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RACCONTI EROTICI |
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[ Indice
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Fu un martirio molto penetrante |
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[ by Mimi ] |
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"Negli anni settanta per motivi economici dovetti emigrare in
Germania e farmi una nuova vita. A quell'epoca tenevo 22 anni uno
dei otto maschi di una famiglia Italiana disagiata, dove tutti ci
arrangiavamo per portare un tozzo di pane.
Essendo un giovane biondo con gli occhi azzurri e timido, ed un
valido muratore ero ben messo fisicamente e non mi potevo lamentare,
anche se ero adulto non avevo ancora sviluppato la peluria, ad
eccezione del pube e di una traccia di barba sul viso. Nel cantiere
dove lavoravo ebbi una dritta che un cantiere in Germania a Monaco
cercava dei giovani valenti muratori
e la paga era buona compreso vitto e alloggio. Non ci pensai per un
attimo che già mi trovo con la valigia sul treno dove salutai i miei
e partì per la Germania. Nel tragitto inizio a fantasticare e a
volare con la mia fantasia: alle donne Tedesche che cercavano il
maschio latino, sala da ballo, cinema e teatri, ai ristoranti e le
strade i palazzi di Monaco,
al facile guadagno dove potevo comprare anche un'auto.
Ma all'arrivo sul posto rimasi molto deluso, mi trovai in periferia
fuori dalla città in un grande cantiere dove era in costruzione un
nuovo quartiere con tanti palazzi e delle baracche come alloggio. Lì
i miei sogni sparì in quella grande delusione, ma la voce del
capomastro mi riporta bruscamente alla realtà. Dopo che furono
sbrigate tutte le formalità, mi assegna in una baracca puzzolente
per trascorrere la prima notte in quel posto. Mi condusse dentro la
baracca dove incrociai un giovane tre anni più di me che usciva in
una specie di camerata di venti letti stremenziti e puzzolenti di
sudore e
di cazzi e altro, anche se successivamente con modo brusco e senza
molti complimenti. "Si mangia due volte al giorno, a mezzogiorno e
alla sera", disse scomparendo. La porta si chiuse pesantemente, il
capomastro si allontanava in fretta poi ci
fu silenzio, lì dentro vagavo con lo sguardo attraverso la stanza e
vidi piccole finestre che dava poca luce, un vecchio lavandino di
cemento, sormontato da un pezzo rotto di specchio, e un semplice
portasciugamani.
Improvvisamente si aprì la porta ed entra due uomini nella stanza.
Uno dei due prese dei stracci e lascia la stanza senza proferire una
parola. L'altro, quello che avevo visto poco prima, si avvicina a me
e si presenta con una stretta di mano:
"Piacere, io mi chiamo Mario". Io gliela strinsi. "Filippo". "Non né
una reggia, ma si può arrangiare almeno non paghi l'affitto!" "Si,
ma il bagno?" "Fuori c'é una baracca, doccia e cesso!", disse
lasciando la stanza. Nei giorni a seguire non legai molto con i miei
compagni di lavoro, mi era difficile essendo loro più anni di me,
anche se nella camerata certe volte tutto sembrava normale sino a
quando si andava a letto certi anziani invece di dormire, si
comportavano come bambini scherzando di brutto. Erano semi_nudi con
solo le mutande tra di loro si rincorrono dietro in tutta la stanza
e poi si buttano letteralmente sui letti stando avvinghiati ridendo
e strusciando le loro pertiche dure sui culi dei malcapitati
compagni, tanto erano presi dal gioco che con molta smania scenavamo
una finta fottuta ed erano visibilmente arrapati. Forse era un modo
cameratesco di fare, a mettersi supino sul letto, ed allargare le
gambe senza pudore, offrendo il culo al compare che d'altro canto,
non si faceva pregare strusciando con colpi secchi e rapidi,
emettendo entrambi gemiti di soddisfazione.
Non mi sarei mai aspettato che scherzassero in quel modo, ma loro
insistevano con sempre maggior forza. Sarà la mancanza di donne,
anche se dopo venni a sapere che le puttane Tedesche non la danno
facilmente ai Italiani e cosi loro si sfogano in quel modo. Certe
volte qualcuno perde la testa e cerca di calare le mutande per
ficcarlo sul pel il culo, ma viene subito dall'altro stoppato per
non essere passato da checca e usato come un giocattolo sessuale
nella camerata. Dopo un pò essersi sfogati in quel modo si alzano e
senza dire una parola si danno delle pacche sulle chiappe e, dopo,
si diressero verso i
loro letti buttandosi sopra soddisfatti. Lì dentro venni a sapere
che Carmelo un bel moro Siciliano di Palermo per sbarcare lunario
ogni tanto si sbatteva una vecchia checca Tedesca, che poi lo paga e
lui con quei soldi paga le puttane. Una sera di sabato, quasi tutti
nella stanza avevano pensato bene di andarsene in giro ai vari pab,
lasciando me altri due soli nella camerata. Ero molto depresso e non
sapevo cosa fare tanto da bighellonare sul letto con solo le mutande
senza fare niente e leggere un fumetto. Nella camerata Mario e
Fulvio, erano presi nel parlare tanto che non se ne accorsero
nemmeno di me, erano entrambi con le mutande e visibilmente
eccitati. Finalmente si accorsero di me: mi rivolsero un sorriso
malandrino e, come se niente fosse, continuavano a parlare di non so
cosa. D'un tratto, avevo trovato dei compagni di lavoro con cui
sarei stato curioso di instaurare un rapporto di amicizia. Dopo aver
finito a parlare, Mario si alza e si diresse verso di me. "Ti va di
divertirti un pò, frocetto?" Mi chiese, muovendo la mano sul bozzo
duro delle sue mutande.
La domanda mi sconvolse ma poi ripensai: forse mi dovevo comportarmi
come gli altri che si lasciano strusciare sul culo per una finta
fottuta. Non dissi una parola e, anzi, facendomi segno di tacere, si
distese sopra a me mettendosi in mezzo alle mie gambe mi attira a sé
facendo sentire il suo bozzo duro che mi premeva fortemente sul culo
mimanto una fottuta. Più io mi divincolavo, più lui mi stringeva
premendo forte sulle chiappe borbottando qualcosa di osceno che non
capivo. "Siiii!!, maschione fottimi tutto!!", dissi io scenando con
urla. Lui invece dall'alto aveva gli occhi chiusi e ogni tanto
aumentava gli assalti leccando le labbra, e nel farlo gli venne duro
anzi durissimo come un marmo. Tutto sembrava normale fino a quando,
si butta letteralmente addosso e ridendo cercava di calare le mie
mutande, a dilatarmi le chiappe ed appoggiare con durezza il suo
bozzo sul buco del mio culo. Io, lo scacciavo tenendo ben afferrato
le mie mutande che come un elastico lui tira per sfilarmele, anche
se pensavo che scherzasse, ma lui non scherzava, anzi insisteva con
sempre maggior forza. Non riuscivo a tenerlo a bada tanto da
riuscire alzare un pò le mutande da ficcare quel suo turgido in
mezzo alle mie chiappe.
E qui successe una cosa che non mi sarei mai aspettato: mi
meravigliai io stesso che il suo batacchio duro avvolto in quella
stoffa che lentamente mi penetra riuscendo a farmelo sentire sulle
crespe dell'ano che lentamente si apriva facendo entrare quella
punta dura, lui me lo puntava da vero porco abituato alla sodomia,
ma quel martellare mi procura ondate di piacere dove mi percorre dal
buco del culo e tutta la schiena. Ero sul letto molto accaldato
sbuffando un alito caldo nel suo orecchio, tanto era la goduria che
lo tenevo ben stretto con le gambe a me, in quei frangenti di minuti
persi completamente le forze, mollai la presa e lo lasciai fare
tutto quello che voleva con le mie mutande. Sentì la sua barba non
rasa di un paio di giorni pungermi sul collo, e con sorpresa inizia
a baciare sul collo.
La sua lingua era caldissima, quasi infuocata, leccava con molto
gusto dietro alle mie orecchie accompagnato dal suo lungo respiro
sul collo, e mentre borbottava qualcosa nelle orecchie: "Sta buono
biondino, perché ti agiti?", diceva lui molto arrapato. "Anni fa,
c'era un geometra tedesco proprio come te, carino biondo e Bono. Si
chiamava Franz, non era niente male e faceva la smorfiosetta come te
adesso nella sua baracca, ma dopo che glielo misi nel culo la troia
cominciava a prenderci gusto, non so se rendo l'idea!? Eh?, brutto
frocio di merda non lo senti, come è duro!!", disse spingendo la
stoffa rigonfia delle mutande. "E' colpa tua, sei troppo Bono lo
sai?" "Non capisco che cazzo vuoi fare!", dissi balbettando
dall'emozione.
Facevo fatica a respingerlo, ma lui mi frugava dappertutto e poi con
le mani mi stringeva le chiappe come se stesse spremendo
degli agrumi. Mario era un bel toro infuriato tanto che davanti
aveva un vero e proprio bastone di carne dura che faceva fatica a
restare nelle mutande. Quella situazione strana di un uomo così
maschio, che si interessa a me sessualmente, mi eccitava e
spaventava allo stesso tempo. In un tentativo disperato diedi un
morso sul suo collo e ricevetti in risposta
uno schiaffo e la sua faccia ridente. Ero stordito, lui scenava una
fottuta ed io scioccato dalla paura lo incoraggiai lasciandolo fare,
anzi collaborai avvolgendo le mie gambe ai suoi fianchi facendo la
parte della troia che godevo del suo assalto e, dava colpi secchi.
Senza accorgermi mi alza le gambe dove lui lestamente mi tolse le
mutande, la mia volontà era completamente annullata, il mio culo
ubbidiva con piacere quel trastullare, che mi stimolava l'ano per
lunghissimo tempo facendo sbavare di goduria. Godevo tanto da
chiudere le palpebre per una manciata di secondi e quando riaprì le
mie chiappe erano appoggiate alle sue cosce allargate al massimo ed
esponendo a lui il mio buchetto vergine.
Ancora frastornato vidi ergersi davanti ai miei occhi
un cazzo dalle
dimensioni riguardevoli, di almeno 20 cm. di buona fattezza.
Inaspettatamente e senza alcun preavviso, lo inserì nel mio buco del culo. "No!!, che fai?? Nel culo noooooo!!!!" Non mi fece finire che
mi urla di stare fermo. Ero terrorizzato, ma ero sicuro che mettersi
contro di lui serviva a ben poco tanto che affonda lentamente, ma
con decisione tutto il suo cazzo nel mio ano. Cercai di
divincolarmi, ma la sua muscolatura possente aveva facile gioco su
di me. Sentii, improvvisamente quel manganello di carne avanzare
senza sosta dentro al mio buco ex vergine, il dolore divenne
lacerante quando me lo mise tutto dentro fino alle palle. Urlai dal
dolore, era molto
le mie lacrime che scesero giù sulle guance, anche se avrei voluto
che la smettesse, ma lui noncuranza era impegnato con certi affondi
da vero porco, che accelerava il ritmo inculatorio senza pietà. "Vai
porcone, accetta il mio cazzo in culo e goditelo!", sbraitava ed
imperterrito, mi sodomizzava senza pietà. Ad un certo punto sentivo
le sue palle dure sbattere
sulle chiappe e capii che era tutto dentro. Lentamente comincia a
toglierlo, per poi di scatto tutto dentro a sentirlo
fino allo stomaco a ritmo sempre più crescente dove il culo mi
faceva un male boia e mi bruciava. Mario, continuava nella
sua fottuta sempre più inferocito e più inbufalito, il suo cazzo
tanto era grosso e duro che oramai ci dava dentro di brutto. Proprio
quando io cominciavo a mettere da parte la sofferenza per godere la
fottuta in quando il mio respiro sempre più affannoso con dei
rigagnoli di bava e sudore che colava dai lati della mia bocca
semichiusa, sembrava di non averne mai abbastanza e spalancai le
cosce dandogli la possibilità di immergere tutto dentro di me.
Non passa molto dalla violenta penetrazione che il piacere era più
forte del dolore. Cominciai a gemere con molta goduria e i miei
mugulii si confondevano con i suoi. Mi sentivo l'interno del mio
culo completamente riempito di tanto cazzo. Anche se Fulvio stava
seduto sul letto ancora a guardare con gli occhi sbarrati, e con il
suo bel cazzo duro in mano se lo segava eccitatissimo. Tra i gridi
di Mario che oramai stava per venire, mi rivolsi a lui come una
troia: "Voglio il tuo bel cazzo in bocca, dai cazzone fai presto. Oh
Dio come godo! E' troppo bello!" Fulvio arrapatissimo si avvicina e
mi porse il suo cazzo davanti alla bocca ed io non vidi l'ora di
prenderglielo tutto in bocca. Mi diedi da fare con una bella pompa,
me lo infilo e sfilo nella bocca, ma non riuscivo andare a tempo con
i suoi colpi sempre più violenti, tanto che Mario mi fotteva di
santa ragione. Dopo un poco il mio sfintere completamente sfasciato
da lui, non opponeva più alcuna resistenza al suo cazzo che
affondava sempre più velocemente, mentre, con mia sorpresa, il
dolore lancinante scomparve in poco tempo e il suo cazzo ci
sguazzava ormai dentro il mio retto dilatato. "Dai frocione,
prendilo nel culo e godi da troia che sei!", dice sbraitando. Di
tanto in tanto mi dava, anche, degli pizzicotti sui capezzoli, ed
infila la verga sempre più in fondo. "Aaaaah!!!, ci siamooo ti vengo
dentro puttana!" Non appena dette queste parole comincia a
penetrarmi con colpi più radi ma violenti. Con un urlo animalesco,
venne dentro il mio ano, riempiendo di sborra. "Frocio, stai
fermo!", mi disse mentre estraeva il suo cazzo.
Rimasi disteso sul letto, con le cosce aperte, con il buco slabbrato
e pronto a ricevere altro cazzo. Ora il cazzo di Fulvio era pronto,
senza mostrar pietà, divertito ed infoiato. Era in ginocchio sul
letto fra le mie cosce che le allarga e punta la sua dura cappella
sul mio buco slabbrato. "Porca troia Mario glielo hai allargato per
bene! A sto brutto frocio!?", disse divertito. "Ohhh? Dio mio che
cazzone!! Che cosa vuoi farmi, mio bel porcone!", dissi con molta
troiaccine. Ma lui era in tiro e senza tanti preamboli me lo ficca
tutto nel culo fino alle palle riuscendo a godere come una vacca. La
sensazione della parete dell'ano che si contraeva mi manda in
paradiso. Ma lui si ferma per un pò, poi inizia a scoparmi
lentamente senza fermarsi andando avanti per almeno un quarto d'ora.
Quando sentì che il mio culo era ben aperto inizia ad aumentare
il ritmo dando colpi secchi sempre più decisi e profondi. Prese a
scoparmi di brutto sfondando il culo e insultandomi oscenamente su
quanto fossi una vacca. Mi dava certi colpì così forti che faticavo
a sentire quel palo conficcare nelle mie viscere. Mi scopa a lungo
accelerando ulteriormente i colpi per poi piantarsi completamente
nel mio culo squartato, e goderne
tanto da sborrare dentro lo sfinte con tanti schizzi di sborra da
riempirmi lo stomaco. Senza dir parola Fulvio si sfila dal mio ano
sgocciolante di sperma, si rimise le mutande e insieme a Mario vanno
nel bagno lasciando il mio buco completamente slabbrato ma
soddisfatto. Ero rimasto solo nella stanza e non sapevo bene che
cosa fare; é una sensazione che mi sentivo svuotato, mi sentivo
perso, mi sentivo veramente da schifo; ero appena venuto con due bei
cazzi duri nel culo, avevo l'ano distrutto e mi sentivo una merda in
una simile situazione. Però, confesso, tutto quello che me capitato
mi piaceva parecchio, visto che il mio cazzo, da quando i due
avevano iniziato a scoparmi, era diventato duro e duro era rimasto
per tutto il tempo della fottuta.
La visione del mio cazzo ormai moscio e sporco del mio sperma, anche
se sentivo colare ancora il caldo sperma dei due cazzoni dal mio
buco di culo. Forse la consapevolezza soprattutto in quel momento di
non essere più vergine, e con le dita provo
ad aprire le chiappe del culo; era più che aperto di prima, e provai
a passare un dito fra le crespe dell'ano, ed curioso lo ficco nel
buco inondato di sperma e dolorante dappertutto dove era slabbrato e
pieno di sperma fino all'estremo. Il contrasto con un dito, due e
tre, ed oltre mi fece provare una sensazione strana e più spingevo
io, stringevo ancora di più le chiappe, provocando una strana
reazione; più stringevo, più godevo e più mi veniva da stringere.
Non mi ero accorto che Mario e Fulvio stavano sulla porta e appena
li vidi iniziarono a sorridere scuotendo la testa. Con una certa
aria di disprezzo iniziarono a dire: "Certo che sei proprio una
puttanella eh? Brutto frocio che sei!", disse divertito Mario. "E
vero, ci hai preso gusto eh? A prenderlo nel culo!!", aveva
sottolineato Fulvio con un tono forte. "Che c'é finocchietto ti
brucia? Il culo?", mi disse Mario quasi con aria di sfida. "Si, un
pò!?", osai dire a mezza voce. "OK, ho quello che fa per te!?", e
così dicendo mi fece mettere a quattro zampe sul letto; in breve
tempo inizio a sentire delle mani che cercano di aprirmi per bene le
chiappe e senza opporre resistenza li lascio fare. Senti svariate
dita dilatare il mio ano. "OK, adesso culorotto rimediamo
presto!!!", dicendo così, mi fece mettere con la schiena sul letto e
tre cuscini sotto al culo con le gambe in alto. "Vediamo se lo
prende anche in profondità, sto rottinculo!!!" E così dicendo,
Fulvio tira fuori dalle mutande il suo lungo cazzo ed inizia a
scoparmi senza troppi complimenti.
Mario dietro a me mi teneva fermo per le spalle e chinando sbatteva
sul mio viso la sua nerchia dura chiuso nelle mutande, in quanto ad
ogni colpo che Fulvio affondava dentro di me, io sbattevo il volto
pienamente sul suo pacco duro. Io, con le mani libere abbasso le sue
mutande che salta fuori un bel cazzo dritto e duro, che velocemente
lo inglobai tutto facendolo sparire in bocca. Con molto fatica, dopo
averlo ricacciato e leccato a lungo e infilato quel cazzo di nuovo
dentro la bocca iniziai a succhiare; sapeva ancora della sborrata
precedente, ma feci di tutto per succhiarglielo bene a fondo. Ma lui
non soddisfatto mi tira a se la mia testa per i capelli e
guardandomi negli occhi mi disse: "Bhé..? Brutto frocio, ci hai
preso veramente gusto!!!" Annuii, in effetti ero eccitato parecchio
e forse era vero ci avevo preso troppo gusto. Mi sentivo eccitato
tantissimo da succhiare con molta goduria il suo bel cazzo e lui
pareva esserne più che fiero, considerando i suoi mugolii di
piacere. Continuò così per un quarto d'ora, mentre Fulvio mi fotteva
con spinte forti io continuavo a leccare voglioso tutta la sua
verga, succhiandogli anche le palle, spinto dalla libidine cerco di
avvicinare la mia testa al suo cazzo riuscendo a prendere tanti
schizzi di sperma. Almeno una decina di volte, uno dopo l'altro,
vennero nel mio culo, allagandomi le chiappe. Poi, quando questi
terminarono, mi costrinsero questa volta, però, in bocca e dovetti
fare un bocchino a tutti due, chi leccavo solamente l'asta, a chi
succhiavo anche i coglioni.
Passò così un'altra ora, sentire i due cazzoni entrare ed uscire da
me e le loro parole come troia, frocione, puttana non fecero altro
che eccitarmi ancora di più e quando sembravano soddisfatti, mi
gettai sul letto sfiancato dal troppo cazzo. "Che ne dici frocio? Te
piaciuto?" In un attimo mi trovo gli occhi di loro che mi guardano
interrogativi, ma con un certo ghigno. Risposi a mezza voce, come al
solito, un semplice: "Si, certo cazzoni!!" Ma sfortunatamente per
loro e me in quel momento entrano nella camerata i compagni di
lavoro, di ritorno dalla bisboccia notturna. Avevano un pò bevuto,
ma non sembrano fuori di testa: eppure nel vederli entrambi nudi con
i cazzi ancora duri e sporchi di sborra, e lì accanto io pronto a
ricevere ormai di tutto. Al primo imbatto cominciarono a parlare tra
loro, io pensavo che Mario e Fulvio dovevano spiegare l'accaduto, ma
ben presto mi resi conto che non era proprio così; infatti loro ci
guardano e ridevano toccandosi le patte
dei pantaloni! I loro cazzi chiusi in quelle stoffe diventano di
dimensioni mostruose. Mi aspettavo che Mario e Fulvio si sarebbero
fatti sotto per aiutare gli altri a fottere il mio culo, e la cosa
mi fece accapponare la pelle tanto da girare intorno per vedere come
potevo fuggire per evitare di farmi inculare da 19 cazzi. Invece,
stranamente, nessuno di loro si mosse e tutti continuavano a
ridacchiare ubriachi davanti ad uno spettacolo divertente. Davanti a
me il capomastro anche lui con il volto alticcio, si era aperto la
patta dei pantaloni e aveva tirato fuori un cazzo dalle dimensioni
ragguardevoli, 18 cm. di salsiccia umana che sventolavano davanti ai
miei occhi.
Non era quello il mio intento, non ci avevo assolutamente pensato,
ma la situazione era proprio quella. Pure gli altri, in piedi, si
erano slacciati i bottoni dei pantaloni, chi le cerniere, e avevano
tirati fuori degli invidiabili arnesi da monta. "Cazzoo?, ragazzi
non sapevamo di tenere tre frocioni in calore!!", disse sbalordito
il capomastro. "Mi sa che stasera abbiamo trovato tre zoccole da
soddisfare i nostri cazzi duri eh, ragazzi!!!", ribatte lui con
soddisfazione. Non diedero tempo ai due di spiegare che già erano
circondati da dieci cazzuti pronti a fotterli nei loro culi vergini.
Ma Mario e Fulvio colti dal terrore di prenderlo nel culo entrambi
nudi urlano e saltavano su tutti i letti, ma vengono prontamente
presi
e bloccati, malmenati e spinti verso in fondo alla camerata. Ed io
dalla paura svenni. Quello che seguì immediatamente dopo non lo so:
so soltanto che quando mi risvegliai in un lago di sudore e sborra,
mi resi conto che ero circondato da sette uomini nudi con dei cazzi
enormi e duri: Solo allora misi a fuoco quei strumenti da monta che
avevo lì a portata di mano. C’erano due cazzi inverosimilmente
entrambi lunghi e veramente larghi e grossi, con delle cappelle
completamente scapocciate di colore porpora che pulsavano, sotto la
loro stretta ferrea di mano. Un altro gran bel pezzo di cazzo era
invece piuttosto più lunghetto dei due, ma non come quello del
capomastro, molto venoso, che puntava leggermente a sinistra, e che
spuntava fuori da un ventre pelosissimo, e sotto il quale
penzolavano due palle pesanti e pelosi che dondolavano
freneticamente avanti e dietro perché si stava facendo una poderosa
sega a due mani. Gli ultimi tre che potevo ammirare, era piuttosto
sulla norma per dimensioni e proporzioni, e non era scappellati
completamente.
Non capendo ancora e vedevo poco chiaro, ero ancora stordito quando
sentii gridare Mario e Fulvio, non mi dietero tempo di guardare
quando due mani forti mi afferra e mi rovescia a pecorina e tenuto
fermo da tante altre mani e poi in quella posizione vidi che
venivano fottuti anche loro dai suoi compagni, anche se loro
supplicano a fermarsi che gli facevano male il culo e disse loro di
tirarlo fuori. Urlano e piagnucolano come dei bambini. Erano
afferrati e collocati sull'orlo dei lettini e tenuti fermi da dieci
uomini nudi, e quando quello finì, uno dopo l'altro prese il suo
posto dove tutti vennero nei loro culi, allargando le chiappe in un
modo senza uguali. Potevo vedere quelle belle verghe enorme e
totalmente dure e dritte, che chiedevano ai loro compari di aprire
bene le gambe per fotterli bene nel culo. Adesso loro due non erano
più dei tori da monta, che mi sfondava con molta rabbia il mio
povero culo, ora sono due vacche pronte da farsi montare da altri
tori più infuriati di loro. Quel branco di uomini se li stavano
fottendo con dei poderosi cazzi duri, entrambi i buchi erano tappati
tanto da non sentirli più a piagnucolare. Ed io ero assorto
incollato a quella violenza che vedevo che passa Mario e Fulvio.
Alcune sberle mi fecero ritornare alla realtà dove gli altri sei mi
guardano con disprezzo e voglia, ed una voce roca da dietro mi
diceva all'udito: "Adesso fai il bravo non ti facciamo nulla ci
vogliamo divertire anche noi e farti sto bel culetto!!!" Così
dicendo potevo sentire i loro respiri quando si sistemarono attorno
a me.
Qualcuno di loro comincia a leccarmi in viso, mentre un altro i
capezzoli altri il culo, chi mordeva e leccava, sentivo le loro mani
ansiose che mi entravano tra le chiappe forzando duramente l'ano non
più vergine ed ormai perfettamente lubrificato e allargato a dovere.
Parlano e ridono anche se uno di loro mi afferra il mio cazzo e
inizia a masturbare, facendo diventare duro e poi sentii una calda
sensazione di uno di loro che si era infilato il mio arnese in bocca
ed aveva iniziato a farmi un bel pompino, che continua a succhiare
profondamente. Il loro modo di fare con quella foga cominciava a
piacermi e il dolore dei loro morsi sui capezzoli mi piaceva, e poi
sentire le loro lingue ruvide nell'ano, e le mani che mi aprivano
con forza le chiappe ed essere trattato come una troia mi eccitava
tanto che il mio cazzo schizza tanta sborra. Non avrei voluto
smettere per nulla al mondo! Uno mi dette un cazzo da leccare ed io
lo ingoio in un sol boccone dove con tutte e due le mani agitavo la
mia lingua insalivando e leccando. Loro se né accorsero che ormai
ero eccitato. "Sei proprio una lurida zoccola, dai lecca troia lecca
sti cazzi!!!!" Dalla foga non capivo più un cazzo, uno e più cazzi
entravano in bocca e mentre due mi fottevano letteralmente la gola
subito dopo vengo fottuto nel culo dal capomastro.
Due mi afferrano le mani posando sui loro cazzi in modo da segarli e
così gli atri potessero agire in tutta tranquillità,
l'altro invece continua a incularmi anche se i due cazzi in gola
assieme mi sbattevano le palle in viso. Avevo la bocca allargata a
dismisura e non potevo muovermi, anche se l'altro intanto mi aveva
infilato tutto il cazzo nel culo agitando su e giù ed io sempre più
eccitato! A turno mi impalano brutalmente infilando in un sol colpo
tanta carne di cazzo e mentre mi fotteva violentemente con due cazzi
ancora in bocca l'altro prese a mordermi violentemente i capezzoli.
Quello sotto spingeva talmente forte che io non dovevo far altro che
star fermo e lasciarmi spompinare. Con una spinta violenta quello
che mi stava inculando mi sborra nel culo con un lungo grugnito.
Alzandosi mi butta sul materasso e io rimasi qualche istante
immobile col culo all'aria, dove dall'ano mi cola la sua sborra,
sentivo i suoi grumi di sborra scendere dal mio culo fino alle palle
per poi perdersi sui peli del mio cazzo. Quello che mi aveva
inculato porta il suo cazzo alla mia bocca dolente ancora del doppio
pompino, per poi farsi ripulire: "Troia, pulisci tutto e lecca
bene!", mi ordina. Io, obbedisco ed infilo tutto il suo cazzo ormai
moscio in bocca, e lecco golosamente! Comunque devo dire che per un
pò mi inculano senza mai lasciare il buco, e sempre
pieno di cazzo.
Io ormai ero fatto, mi godevo quei cazzi facendo sentire la più
troia delle puttane! Con molta soddisfazione riuscivo a trovare un
buon ritmo, sentire nel culo un movimento ritmico su e giù deciso e
continuo da sembrava di avere nel culo un palo. Ero così pieno di
cazzi! Che avevo goduto come una vacca, allargando la bocca e culo a
dismisura, sborrando litri di sperma sul mio viso ed io ero lì steso
sul letto con la faccia piena di sperma col cazzo ancora duro per
l'eccitazione! Mentre con una mano mi ripulivo il viso di sperma
ingoiando golosamente, con l'altra mano mi segaii il cazzo ormai
dolorante dall'eccitazione. Dopo un pò i sette ancora con i cazzi
duri vanno verso l'altro gruppo che si stavano godendo Mario e
Fulvio, ed entrambi li vedo che godevano come troie nel prenderlo
nel culo tanto da incitare quei tori a continuare nel fotterli.
Entrambi soddisfano dieci uomini, uno dopo l'altro, gli vennero nel
loro culo e bocca, allargando in un modo pauroso le crespe del buco
del culo. Poi, quando questi terminarono, costrinsero a loro di
sedersi sul letto ed uno per uno dovettero fare tanti pompini a
tutti loro, chi leccandogli solamente l'asta, a chi succhiando anche
i coglioni e poi gli riversano in bocca, tanta sborra da soffocarli.
Passa così dieci minuti, e quando sembrano soddisfatti, parve tutto
finito, mi alzai tutto a pezzi con il culo rotto e sporco di sborra
pensando che era finita, ma mi ero sbagliato perché i dieci che si
sono goduti il culo e bocca di Mario e Fulvio si erano goduti anche
il mio culetto sfondato. Mi ributtarono sul materasso e dissero:
"Sei la nostra troiona, e ti piace molto i cazzi, eh porco?" Ormai
ce l'avevo tutto rotto.
E l'idea di essere di nuovo posseduto in bocca e in culo mi dava una
sensazione mai provata. Godevo del piacere goduto e godevo per il
piacere che stavo dando a quei maschioni che mi stavano scopando il
mio povero culo. Il tipo che mi stava scopando in bocca per diverso
tempo, sembrava avere una grande resistenza, ma io ne avevo
altrettanta. "Adesso ti vengo in bocca frocio!! Godooo. Ahh!! Ah!!,
ahh godooo!!!!", gemette. Infatti la sua foga era aumentata e
sentivo il suo cazzo in bocca che era diventato più duro e grosso
sborrando in gola. Caldi densi schizzi di sborra che schizzano
violentemente nella mia gola, sul palato, riempiendomi la bocca.
Ingoiai tutto, e con la lingua gli ripulii tutto il cazzo che
lentamente andava sgonfiando, mentre lui rallenta il ritmo ma
tenendo sempre nella mia bocca.
Una volta ripulito e completamente a riposo, interruppe quel pompino
e me lo tolse dalla bocca e quasi contemporaneamente
un altro cazzo era pronto, anche il tipo che mi stava sfondando il
culo stava venendo perché mi sentivo afferrato ai fianchi con più
forza, ed aumenta il ritmo della scopata. La sua asta ancora più
dura e i suoi affondi diventano più violenti e profondi tanto di
arrivare quasi sullo stomaco, e dove imperterrito dava ancora alcune
spinte e poi godette. Come un vulcano, erutta tanta sborra bollente
da schizzare nelle viscere densi e abbondanti schizzi di sperma, mi
sentii inondato, riempito. Sentivo le spinte diminuire di intensità
e frequenza, ma mi rimase dentro fino a quando il cazzo non si
ammoscia. Poi lo estrasse, mi sentii colare un pò di sperma dal buco
del culo.
Mi sono quasi dimenticato di Mario e Fulvio, il quale avevano subito
il medesimo trattamento. "Cazzo ragazzi abbiamo trovato tre cagne in
calore come si deve. Adesso frocetti preparatevi a fare indigestione
di sborra, vi aspettano mesi e anni di cazzi da prendere con
parsimonia!?!", disse il capomastro rivolgendo prima agli altri e
poi a noi. Quella notte dovetti dormire nel letto col capomastro che
mi fece poppare e mi prese nuovamente. Il sabato e domenica passano
per la mia bocca e per il mio culo altri cazzi.
Quando vidi Mario e Fulvio, con lividi prodotti dai colpi ricevuti e
che stavano obbligati a poppare le verghe o a dare il culo a
qualunque che pagasse per loro. Vidi che i nostri servizi da troie
nel cantiere ci dava una bella rendita. |
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