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RACCONTI EROTICI |
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SESSO CON LORENZO |
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[ by alex ] |
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Quel pomeriggio di metà luglio dell’anno scorso me lo ricorderò
sempre. Era un normale pomeriggio estivo ed ero a casa da solo. Non
sapendo che fare, ed avendo una notevole erezione nei jeans,
cominciai ad accarezzarmi il mio fantastico membro, fino a quando le
carezze si trasformarono in una vera e propria sega. La cappella era
magnifica, dura, rosa, proprio uno spettacolo!Le mie mani presero
una il cazzo, l’altra le palle pelose per un fantastico massaggio.
Cominciai a segarmi, sempre più veloce, fino a quando la mia sborra
uscì. Non ne sprecai neanche una goccia, la raccolsi con un
cucchiaio e la bevvi.
Ma non ero ancora soddisfatto…così ebbi un’idea: chiamai ed invitai
a casa mia il mio più grande amico, Lorenzo. Con lui avevo già
condiviso molte seghe reciproche ed una volta ero pure riuscito,
anche se per poco, ad accarezzargli il buco del suo splendido
culetto. Lorenzo acconsentì a farmi visita ed in 10 minuti arrivò.
Ci sedemmo sul divano, a parlare e guardare un po’di televisione. Ma
la mia attenzione fu subito richiamata dal rignofiamento nei
pantaloni di Lorenzo. Era duro, eccitato per il solo fatto di stare
accanto a me! Così mi feci coraggio e lo toccai, proprio sul pene in
erezione. All’inizio si scostò, ed io pensai di averlo innervosito,
ma poi, passati altri 10 minuti, si girò e mi mise la sua lingua in
bocca. Fu un bacio magnifico, lungo, dolce. Intanto i nostri sessi
cominciavano a crescere dentro le mutande…In poco tempo lo portai in
camera mia, dove ci sdraiammo sul letto. Io ero sopra di lui: volevo
essere io il primo a spogliare l’altro.
E così feci. In un attimo i vestiti di Lorenzo erano in terra e lui
era lì, nudo con un bellissimo cazzo (almeno 20 cm!) in erezione che
non aspettava altro che la mia bocca. Iniziai abbassando il prepuzio
con le mani, per lasciare libero un glande meraviglioso e che poco
dopo scomparve nella mia gola. I lamenti di piacere di Lorenzo erano
una goduria per me! E mentre lo spompinavo, mi toccavo il mio pacco
durissimo, ma ancora avvolto dai vestiti.
Lorenzo godeva, godeva parecchio!La mia lingua correva su e giù per
il cazzo, soffermandosi soprattutto sotto la cappella, luogo che a
noi uomini piace parecchio. Il suo cazzo era bellissimo, lungo e
duro, con attorno una bellissima peluria che scendeva sui testicoli
ed anche fino al buco di quel culetto sodo ed atletico. Per me era
un’estasi poterlo avere in bocca e poter leccare quel tappeto di
peli.
Lorenzo stava per sborrare. A quel punto mi fermò, implorandomi di
poterlo lasciar fare le stesse cose che io avevo fatto a lui poco
prima. Non gli ci volle molto per girarmi ed incominciare a
spogliarmi…Il mio cazzo era sempre più duro, finchè finalmente
Lorenzo me lo prese in bocca, con la cappella ancora coperta dal
prepuzio. E fu in quel momento che provai una cosa fantastica: con
la lingua Lorenzo mi scappellò il mio palo durissimo, che si contraè
notevolmente per l’eccitazione. Poi il mio stallone iniziò a
scorrere con lingua e labbra su e giù per l’asta, fino ad arrivare a
lambire il mio buco del culo.
A quel punto lo pregai di procedere e lui, come un perfetto amante,
prese gentilmente il suo cazzo tra le mani, lo bagnò con la saliva,
lo scappellò e pian piano iniziò la penetrazione. Per me non era la
prima volta, difatti il cazzo di Lorenzo entrò senza troppe
difficoltà, ma il piacere che provai fu intenso, magnifico,
bestiale.
Andò avanti ad incularmi per una buona mezzora, fino a quando,
stremato, mi chiese se potessi essere io ad impalarlo. Non me lo
feci dire 2 volte! In un attimo il mio cazzo era dentro di lui,
mentre con una mano cominciai una sega. Lorenzo apprezzò parecchio,
tant’è che cominciò a chiamarmi “selvaggio” da quanto lo inculavo.
La penetrazione durò abbastanza, giusto il tempo di far salire lo
sperma dalle palle.
Sborrammo assieme, l’uno addosso all’altro, cercando di leccare il
più possibile di quel nettare così prezioso. Non contento del sesso
appena fatto, Lorenzo si chinò sul mio membro che ormai stava
scendendo ed iniziò un fantastico pompino, che mi portò ad emettere
nuovamente una calda crema bianca che lui bevve ed ingoiò fino
all’ultima goccia che spremè dal mio cazzo ora in tiro.
Ci baciammo, promettendoci che quella sarebbe stata solo la prima di
una lunga serie di rapporti sessuali che ci saremmo goduti.
E così fu… |
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