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RACCONTI EROTICI |
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[ Indice
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Scherzo di cazzo scherzo da villano |
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[ by Mimi ] |
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Siamo tre amici burloni e ci divertiamo a prendere in giro la
gente con dei scherzi pesanti, anche se l'ultimo scherzo non andò
molto bene. Una sera per fare qualcosa di trasgressivo abbiamo
pensato, di vestire uno di noi da donna e fingere di essere una
prostituta di strada per adescare i clienti e farli fessi mostrando
il cazzo.
Spinti dalla curiosità di provare di adescare dei clienti vengo da
loro scelto essendo carino e il più giovane di tutti, francamente la
cosa ci è sembrata un pò pericolosa ma poi pensando che si sarebbe
svolta in una città tranquilla, dove però nessuno ci conosceva, ci
siamo convinti a provare. Il giorno dopo tutti eravamo d'accordo, di
simulare per una notte sola. Eravamo particolarmente eccitati mentre
Marco porta un vestitino estremamente sexy di seta nero, molto
scollato con spalline sottili, lungo fino a metà coscia, un paio di
scarpe con il tacco alto e una giacca di pelle, dei seni finti presi
da un porno shop e senza biancheria intima. Poi mi portano in bagno
per depilare una parte del mio corpo e truccare, un trucco pesante
da puttanona, che piano piano mi stavo trasformando in una pezza di
gnocca. Marco e Paolo erano euforici, mi fanno indossare il tutto
compreso una parrucca bionda, ora ero pronto per scorrazzare con gli
amici e fare fessi i malcapitati clienti. Quella notte non era
freddo, siamo in Settembre ed è ancora faceva caldo. Era appena la
mezza notte passata, tutto organizzato decisi di andare a Pescara,
dove non ci conoscevano nessuno e disposti a giocare questo ruolo
trasgressivo complice le nostre burle.
Nel tragitto pensavo a quanti mi avrebbero chiesto la tariffa con
vari commenti pesanti, anche se la cosa mi turba avevo già accettato
questo ruolo da troia. Arrivati cerchiamo un posto appena fuori
dall'autostrada frequentata prevalentemente da puttane, nella quale
iniziare la nostra burla. Trovammo una strada isolata a ben
illuminata non lontana dall'autostrada. Il posto non era male allora
ci fermammo, io mi tolsi la giacca di pelle prima di scendere
dall'auto, con il vestito di seta nero leggerissimo, feci un sorriso
verso di loro e scendo, ma Paolo mi ferma dicendo: "Allora Lorenzo,
sei ancora d'accordo di fare la puttana? Oppure hai cambiato idea,
hai paura?" "Io no, voglio provare, ma voi mi raccomando state
pronti ad intervenire in caso di pericolo!", risposi. Nel nostro
piano Marco e Paolo sarebbero rimasti parcheggiati nell'auto a pochi
metri da me, e quando io mi scopro e faccio vedere il mio cazzo al
malcapitato cliente devo fuggire con loro di filata.
"Ciao ragazzi, vediamo l'effetto che faccio agli uomini, sono molto
curioso!!", poi chiudo la porta dell'auto. Mi allontano un cento
metri dall'auto vicino ad un lampione, e notai che loro erano
nascosti dietro un cespuglio a circa 10 metri da me. Quella notte
c'era poco traffico la strada era deserta, non passa nessuno, era
una zona industriale e poco frequentata. Ma dopo pochi minuti sento
un auto avvicinarsi, si ferma davanti a me erano in cinque. "Quando
per una scopata?" Non sembrano italiani, dall'accento sono Slavi.
"50 euro a testa!!" "Fammi vedere come sei fatta", mi chiese il tipo
alla guida. Feci un passo indietro dall'auto e con un giro su di me
stesso. "Che dici ti piaccio, valgo 250 euro?", risposi. "Forse,
vieni qui vicino, fatti toccare!", concluse.
Non fidando girai intorno all'auto dalla parte del pilota, e senza
accorgere mi sento palpare il culo, e poi altre due mani sulla
coscia e tette. "Mi sembri molto buona, i 250 euro le vali tutte,
sali in macchina!?" "E' meglio di no? Siete in troppi!!", dissi
dissuadendoli. A quel punto uno di loro mi prese un braccio e
stringe con forza voleva caricarmi in auto. Prontamente risposi:
"Allora facciamo così, parcheggia qui l'auto, uno alla volta lì tra
i cespugli!" Non si fecero ripetere due volte che scesero dall'auto
e non mi diedero tempo di fuggire che me li trovo piazzati a meno di
due metri da dove mi trovo, ero bloccato e sicuramente in
difficoltà, non riuscivo a reagire a questa situazione, una forza mi
teneva fermo, anche se Marco e Paolo assistono alla scena senza
intervenire. Quei giovani erano sui 20/25 anni grandi e grossi,
anche se reagivo con tutta la mia forza avrei avuto la peggio su di
loro e per dirvi la verità non me la stavo cavando per niente.
"Questa sera non mi sento bene, se volete solo di bocca per 30 euro
a testa, vi va? Altrimenti potete anche andare via!", proposi per
guadagnare tempo. "Ok troia, però spogliati nuda, ti vogliamo
toccare, anzi ti spogliamo noi!" Non me l'aspettavo questa reazione
e vengo da loro spiazzato. Sento delle mani che sposta le spalline
del mio vestito, che scivola a terra, lasciando completamente nudo
di fronte a loro. "Cazzo, sei un uomo?", disse uno di loro con un
tono di voce notevolmente alterato. Sembra che lì ho fatti
arrabbiare, e via con gli spintoni e gli insulti, fin quando una
spinta posteriore mi ha buttato a terra. "Così brutto frocio, ci hai
preso per il culo? Adesso te la facciamo pagare!!!", disse uno Slavo
che mi teneva con un braccio intorno al collo e l'altro mi blocca le
spalle, così mi hanno subito circondato e buttati addosso a me.
Dalla paura ero immobile a guardare l'uomo eccitatissimo che si
sbottona i pantaloni ed abbassate le mutande, ed estrae un
manganello di carne di dimensioni spaventosa duro e venoso. Mi trovo
così a disposizione quell'enorme cazzo incredibilmente turgido e
paonazzo, che emanava la tipica puzza del cazzo non lavato da
parecchi giorni. "Oddio???, ma che cosa vuoi fare adesso!! Oh no, ti
prego no!!!!!" Urlo disperato, anche se lui mise una mano sulla mia
testa mi spinse giù con molta forza.
"Succhiami il cazzo, finocchio!!!", mugola. Cerco di vincere il
ribrezzo apro la bocca e lui me lo pianta tutto in gola, aveva un
odore ed un sapore schifoso, era bagnato e viscido. Ero inginocchio
e sussulto ad ogni colpo di quel cazzo che mi vibra ad ogni ficcata
da toccare le tonsille, anche se nel sfilare dovetti leccare come un
cono gelato, poi dopo alcune leccate, me lo rifila in bocca urlando:
"Dai frocio, succhia il cazzo, dai troia di una maiala, succhiamelo,
dai che mi piace!!" Dovetti soccombere e prenderlo tutto in bocca,
la mia testa andava avanti e indietro su quel palo duro e infuocato,
lui gode e accelera i colpi senza darmi un pò di respiro. Dalla foga
mi aveva rovesciato la testa all'indietro, costringendo a spalancare
di più la bocca e introdurre il suo cazzo dentro e fuori lucido di
saliva, e conficcando fino a fondo della mia gola. Dopo pochi minuti
che succhiavo quel cazzo, lui lo Slavo raggiunse l'orgasmo
riempiendo la mia bocca di un fiume di sperma caldo, obbligando di
inghiottirlo tutto. Poi si stacca da me, lasciando gli altri cazzi
da soddisfare e non si fecero pregare; tutti e quattro sfoderano dei
cazzi duri. Erano veramente delle bestie, mi sono trovato a
disposizione dei loro cazzi dritti e duri da mettere in bocca, io ho
tentato di divincolarmi ma loro erano troppo forti, ed allora ho
dovuto
subire i loro cazzi duri in bocca e dovevo lavorare per bene le loro
cappelle che ho iniziato a leccare e stuzzicare tutti lentamente su
e giù fino alle palle, e poi ingoiare tutto.
Non mi diedero pace, ad uno, a uno prima un cazzo, poi l'altro più
grosso di tutti, a lui non riuscivo a fare bene la pompa,
ma vedevo che godeva ugualmente, ansimava, gemeva con gli altri dal
piacere che mi guardavano con estrema lussuria. Anche io presi ad
ansimare sempre più forte, mentre uno Slavo mi scopa in bocca allo
stesso modo in cui prima mi aveva scopato il suo compagno: costretto
dai loro insulti e dalla pressione delle loro dita sul mio collo,
avevo spalancato le labbra e spinto fuori la lingua più che potevo;
la mia gola accoglieva quei cazzi di carne indurita senza
difficoltà, non sentivo nemmeno più quel vago senso di nausea che mi
aveva colto all'inizio. Loro, comunque, non se ne preoccupavano;
entrano ed escono, poi sorridono quando sentono venire fuori dalla
mia bocca gemiti che pensano sia di dolore, e invece esprimeva il
piacere che mi sopraffaceva. Mentre sentivo sempre più forte
l'eccitazione impadronirsi di me, i quattro Slavi rovesciano tutto
il loro sperma a fiotti sulla mia faccia, che solo in parte ero
riuscito ad inghiottire aiutandomi con la lingua: pensavo seriamente
che non avrebbero più smesso e avrei potuto annegare in quel mare di
sborra; sentivo ma come in lontananza gli insulti dei cinque uomini,
che continuavano a chiamarmi puttana, vacca, mi incitavano a bere
tutto quello che mi sparano sulla bocca, sulle guance, sugli occhi.
Con particolare brutalità, sbattono le loro palle sulla mia faccia
ogni volta che mi affogava con i propri pezzi di carne cruda, duri
come ferro. Io, stupito da tanta rudezza, stetti al loro gioco fino
all'ultimo, anche quando rischiavo di essere soffocato e schiacciato
dal loro inguine per penetrarmi più a fondo: mi tengono le mani
sulla mia nuca, strette, e mi sbattono il loro bacino sulla faccia,
incurante dei miei lamenti mezzo soffocati che veniva dalla mia
bocca, ormai esausto. Quando sentì che stavano per venire, loro
preferirono farmi bere lo sperma, schiacciando la faccia ancor più
forte contro il loro bacino, come se gli schizzi dovessero
raggiungere direttamente lo stomaco. Fu una sborrata lunga e
intensa, dopo la quale mi lasciavano steso a terra, apparentemente
esanime.
Il primo Slavo che poco prima era stato dentro la mia gola da dietro
mi solleva di peso, tenendo per i fianchi e sento il suo cazzo pieno
della mia saliva ficcarsi nel mio culo, urlai di dolore anche se
difatti mi entra nell'ano con molta facilità, partì subito con dei
tremendi colpi, era ancora arrabbiato, man mano che prosegue forse
già sconvolto dal piacere rallenta il ritmo, ma i suoi colpi erano
sempre ben assestati, lo sentivo quasi tutto sullo stomaco il suo
cazzo. Inizia di nuovo a insultarmi, dicendo: che ero la loro vacca,
una troia sfondata, una puttana, che mi avrebbero riempito di tanto
di quello sperma che non avrei più camminato quel giorno, subito
dopo il mio culo si riempì di sperma caldo, senza che me lo
chiedessero con la bocca ripresi altri cazzi e i Slavi mi guardavano
stupiti dalla mia bravura a fare pompini e del fatto che come una
cagna in calore iniziai a leccare le loro palle, poi risalii sino
alle cappelle e gli rifeci altri pompini, quando senti sborrare nel
culo e sfilare un cazzo che fu pronto a ricevere altro cazzo.
Sentivo lentamente appoggiare una cappella che con una forte spinta
scivola dentro al mio sfinte, ed inizia subito piano, colpi lunghi
che mi arrivano al cuore con molta frequenza, e quando era dentro
rimane per alcuni secondi, il suo cazzo lavorava il mio culo, ma non
sentivo più dolore, anch'io naturalmente cominciavo a provare
piacere di essere la loro puttana, la loro scrofa, ed inizio ad
incitarli tutti a fottermi il culo, di aumentare il ritmo. Era un
bel pò che lo prendo beatamente nel culo anche se l'ultimo Slavo
continua a chiavarmi indisturbato dagli altri che erano spariti
totalmente, anche se non passa molto tempo sento un tremendo
trambusto e delle grida in lontananza. "Ehi ragazzi!?, abbiamo
trovato due guardoni froci con i cazzi in mano. Sti porci si
godevano lo spettacolo gratis!!!" "Gratis un cazzo!!, devono pagare
il biglietto!?" "Si, usiamo i loro buchi come moneta sonante!!!",
dissi tutti ridendo della cosa.
Mi resi conto che parlano di Paolo e Marco, che inizialmente stavano
urlando. Così provo ad ascoltare ma non ci riesco ero molto stordito
per il troppo cazzo e quando sento gridare ancora, rovescio la testa
e sebbene la luce non mi permetteva di apprezzare dettagli, ma
potevo vedere che i due vengono accerchiati e separati dai quattro e
malmenati brutalmente, e
bruscamente sballottati di qua e la, anche se entrambi tirano ancora
calci e tentano di non farsi prendere ma erano troppi forti per
loro. Mentre i due Slavi con le botte sottomisero Paolo che
scalciava, anche gli altri due fecero altrettanto con Marco, ma era
inutile per entrambi ribellarsi. Una volta spogliati nudi, entrambi
vengono tenuti fermi dalla testa da uno di loro che li blocca fra le
sue braccia forti, e gli altri tre davano le sculacciate incitando i
due ad aprire le loro chiappe
e mostrare i loro buchi da froci, e farsi sondare. "Cazzo ragazzi,
hanno dei bei culetti stretti sti frocetti Italiani!?!" "Certo che
stasera e andata molto bene hai nostri cazzi, magari fosse sempre
così!!!" "Si e vero, ci fottiamo tre bei buchi vergini e poi tutto
gratis!!!" "Cazzo se vero, e non ci possiamo nemmeno lamentarci
dell'ospitalità dei culetti Italiani!!!" "Bhe? Che ci possiamo fare,
sono tutti froci sti Italiani!!!" Da quei discorsi poco patriottici
ed offensivi, se la ridono dandosi pacche sulle loro spalle. Passato
quei attimi di euforia, i quattro Slavi riprendono l'accanimento
verso Paolo e Marco con una vera crudeltà. I due poveretti erano
sostenuti ed sottomessi da loro, poi dopo vengono collocati proni a
quattro zampe a terra, e sentire loro piagnucolare e supplicare di
non usare violenza su di loro non essendo guardoni, ne froci.
"Merda!!!" Esclama Marco, che agita il culo e cerca di scappare. "Oh
merda, oh merda!! Oh cazzo???" Esclama Paolo accompagnati da un
rumore secco provocato dallo strappo della loro fessura. "Oh mamma
miaaaa!! Che male al culo, levalo ti prego!!!", urla Marco.
"Aaaaaaaaaaaaaaaaaaaahhhhhhh!!! Maledetti mi fate male, oh Dio mio
che male!!!", urla anche Paolo. Mentre guardo un pò sconvolto, ma
non schifato per lo show offerto da loro anche se il mio montone
prosegue nell'inculata, in modo da spingere il cazzo irrigidito il
più possibile dentro a fondo e mai fermarsi.
Sentire quella bella mazza che mi svanga il mio retto non mi stolse
a guardare, godevo nel vederli sollevati un pò da terra ed erano
tenuti ben stretti a soffrire proni con la testa in giù con le
chiappe in alto dove gli cala certi cazzi duri e dritti da far
paura, in modo che quelle cappelle scavasse in profondità dentro la
bocca e culo che viene spalancato a dovere.
Simultaneamente come dei cowboy i Slavi con il braccio destro li
teneva afferrati per i fianchi, e li muove su e giù, anche se con la
mano sinistra erano aggrappati ai loro capelli, iniziando a scoparli
più duro e più a lungo possibile. Dopo sentivo finalmente le urla
terminare, dove i Slavi davano le rovesciate alle loro teste e
obbligati a poppare le loro grosse verghe e non sapevano più che
fare, da un lato lo prendono in bocca e l'altro in culo e non si
rifiutano di offrire resistenza, poi mi resi conto che anche loro le
due carogne lo stavano prendendo nel culo come il sottoscritto.
Fatto sta che i quattro Slavi riuscirono a ficcare
contemporaneamente due cazzi palle comprese, naturalmente dentro
bocca e culo per il tempo necessario a farli venire. Vengono
riempiti di carne dura e annegati di sperma sbattendo all'unisono,
senza fermarsi; quello che ficca il cazzo in gola a Paolo era basso,
ma con un pezzo di carne da far paura, e non so davvero come Paolo e
Marco abbia fatto a non soffocare mentre glielo spingevano dentro,
tenendo le loro teste strette con forza. Probabilmente erano ben
sistemati in quella posizione, dove riuscivano a fottere davanti e
dietro a loro, e cominciare a stantuffarli, uno nel culo e l'altro
nella bocca. Il mio montone attese qualche istante perché il mio
orifizio anale si rilasciasse un pò e poi, mi penetra violentemente
anch'egli nel culo. Certo ad essere usato a quel modo, impazzì di
gioia da quei colpi da martello di carne di lui che mi scopava il
culo, era di totale beatitudine che ansimavo e gemevo senza alcun
pudore, e rantolavo proprio come una vacca, lo Slavo sorride mentre
le sue palle, colpo dopo colpo, mi sbatte sul culo sempre più
velocemente, mi scosse dal torpore che inizia a rispondere a tempo
al suo stantuffo.
Il montone si dava molto da fare dietro di me tanto da gemere ad
occhi chiusi sulla mia spalla, e poi incrocia le forti gambe
chiudendo i fianchi. Ed io urlavo, mentre aspettavo di essere
annegato dallo sperma di lui, orgasmo su orgasmo dava colpi su colpi
facendo più forti e violenti, la beatitudine aumentava e lui
rantolava, io lanciavo grida di piacere, e lui mi faceva eco. Le sue
spinte furono molte rabbiose e mugola sempre di più, le sue mani
scorrono sulla mia schiena mentre mi pompa nel culo. I miei gemiti
man mano si trasformano in urletti, ed un suo urlo rabbioso seguito
da molti graffi sulla mia schiena che accolse il suo orgasmo. Un
diluvio di sperma invase il mio povero retto anche se io lo incitò
ad andare sempre più forte, anzi lui imposta un ritmo frenetico
dentro al mio buco tafanato, ed io contento nel farlo urlare di
godimento sempre di più.
Diamine di un Slavo, tanto che venne che quando lo caccia fuori
stava ancora venendo, alcuni schizzi mi ricadde sulla schiena oramai
madidi di sudore e ansante giacemmo per un paio di minuti, entrambi
riprendemmo fiato. Svuotato dal troppo fottere ero sdraiato a terra,
e poi non passa del tempo che riapro gli occhi ed osservo ancora
sconvolto la scena delle due carogne che lo stavano prendendo nel
culo dai quattro Slavi, anzi cinque perché il mio montone andava a
loro incontro. Sbalordito guardo affascinato quelle cappelle grosse
scomparire in quei buchi rotti dei miei amici, affondando centimetro
dopo centimetro finchè non arrivano a sbattere le palle fino in
fondo. Marco e Paolo iniziano ad agitarsi, a gettare la testa da
tutte le parti, con dei urli soffocati e scompostamente spingono il
culo all'insù mentre gli cala un'altra volta certe minchie da far
paura.
Sentire i Slavi con urla bestiali venire dentro a quei due culi
sfondati e riempire entrambi i buchi, anche se osservo allibito la
loro sborra fuoriuscire da quel budello e scorrere su quelle aste,
anche se era troppo abbastanza, oltre il limite; persi il coraggio
di affrontare la realtà e mi rigiro di schiena. Mi sentivo un pò in
disagio. Non perché lo avevo preso nel culo, ma perché in un certo
senso erano loro i colpevoli. Ma colpevoli di cosa, chi cazzo ce la
messo l'idea in testa sto cazzo di scherzo, così credo che la colpa
era di tutti e tre. Non feci il tempo di riprendermi che sento dei
passi veloci, erano gli Slavi e stavano andando via verso la loro
macchina. "Ehi froci Italiani, se avete bisogno di cazzi noi veniamo
qui ogni Giovedì!!!", dissero con un modo strafottente. Ma io,
osservavo bene quei bei maschi così forti e rudi che stavano salendo
in quell'auto pensai: però diamine ne è valsa la pena farsi fottere
da loro!!!! Mi giro di nuovo e vidi Marco e Paolo e i loro sguardi
che mi stanno guardando, con occhi che brillavano. Ormai i loro
volti erano irriconoscibili, congestionati dall'eccitazione, dallo
sforzo di ospitare in gola e culo tutti quei metri di carne, dalla
fatica di deglutire tutto lo sperma che gli Slavi, sino ad ora,
avevano scaricato dentro ai loro orifizi.
Alla fine mi rivesto, e con un sguardo birichino dissi a loro: "La
prossima volta che qualcuno di voi gli passa un'altra idea del
genere, fatemelo sapere lo stesso!!" A quella battuta ci mettemmo a
ridere, e Marco poi mi disse: "Se non vieni ti vengo a cercare io, e
ti violento!!" Allorché Paolo subito ribatte: "E' vero?"
"Magari!!!", conclusi io. La serata andò a finire
come tre amici per la pelle che lo hanno preso nel culo con molta
filosofia.
Quella notte tardammo molto a rincasare facemmo cose porche fino
all'alba, e arrivato a casa li saluto e me ne andai felice a
dormire. Noi tre insieme, abbiamo fatto il più bello scherzo del
mese: "QUELLO DEL CAZZO".
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