la loro
cagna dedica al sesso, ebbi un brivido di freddo dietro al culo. In
breve dovevo prendere in culo tutti i 39, cazzi della camerata. Fui
preso dallo sconforto non sarei mai riuscito prendere tanti cazzi uno
dopo l'altro, anche se il mio buco sarebbe stato sicuramente
allenamento dai quei cazzi e dilatato ampiamente. Io non curante dalla
situazione stetti al gioco, insomma mi comportavo da vera cagna da
monta.
Finito i commenti si avvicinarono a me ricevendo delle forte palpate
sul culo. "Allora amico hai fatto un bel lavoro alle docce, e a noi
che cosa dai?", dice uno di loro con sberleffo. Mi sentivo usato da
loro come una troia di strada e tale mi sentivo. Purtroppo dovevo
mantenere una certa dignità personale anche se non vedevo l'ora di
essere mondato da loro, e con
civetteria feci una piccola resistenza con dei insulti. Per tutta
risposta mi strattonano di qua e di la sbattendomi su di un letto
rivoltato a forza con la pancia in giù e bloccato mi allargarono le
chiappe, e subito mi rassegnai sulla mia sorte con molto piacere.
Mentre ero pressato sul bordo del letto con il busto piegato in avanti
e le chiappe aperte, qualcuno alle mie spalle, anche se sicuramente
erano più di uno e non preferivo guardare. Mi sentivo afferrare le mie
chiappe e palpare golosamente, anzi ci sputano e spalmano sulla
fessura del culo, che contemporaneamente una sonora sculacciata mi
dilatava immediatamente le chiappe, poi dopo una manata mi fece
sentire un qualcosa di freddo ungere il mio buco del culo, finché
non diventava tutto scivoloso. E subito dopo inserire un dito che io,
strinsi le chiappe istintivamente e lui prese con vigore ad andare su
e giù e una volta che il dito si era fatto strada nello sfinte sentii
inserire un secondo e terzo dito muovendoli freneticamente dentro.
Continuando cosi per due minuti e dopo rimosse i diti, unse di nuovo
abbondantemente il buco e lo rificca dentro che incomincia a muoverli
dentro e fuori lentamente, poi sempre più velocemente, fino a quando
mi pose bene a pecorina, sistemato dalle sue mani nerborute, fui
pressato sulle spalle e comandato di divaricare le chiappe con le mie
mani in maniera da allargare il buco del culo.
Prontamente senti un cazzo a premere nel culo e un sussurro
nell'orecchio: "Ora, finocchietto trattieni il fiato!" Poco dopo
avvertii la punta del suo cazzo sul mio buco del culo. Ci sputa di
nuovo nella mia fessura e conficcare il suo cazzo con un solo colpo
nel buco vergine, che mi fece strabuzzare gli occhi ed urlare. "Aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaahhhhhhhhh!!!!!!!!!!"
"Urla forte, urla, urla, mia piccola cagna da monta!", mi disse
affannosamente lui. Il dolore era insopportabile e pensai che sarei
diventato impotente. Il suo cazzo era così grosso e duro che sentivo i
miei glutei freddi premuti contro il suo caldo ventre e avvertivo
anche i coglioni che sbattevano sulla mia fessura. E poi
un'inesorabile, lenta, irresistibile penetrazione di una verga enorme.
Quindi sentii pigiare dentro in profondità ed io urlare ancora per il
dolore, ben piazzato dentro mi sentivo l'intestino scoppiare. Sentivo
quella verga che andava alla ricerca delle pareti del mio sfintere, in
maniera da provare un piacere più intenso nello strofinare, ma le mie
pareti, pur avvolgendo completamente quella mazza da maschio, si
divaricavano sempre più ad ogni suo affondo. Io gemevo leggermente,
poi più forte sempre più forte fino quasi ad urlare di piacere.
Aggrappato sul letto, appoggiai la testa rassegnato al piacere che
gradualmente cresceva dentro di me e sotto a quelle spinte sempre più
forti mi scuotevano tutto il corpo. I miei muscoli rettali si sforzava
di chiudersi con sofferenza il gigantesco buco, che era stato aperto
da un cazzo che tuttavia rimaneva dentro e mi rendeva il buco
incandescente. Certamente non mi trovavo eccitato era troppo doloroso
sopportare quel tronco rigido e lungo, che poi lui lo tira fuori con
uno strattone. Io credetti di avere il culorotto. Ma non passa un
secondo che me lo rificca di nuovo dentro, e poi lo tira fuori quasi
completamente e facendomi ansare tutto il retto che dopo di nuovo
dentro lasciandomi a mozzafiato, e questa volta lo lascia dentro più a
lungo ma tenendomi per i fianchi che inizia a fottermi di brutto,
prima piano, poi sempre più svelto fino a sbattermi per bene il culo.
Sbattuto violentemente con varie posizioni caddi in trance, dove mi
ritorna alla mente delle immagini: Rividi la scena dei negri ciucciare
i cazzi e prenderlo nel culo. Vidi anche la nerchia eretta di Andrea
che era davanti ai miei occhi, e poi il suo spruzzo di sperma in
faccia. Vidi come mi fottevo da solo con i diti nel mio culo, godendo
come un matto. Non so per quanto tempo restai in trance, ma quando mi
ripresi, in un lago di sperma e sangue, uno di loro mi stava
stantuffanto beatamente il mio culo e il dolore si era sostituito un
piacere unico, godevo come non mai di quell'asta infinita che entrava
ed usciva dal mio culo e la cosa sinceramente eccitava anche me. In
quella prima fottuta cominciai a rendermi conto, di aver perso la mia
verginità. Infatti quando nel sali e scendi arrivavo a prenderlo tutto
in culo e quella sensazione di appoggiare le mie chiappe su quelle
cosce pelose era bello. I miei urli seguivano il ritmo della scopata.
Il mio culo soffriva. Sento una mano passare sulle chiappe e poi
colpire per due tre quattro volte a mano aperta, incitando ad ansimare
più forte. Poi si aggrappa ai miei fianchi penetrandomi completamente
e profondamente tutto il cazzo fino alle palle. Sentire quella mazza
che si rigonfia ulteriormente che poi esplode nelle mie viscere, anche
se percepivo la sua calda sborra che infiamma il mio buco del culo,
già irritato fino all'estremo. Egli si accasciava sulla mia schiena e
respirava sfinito con il suo cazzo ancora duro in culo. Si alza, tira
fuori il suo cazzo dal mio culo per lasciare posto ad un'altro. Anche
l'altro continua ad incularmi per più di 10 minuti, il mio non
allenato culo che cominciava a perdere elasticità, era completamente
prosciugato e mi frizzava assai, quando sentii due affondi maggiori
involontariamente roteai i fianchi e mi accucciai ulteriormente per
meglio consentire tale operazione. Il mio sfintere ancora un poco
dolorante e subito dopo un limo caldo che inumidì il fondo e le pareti
del culo.
Dopo aver estratto anche lui la sua mazza ancora gocciolante di
sperma, lo sento dire: "Cazzo? Avevi ancora un buchetto assai stretto,
ma dopo il trattamento che ti riserviamo stasera vedrai che duro
allenamento, al tuo buco del culo". Anche il terzo stava per sborrare,
e la certezza la ebbi quando lo sentii ansimare e subito dopo
riversare schizzi di sperma nella budella. Inizialmente provai una
profonda umiliazione e sottomissione verso quei maschi che mi avevano
posseduto il mio culo, ma poi provai piacere nel saper che avrei fatto
godere altri maschi fino a farli sborrare tutti nel mio buco del culo,
ma ancor più piacere pensare che dopo soddisferò anche i cazzi dei
negri. Non feci in tempo a concludere questi pensieri che sentii
sfilarmi una verga dal culo e subito rimpiazzato da un'altra verga.
Altre voci dicevano: "Bhe! Che ne dici, ora te lo senti spanato
culorotto. Adesso te lo sfondiamo per bene, uno alla volta e farai i
straordinari notturni per riceverli tutti nel culo!!!" Non ero in
grado di giudicare se quel cazzo era di maggior o minori dimensioni, o
più largo e duro del primo, mi concentrai e sentivo uno alla volta
quelle cappelle che strofinavano internamente al mio retto e lungo le
pareti del buco, anche se riuscii a capire la differenza dell'inculata
fra il primo cazzo e altri cazzi, in quanto ad ogni loro passaggio le
pareti del mio culo bruciava sempre più. Anche se l'inculamento durava
all'incirca 10/15 minuti, finendo con una grande sborrata finale
interna. Dopo aver accolto quei carichi di sperma, altri mi
possedettero in svariate volte con altrettante mazze dure, e senza mai
fermarsi. Alla fine per fottermi bene il culo, fui spinto bruscamente
verso il basso, in maniera da riceverli tutti e subito nel culo quei
cazzi turgidi e duri. Per dire la verità penai molto inizialmente, ma
dopo un paio di cazzi comincivo a muovere i fianchi e roteare il culo
in modo da adagiare meglio e per riceverlo più profondamente. Mentre
li sentivo strofinare le pareti del mio sfinte per tutta la lunghezza
di ciò che mi fotteva, sentivo che questi falli erano tutti caldi che
pulsano nel mio budello. Dopo ore di fottuta erano tutti saziati, ma
io non osavo alzarmi e restai in quella posizione per un pò, mentre
tutti soddisfatti se ne tornavano a letto lasciandomi con il culo nudo
all'aria gocciolante della loro sborra.
Alzandomi cercai un pò di sollievo per il mio povero culo, ma sentii
di nuovo premere contro le mie chiappe, esitai un attimo nel
proseguire, ma fui posto di nuovo in posizione a quattro zampe.
Immediatamente dopo sentii dipanarmi nuovamente il buco del culo con
qualcosa di assai molto più consistente. Mi accorsi che non erano i
miei connazionali ma erano i negracci che volevano la loro parte del
mio culo. Bhe? Per non farla breve, era un peccato lasciarli a bocca
asciutta. E cosi mi lasciai inculare anche da loro, eccome godevano
quei negracci sul mio povero culo in un modo molto assai e più
spicciativo in quanto avevano trovato già la strada aperta, essendo il
mio buco già spanato e lubrificato con lo sperma degli altri stalloni.
La penetrazione del primo cazzo nero durò un poco più a lungo del
secondo, ma anche se con lui mi accorsi che stava per eruttare nel mio
culo in quando lo sentii ansimare, la sua mazza nera aumentava di
spessore e rigidità. Il terzo Incurante di me mi prese per i fianchi,
dette due strattoni forti e svuotò le sue palle all'interno del mio
culo, subito dopo tolse il suo cazzo ancora semiduro. Il quarto e il
quinto entrano scivolando in un colpo solo su tutta la sborra ancora
calda che mi riempiva il culo, e penetrandomi la fecero fuoriuscire e
colare sull'interno delle mie cosce. E così i successivi continuarono
a farmi colare sborra sulle gambe. Si succedevano con una rapidità che
non mi sarei mai aspettato. Non davano grandi spinte, e venivano quasi
subito. Evidentemente il rito di fottere un culo bianco li eccitavano
molto. Alla fine mi ritrovai con il buco del culo bruciante e fradicio
e tutte le gambe piene di sborra.
Poi anche loro spompati, andarono a letto. Quando fui sicuro di
poterlo fare, mi tirai su e mi infilai sotto le lenzuola, senza
pensare a ripulirmi. A quel punto mi permisi di masturbarmi, mentre mi
masturbavo ripensavo a tutti quei cazzi che avevo preso, ma
soprattutto a quei dei negri, perché non ne avevo mai visti di così
grossi e neri. Sentivo che mi sarei presto abituato alle regole di
quel posto. Venni velocemente e subito piombai in un sonno profondo.
Durante la nottata sentii più volte entrare qualcuno nel mio letto a
fottermi il culo, allora ero stanco e non feci caso tanto c'e l'avevo
bello spanato. Sentendomi sempre più pieno di sborra, pensavo a cosa
mi sarebbe successo poi, e nei seguenti giorni successivi, in quel
luogo dove l'unico scopo sembrava, almeno per il momento, quello di
fottere.
La mattina seguente mentre mi recavo al lavoro incontrai i miei
colleghi, cominciarono ad accarezzarmi il culo, poi mi chiesero se il
trattamento ricevuto la sera precedente era stato di mio gradimento.
Io mi sentivo fortemente umiliato nel mio ruolo di maschio, e non
risposi. Poi si misero a ridere con la promessa che la notte
successiva avrei dovuto usare anche la bocca per spompinare 39 cazzi.
Da quei discorsi mi sentii alquanto imbarazzato a incrociare i loro
occhi, ma sentii anche che il mio culo cominciava a fremere dal
desiderio. |
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