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[ Indice ]

 
Spaventapasseri
[ by Mimi ]
   
Finalmente era arrivato il giorno che mi sentivo veramente a casa, la mia famiglia si era unita per le vacanze con mio zio che vive da solo nella campagna romagnola. Mio padre non gli piace la campagna e quando morì i nonni lasciò tutto a suo fratello maggiore che saggiamente gestiva il raccolto.
Una volta all'anno andavamo a trovarlo e lui a Natale quando poteva lasciare i campi veniva in città, anche se con lo zio avevo un buon rapporto molto confidenziali, a dispetto dei miei. Passavo dei bei giorni e il ricordo di quelle sere era vivo in me, mentre il sole tramontava io andavo avanti, camminavo, in campagna tra suoni e profumi ci passavo delle giornate intere ad esplorarla tutta sino lungo la vecchia strada abbandonata, giù per una discesa in mezzo agli arbusti, infine scorsi qualcosa tra gli alberi in fondo, un piccolo varco che mi porta in una casa disabitata un posto lontano e ben riparata, nascosta e coperta dai rami e dalla vegetazione circondata dai campi di grano e granturco. Seppi dallo zio che quella casa era dei genitori dei nonni e la lasciarono in quello stato per un loro ricordo.
Allora avevo solo 15 anni quando scoprì quella casa, e lì divenne un mio rifugio abituale, tanto da trascorrere intere giornate a giocare a soldatini di piombo. Ma la cosa che mi fece molto incuriosire era un bel spaventapasseri con le fattezze quasi umane che troneggiava in mezzo ai sterpi e non ai campi, e chiesi spiegazioni allo zio. Anzi lui era così bravo a raccontare tanto da farmi paura dicendo che lo spirito dello spaventapasseri prendeva vita verso il tramonto e terrorizzava
i malcapitati. Io ingenuamente gli credetti, e mi appostai spesso volte al tramonto per vedere lo spaventapasseri in vita. Tutte le sere osservai il fantoccio di paglia, e non si mosse un millimetro dal quel posto e la cosa mi puzzava di burla fatto dallo zio. Il mio via vai insospettii lo zio vedendomi sparire sempre verso il tramonto e chiese spiegazioni, ma per la prima volta mentì allo zio anche se lui non credette. Un pomeriggio ero seduto di fronte allo spaventapasseri non avevo più paura di lui, lentamente il sole stava calando ed il pupazzo di paglia stava fermo con solito vestito; una tuta blu a bretelle con strappi vari, una camicia a scacchi e un grosso cappello di paglia, ma non si muoveva.
Lentamente i raggi del sole rifletteva da dietro al pupazzo dando un impressione surreali; i giochi di luce e ombra sembrava che lo spaventapasseri si animasse tanto da avvicinarmi a lui e accarezzarlo tutto. Quella suggestione surreale mi provoca a sentire sulla palma della mano un certo calore che proveniva dal pupazzo tanto di aumentare le mie carezze, e affliggere forte tastate in vari punti del fantoccio, ma la curiosità mi portò a stringere sul davanti della tuta anzi sentivo una certa durezza che aumentava di smisura in quel pacco pieno di fieno. Lo spaventapasseri era immobile e si lasciava da me tastare e strusciare tanto da stringerlo forte intorno alla vita e strizzare le sue chiappe dure di fieno. Non so cosa mi prese quella sera, mi sentivo euforico il mio cazzo inizia a diventare duro tanto da togliermi la camicia, e girando appoggio le mie chiappe su quel bozzo duro che ci strofino sopra da farmi uscire dalla mia bocca dei lamenti di goduria. Persi del tutto il lume della ragione con la mano mi trastullavo il mio cazzo rinchiuso dai jeans e con le dita giocavo coi piccoli peli che scendono sotto i bordi dei jeans e mutande, dal troppo godimento diedi una strizzatina sui miei capezzoli. Mi è sempre piaciuto giocare coi miei capezzoli quando mi masturbo, ora i miei capezzoli sono diventati duri; sento che anche i pettorali sono duri. Ero al massimo dello spasimo tanto da togliere i jeans, sento già il cazzo attraverso le mutande pulsare duro come un asta di bandiera, faccio scivolar via la stoffa che ricopre il mio cazzo da 16 centimetri e scatta fuori.
La cosa mi fece eccitare molto da fare una sega all'istante lì sul posto, e sento dalla punta della cappella uscire della pre_eiaculazione dal mio cazzo molto duro. I peli intorno al cazzo erano bagnati; attingo con un dito la parte umida di sperma e lo metto in bocca assaporando con gusto. Succhiavo il mio dito come un piccolo cazzetto insalivando completamente, tanto ci presi gusto da succhiare le altre dita, e poi dalla frenesia totale immersi l'indice nel culo. Questo mi ha molto eccitato! Lo tolgo e poi lo rimetto ma questa volta aggiungo anche il medio. Stavo chino appoggiato al pozzo con la mano destra a masturbare, sempre rivolto a culo nudo al mio adorato pupazzo di fieno tenevo le dita della mano sinistra ficcate nel mio buco del culo, che poi spingo sempre più a fondo. Ora la sensazione è eccezionale, non posso resistere più a lungo ma continuo senza sosta più velocemente, sto per venire! Ho cominciato a sborrare!!! Sento il buco del culo contrarsi intorno alle mie dita!!! Dannazione, che bello lo sperma mi colpisce il torace e scorre verso il basso. Tolgo le dita dal culo e spalmo con avidità sopra il torace. Torno dal mio pupazzo di paglia e con meraviglia vedo sbucare da un buco lacerato della stoffa della tuta un bel cazzo duro e dritto, la cosa mi estasio tanto da guardarlo più da vicino e costatai che era una sleppa di cazzo da 30 centimetri, la sorpresa era tanto da afferrarlo con molta decisione e lo presi a segarlo con molto impeto quel pezzo di carne e non so come era piantato nello spaventapasseri.
Senza dire una parola, mi inginocchio davanti a quel bel totem, tolsi qualche filo di paglia che mi dava fastidio e comincio a baciarlo e a leccarlo: sento dei strani mugoli di piacere guardai intorno allarmato, dal basso all'alto e lui stava con le braccia allargate inerme, non dava segni di vita e allora sorrisi di tutta quella abbondanza di carne, e ricordando le parole del mio zio continuo in quella succosa leccata, il mio cazzo era talmente duro e grosso che non ce la facevo più a tenerlo in mano. Quel cazzone non rimase indifferente alle mie leccate e si mostra in tutto il suo vigore. Io non mi diedi per vinto e feci un fantastico pompino, e con la lingua insistevo sul buchetto in cima alla cappella, e sotto il filetto. Accarezzavo con sapienza le sue palle, stringendole e cercando di ficcarlo tutto dentro la bocca, con scarso successo. Lo spaventapasseri stava per giungere alla fine ed, io con un potente risucchio lo inglobai tutto fino ai coglioni. Ero in estasi totale, gridavo come una cagna in calore tanto da segare il mio cazzo duro e non feci più caso ad altri grugniti di piacere che si mischiavano ai miei. Non passa tre minuti che dei schizzi mi riempie la mia bocca, tolgo il cazzo e lo porto davanti ai miei occhi, dove lui mi inonda la faccia di sperma bollente seguiti da strani urli. Bastano pochi colpi di mano e anche io riverso un potente schizzo nelle mie mani.
Sempre senza dire nulla, continuo a masturbare quel cazzo che non decide di ammosciarsi anche se io imperterrito lubrificai il mio buchetto vergine con la sborra che tenevo nella mano, poi per sicurezza, lubrificai bene anche il fallo e quando fu tutto pronto mi posizionai alla giusta altezza del suo cazzo duro. E quando fu tutto pronto mi piegai leggermente allargando le chiappe e cominciai spingerlo dentro. Per quanto fossi sovraeccitato era un pò difficoltoso infilare quel grosso cazzo nel mio culo!, ma con un pò di santa pazienza spingo bruscamente riuscendo a vincere la resistenza dei muscoli anali. Ad occhi chiusi sentivo la cappella lacerare il buco del culo e sprofondare dentro lo sfinte, centimetro dopo centimetro, tutta la lunghezza dell'asta! In maniera da riceverlo tutto e subito nel mio culo quel cazzo turgido e duro. Più scivolavo dentro più andavo in estasi, mi sentivo nel culmine di un orgasmo indescrivibile, quando iniziai a fare su e giù sentii quel fallo salire prepotentemente sullo stomaco. Le mie urla di dolore, si fanno sempre più insistenti mentre vado su e giù fino a prenderlo tutto dentro di me! Ma dopo che ero pieno totalmente di quel cazzo cominciai a muovere i fianchi e roteare il culo in modo da riceverlo più profondamente. Ad ogni colpo godevo infinitamente! Aumentando sempre più il ritmo; Sentivo il mio buco del culo slargato da far paura, infatti quando nel sali e scendi arrivavo a prenderlo tutto in culo, quasi le sue palle dure ci entrano.
Quando comincio a rendermi conto di sentire ansimare dietro di me, provai paura che il fantoccio prendesse vita, non feci in tempo a concludere questi pensieri che vengo afferrato da lui ai fianchi e deposto a quattro zampe sulla nuda terra, con istinto cerco con lo sguardo intorno a me un aiuto, anche se la situazione mi sembrava senza via di scampo, lo risolsi semplicemente a lasciare accadere la cosa per godermi quel fallo caldo che pulsava nel mio sfintere. Il suo cazzo era diventato più duro di prima, anzi sentivo premuto forte da dietro dove la paglia mi punge sulle mie chiappe ed avvertivo i suoi coglioni che sbattevano sulla mia fessura. In preda al più profondo delirio mi voltai verso di lui e gli dissi: "Non mollare fantoccio, continua a rompere il mio culo che sto impazzendo dal godimento!!!!" Ero in trance gemendo leggermente, poi più forte sempre più forte fino quasi ad urlare. I miei urli seguivano il ritmo della fottuta. Il mio culo soffriva da quei assalti tremendi, ma poi tutto si ferma penetrando completamente e profondamente. Lo sento ancora aggrappato ai miei fianchi e tenta di premermi dentro il suo cazzo fino alle palle.
La sua nerchia gonfia di sborra esplose nelle mie viscere. Finalmente, scarica tutta la sua calda sborra, che infiamma il
mio buco del culo già irritato dal troppo fottere, ed io vengo subito dopo di lui! Schizzando sperma come una fontana, non riuscivo a fermarmi. Lo sento accasciare sulla mia schiena che respira sfinito con il suo cazzo ancora piantato nel mio culo. Poi il pupazzo di paglia, si alza in piedi davanti a me con le braccia tese ed io giacevo ancora a terra nudo, lo sperma colava ancora dal mio culo rotto e slabbrato dal quel bel cazzone. Dal troppo godimento persi i sensi e non so quando tempo, ma ci volle parecchio per riprendermi. Ad ogni modo la mia capacità di ripresa fu straordinaria: quella sera ero al settimo cielo, prima di andare a casa rimasi fermo a fissare lo spaventapasseri, cercando di riordinare la fase del ricordo della serata ancora incredulo di quello che mi era successo. Intanto comincio a rivestirmi mentre mi avvicino a lui che stava fermo con le braccia larghe e sulle prime fui molto sorpreso non vedendo più a muoversi, lo scuoto con rabbia ma non si muove. Preso da una frenesia gli calo giù la tuta blu, ma rimasi come un pezzo di merda nel vedere che c'era solo paglia. Nonostante mi facessero male i capezzoli, i testicoli ed anche un pò il culo; pensavo solo se ho sognato oppure no, ma quella fitta al buco mi fece ricredere, mi tocco il mio povero culo rotto pieno della sua sborra.

Tirai su la tuta e andai verso casa pensando al suo bel cazzone, che bella esperienza avuto se lo sapevo prima avrei dato subito il mio culetto vergine! La sera stessa dopo cena mio zio mi rivolse la parola: "Dimmi come andata nella vecchia casa, tutto bene!!", ed io annuisco con un si. Non diedi molta importanza quello che diceva; ma notai per caso sull'orlo dei suoi pantaloni, c'erano delle piccole pagliuzze. La cosa m'insospettii e indagai a fondo fino a scoprire che aveva nascosto nel granaio dei vestiti uguali al fantoccio di paglia, ed infatti vidi ciò che avevo immaginato mentalmente. Ero infuriato e fuori di me, sentirsi preso in giro dallo zio mi sentivo fortemente umiliato, nel mio ruolo di nipote, e non dissi niente a lui, anzi non avevo più il coraggio di guardarlo in faccia. Mi sentivo un finocchio avevo ancora il culo pieno della sua sborra ed inoltre dovevo fare una scelta, o continuare a farmi scopare dallo spaventapasseri senza far finta di niente, oppure non andare più alla casa vecchia. Dicendo questo cominciò a toccarmi il mio buco del culo voglioso, e, allora decisi che delle due alternative optavo per la prima, per cui la mattina successiva mi alzai, incurante dello sguardo sbalordito di mio zio che stava facendo colazione, e dissi: con un modo provocante che andavo alla vecchia casa per giocare con un pupazzo di paglia. Mentre mi recavo fuori dalla cucina alquanto imbarazzato incrocio i suoi occhi, ma sentii anche il mio culetto cominciare a fremere inverosimilmente.
Quel giorno era una bella giornata, con un bel sole con tanti uccelli che cinguettano e farfalle che svolazzano per aria ad ogni mio passo verso la casa abbandonata e come pensavo lo trovo in mezzo ai sterpi, gli vado incontro tastando il pacco bello gonfio e con la voglia addosso sbottono i suoi pantaloni cacciando fuori una sleppa di cazzo durissimo. In un primo tempo istintivamente tentennai, ma subito dopo il desiderio irrefrenabile ebbe il sopravvento sulla dignità e lo presi in mano era duro e venoso sormontato da una grande cappella lucida e violacea; mi trovai così a disposizione quell'enorme
cazzo incredibilmente turgido e paonazzo, in quel momento, un odore inebriante che rendeva quell'enorme mazza ancora più appetitosa! Subito mi spinsi in basso, avvicinando la bocca alla sua cappella e con la lingua incominciai a leccarglielo avidamente, assaporando al massimo quel gustoso cazzo: passavo con la lingua ripetutamente e velocemente sul frenulo, poi verso lungo l'asta che ormai lo sentivo respirare e ansimare inarrestabile, spinsi con forza la mia testa verso il basso ed io contemporaneamente allargai le labbra e lo presi tutto in bocca.
Iniziò a muovere la testa su e giù in modo ritmico, prima lentamente e poi sempre più velocemente stantuffando come si deve; sentivo quell'enorme palo di carne fare su e giù dentro la mia bocca vogliosa, passando per le labbra, per la lingua e poi sempre più in fondo fino alle tonsille. Dopo circa tre minuti che lavoravo di bocca mi staccai da lui e nudo mi posi a quattro zampe ed unsi abbondantemente il culo con la mia saliva, e invitai lo spaventapasseri a ficcare il suo cazzo duro nel mio buco già usato da lui. Ero inattesa trepidante e improvvisamente, senza alcun preavviso sentii il mio culo aprirsi in due e l'unica cosa che avvertivo era la sua grossa cappella conficcata nel mio sfintere: e io cercavo di tenermi pronto per il resto del suo bastone nodoso. Per un minuto circa non si mosse. Gemevo mentre mi piantava tutti i 30 centimetri del suo cazzo nel mio sfasciato buco in un solo colpo era tutto dentro nel mio retto che iniziava ad allargarsi e mi abituai a sentire la sua cappella in culo. Diede un forte affondo che poi inizia ad estrarre dal buco il suo cazzo, e dopo si ferma poco prima che la cappella potesse uscire dal mio buco, di colpo affonda e mi pianta dentro di nuovo tutta la lunghezza del suo cazzo in culo.
Mi lascia senza fiato come fotte il mio culo e sempre più duro, più a fondo, dava certi affondi senza sosta al buco, mentre la sua mazza mi lavora sempre più duro. Sentivo la sua cappella guizzare nel profondo delle mie budella, mentre mi fotte il buco del culo me lo sento aprire sempre più largo. Il mio godimento aumenta e i suoi colpi erano ancora più aggressivi ed io, in un completo bagno di sudore i miei occhi ruotavano all'insù, e mentre respiro rumorosamente a fatica urlando di piacere mentre me lo ficca dentro di nuovo il suo cazzo fino al retto, per poi spruzzarmi e inondarmi le budella con il suo carico di sperma. Crollò su di me e lì rimase fermo per un paio di secondi per riprendere il respiro. Il suo cazzo era ancora duro e conficcato nel fondo del mio culo che era stato imbottito di sborra.
La sua sborrata dovette essere abbondantissima, perché, comincia a colarmi ai lati dell'ano, ancora dilatato e conficcato dal suo cazzo duro, ed in preda ad una totale confusione e oscenamente disteso a terra, con le chiappe aperte e spinte in fuori dove lui non si mosse per 10 minuti finche me lo sfila di botto lasciando un grande vuoto da colmare. Non ci scambiammo una sola parola ed ognuno alla sua strada. Dal quel giorno lasciai i soldatini di piombo, e giocai spesso con il mio pupazzo di paglia.

 

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