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RACCONTI EROTICI |
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[ Indice
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Scozia che dolore |
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[ by Mimi ] |
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Questo raccontare un pò bizzarro è successo qualche anno fa:
spesso volte quando il lavoro me lo richiedeva andavo a Milano, per
una ditta da circa cinque anni. A quel tempo avevo 26 anni alto 174,
ben messo fisicamente e sono un bel moro, mi piacciono le donne ma
davanti ad un bella straniera non riesco a dire di No. Non per falsa
modestia sono molto cercato dalle donne, si, io sessualmente ho un
bel tarello duro sempre pronto all'uso, e quando vedo una gonna zac
mi ci infilo dentro. Anche se non mi aspettavo che certi uomini mi
potessero interessare sessualmente.
Quel giorno nella stazione per me non fausto stavo aspettando un
treno per Milano che stava anche in ritardo parecchio. Ero nella
sala d'aspetto, deserta, e stavo seduto su una panca di legno
facendo una splendida pennichella. Quando un trambusto mi scosse
facendo aprire gli occhi e confusamente vidi che parallelamente a me
c'era un gonna, poi il mio sguardo si abbassa: due belle gambe
abbronzate e ben tornite, divaricate e piegate, dove la porca non
aveva le mutande e lascia vedere uno splendido culetto a mandolino,
con due grosse palle ricoperte di peli biondi. "Cazzo, due grosse
palle!?" Rimasi irretito da quella visione: mi ripresi e alzai gli
occhi, non era una donna ma un Scozzese!, anzi tre giovani Scozzesi.
Anche se fino ad allora non avevo mai visto uno Scozzese con dei
kilt.
Ero stupefatto dalla cosa!, fino ad allora non avevo dato molto peso
a tutti i cazzi che avevo visto in diverse e buffe posizioni dei
miei amici e altri, sia in palestra o le docce quando giocavo in
squadra, ma quella situazione era diventata insostenibile, e la cosa
mi colpì al cuore. Era interessante vedere tre Scozzesi in kilt!!,
in una sala d'aspetto che stavano frugando nei loro bagagli cercando
non sò cosa e senza mutande, anche se involontariamente davano
spettacolo dei loro attributi. Continuavo a guardare come in estasi,
quel culetto con due palle che cadevano giù a penzoloni ed erano
davvero uguali e perfetti, ma poi mi accorsi che il suo cazzo molle
si stava appena muovendo, si stava lentamente allungando dove si
intravedere un cazzo semi-duro dove appariva una cappella rosso come
il fuoco. Non capendo quella reazione di eccitamento alzai lo
sguardo e capì che uno di loro seduto sulla panca appoggiato sui
gomiti a gambe aperte si trastulla un grosso fuso di carne con un
sorriso compiaciuto. Restai ancora imbambolato per un attimo poi mi
sentii avvampare sul volto, feci per girarmi ma sentii che avevo una
enorme erezione. Rimasi lì, ma chiusi gli occhi concentrandomi.
Quando mi sentiii sbollito riaprii gli occhi: lui era ancora a
pancia in giù che si gustava il cazzo dell'amico, adesso potevo
ammirare le sue chiappe dure come il marmo, appena coperti da una
peluria bionda. Feci per alzarmi, ma lui divarica le gambe come se
stesse facendo una sega e mi mostra il suo buco del culo che si
dilatava ad ogni suo movimento. La cosa mi turbò molto mettendo in
disagio, e pensai che era il momento opportuno di alzarmi e cambiare
posto, con mosse impacciate cerco di alzarmi anche se lo Scozzese
seduto sulla panca disse qualcosa nella sua lingua.
Non mi diedero il tempo di dire qualcosa che già vidi la sua faccia
distendersi in un magnifico sorriso. Lo Scozzese si accorse del mio
interesse e senza pudore continua a
toccare il cazzo sfacciatamente
mentre io, lo saluto ma continuo a fissarlo cosa che non avrei mai
fatto in quel momento, in cambio ricevo da lui un sorrisino, che
sembrava quasi un ghigno. Lo sento ridere con i suoi amici, ed io lo
guardo e lui mi guarda fisso negli occhi. Ad un tratto lui con
grande naturalezza si avvicina alzando la gonna e mette in mostra un
bel cazzo semi-dritto e grosso, non riuscivo a staccare gli occhi da
quella scena, guardavo la sua mano mentre afferrava quel pezzo di
rotolo di carne e da dei piccoli movimenti se lo scappella, ed poi
iniziava ancora a segarsi. Ad un certo punto ebbi un sussulto e
volevo andare via, ma una forza sconosciuta mi teneva fermo sulla
panca, ho finto tranquillità!, e lui continua fino a ritrovarmi quel
cazzo bollente tra le mie mani, era un cazzo di notevolissime
dimensioni, non ancora duro sui venti cm. ma palpitante, con una
cappella turgida ed enorme anche se ora la sega la continuavo io,
inesorabile e lenta. Non ho fatto però in tempo a rendermi conto di
quanto stessi facendo, che di nuovo la sua mano, si è mossa, ma
questa volta per afferrarmi dietro la nuca, con decisione, mi prende
la testa e me lo sbatte in bocca il suo cazzo dritto e duro
esclamando: "Dai, troia Italiana apri la bocca e succhia, succhiami
il cazzo e fai il tuo dovere da frocio, vediamo come sei bravo, dai
lecca, puttana!!!" Sentivo il suo cazzo duro premermi sulle labbra e
diventare sempre più grosso.
Ero in trance il contatto di quel bel pezzo di carne durissima mi
fece perdere la testa. Senza neanche pensarci iniziavo a
succhiarglielo come non avessi fatto altro in vita mia, l'asta, le
palle, dove me lo ficco tutto in bocca andando su e giù velocemente.
Lui urla dal piacere, scopando in bocca con molta forza quasi da
soffocare e nel frattempo prese a insultarmi come fossi l'ultima
delle vacche, fino a dirmi che sono un frocio Italiano ed un
pompinaro nato, mai avrei pensato una cosa del genere sino a quella
mattina! Sbavavo saliva dal suo cazzo che ormai faticavo a tenerlo
in bocca da quanto era diventato grosso, anzi grossissimo. "Siiii!!!
Bravo Italiano continua a succhiarlo bene, così poi vediamo se sei
così bravo anche a prenderlo nel culo!!!" Mi sono bloccato
effettivamente mi avrebbe fatto male, anche se era la prima volta,
ma me l'ero cercata. "Che fai stronzo, ti sei fermato!! Dai succhia,
puttana!!" Ed io continuai a succhiare dove mi diede altri due o tre
colpi di cazzo, poi improvvisamente si ferma fino a farlo sborrare
in bocca, non ho avuto il coraggio di sputare il suo sperma e con
molto piacere ingoiai tutto da riempire lo stomaco. Credevo fosse
stanco, ma mi sbagliavo perché non appena gli ho pulito bene il
cazzo che è sempre rimasto duro mi ha detto: "Ora brutto frocio
voltati che ti faccio il culo, dai girati che ti monto per benino!!"
Ad un certo punto, alzo la testa e vedo gli altri due appoggiati
sulla parete a segarsi, che mi fissano di brutto. Faccio finta di
accontentarlo e velocemente prendo il bagaglio e mi avvicino
all'uscita, anche se i due Scozzesi erano ancora là che mi
guardavano, io cerco un altro posto più tranquillo. Entrambi mi si
avvicinano li scanso per passare e mentre mi affianco sento delle
forte palpate sul culo. "Dove vai puttanella, non ai ancora finito
con nostro amico e noi. A lui hai fatto un bel lavoro, e a noi che
cosa dai?", li guardo impaurito. "Ti piace il cazzo, vero
ragazzina!?", ero paonazzo e prendo subito fuoco, insultando i due
cafoni.
Lo Scozzese non curante di ciò controbatte: "Taci puttana!", con una
sberla mi zittì. "Allora troia italiana, ti è piaciuto succhiare il
cazzo del nostro amico vero? E questo è solo l'inizio! Non l'hai
capito? Tu con noi fai la puttana, non l'uomo, chiaro? Sei vuoi
altri cazzi duri c'è qui i nostri che ti aspettano!!!", urla lo
Scozzese. Ero spaventato li guardo e loro sorridono, a questo punto
capisco e non sapendo che dire sto zitto, il che suscita a loro
delle risate. Insieme chiamano il loro amico, quello che si era
fatto sbocchinare da me e poi mi rivoltano a pancia in giù sfilando
i pantaloni e mutande tenendomi fermo mi allargano le chiappe. Da
quella violenza ero impaurito. "Bastardi, lasciatemi! Se non la
smettete urlo!", a quella minaccia fa solo suscitare dei sghignazzi.
"Dai ragazzi, smettetela potrebbe arrivare qualcuno!" "Non ti
preoccupare degli altri troia, preoccupati del tuo buco del culo che
fra poco ti trapaniamo questo bel culetto a mandolino che ti
ritrovi!!!" Bloccato dalla paura, paura di prenderlo e di essere
visto da qualcuno. "Dai ragazzi smettetela, basta! Lasciatemi stare
non l'ho mai preso, nel culo!" Ma era impossibile fermarli sembrano
dei tori inbufaliti pronti per una monta! Ormai divenni un automa
tanto ero impaurito. Non passa molto tempo che uno di loro inizia a
frugare con il dito il mio buco stretto, e con meraviglia fa entrare
altre dita ad allargare il retto, ci sputa e cosparse di saliva
sulle crespe dell'ano, poi ritenta con più diti. Avvertivo delle
fitte molto profonde e non potevo urlare perché una mano di loro mi
tappano la bocca, e mentre il buco si allargava io stavo lacrimando
dal dolore. Da dietro li sento spingere a fondo con le dita così da
allargare lo sfintere e far rilassare il buco così ostinato. "Ti
faccio male eh, puttana? Ora sentirai più male col mio cazzo al
posto delle dita, te lo sfondo per bene troia!!" Tolse di botto
quelle dita e ci spinse una cappella dura e grossa.
Mentre spingeva, il mio culo mostrava di rilassarsi e il buco si
faceva meno stretto, come se ero adepto alla sodomia, anche se sento
una parte di quell'asta scomparire all'improvviso nel mio culo
sfondando completamente il retto. Quel figlio di puttana mi scopa
per circa venti minuti sventrando il mio povero culo, me lo spinse
dentro schiaffeggiando le mie chiappe, io urlavo dal dolore e dal
piacere chi mi montava e non mi riconoscevo più ero una troia godevo
da pazzi. Essere trattato come una troia la cosa mi eccitava il mio
cazzo che si era indurito, ero eccitato nell'essere violentato non
avrei voluto smettere per niente tanto da prendere i due cazzi e
leccare ingoiare in un sol boccone. Ero attaccato a quei cazzi duri
che sapevano di piscio e sborra secca, li tenevo con tutte e due le
mani mentre agitavo la mia lingua entrambi le cappelle insalivando e
leccando, se né accorsero che ormai ero eccitato. "Sei proprio una
zoccolona, succhiacazzo di merda!! Adesso lecca bene sti due cazzi!!!!"
E contemporaneamente un'altro cazzo mi entra in bocca, ora ho due
cazzi in gola mentre vengo fottuto da entrambi letteralmente in
gola. Potete immaginare dopo dieci minuti che sensazioni di brivido
cominciavo a provare: dimenavo il culo sculettando, e mentre mi
dimenavo tenevo le gambe larghe, per ricevere nelle mie budella
forti schizzi di sperma. Ero impegnato a leccare quei cazzi duri con
molto gusto che me li ingoiavo uno per uno, essendo tenuto per la
nuca dai due mi sentivo realizzato anche se avevo di nuovo un'altra
cappella in bocca e l'altro lo sento appoggiare al mio buco ed
iniziava a spingere, senza fermarsi tutto fino alle palle dandomi
ancora la sensazione di essere squartato. Il mio povero buco del
culo venne di continuo riempito da loro, ed approfittano
dall'apertura provocata dai vari sfondamenti precedenti e dalla loro
sborra che aiuta a penetrare a fondo al mio culorotto.
Dai vari cambi rimasi immobile respirando per un pò, poi lo sento
che inizia a scoparmi lentamente per tutta la lunghezza del
suo enorme cazzo andando avanti per almeno un quarto d'ora e nel
frattempo dovetti darmi da fare con la bocca a gli altri due. Quando
sentì che il mio culo era ben aperto inizia ad aumentare il ritmo
dandomi colpi sempre più decisi e profondi. Prese a scoparmi di
brutto sfondandomi il culo e insultandomi oscenamente su quanto
fossi vacca. Mi dava certi colpì così forte che faticavo a fare i
pompini, ma stando in ginocchio ero ben appoggiato a quei due cazzi
duri e così avevo modo di sentire ancora meglio quel palo di carne
conficcato nelle mie viscere. Ma non mi diede tempo di goderne che
dei schizzi di sperma mi riempie ancora una volta il buco del culo
di sborra. Anche se non passa molto tempo sentivo un'altro cazzo che
mi dilatava l'ano a lungo finché non lo sentii accelerare
ulteriormente con colpi forti, per poi piantarsi completamente nel
mio culo riempiendomi di sborra e goderne. Nonostante fossero venuti
tutti e tre per diverse volte non si fermarono anzi, continuarono a
chiavarmi, senza mai togliere le verghe dalla bocca e dal retto;
incredibile soprattutto il numero di volte che eiacularono dentro di
me; intanto vengo di nuovo da loro fottuto e riempito di sborra
dentro lo sfinte e abbondantemente riempito anche in bocca, e che mi
costrinse a bere tutto fino a schizzare di sperma in faccia,
obbligando a spalmarmi su tutto il viso la sborra appena schizzata.
Tutti ripetutamente mi fottevano per un paio di ore scaricando nel
mio culo, tanta sborra.
Non passa molto tempo che lo speaker annuncia: l'arrivo del treno
Torino/Napoli. Senza dire una parola i tre Scozzesi si ricomposero,
presero i bagagli ed uscirono dalla sala d'aspetto lasciandomi
coperto di tanta sborra su tutto il corpo e con un buco
completamente slabbrato ma soddisfatto di tutto ciò.
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