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RACCONTI EROTICI |
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[ Indice
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Sado |
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[ by Leonegazzella ] |
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Avevo fatto il mio primo pompino, nella toilette della
biblioteca avevo succhiato un cazzo e mi ero fatto riempire la bocca
di sperma. Era stata un’esperienza incredibile, credevo che il cuore
mi scoppiasse; ripensavo a tutte le mie prime volte , la prima sega
assieme ad un amico più grande che mi fece da istruttore, il primo
pompino fattomi da una amichetta, la prima scopata; ebbene niente mi
aveva emozionato come il baciare il cazzo dell’ amico.
Dopo questa esperienza per alcuni giorni evitai l’incontro con Phil,
soprattutto per non creargli imbarazzo, visto che l’avevo quasi
costretto a farsi spompinare.
Non nego che desideravo ripetere l’esperienza, la sera nella mia
camera mi spogliavo nudo, chiudevo gli occhi e sognavo il cazzo di
Phil , rivedevo il momento che gli leccavo il glande, l’istante in
cui lo spingevo in gola e l’estasi che mi procurò il fiotto di
sperma caldo . Piano piano il sogno si dilatava e cominciai a
sognare di riceverlo nel culo, sì l’esperienza vissuta cominciò a
sembrarmi una bella incompiuta, il sesso anale cominciò a delinearsi
nella mia mente come l’estasi del rapporto. Mi mettevo alla pecorina
col culo rivolto allo specchio e mi dilatavo le natiche , poi
cominciai a insalivarmi un dito ed introdurlo nell’ano, mi piaceva;
vedermi allo specchio in quella posa mi faceva indurire l’uccello e
nella masturbazione trovavo nuove sensazioni. Cominciai anche a
fotografarmi ed a riprendermi con la mia Nikon digitale, nel
rivedermi nelle immagini registrate mi eccitavo ancora e mi dovevo
masturbarmi, dovevo farmi anche cinque seghe al giorno per placare
il desiderio.
Poi cominciai con gli oggetti, penso di aver introdotto nel mio
culetto tutte le verdure e frutti di forma fallica, ogni volta era
sempre eccitante però il chiodo fisso del cazzo di Phil , invece di
attenuarsi si ingigantiva.
Decisi di tentare, pensai che il più era fatto, se aveva accettato
il pompino non avrebbe dovuto formalizzarsi per un rapporto anale.
E siamo ad oggi , sono le 10, nell’intervallo delle lezioni , vado a
cercarlo, soliti convenevoli, discorsi di circostanza, noto un certo
imbarazzo per cui lo tranquillizzo :
“So che sei turbato da quel giorno in biblioteca, ma sappi che per
me è stata un’esperienza importante e bellissima e che mi hai
risolto un problema”
Lui farfuglia : “ Sono contento , ma è stato meno brutto di quanto
pensassi”
Era l’aggancio che sognavo “ Allora, se proprio non ti fa schifo mi
piacerebbe ripeterlo”.
Lui la mise sullo scherzo “E’ una settimana che non faccio sesso e
venire nella tua bocca è meglio che farmi una sega, andiamo ancora
in biblioteca?”
“No, andiamo a casa mia, non c’è nessuno, staremo più comodi, io
faccio un uscita per indisposizione, tu riesci a trovare una scusa?”
Lui conclude “Non ti preoccupare, ci vediamo all’uscita”
Il cuore batte all’impazzata, l’insegnante vedendo i miei lineamenti
tesi e gli occhi dilatati non pone problemi ad autorizzarmi ad
uscire. Salgo sulla sua macchina e senza aprire bocca arriviamo a
casa.
Lo faccio accomodare in camera mia che è al piano superiore, dovesse
arrivare all’improvviso mia madre farei in tempo a ricompormi.
Metto un po’ di musica gli offro una coca, gli dico se gradisce
vedere qualche filmetto porno, li ho avuti di straforo, lui risponde
che non ha problemi, è abbastanza su di giri.
Allora azzardo ”Senti Phil, già che lo facciamo cerchiamo di farlo
al meglio, il sesso si deve fare nudi, se ti va, comunque”
“Nessun problema, in palestra siamo spesso nudi”, e comincia a
spogliarsi, io lo seguo, anzi lo precedo perché in dieci secondi
sono nudo.
Il mio cazzo è già duro e lui ride divertito, il suo è ancora a
riposo, comincio ad accarezzargli il ventre, salgo sul petto, con la
destra afferro il suo uccello , sento che comincia ad ingrossare,
non muovo la mano per non eccitarlo troppo presto, mi chino sul suo
petto e gli bacio i capezzoli, lui non si ribella, è silenzioso, ma
sento il respiro più affannoso, scendo con la lingua fino
all’ombelico poi scendo a leccargli le gambe evitando con cura il
membro, quando capisco che è eccitato me lo infilo in bocca, rivivo
l’estasi della prima volta, lecco il glande, poi l‘asta, poi i
testicoli che faccio entrare alternativamente nella mia bocca con
molta delicatezza per non fargli male, capisco che lui riesce a
controllare l’eccitazione per cui alzo la testa, e lo guardo negli
occhi:
“Phil, ti prego, mettimelo nel culo, voglio che tu mi svergini”
Lui mi guarda con occhi increduli:
”Sei sicuro , e se ti faccio male?”
“Fregatene, tu spingilo dentro, voglio sentirmi sfondare”
Mi giro e mi metto alla pecorina e mi allargo le natiche, so che per
evitare il dolore non bisogna resistere alla penetrazione, ma tenere
lo sfintere il più dilatato possibile, gli chiedo solo :
“Se riesci, cerca di inumidirmi il buchetto con la saliva”
Girando la testa vedo che sta sputandomi sul culo, con la mano
spalma la saliva sul mio sfintere, poi sento la sua punta che si
appoggia dolcemente, io continuo a tenermi le natiche aperte, sento
come una scossa che mi attraversa la schiena, è entrato il glande,
io vibro ed inevitabilmente stringo le gambe per auto difesa, poi mi
riprendo, respiro profondamente mi rilasso e lo invito:
“Phil spingi forte, voglio sentirlo tutto dentro, fammi male”
Lui non se lo fa ripetere, mi afferra per le anche e spinge
violentemente, sento il mio ano bruciare ed i miei visceri riempirsi
del suo uccello, ormai è tutto dentro, il suo ventre è a contatto
con il mio culo, ciò significa che ho diciotto cm di carne dentro
l’ano, lui è immobile io comincio a muovermi, i primi movimenti
procurano solo dolore, ma poi comincia la libidine dell’inculata, mi
guardo allo specchio, sono una cagna , vedermi così umiliato mi
eccita ulteriormente, mi afferro il cazzo e comincio a masturbarmi,
poi gli dico:
“Voglio girarmi, vederti negli occhi mentre mi inculi”
Lui esce docile al mio comando, mi giro a pancia in alto e con le
mani mi afferro le gambe per facilitare la penetrazione,
“Rimettilo dentro, ti prego”
Questa volta entra senza esitazione, in questa posizione non sento
più alcun dolore, mi sembra di impazzire mi afferro il cazzo e lo
agito freneticamente, ho un sussulto, mi alzo verso il suo volto,
trovo la sua bocca e vi affondo la mia lingua, lui non rifiuta ma mi
rimette disteso , resta sopra di me, poi si rialza e , con mia
grande sorpresa, mi prende in mano il cazzo, io non resisto più e un
fiotto di sperma ci investe, alla vista del mio orgasmo sento che
Phil si irrigidisce , sta per venire, sento il mio intestino
riempirsi di liquido caldo, siamo sfiniti, lui si accascia su di me.
Dopo qualche minuto si rialza, io sento l’ano bruciare, me lo guardo
nello specchio, è dilatato in maniera impressionante, c’è un piccolo
taglio con una goccia di sangue, ho il culo rotto irrimediabilmente
e definitivamente, qualsiasi medico da oggi può dire che io mi sono
fatto inculare, ma non mi crea problemi, l’ho voluto e non ho
rimpianti.
Guardo Phil, non si è ancora rivestito, vedo una goccia di sperma
sulla punta del suo pene , gi dico:
“Sei sporco , ti pulisco” e mi chino e gli lecco la cappella
pulendola di tutti i liquidi, sento dall’odore che è entrato nel mio
ano ma non mi disturbo.
“Grazie Phil, sei un vero amico”
“Grazie a te, replica, è stato bello anche per me, la prossima volta
ti chiederò di contraccambiare il favore” concluse ridendo.
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