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CAMERATISMO (PARTE 4- 5 - 6)
[<< leggi "Cameratismo (parte 1-2-3)" ] [leggi "Cameratismo (parte 7)" >>  ]

[ by Roberto ]

   
L'idea di andare a Praga verso metà inverno non fu del tutto vincente,
la repubblica in quei mesi è parecchio fredda, molto più degli inverni
milanesi, così le valige erano piene di indumenti pesanti, maglioni,
giubbotti, scarpe invernali. Questo probabilmente deluse molto le
aspettative di taluni ragazzi che già si vedevano a girare per gli hotel
in costume da bagno e infradito, usando il cazzo come bacchetta da
rabdomante in cerca di figa straniera, ma anche italiana, considerando
che Praga è meta turistica di molte gite scolastiche da tutta l' Europa.
Poco prima di partire rassicurai tutti con il ricordo del fatto che
saune e piscine al coperto non mancavano, per cui c'era sempre qualche
possibilità di cuccare e di farsi vedere seminudi. Ovviamente con
massima gioia mia!
Le cose nella classe erano tornate alla quasi normalità, avevo ripreso a
parlare con i maschi e anche con Ale pian piano si passò da un ciao
mattutino allo scambiare due chiacchiere in più di ritorno da casa.
L'unica cosa strana è che m sembrava davvero molto triste.
Il giorno della partenza c'era un sole splendido a Milano, insolito per
una tipica mattina invernale. Così c'era lo sfoggio degli occhiali da
sole house più cool, dai gucci agli Armani, e per mia personale
impressione, i ragazzi stanno così bene con quegli occhiali.. si
prospettava un bel viaggio. Sull'autobus mi misi in fondo agli ultimi
posti, così come quasi tutti i ragazzi. Quasi perché Christian aveva
deciso di stare davanti con le ragazze.
Chris ultimamente era strano, immagino che si sentisse minacciato dal
mio ritrovato rapporto con Alessandro, ma non ne aveva motivo alcuno, in
quanto le cose con lui erano ancora in fase di assestamento, e con
Christian avevo un rapporto del tutto diverso. Era per altro il primo
ragazzo che avevo baciato.
Così lo avvicinai, proponendogli di raggiungermi insieme agli altri
ragazzi, ma stizzito rifiutò dicendo che lasciava a me l'onore e l'onere
di decretare quale modella di playboy fosse la più infilzabile davanti e
dietro. Infastidito lo lasciai perdere e tornai al mio posto.
Il viaggio proseguì tranquillo, noioso a dir il vero, ma se non altro
ero vicino al mio Ale e a 10 altri ragazzi ruspanti con i jeans
attillati, e quindi la bella vista non mancava. Del resto avevo la
possibilità di parlare a lungo con lui, ma le uniche parole che ci
scambiammo furono riguardo le stanze dell'albergo, il panorama e
riguardo i suoi occhiali di Gucci, che decise di prestarmi per il resto
del viaggio in quanto, a suo dire, io, avendo gli occhi chiari, dovevo
proteggermi di più dal sole. Manco fossimo all'equatore, ma apprezzai il
gesto. Gli altri ragazzi intanto sfogliavano una guida "rough guide to
Praga".. vi lascio immaginare i contenuti.
Arrivammo all'albergo in serata, cosa non affatto disprezzabile in
quanto è risaputo che la cosa più bella in gita è sempre la notte con
gli amici.
La cosa divertente fu il fatto che al momento di contattare sul posto i
receptionist per l'assegnazione delle camere, nessuno parlava il ceco,
ne il tedesco, e l'inglese lo conoscevo solo io e il professore
accompagnatore, che nel frattempo era impegnato a fare l'appello ai
compagni che scendevano dall'autobus. Così chiamarono me per comunicare
con il fattorino, c'erano varie stanze a disposizione e io ovviamente
scelsi per me quella più grande, per 4 persone, con doppio bagno e
televisore. La mia idea era di andarci con Ale e Christian ovviamente,ma
quest'ultimo si rifiutò, affermando che aveva già preso accordi con
altri 2 ragazzi.
Peggio per lui, la camera migliore dell'albergo andò a me, Alessandro e
altri 2 ragazzi, Mirco e Alessio, con cui non avevo poi questo gran
legame, ma lo avevano loro con Ale, quindi fu un giusto compromesso. E
non dimentichiamoci che erano tutti fighi e grondavano sperma da tutti i
pori!
Ci sistemammo nella stanza, che ci apparve subito enorme e completa,
Mirco e Alessio si fiondarono subito a ispezionare la tv cercando chissà
quale programma porno, mentre io e Ale iniziammo a riporre gli indumenti
negli armadi. La camera era divisa a sua volta in 2 ale, con un letto
matrimoniale ciascuna e un televisore per ogni ala, praticamente 2
stanze in una. Il pensiero di dividere il letto matrimoniale con Ale in
una città straniera mi eccitava al massimo, ciononostante non era la
prima volta che dormivo con Ale, d'estate molto spesso rimanevamo a
dormire sui lettini nel mio giardino. Un paio d'ore dopo Mirco e Alessio
decisero di andare a fare un giro per vedere un po com'era la situazione
(indovinate un po a che riguardo), così entrarono nella mia stanza per
cercare di convincerci ad accompagnarli, nel frattempo si stavano
spogliando per cambiarsi, lasciando pantaloni maglie e canotte sul mio
letto e mostrandomi la bella vista di gambe lunghe abbronzate e irte di
peli, non folti, ma tanto maschi. La cosa ovviamente non m dava alcun
fastidio,anzi. Io e Ale ci rifiutammo di uscire, io volevo farmi una
doccia e poi fiondarmi in sauna (ricordate camerieri e banane?) mentre
Ale voleva radersi e poi riposarsi anche lui. Così ci lasciarono soli.
Il bello di passare una notte in un albergo da soli con l'oggetto del
proprio desiderio è che il tempo non passa mai. C'è un silenzio talmente
rilassante e confidenziale che potremmo anche girare nudi che non ci
sarebbe alcun imbarazzo. Così mentre Ale si era messo sul letto per
dormire, volgendomi la schiena, iniziai a prendere la roba per la doccia
e l'intimo da mettermi dopo, visto che in sauna poi avrei dovuto
indossare soltanto un asciugamano e spogliarmi li. Visto che Ale
dormiva, mi spogliai nudo e mi infilai in doccia,iniziandomi a
insaponarmi. Cinque minuti dopo Ale bussa, fermo sullo stipite, e mi
chiede se mentre mi faccio la doccia si può radere, così poi siamo
entrambi tranquilli per il resto della serata. Io acconsento e rimetto
la testa nella doccia, continuando il mio insaponamento. Il vetro era di
quelli offuscati, ma si vedevano abbastanza bene le sagome delle persone
e degli oggetti nel bagno, e suppongo a ragione che fosse così anche
all'esterno del box doccia. Che volete che vi dica, a me eccita
tantissimo vedere un bel ragazzo che si rade, mi da un'idea di virilità
incredibile, e seppure l'abbia visto mille volte farlo, in
quell'occasione mi venne un'erezione incredibile, che cercai goffamente
di nascondere. Ale ovviamente se ne accorse: "se non fai qualcosa là
sotto rischi di esplodere, siamo grandi ormai devo ancora insegnarti
tutto io? o magari vuoi una mano!" disse, ridendo di gusto. Come al
solito io ero imbarazzato, ma ero al contempo felice di sentirlo di
nuovo parlare con me con quella spigliatezza e confidenza. Il mio
pensiero ovviamente fu "si!muoviti!vieni qui dentro e ti faccio vedere
il paradiso!" ma la mia risposta fu solo un "spiritoso..",
mi voltai e continuai la mia doccia, cercando nel frattempo di farmi
tornare il sangue al cervello.
Ale era già uscito dal bagno da un po, quando finii. Una volta uscito il
mio pensiero fu subito al fatto che avevamo due bagni, perchè Ale era
venuto a radersi nello stesso momento in cui ero nudo in doccia? Quando
cercai l'accappatoio per asciugarmi e i boxer da indossare, non trovai
niente di tutto ciò. Incominciai a chiamare Alessandro, nudo, coprendomi
il membro con le mani. Entrò e mi disse solo "che carino!" con un
sorriso deficiente che m stava facendo alterare ancora di più.
Non curante del freddo e del mio umore Ale m disse "la tua roba te l'ho
portata di la perchè era sul lavandino e io dovevo radermi.. Io non te
la porto, vieni a prendertela!" A quel punto cedetti, i nervi a fior di
pelle, e lasciai dalle mani cazzo e palle, in gesto di sfida al mio
amico dispettoso, e mi incamminai fiero verso la stanza, dicendo "non te
la perdere questa scena bello..", mentre gli davo le spalle, e sentivo
il suo sguardo su tutto il mio corpo. Ancora una volta combattevo contro
un' erezione potente, ma arrivato a quel punto me ne fregavo di tutto,
mi aveva visto in situazioni peggiori. Una volta in stanza cercai i
boxer da mettermi addosso, ma non trovai niente. Chiamai di nuovo il mio
amico, che si avvicinò guardando con espressione incuriosità il mio
uccello in tiro, che però avevo evitato di scappellare. Alla mia
richiesta di spiegazioni mi rispose: "ma cavolo tu devi essere un
ninfomane, ce l'hai sempre duro quell'affare.. o almeno quando parli con
me! non è che sono io che ti provoco quest'effetto? guarda.." si
interruppe, si levò le scarpe senza calzini sotto. Sempre più eccitante,
il cazzo iniziava a bagnarsi. Poi si slaccio la cintura e un'espressione
confusa apparve sul mio volto, mentre vedevo la sicurezza e la
sbruffonaggine sul suo. A quel punto si abbassò i pantaloni, e ai miei
occhi ci fu un'esplosione di percezioni contrastanti. Indossava i miei
boxer, quelli che stavo cercando da 20 minuti. Ed erano bagnati in
corrispondenza della pressione che la sua cappella stava facendo
sull'indumento,mentre tutto il resto dell'uccello e delle palle erano
gonfie nei miei boxer. Stavo per svenire quando gli chiesi spiegazioni.
La sua risposta, che non mancò della sbruffonaggine che aveva
caratterizzato tutto l'episodio, fu incredibile "sai, all'inizio volevo
vendicarmi di quell'episodio in spogliatoio, giusto per chiudere per
sempre questa storia.. poi però ho voluto capire cosa avevi provato quel
giorno,e ho voluto sentire il tuo boxer sul mio corpo, così me lo sono
messo, eccitandomi subito.. non so spiegarti questa cosa, non credo di
essere frocio e tu, tu sei il mio migliore amico.. però.." lo interruppi
perchè a quel punto avevo bisogno di sedermi, e gli dissi "ascolta, io
nn ce la faccio più a continuare così con te , tu ti prendi gioco dei
miei sentimenti e delle mie pulsioni, e guardati mio dio, hai il cazzo
durissimo e bagnato nei miei boxer.. non li laverò mai più! Ora me ne
vado in sauna a chiarirmi le idee".
Ale mi guardò fisso, io ero ancora nudo e il cazzo mi si era ormai
scappellato da solo, e anche il suo nn accennava a sgonfiarsi stretto
nei miei boxer. Le sue parole arrivarono come un fulmine a ciel sereno
"ok allora ti lascio andare, ma così non puoi andarci.. devi vestirti..
suppongo devi riprenderti i tuoi boxer", e sedensosi sul letto a fianco
a me e a tutti i vestiti di Mirco e Alessio aggiunse sussurrando
"prenditeli".
Ero in panico, a fatica riuscivo a respirare, ma vedevo nei suoi occhi
uno sguardo mai visto prima, così luminoso e intenso, e un sorriso
appena accennato sulle labbra. Anche il suo respiro s'era fatto più
lento. Decisi di giocarmi il tutto per tutto, non poteva essere vero,
era un sogno, e almeno nei sogni si può far quello che si vuole. Mi
alzai da letto giusto per inginocchiarmi sul pavimento, davanti al suo
corpo bronzeo e definito, davanti alle gambe con i peletti neri che non
aiutavano per niente a farmi diminuire l'erezione. Abbassai le braccia e
allungai le mani sulle sue cavigie, sentendo i suoi peli da maschio
adolescente e provando un bing bang di brividi nel corpo. Poi lo presi
dai piedi e me li misi sulle mie spalle, avevo le sue belle gambe ad un
passo dal mio viso e le stavo accarezzando mentre lui continuava a
sorridere. Avrei voluto restare così per sempre, io e il mio Ale.
Percorrendo le gambe e passando con le dita sui suoi peletti, allungai
le mani verso la sua vita, gli toccai gli addominali definiti e scuri,
anch'essi ricoperti da una soffice peluria, e infilai le dita nel
soffice spessore dell'elastico dei miei boxer, che poco più sotto erano
tirati al massimo dal suo uccello ancora in tiro. Sentivo ancora il
profumo Tommy Hilfigher, l'odore maschio delle palle e stavolta un misto
di sudore e presperma. Le mie mani tremavano e sentivo un tremendo
bollore alle tempie. Finalmente tirai con dolcezza l'indumento verso di
me, lentamente, scoprendo prima i suoi nerissimi peli pubici, e poi la
forza della sua asta perfettamente dritta e lunga, che aveva bloccato lo
scorrere del boxer. Alzai l'elastico fin oltre la cappella, il suo cazzo
si fletté e andò appoggiandosi al suo addome raggiungendo l'ombelico .
L'odore di presperma a questo punto era fortissimo e mi inebriava, non
so cosa mi tratteneva da strappargli i boxer dalle ginocchia e
dall'affondare con tutto il mio corpo su quella meraviglia di 18 anni
così piena di vigore e di sperma. Una volta sfilatigli i boxer e sentito
nuovamente con le dita la sagoma dei suoi piedi, faccio per alzarmi e
vestirmi, ma lui mi blocca un braccio e mi sussurra "no ti prego, non
puoi lasciarmi così.." e tenendo dritto l'uccello con la punta del
pollice mi sussurra "bacialo.." Ero ormai quasi all'orgasmo più
profondo, lo sperma mio probabilmente si stava organizzando nelle palle
per vincere le olimpiadi di salto in lungo dello schizzo e arrivare al
soffitto. Il suo cazzo era li, duro dritto bagnato e tenuto in piedi
dalla pressione del suo pollice, e mi invitava a leccarlo. Non
resistetti a lungo. Allungai la mano destra e presi la sua asta con
vigore, lui tolse il suo pollice posando la mano sul suo petto e me la
portai alle labbra, facendo uscire un po di lingua per iniziare a
sondare il terreno. Era il mio primo cazzo ed era quello del mio
migliore amico fin da bambini.Ero al settimo cielo e mi apprestavo a
raggiungere l'ottavo. Iniziai un pompino spettacolare, usando lingua,
labbra, dita, risucchio e pressione dell'interno della bocca, per far
sentire sulla sua cappella tutto il piacere umano possibile. Era la mia
cappella, il mio tesoro, e ora nessuno poteva più staccarmi da quel
luogo sacro. Forte dell'esperienza che non avevo, virtualmente
estrapolata da migliaia di filmini porno, in pochi minuti riuscii a
dargli un orgasmo talmente potente che si piegò con la sua testa sulla
mia, mentre tutto il suo sperma bollente flottava nella mia lingua e si
dirigeva verso la gola. Tra mugolii e respiro affannato mi baciava i
capelli ancora un po bagnati dalla doccia e mi carezzava la faccia, e in
quella posizione avevamo consacrato la nostra prima esperienza fisica
tra di noi, e forse l'inferno e il paradiso si incontrarono li per un
momento epico.
 
Erano passati 5 minuti da quando Ale aveva svuotato la sua voglia nella
mia bocca, e dopo averlo ripulito ci sdraiammo uno a fianco all'altro
sul nostro letto, silenti.
Dopo qualche minuto si mise poggiato su un fianco, la testa sorretta dal
braccio, guardandomi con attenzione negli occhi, seguendo ogni mia
piccola espressione e ogni respirò che a fatica esalavo. Finalmente
ruppe il silenzio dicendo "Wow bhe e ora..? oh m spiace di quello che è
successo non so cosa mi sia preso ma siamo qui, io e te, soli cosi belli
e così uniti. Sentivo il bisogno di darti tutto di me e di sentirti
mio.. Però non so come interpretare tutto ciò, io non sono gay. Forse
questo è stato solo un errore".
La mia risposta arrivò dopo qualche ulteriore secondo di esitazione:
"Mentirei se ti dicessi che non desideravo questo da tutta la vita. E
mentirei anche se dicessi di illudermi che non te ne saresti pentito.
Del resto tu, tu sei Alessandro il Grande, il capo tribù dei maschi
predatori della nostra scuola, non credo che la prenderebbero bene se
sapessero della tua ultima preda."
Con queste parole mi alzai seduto sul letto e giratomi a guardarlo negli
occhi notai che erano crucciati e velati da lacrime.
Purtroppo in quel momento non potevo sentirmi dispiaciuto per lui, avevo
appena provato la gioia più grande di amare il mio desiderio, e il
dolore infinito di sentirmi scaricare. Per cui presi i suoi vestiti e
glieli porsi, mi rimisi i miei boxer e indossato l'accappatoio feci per
andarmene dalla stanza, diretto alla sauna. Ale sembrava come
paralizzato, messosi anche lui seduto sul letto ancora nudo e coperto
dai vestiti che gli avevo passato.
"e non piangere per me" -aggiunsi- "tu sei un uomo, di quelli veri con
le palle. non piangere per un altro ragazzo, non ti fa onore".
Così dicendo me ne andai, sbattendo forte la porta alle mie spalle ed il
mio amore con lei.
 
Mentre mi dirigevo al piano seminterrato per la sauna, sentii le energie
mancarmi nelle gambe e la testa leggera, così mi accasciai per terra
appoggiandomi al muro, di fianco alla porta di una delle stanze
dell'hotel. Dopo qualche minuto mi sollevai e guardando il numero della
stanza mi accorsi che era quella di Christian, così decisi di bussare
per farci due chiacchiere, distrarmi farmi offrire una sigaretta e
chiarire il suo comportamento scontroso.
Christian aprì solo dopo qualche minuto, era anche lui a torso nudo con
un asciugamano a coprirlo dalla vita alla ginocchia, e mi disse che
avevo scelto il momento sbagliato lui e Thomas il suo compagno di stanza
si stavano cambiando per la doccia e che Marco, l'altro compagno, li
stava aspettando nella hall per andare a fare un giro. Io lo zittì,
stufo del suo atteggiamento, e entrai passando da sotto il suo braccio
dicendo "voglio solo una sigaretta poi me ne vado grazie, non vi guardo
i pisellini!".
La scena che mi si presentò davanti era tutt'altro che da pisellini.
Thomas e Marco erano sdraiati sul letto, nudi come vermi, con i cazzi
duri l'uno nella bocca dell'altro, in un fantastico 69. Con 3 o 4
preservativi usati per terra. Thomas, che stava sopra Marco aveva il
culo sodo e peloso in bella vista aperto bagnato e teso. Ci potevo
entrare anche con una mano se avessi fatto qualche sforzo. Mi voltai
verso un Christian sbigottito che nel frattempo si stava chiudendo la
porta alle spalle, così con un gesto rapido ne approfittai e feci cadere
l'asciugamano vedendo il suo cazzo sulla via del riposo mezzo duro che
indossava un bel preservativo color verde fosforescente. "ma bravo," gli
dissi "vedo che avete trovato il modo migliore per impiegare il tempo
eh? carina quella tonalità di colore, l'hai comprato qui?" Christian si
coprì il cazzo con una mano e si arrossì in viso, mentre gli altri
nell'altro lato della stanza si erano staccati e messi sotto le coperte.
Avevo tutta l'intenzione di piantare giù un casino riguardo ad un certo
non essere gay di Christian e ad una generale predisposizione dei maschi
così etero della classe, ma trovavo la situazione invece comica, oltre
che terribilmente eccitante. Se non avessi appena avuto il cuore
spezzato da Ale mi sarei intrattenuto con uno di quei 3, o con tutti e 3
insieme, visto che me li ero immaginati in quelle posizioni migliaia di
volte. Diedi un bacio sulla guancia a Christian e gli sussurrai
all'orecchio "tranquillo stallone vai così", giocando con il suo
capezzolo, e me ne andai chiudendomi anche quella porta dietro,
domandandomi se in quella classe di maschi forti e spaccafiga ce ne
fosse rimasto uno davvero autentico. "sarà l'aria di Praga" pensai, e
con il cazzo duro che tirava l'accappatoio arrivai finalmente in sauna.
 
Li con mia grande sorpresa scoprii che era deserta. Forse dovuto
all'ora, forse al fatto che molte comitive erano arrivate tardi e
stavano cenando, in tutto il locale non c'era un'anima viva. così mi
incamminai verso gli spogliatoi e mi infilai in una cabina togliendomi
accappatoio e boxer rimanendo nudo per poi mettermi l'asciugamano in
vita. Avevo lasciato la porta della cabina aperta, visto che non c'era
nessuno in giro, ed ero nudo ad ammirarmi allo specchio, il cazzo era
durissimo e grondante di un fiume di liquido, tanto che il cazzo si
scappellava da solo visto che la pelle scivolava agevolmente sulla testa
gigante e bollente del mio uccello. Non mi ero ancora fatto una sega dal
mio pompino ad Ale, e la scena di Christian e co. ormai mi stava
portando all'orgasmo spontaneo. Mi misi l'asciugamano intorno alla vita,
teso da un cazzo in tiro che non temevo di far notare visto che ero solo
in quel posto, e mi infilai nella stanza sauna, fermandomi al centro
davanti alle panchine. Pensai che visto la mancanza di occhi indiscreti
stare in asciugamano era inutile e poi nudo potevo gustarmi una potente
sega per liberarmi da tutta quell'eccitazione. Così mi liberai e lanciai
l'asciugamano su una panchina e mentre mi apprestavo a raggiungerla una
mano da dietro mi prese il cazzo forte e si inzaccherò la mano con il
presperma che copriva la cappella. Mi girai ed era Alessandro, mi aveva
seguito. Con il palmo della mano bagnato del mio liquido si passo sul
suo petto definito e i pochi peletti neri che aveva in mezzo si fecero
più evidenti, passando poi suoi capezzoli che erano già durissimi.
Sorrideva, il suo solito sorriso sornione. Mentre con la mano sinistra
ancora si toccava i capezzoli e con la destra mi solleticava palle e
cappella, mi disse "hai ragione io sono un uomo, ho il cazzo e le palle
da uomo, ma ho una fottuta voglia di scopare con te e di lasciarti senza
fiato. Poi tornerò a radermi come un uomo e a scoparmi le fighe come un
uomo, ma adesso, adesso sei mio e non mi scappi più". Così dicendo mi
diede una spinta sul petto e mi fece sedere su una panchina, si
inginocchio al mio cospetto e inizio a infilarsi in bocca alla mia
cappella, bofonchiando "non vale, sei tutto bagnato, volevi fare tutto
da te.." e affondò la testa sul mio cazzo che pulsava e fremeva, mentre
sentivo l'istinto di una spinta addominale a infilargli ancora di più il
bastone in gola mentre godevo la sua lingua che vorticava sulla
cappella. Se la tolse dalla bocca e se la passò sulle guance e sugli
occhi, giocando col mio frenulo teso e umido, quell'essere perfetto era
tutto bagnato dei miei umori, e la cosa gli piaceva perché aumentava il
ritmo della sua lingua e lo stantuffare delle labbra sulla mia asta. Con
dolcezza gli pulii gli occhi con l'indice e mi guardò con uno sguardo
assatanato ma comprensivo, che mi spaventò ma al contempo mi fece
scaricare tutto il mio seme nella sua gola, e sentivo che non ero mai
venuto così tanto e così a lungo. Lo sentiva anche lui perché lo sperma
gli usciva dalla bocca e gli stava colando sul metto e sul collo, per
poi finire a gocce sulle piastrelle della sauna. Poi mi ripulì con la
sua lingua, io lo alzai lo baciai e ricambiai il favore, pulendogli con
piccoli baci leccate e succhiate il mento e il collo. Ero estasiato e
Ale ne era felice, sorrideva a 32 denti e continuava a massaggiarmi il
cazzo, mentre io osservavo che il suo aveva ormai vinto la resistenza
dell'elastico dei boxer e ne era uscito raggiungendo l'ombelico. Aveva
assunto dimensioni enormi.
Lo baciai nuovamente e lo abbracciai mente sentivo la sua eccitazione
che mi premeva contro le palle dolenti e appena svuotate. Gli proposi
sorridendo e ansimando per l'orgasmo di tornare in stanza e di farci una
doccia, così lo presi per mano e lo indirizzai verso l'uscita. Ale si
impuntò, si liberò dalla mia mano e con la sua afferrò forte il mio
polso dicendo "forse non hai capito il mio discorso di prima, tu non vai
da nessuna parte. Basta stronzate io non esco di qua se prima non ti
possiedo completamente. Per cui ora è meglio che fai il bravo".
Ale non sembrava più in se. Aveva assunto una voce grave e i suoi
muscoli si erano gonfiati così come in tensione erano entrate le vene
del suo collo e delle braccia. Quel bel ragazzo che mi ricordava Vegeta
di Dragon Ball stava diventando un Super Sayan.
Prevedevo guai per me..
 
Finora non vi ho parlato delle misure del pene di Ale perchè
semplicemente di solito non concentro le mie attenzioni sul calcolo dei
centimetri di un ragazzo attraverso algoritmi e logaritmi matematici.
Alla fine basta che ci sia, e che si sappia usare, pensavo.
Ma quel giorno cambiai radicalmente idea.
Ale, trasformatosi in Super Sayan di 4° livello, aveva ben stampate
negli occhi le sue intenzioni. E se anche i suoi occhi non fossero stati
sufficienti era il suo uccello a parlare.
Si era gonfiato e allungato in modo impressionante rispetto alle
erezioni precedenti, ma la cosa che più attirava la mia attenzione erano
le grosse vene violacee e pulsanti che si distribuivano lungo tutta
l'asta del bimbo di Ale. Era uno spettacolo da guardare, completamente
scappellato e così ruspante, ma la mia eccitazione era in parte
offuscata dalla paura riguardo la trasformazione di Ale. In effetti era
il mio migliore amico e probabilmente da quel giorno anche il mio
ragazzo, non avrei dovuto aver paura di vederlo così infoiato, ma non
dimentichiamoci che ero stato iniziato al sesso gay solo qualche minuto
prima.
Ale lasciò la stretta al mio polso e con la mano mi portò a se, e mi
piegò sulla panchina della sauna, poi si tuffò sul mio cazzo.
"un altro pompino" pensai, "mi stavo preoccupando", vedendolo affondare
la bocca sulla mia cappella. Ma era solo un'illusione.
Poco dopo stava già passando la sua lingua esploratrice sulle mie palle,
un breve passaggio per arrivare alla sua meta. Una volta raggiunto il
buchetto infatti iniziò a leccarmelo dolcemente, mettendoci tutta la
saliva che aveva in bocca, e cercando di allentare la tensione. Poi una
volta fattosi strada in questo modo si fece più intraprendente e iniziò
a stimolarmi lentamente con un dito, le sue belle lunghe e sottili dita
entravano dolcemente nel mio corpo grazie alla sua saliva, prima uno
solo, poi due, simulando una penetrazione. A quel punto prese le mie
gambe dai polpacci e se li mise sulle sue spalle, dandomi un bacio sulla
gamba sinistra.
"Ale che fai..? Non lo so se è il caso io sono vergine e poi forse è
presto per questa cosa.."
Non m diede il tempo di finire che aveva già appoggiato la cappella al
buchetto e stava spingendo per entrare.
"Ma Ale ho una scelta in merito o no?? questa è violenza sessuale nel
nostro stato sai?"
Ovviamente scherzavo, anche se la mia paura era tutt'altro che scherzosa.
Ale mi rassicurò, più o meno come un medico che ti sta iniettando
qualche veleno nelle vene "Dai tranquillo, lasciati andare e andrà tutto
ok..".
Il bastardo spinse finchè la cappella non fu del tutto dentro, poi mi
guardò negli occhi e disse "Ora stringi i denti.."
Non capivo il suo tono così arrapato e fintamente rassicurante, ma mi fu
chiaro quando con un solo colpo mi spinse tutto il suo cazzo dentro al
mio intestino, senza alcuna cura e dolcezza nei riguardi del mio culetto
vergine. L'urlo mi uscì spontaneo "stronzo ma che cazzo fai! fai piano
così mi uccidi!"
La giustificazione di Ale fu simile a quella di una mamma che ti strappa
il cerotto da una ferita e vedendo il sangue ancora uscire afferma che
prima si fa meglio è:
"Non volevo indugiare troppo, pensavo fosse peggio così ho deciso di
infilzarti in un solo colpo.."
"il colpo l'hai preso in testa cristo, sto sanguinando!"
In realtà non perdevo sangue, il cazzo di Ale era grosso e lungo, ma più
e più volte avevo sopportato vari oggetti di varie lunghezze e
dimensioni su per il culo nelle mie masturbazioni quotidiane, per cui
l'unica cosa che mi innervosiva era l'assenza di tatto di Ale. Ma poi le
cose presero una piega più piacevole.
Ale era un grande scopatore. Penso che a parte nell'ultimo periodo di
magra si sia fatto molte più ragazze di quel che gli altri potessero
contare (ovviamente dei pochi che erano rimasti davvero etero), e
immagino che non era la prima volta che si faceva un culo. Ci dava
dentro molto bene, e a parte il dolore iniziale e l'odio corrispondente,
sentirlo muoversi dentro me e vedere i suoi addominali in tensione era
per me il più bel regalo. Sentivo il suo movimenti centimetro per
centimetro, e a volte si divertiva a sfilarmelo solo per il gusto di
penetrarmi ancora, godeva lui e godevo io. Non immaginavo che perdere la
verginità fosse così. Pensavo fosse simile a prendere un qualunque
oggetto di quelli a cui ero abituato, ma sentire un corpo vivo, caldo e
pulsante dentro è tutta un'altra cosa. E' molto più completa, e amare
l'uomo che ti regala questa esperienza suppongo contribuisca ancora di
più a godertela. Io del resto amavo Ale, e amavo tutto quello che m
stava facendo, il ritmo che aveva preso, e la sua accortezza nei
confronti delle mie sporadiche fitte di dolore, adeguava il suo
movimento al mio corpo, formavamo una creatura unica, e lui la rendeva
così bella. Con tutte le fighe che si era scopato la sua resistenza e la
sua tecnica erano perfette, non badava solo al suo piacere ma cercava a
tutti i costi il mio, guardandomi negli occhi. E quando sentivo dolore e
lo ravvisava sul mio volto semplicemente rallentava e si piegava per
darmi un bacio sulle labbra e sussurrarmi "ti voglio bene". Mentre mi
fotteva mi masturbava forte con una mano e con l'altra mi passava
sull'addome e sul petto, mi carezzava e giocava con il mio corpo, era
tutto perfetto. Finito il divertimento mi chiese dove volessi che
venisse, e allora gli ho detto che volevo che venisse dentro, il motivo
però non glielo rivelai. E così fece, si contrasse e spinse la sua
carica spermatica nel mio corpo, protraendosi in avanti e spingendo
accompagnando il ritmo dei numerosi schizzi che m stavano riempendo. Poi
uscì dolcemente e per alleviarmi il buchetto tornò con la lingua a
massaggiarlo, mentre lentamente il suo stesso seme stava fuoriuscendo, e
lui lo leccava e lo spargeva, pensai che volesse fottermi di nuovo ma
era stanco anche lui.
"sei stato grande. Ora vado a farmi una doccia, mi hai spompato.."
E si voltò, tornandosene in stanza. Io ero come tramortito, senza forze
steso sulla panchina, con l'asciugamano a coprirmi i genitali che Ale
stesso m aveva dato.
Socchiusi gli occhi per un momento che fu infinito. Poi mi sentii
sollevare dale spalle e dalle gambe, e riaprii gli occhi. Era Ale, il
mio angelo, che mi stava prendendo in braccio, e avvicinatosi al mio
orecchio mi sussurrò "Cucciolo non ti lascio qui, poi se arriva
qualcuno.. se ne approfitta. Andiamo a letto"
E così mi portò via , con la testa alta fiera e dritta davanti a se,
rispondendo alle domande dei pochi ancora svegli in giro per l'hotel con
un semplice "si è addormentato in sauna, lo porto a letto". Mi addormentai.
Al mio risveglio ero nella doccia e Ale mi stava insaponando, eravamo
entrambi nudi. Il tempo di reazione per capire quello che era successo
fu breve, e la mia attenzione fu alla porta del bagno ma mi rassicurò
"tranquillo, è chiusa, e comunque non c'è nessuno di la". Ale era cosi
profondamente cambiato. Era diventato premuroso e attento nei miei
confronti, ma più che altro riusciva a capire le mie paure e i miei
sentimenti semplicemente guardandomi. Forse non aveva più paura di me o
di quello che per me provava. Forse. Ma di sicuro per ora tutto ciò
doveva rimanere tra di noi
 
Continua..

[leggi "Cameratismo (parte 7)" >>  ]

 

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