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RACCONTI EROTICI |
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[ Indice
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L'esca |
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[ by Mimi ] |
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"Ah, zoccola quanto vuoi per un pompino?" "Per te bello, 300
euro!" "Cazzo! Che hai la bocca d'oro?" "Certo, per i tipi come te
sono carostoso!" "Ho capito brutta troia, vai a farinculo!" "Bhe!,
tesoro andiamoci insieme!" Esclama il carabiniere Antonio che per
servizio dovette camuffarsi da donna da strada, doveva fare l'esca
per catturare lo stupratore dei travestiti.
Purtroppo a malincuore e per dovere dovette ubbidire al suo Capitano
della caserma dei carabinieri dove faceva servizio, essendo lui il
più giovane di 28 anni e piacente mentre i suoi commilitoni molti
avevano superato i 40. Un giorno fu chiamato di urgenza all'ufficio
del Capitano, lì dentro si ritrova insieme con alti ufficiali che
gli prospettano questo caso: dove lui doveva fare l'esca per
catturare il violentatore dei travestiti. Gli superiori lo
assicurano che tenendo in dotazione
un piccolo microfono nascosto nel reggipetto e collegato alla
centrale non c'era pericolo, o alla vista del presunto violentatore
doveva schiacciare un pulsante da una piccola trasmittente che dava
subito un segnale ai suoi colleghi, che stavano nascosti in un
pulmino non molto lontano dal posto e pronti ad intervenire. Antonio
era terrorizzato dall'idea di andare vestito da donna e farsi
sfiorare da certi tipi rozzi e vogliosi di fottere, anche se aveva
la ragazza e si sentiva eterosessuale non pensava di poter avere un
rapporto con un'altro maschio, la cosa nemmeno lo incuriosiva.
Gli diedero dei dettagli sul mostro che colpiva di rado le sue
vittime, anche se lui non era contento ma lo convissero: se
la trappola funzionava non solo gli davano i gradi superiori, ma
rivedevano la sua domanda di trasferimento nella sua città dove
poteva coronare il matrimonio con la sua Elisa. La cosa divenne
molto alettante e non se lo fece scappare dicendo: signorsì accetto
l'incarico. Il suo capitano fu molto contento gli manda subito un
esperto del trucco dove lo sistema alla perfezione, e quanto finì a
depilarlo completamente e vestirlo da donna gli fece imparare a
truccarsi e camminare con i tacchi alti. Lui impara presto e si
comportava da vero travestito facendo suscitare ai suoi commilitoni
delle risa e scherni con certe allusioni, tutti si toccavano in
mezzo alle gambe per fare capire che una botta glielo avrebbero
dato! Anche se passa una settimana era già pronto a battere sulla
strada insieme a gli altri travestiti. Allora Antonio si sente molto
sicuro e quella sera stava sulla strada a battere in cerca di
clienti da sollazzare, e dai suoi colleghi ricevette un consiglio
molto utile di allontanare certi clienti con cifre esorbitanti, anzi
per non dar troppo all'occhio alla cosa qualche volta loro fingono
di essere dei clienti, lo caricavano e poi lo scaricavano dall'auto
come se abbia fatto una marchetta. La cosa Andava liscio fino a quel
giorno che lui incontra davvero lo stupratore dei travestiti, che lo
aveva adocchiato da tanto tempo, essendo lui il più carino di tutti
e stava lontano dagli altri.
Ritornando dalla discussione che ebbe con il giovane per un pompino,
lui stava sul margine della strada e sculettava da vera troia e
canta fischiettando come niente fosse, era sicuro di se che quella
notte fosse come le altre notti. La sua sicurezza che il mostro non
si faceva più vedere in giro era troppo, ma purtroppo per lui non
fece i conti con lo stupratore che era nascosto in un cespuglio e lo
stava osservando. Come un ragno che aspetta la sua mosca che stava
cadendo sulla sua ragnatela, lo vede avvicinarsi quasi vicino, e lì
lui lo aspetta e quando venne l'occasione buona, fece un balzo che
lo assalì da farlo ruzzolare giù la scarpata della strada dove il
povero Antonio venne preso alla sprovvista, si ritrova stordito a
terra disteso a pancia in giù e sopra a lui il mostro che lo tenne
bloccato di schiena, anche se cerca di ribellarsi scalciando in
tutti modi per disarcionarlo non riesce. Anzi già sapeva cosa lui
voleva e in fatti Antonio sentì subito un grosso cazzo duro puntare
sul culo attraverso le mutandine, cerca di urlare ma sente una punta
di una lama premere sulla sua gola che soffocava quell'urlo, pensa
fra se: Dio mio qui ci lascio la pelle. Allora cerca la borsetta per
dare l'allarme ai suoi colleghi ma vede che la sua borsetta era
distanziata molto da lui, e neanche con il microfono perché s'era
persa nella colluttazione.
Non passa molto tempo che lo sconosciuto lo prende per un braccio e
lo tira a se con forza, poi lo posiziona a quattro zampe sempre
tenendo fermo con il coltello al collo. "Stai ferma troia, sennò ti
sgozzo come un maialino!", gli sussurra piano all'orecchio. "Nooo!
Ti prego non farmi male, faro tutto quello che vuoi!?" "Bravo,
adesso alza la gonna e tira giù le mutandine!" "Siii!!!" "Ora
frocetto prendimelo in mano e fammi una sega!" "Siii!!!" Antonio
oramai era bloccato dalla paura di essere ucciso, paura di prenderlo
nel culo e di essere sputtanato dai suoi colleghi. Ormai era
diventato un automa tanto era impaurito che afferra quella sberla di
minchia che stava fuori dai pantaloni, e nella sua mano gli divenne
enorme più duro dell'acciaio, e cominciava a segarlo. "Dai cosi,
ooooooh come sei bravoooo!!!!", disse mugolando. Antonio continua a
menare quel grosso cazzo di carne dura, non capiva più niente forse
la paura o l'eccitazione, ma lo mena costante dando ritmo al cazzo
prima sulla punta della cappella poi piano piano passa ai coglioni
senza difficoltà, tanto che lui ad un certo momento. "Piano frocio,
piano sennò sborro! E poi di devo farti il culo!" La paura di
prenderlo lo blocca, e urla: "Dai ti prego smettila, basta! Non l'ho
mai preso nel culo, lasciami star..!" Non lo lascia finire che la
punta della lama gli preme sul collo e lo fece desistere. "Bravo la
mia cagnetta, adesso con la tua saliva umidisci per bene la mia
cappella che poi ti fotto!?" Antonio non se lo fece ripetere due
volte e con la mano bagnata di saliva ha inumidito quella cappella
molto dura, e poi il resto è successo tutto in un attimo.
Sente appoggiare la cappella nel suo buco del culo. Antonio in preda
al più profondo delirio si volta verso di lui e gli disse: "La
supplico, non mi rompa il culo sono un carabiniere in servizio per
catturarti!?" Da quella risposta l'uomo era imbarazzato, abbassa la
testa, tace per cinque interminabili secondi e poi gli risponde
molto sbrigativo: "Bhe carabiniere!?, ma chi se ne frega. Adesso sei
la mia puttanella, e ora rilassati che ti sfondo lo stesso il culo,
rilassati ti ho detto!" L'uomo naturalmente con una mano afferra con
forza le sue chiappe scivola fino al buco del culo e, lo divarica,
tenendo ben spalancato: la fessura dell'ano non ancora esplorata da
nessuno, era adesso pronto per ricevere quell'enorme minchia che si
presenta sull'orlo del buco; ad un tratto Antonio sente una
infuocata cappella dura appoggiarsi allo sfintere; l'uomo con
decisione spinse la nerchia e lo penetra agevolmente, anche se la
verga non va oltre, gli entra solo metà cazzo. Antonio non sa più
cosa gli fa più male se il culo o la punta del coltello, e comincia
ad urlare dal dolore con le lacrime agli occhi. Con sua meraviglia
il mostro stenta ad entrare, ci sputa e ritenta con un solo colpo lo
infila. "Ora frocio allarga le chiappe e dimena il culo che ti farò
tanto male!!!" Mentre lo diceva i sui occhi brillano e il suo cazzo
era diventato enorme più duro anzi durissimo, sembra un satiro
arrapato pronto per la monta! Spingeva con fermezza: un paio di
colpi di reni decisi e forti, la sua asta riuscì finalmente a
penetrare! Un cazzo, che Antonio gli parve grosso all'inverosimile e
duro come un pezzo di marmo, si sente sprofondare all'improvviso
tutto nel suo culo penetrato rapidamente dentro al suo retto;
le crespe dell'ano si allargava al suo passaggio che ormai era
forzato, fino a quel giorno, mai violato, dovette cedere a quell'enorme
mazza, che gli lacera con getti di sangue che inizia a colare giù
per le cosce; il dolore, dovuto a quel violento inculamento gli
provoca ancora un poderoso urlo; che gli spezza in due le chiappe
riempiendolo al massimo.
Durante la fottuta e straziato dal dolore, si rese conto che stato
penetrato completamente fino alla radice dentro al suo culo! L'uomo
comincia a muoversi ritmicamente dentro di lui, sbattendo
sonoramente avanti e indietro. Per un attimo mentre
lo fotteva, nel vero senso della parola, sentiva i suoi peli e la
sua pancia appoggiarsi alle sue chiappe che era entrato tutto e si
muoveva dentro di se, ed inizia con un buon ritmo sempre maggior
frequenza e forza da sbattere le palle dure contro le sue chiappe
sempre più profondamente, e muovendo il culo per assecondarlo, ma
l'uomo lo teneva fermo con più forza e più profondo. Antonio dovette
subire dieci minuti di vera violenza da stordirlo completamente e
darsi a lui con impeto
e godimento tanto da chiedergli di aumentare il ritmo e lui non si
fece aspettare. Il mostro era arrapato tanto da leccare
il collo e dietro le orecchie. Ad un certo punto il piacere si fece
molto intenso, e, il suo buco si dilata a dismisura, iniziarono
delle contratture della pancia e delle sue chiappe, mentre il mostro
pompava con vigore, anche se lui percepiva il cazzo ansimando, ed
all'improvviso una sensazione lo sconvolge scuotendolo, disse con un
filo di voce" "Cazzo ti sento, Dio come ti sento, è bellissimo dai
pompami il culo!!!", facendo iniziare a gemere come una cagna. "Ti
piace, sentirlo dentro al culo!!" "Siiiiiiii, tanto!!!" "Allora
frocio allarga di più il culo che ti sfondo!!" "Oh, siii che bello
dai sfondami!!!" "Mmmmmmmhhh!!!" "Oooooooooohhhh!!!" Molto
probabilmente Antonio non se l'aspettava perché ha iniziato a gemere
anche lui e a sbattere sempre più velocemente gridando come un
forsennato, ha tirato fuori il manganello di carne grondante del suo
sangue poi lo rigira e lo fece inginocchiare colpendolo con i
schizzi di sborra calda in faccia, tanta ma proprio tanta che
sembrava una fontanella che schizza convulsamente. Era colpito al
volto, ma le scariche che erano intorno alla bocca, lui, col dito
gliele riporta in bocca chiedendo di ingoiare, ed Antonio ubbidii.
Poi chino lo lecca tutto, sull'asta, sui peli, sulle palle e sulla
radice delle cosce pulendo per bene non lasciando neanche una
goccia. Alza gli occhi per guardarlo e gli sorride, lo scansa ed
inizia a pisciare fece una pisciata enorme, poi se lo sgrulla, gli
fece un segno, lui glielo riprende in bocca e lo pulisce succhiando,
a questo punto gli sfila il cazzo dalla sua bocca, e infila l'arnese
nei pantaloni.
Antonio dopo una decina di minuti si ritrova seminudo e dolorante
dappertutto ed era sdraiato sul margine della strada, di nuovo da
solo, con il dubbio che ciò che era successo non fosse accaduto
realmente, ma comunque dovette ricredere perché una fitta di dolore
gli proveniva al culo. Aveva tutto il retto indolenzito per la
violenza subita. Con un dito passa fra le chiappe e lo ficca nel
buco, sente le crespe del culo slabbrate e pieno di sperma fino
all'estremo. Cerca di alzarsi prende la borsetta e si rimette a
posto come nulla e successo, ma non passa che dieci minuti che viene
distratto da un rombo di un motore, era il ragazzo di prima che
scende dall'auto. "Ehi bocca d'oro, ho i soldi!!" Lo stava mandando
affarinculo ma qualcosa lo blocca, la curiosità di sollazzare quel
bel ragazzo lo eccitava da matti. "Dimmi, cosa vuoi che ti
faccia!!", dice con voce soffocata. "Voglio un bel pompino, fatto da
te?" "Soltanto il pompino, e niente altro!!", lo stoppa Antonio e
afferra i 300 euro. "Adesso troia prendilo tutto in gola. Non ne
lasciare fuori un pezzettino, poi si vedrà?" Senza avviso, Antonio
ci ha preso gusto e gli palpa il gonfiore dei suoi pantaloni. "Ma
che bravo! E' già durissimo!!" Ora non si riconosceva più si sentiva
troia e con mano stringe a pugno il bozzo duro che si è formato
sotto i pantaloni e anche lui inizia a toccarlo. "Per favore
troiona, ungh!!, agguantalo con la bocca!!" "Non avere fretta, tra
un pò lo faccio!!" Antonio lo guarda negli occhi si piega fino a
trovarsi con la testa all'altezza della chiusura lampo per
afferrarlo tra i denti e, lentamente, abbassarla. Le dita corrono
alla cintura, sfibbiandola, e incomincia ad aprire la patta. Gli
abbassa i pantaloni sulle cosce per riprendere a toccarlo attraverso
i slip, avvicinando sempre più il viso. Afferra l'elastico con la
bocca, incominciando a tirare giù lo slip, fino a quando esce un
cazzo duro all'aria lo afferra ben stretto nel suo pugno, rimase
fermo, in contemplazione. "Che c'è? Non ti piace?" Antonio alza gli
occhi e sorride, poi torna a guardare quanto sta stringendo nella
mano. E' come se lo stesse studiando. E' attraente e con la mano
continua a tenere l'asta dura.
Lo ha proprio all'altezza delle labbra a una decina di centimetri,
stava lì che si strofina il pollice sul prepuzio, lo stuzzica con la
punta delle dita, lui abbassa gli occhi sorride verso Antonio,
mentre con la mano impugna saldamente il suo palo di carne,
incomincia lentamente a masturbarlo. Lui lo guarda. "Dai che
aspetti, prendilo in bocca!!" Alle sue parole, Antonio afferra in
una mano le palle e con l'altra continua a masturbarlo al
rallentatore, porta la cappella a un centimetro dalla bocca. Lui
spinge in avanti il bacino, mettendo il cazzo proprio davanti alle
sue labbra, in attesa di farselo leccare. Antonio intanto, si è
chinato leggermente in modo da inglobarlo tutto in gola. "Finalmente
ti sei deciso. Ughmmmm!!!!" Il ragazzo non gli da tempo di rialzare
la testa, perché, con la mano libera lo prende per la nuca, l'ha
spinto verso il fallo duro, pronto a ricevere le lezioni orali.
Nell'affondare il cazzo la bocca di Antonio si è dischiusa, la
lingua è uscita ed ha cominciato a leccare l'asta per tutta la sua
lunghezza. Le mani tornano ad occuparsi dei slip, abbassando giù
insieme ai pantaloni fino alle caviglie, mentre la punta della verga
continua ad essere leccata, accolta in bocca e succhiata. Ora ha
iniziato una pompa in piena regola, lecca la cima, l'asta e le
palle, in un boccone! Apre la bocca e inghiotte completamente il
cazzo che ha di fronte, ma non riesce e risale lungo il fusto,
succhiandolo con passione, fino a che si ritrova in bocca solo la
cappella in modo da deformare una guancia. "Ha, brutto frocio!!!, lo
devi prenderlo tutto in bocca, voglio sentirlo tutto dentro!?!"
Ancora con gli occhi rivolti in alto a guardarlo, Antonio ci riprova
e imbocca, cosicché, lui percepisce perfettamente cosa sta accadendo
all'interno della sua bocca. Ha aperto le fauci il più possibile,
facendo sparire subito in bocca la cappella ed iniziare una lenta
discesa, mantenendo le labbra aderenti alla pelle.
Ne ingoia tutta l'asta. Trattiene il respiro, e affondava senza
indugio e ingoia più che può quel palo di carne. Sta ancora
ingoiando quando le mani di lui si posano sulla sua nuca e,
bruscamente, lo spinge giù verso il cazzo. Contemporaneamente, lui
inarca il bacino affondando il fallo fino in gola. Antonio si
ritrasse di qualche centimetro e, subito lui, incalza nuovamente,
tenendolo ancora bloccato la sua testa. Oramai le sue labbra sono a
contatto con le palle. Vanno avanti per qualche minuto, poi lui lo
lascia libero. Antonio espelle fuori il tronco di carne con una tale
violenza da strappargli una smorfia di dolore. "Ehi!! bocca d'oro
stai attento, ce lo solo uno di cazzo!?", dice preoccupato. E non
passa un secondo che ride e imbocca subito il cazzo, e comincia
nuovamente a succhiare con molto energia ma, pur facendo sforzi per
affondare più completamente, non ci riesce. Antonio era eccitato
veramente, e forse ha una voglia pazza di sentirselo tutto in fondo
alla gola anche se le mani del ragazzo sono saldamente ferme sulla
sua testa. Incomincia a tenerglielo bloccato mentre spinge il bacino
in avanti, una, due volte ed ogni volta il suo cazzo va sempre più
in fondo, fino a che non sparisce completamente nella bocca. E' un
cazzo di dimensioni normali per sua fortuna e adesso, una volta
vinto il senso dei conati, dimostra di non avere grosse difficoltà
ad ingoiarlo. E poi lui spinge lentamente, separando gli affondi di
svariati secondi. Questo gli da la possibilità di riprendere fiato e
prepararsi al colpo successivo. "Bravo bocca d'oro. Ora vengo!!!" I
suoi gemiti sono aumentati. Probabilmente, lui avrà aumentato la
pressione della bocca. Sono vere e proprie urla di piacere, mentre
il ragazzo gli trattiene la testa tra le mani, schiacciandola contro
il suo ventre. "Siiiiiiii, succhiacazzo!!", sospira. "Per favore,
continua. E' troppo bello, sei bravissimoooooo!!!" Intanto, scuote
il bacino in alto con movimenti convulsi, rendendogli difficoltoso
la pompa. "Oooooooh, proprio lì, siiiiiiii!!! Continua di più!!!",
borbotta. Improvvisamente le sue mani gli stringe i capelli, li
afferra con forza, e piega le gambe poter spingere di più le anche
contro la sua bocca che lo sta tormentando. Con un primo grido
spinge ancora più forte in avanti e indietro, dibattendosi e
scuotendosi fra le braccia, la bocca, le dita e la lingua di Antonio
che non mostra alcuna volontà di smetterla.
Il ragazzo ha accelerato i movimenti del bacino e le mani premono
più prepotentemente la testa di lui sul suo inguine, sino ad un
ultimo violento affondo che fa sparire ancora una volta il cazzo
nella sua gola, prima dell'esplosione. Comincia ad ansimare e, tra i
mugolii estasiati di Antonio, che lui gli sta riempiendo la bocca
con una lunga serie di schizzi di sborra. "Bevi frocio di merda,
bevi tutto la sborra e non perderne nemmeno una goccia!!" E Antonio
lo accontenta indifferente ai suoi respiri al movimento brusco del
bacino continuava a deliziarlo con la bocca, colpi di lingua e
inglobarlo, obbligato a beverlo tutto con un immediato orgasmo poi,
finalmente, si staccava, stendendosi al suo fianco, con un rivolo di
sperma che gli cola dalle labbra. "Che goduria!!", ansimava il
cliente. Antonio da vera troia teneva il mento sollevato, ha
spalancato la bocca mostrando a lui il suo sperma che se lo passa
tra la lingua, tutto imbrattato, intorno alle labbra. Non contento,
si aiuta con la mano, spalmando il liquido bianco e denso sulle
guance e intorno alla bocca. In questo modo si rivolge verso
di lui: "Quasi mi affogavi, con tutto sto sperma!!!" "Cazzo, te li
sei meritato i soldi. Mi hai fatto un bel pompino da favola!!!"
"Poverino. E' già stanco?", con una mano corre sul cazzo moscio.
"Dimmi frocio con altri clienti, lo hai mai fatto così?" "Si, certo.
Mica sei il primo a chiedermelo!!" Lui era sfinito, si tira su le
braghe. "Ok, frocio preparati per domani sera che ti fotto il
culo!!", disse soddisfatto. "Non ti preoccupare cazzone! Importante
che cacci i soldi!!!", ribatte Antonio. Per un mese Antonio,
all'insaputa del comando e suoi colleghi; intanto si faceva sbattere
da molti maschi almeno venti uomini a notte lo incularono ed
altrettanto succhiate di cazzo e bevve la loro sborra: giovani e
vecchi, bianchi e negri, Italiani, Marocchini, Turchi, Slavi ed
Albanesi, tutti ripetutamente lo riempirono di tanta sperma
nell'intestino e lo stomaco tanto da farsi un bel gruzzoletto in
banca.
Anche se quella situazione gli prese il sopravvento e non prendeva
in considerazione il suo collega, il Brigadiere Fabrizio che in
quando veniva a prelevarlo per la solita commedia del cliente si era
insospettito il suo modo di fare con certi clienti. "Dai monta
troia!?, che facciamo il solito giretto!!" "Che c'é, per caso sei
geloso!!" "Non fare lo spiritoso, sono un tuo superiore!!", chiuse
sbuffando. Ma quando Antonio si accinge a salire nell'auto e alza la
gonna per salire senza volere mostra evidenziando due belle chiappe
con un tanga che spacca il culo a metà, in quanto sente il
Brigadiere: "Però, sei niente male a culo!!!", dicendo questo
aspetta che lui depone le chiappe sul sedile. E poi con sveltezza
infila due diti in culo, e, facendo con essi la forma di un uncino,
e Antonio non se l'aspettava quella mossa, ma diede uno strillo di
sorpresa. Cerca di resiste con tutte le sue forze, anche se il
Brigadiere non si diede per vinto. Non curandosi di lui cominciava a
muoverli dentro e fuori su e giù per il buco lentamente, poi sempre
più velocemente, fino a farlo raggiungere dei piacevoli sensazioni,
i diti andava vigorosamente piantati fino in fondo allo sfinte, era
alle stelle, Antonio sorrise
ed era assai eccitato. Il Brigadiere lo tenne ben fermo e comandato
di divaricare le chiappe con le sue mani in maniera di sondare quel
buco del culo dove le sue dita entrarono facilmente dentro e capì
subito che il buchetto era già (sfondato da parecchi cazzi). "Brutto
porco!!, é aperto c'é l'hai ben allenato. Chissà quanti cazzi hai
preso con questo culo!?", si udì una sua risata.
Inizialmente Antonio era bloccato dalla paura, ma poi prova un
piacere profondo verso un suo superiore e comincia a rendersi conto
di sentirsi umiliato ed infatti lui diede due strattoni forti subito
dopo rimosse dal suo sfintere una cospicua quantità di sperma.
"Brutta zoccola!, facevi la verginella invece di sei fatto sbattere
da tanti cazzi e se godevi con i miei diti, immagino che ci hai
preso gusto a farti sfondare il buco del culo eh? Troia!!"
Nell'abitacolo scende un lungo silenzio
e poi Il Brigadiere riprende. "Cazzo???, adesso devo pure informare
la centrale!!!" Antonio dalla paura per le conseguenze che poteva
derivare lo guarda e lo implora: "Ti prego Fabrizio, non farlo ti
sarò riconoscente e farò tutto quello che vuoi se non lo dici al
comando!!!", disse con un singhiozzo. Il Brigadiere non resistette
più era emozionato, e voglioso al tempo stesso. Non passa un secondo
che Antonio sente lo zip di una lampo che si abbassava, e un bel
cazzo duro piantato sopra dei pantaloni. "Ehi!, cosa vuoi fare?" Non
sente risposta e viene afferrato dalla nuca, da una presa ferrea:
aveva il capo chino e guarda verso l'alto, intravede il ghigno di
Fabrizio, che si tira giù i pantaloni, gli fece abbassare la testa e
glielo caccia in bocca, senza tanti complimenti. Gli diventa grosso
tra le sue labbra, e gli riempie di male parole: "Porco di un
rottinculo, puttana, frocio, vacca, troia, succhiacazzi!!" Lui
urlava mentre Antonio quasi meccanicamente, incomincia a leccare i
coglioni e a succhiare quel grosso cazzo che si ritrova in bocca.
Fabrizio lo teneva per la testa tra le mani e comincia ritmicamente
a fargli fare avanti e indietro, senza che ce ne fosse motivo,
perché Antonio era così svuotato che non sarebbe stato capace di
scappare nemmeno se lo avesse detto lui.
Il Brigadiere inizia ad ansimare sotto quel lavoro sapiente del suo
subalterno che con le mani esperte lo stava segando il cazzo, e per
farlo diventare duro tira fuori la lingua e lecca la cappella,
percorrendo l’asta che diventa sempre più duro, per poi riprendere
ad ingoiare il cazzo ed iniziare di nuovo un lento andirivieni, un
su e giù lento ed infernale riempiendo le labbra di sperma. Ed lui
riebbe improvvisamente per quella sborrata del suo superiore che lo
colse di sorpresa, che finì in gola dove il povero Antonio cominciai
a tossire e il Brigadiere, ulula di piacere, venendo in faccia,
sulla sua maglietta, sul collo, gli sporca tutto e si lamentava un
po, ma lui continuava a strusciare il suo cazzo sulle sue labbra
lasciando una striscia di sborra sui lati della sua bocca che
ingoiava con evidente piacere. Ma vengono disturbati da un rumore,
fuori dalla portiera. Trasalirono pensando a un guardone. Il
Brigadiere con uno scatto felino uscì, lasciando Antonio pieno della
sua sborra impegnato a pulirsi come poteva, con dei fazzoletti di
carta. Uscendo dall'auto Antonio intravede Fabrizio con i pantaloni
calati sulle cosce, in quanto poteva scorgere le sue chiappe sode e
rotondeggiante, che si contraevano mentre lottava con uno
sconosciuto che scalciava, ed era difficile tenerlo fermo. Con un
tentativo disperato lo sconosciuto gli diede un morso al braccio e
ricevette in risposta un cazzotto che lo fece stordire a terra,
ritrovandosi con il Brigadiere
a cavalcioni su di lui. Fabrizio rideva, dando dei violenti
strattoni al tizio e senza accorgersi era rimasto con il culo
scoperto, e il cazzo fuori che penzolava sulla faccia
dell'individuo.
Antonio raccolse a terra un coltello e riconobbe in lui il mostro
che lo aveva violentato. Racconto tutto al suo Brigadiere e la
vergogna che subì. Con rabbia il Brigadiere infila il suo enorme
cazzo in quella bocca, poi si distese in lungo e inizia a scoparlo
con sfregio. Il maniaco si rivolta sotto quel corpo possente e cerca
di respingere in dietro quelle gambe muscolose, e pelose, quelle
chiappe dure e sode come marmo. Anche se nonostante si trattasse di
una vera aggressione verso a quel depravato senza tanti riguardi,
Fabrizio con violenza spingeva il suo cazzo in quella gola a
soffocarlo. E alla fine il Brigadiere lo inonda di sperma
obbligandolo ad ingoiare tutto sino all'ultima goccia. Dopo un paio
di secondi si ricompose subito e torna a sedersi sull'auto, il
mostro era ancora a terra stordito, Antonio lo ammanetta e lo fa
accomodare in auto.
Dentro l'abitacolo entrambi lo minacciano: se lui parlava di aver
rotto il culo ad un carabiniere lo sputtanavano tanto da essere
usato come sfogo sessuale dai carcerati, e lui dovette assecondarli
per non avere ritorsioni nelle carceri. Entrambi si guardano
soddisfatti e ridono con la promessa che ogni tanto si devono
ritrovarsi per una fottuta tra commilitoni. La trappola fu un gran
successo, il Capitano lo premia con la promessa fattogli. Antonio fu
tanto contento da coronare con la sua Elisa in un bel matrimonio, e
visse felice nella sua città natia con il grado da Brigadiere, anche
se ogni tanto si traveste da donna e si fa inculare da Fabrizio il
suo nuovo Maresciallo di caserma. |
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