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RACCONTI EROTICI |
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[ Indice
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Umidi |
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[ by Mimi ] |
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Un giorno io e mia moglie eravamo a casa da soli, e prima di
cenare decisi di fare subito una doccia quando sento bussare alla
porta. Con l'accappatoio di spugna indosso apro. Era Andrea un
nostro carissimo amico tutto bagnato dalla pioggia. Aperto lui mi
guarda interrogativo e poi mi saluta, sorpreso di vederlo lui mi
chiese; se poteva telefonare ad un taxi per tornare a casa. Tanto
che consigliai al mio amico di levarsi gli abiti bagnati e farsi la
doccia perché poteva buscarsi una polmonite, anche se con molta
insistenza lo faccio telefonare a casa per rimanere a cena da noi.
Fu una serata affrontata con molto amicizia: in camera gli preparo
la vestaglia e, altra cosa che gli serve, poi lo invito a precedermi
alla doccia che dopo lo aspettavo giù in cucina. Non ci fece
aspettare molto, che neanche un quarto d'ora lui era giù dove ci
raggiunse ed entrando inavvertitamente la vestaglia si schiude
appena che si vede distintamente, fra le sue gambe penzolare
un
grosso cazzo semi_duro. Cerco di non farci caso, anche se gli occhi
di mia moglie erano calamitati a quella vista inattesa e subito
distolti chiedendo se io me ne sono accorto di lei che lo stava
guardando. Ma evidentemente Andrea non era conscio dello spettacolo
che stava dando, ed allora io approfittai di farmi una doccia
lasciandoli soli nella cucina. Ero in camera per andare sotto la
doccia e sfilando l'accappatoio mi accorsi che il pacchetto delle
sigarette non c'era, mi sa con la fretta le ho lasciate sotto e
purtroppo senza fumare dopo la doccia non ne potevo farne a meno.
Allora scesi giù per riprenderle, ed appena giunto alla porta quasi
mi bloccai sentendo dei rumori che proveniva nella cucina: dei
gemiti, risolini, mugolii e sospiri, con frasi soffocate o
sussurrate; tutto era molto strano. Quei pochi istanti che
trascorsero la mia mente non voleva credere, ed infatti nel
procedere silenziosamente scostai la porta tenendola socchiusa e più
aprivo e più quei rumori soffocati, quelle mezze parole, quei
grugniti si intensificavano. Mi affacciai all'uscio della cucina e
guardai. A quel punto rimasi sconcertato, in silenzio a bocca aperta
e con gli occhi fuori dalle orbite vedo distintamente in uno
specchio e potevo intravedere i volti di entrambi. La faccia di mia
moglie era trasfigurata dalla lussuria e dal godimento del momento.
Mentre la faccia di quel bastrardone del mio amico che, la palpava e
la baciava con la lingua dentro la bocca. Aprendo di più la porta
potevo vedere Elena semi_nuda, e messa a pancia appoggiata al
tavolo, con le sue grosse tette che sballonzava, e lui da dietro la
inculava violentemente strizzandole le poppe e dando forte spinte da
mozzafiato. A quella scena che mi si presenta era dell'incredibile,
lui la stava stantuffando come un martello pneumatico e la sua
grossa verga dura era dentro al buco di lei, spingendo così forte da
far traballare il tavolo.
Anche se la troia non sembrava contrariata anzi la sentivo gemere: "Ahhhhhhhhhh!!!!,
spaccami il buco del culo cazzone!!" "Sei una gran fica e sei anche
puttana!!" "Ahhhhhhhhhhhhh!!!! Sìiiiiiii, sfondami sono la tua
maiala, dai che a quel cornutone lo faccio contento!!!" "Siiiii!!!,
troia!!" A sentir quelle parole, io rimasi come allucinato. Che
cazzo stavano facendo quei due?!!! Io ero incazzato ma anche un pò
arrapato. I due maialoni non mi avevano visto perché erano entrambi
rivolti leggermente di spalle rispetto alla porta d'ingresso della
cucina dove ero posizionato io. Quello che adesso avevo davanti agli
occhi era un bastone di carne venoso e dura, dalla cappella rossa e
grossa che entrava e usciva dal quel culorotto di mia moglie. Una
volta realizzata la scena che avevo di fronte, subito il mio cazzo
si era indurito, così, involontariamente, io senza pensarci mi stavo
godendo apertamente quella cavalcata con una bella sega. "Ti sto
sborrando nel culo, troia!!!" "Ahhhhhhhh!!!! Siiiii!!!!, cazzone mio
vengooooooo!!" Ciò che mi colpiva e mi eccitava era come faceva quel
cazzo duro e grosso entrare e uscire così facile e ripetutamente, in
quel buco da me mai violato. Anche se dopo ho capito
il suo modo di guardarmi prima di entrare in casa, il porco aveva
una tresca da molto tempo con la troia. Ma poi i loro sospiri mi
riporta a guardare con molto interesse quel grosso sacco di palle,
che picchiava sodo sul quel buco arrossato di quella puttana.
Guardai esterrefatto le sue cosce muscolose e senza peli del mio
amico che mi eccitava mentre affondava
con spinte forsennate sborrando immensamente, in quanto potei
scorgere il suo bel culo sodo e rotondeggiante, anch'esso
completamente senza peli. Silenziosamente mi ritirai indietro per
timore di essere scoperto in quanto ero molto stupefatto per la
situazione creatasi, ma contemporaneamente immensamente eccitato.
Ero sotto la doccia a rilassarmi, e cercando di calmarmi per non
pensare più al tradimento di mia moglie. Ed uscito dalla doccia
infilai l'accappatoio per asciugarmi, e poi asciutto misi la
vestaglia di seta andando verso il letto e mi distesi orizzontale
ancora confuso, irritato, imbarazzato, congestionato, non lucido,
stranito insomma, per le corna ricevute da un carissimo amico. E
senza accorgermi Andrea entra nella stanza sorridente ed era ancora
indosso la mia vestaglia, mi stese le mie sigarette e si mise a
sedere sul letto coprendo il suo cazzo moscio con un lembo della
vestaglia, mentre accendevo una sigaretta lui era accanto a me sul
letto scherzando e dicendo qualcosa. Io, l'ascoltò fumando senza
interrompere fin quando disse: "C'è poco da fare, sto passando un
periodo un pò nero in questi momenti!" "Che vuoi dire?", domandai.
"Dico non so, forse la crisi di virilità che colpisce tanti uomini
della mia età, saranno i problemi che ho sul lavoro, con i colleghi
che appena possono ti fanno il culo, o forse il fatto che
ultimamente non mi sento più molto vicino a mia moglie!?" "E
allora?", dissi. "E allora niente!!", disse incerto. Anche se io
tutto il tempo non aprii bocca, perché di tutte quelle sensazioni
che trasparivano sul mio volto, non sapevo quale fosse quella che
prevalesse sulle altre. Continuavo a non dire nulla, limitandomi a
starlo a sentire in quando lui aveva la voglia di sfogarsi, senza
alcuna implicazione sentimentale e morale. Poi si distese accanto a
me, mentre vede che ero disposto a sentirlo: "Ma allora, che
faccio?" "Devi decidere tu, se l'ami ancora?" "Forse!" "Ma, bene!
Sino ad ieri avresti risposto: Sì, certo che l'amo; ed ora che fai?
Mi rispondi: forse?" "Hai ragione, ma sono confuso. Non so più cosa
provo per lei, questa sera non sono in vena per queste cose!?!"
"Questa è una cosa che devi dirmi tu!" "Cosa?" "Se tu sei capace di
ripagare il tempo e dell'amore che ti ha dedicato lei in questi
ultimi anni!!" "Non lo so?? Certo, lei mi ama; ma insomma non mi da
tutto quello che desidero, soprattutto il suo bel culo!!" "Cazzo?,
hai detto niente!" "Bhe!, adesso ti ci metti anche tu?, anche se un
buco qualsiasi alla fine è sempre buono!!!" "Appunto!, quindi puoi
provare a dargli una bella botta per vedere se cambia idea??" "Eh,
se non cambia idea??" "Bhe, allora la botta te la do io a te!" "La
botta!, me la dai tu? Cosa intendi!", mi domanda stupito e ancor più
confuso. "Ti sei bevuto il cervello o hai bevuto?", concluse
perplesso. "Però!, vedi che quando vuoi sei sveglio!", dissi io
fissando con un gran sorriso. "Sei sempre il solito!", incalza lui.
Così dicendo con una mano ho stretto il mio cazzo, era duro come
l'acciaio, che attraversa la vestaglia ed era chiaramente visibile.
Ero arrapato ormai come un toro, e d'istinto, senza pensarci, gli
dissi: "Se vuoi per risolvere questo tuo problema ti posso darti una
mano!!" Adesso era lui, che mi fissa con aria interrogativa. "Come
sarebbe a dire?", disse preoccupato.
Ed io non dissi nulla, ma nel giro di pochi secondi, feci un balzo
sopra di lui, e sollevando da dietro la vestaglia che gli copriva il
suo bel culo, gli divarico le gambe e mi sistemai tra di esse. Il
mio cazzo era veramente tosto e pienamente in tiro, infilo dentro
velocemente e stavo per metterlo in culo per tutta la lunghezza che
poteva entrarci, quando Andrea se ne esce dicendo: "Ma che cazzo
fai? Ma che sei frocio?" Era quasi pronto per essere fottuto da me,
e in quel punto non lo mollai stringendo per la gola lo strinsi
forte quasi a soffocarlo. "A proposito la botta a me, l'hai già
data!", dissi con sarcasmo. "Coosa?!", esclama con voce strozzata.
"Si, stronzetto giù in cucina con la vacca di mia moglie. Di sicuro
carogna non né era la prima volta che te la scopi, e così hai
risolto il tuo problema? Ora io risolvo il mio!!" E poi ripresi:
"Forse avevi ragione tu, sai. Quando uno è arrapato come adesso lo
sono io, qualsiasi buco alla fine è buono. E il tuo buco per questa
occasione mi pare proprio ottimo!!!" Anche se lui reagiva, lo
impedivo a muoversi e con la stretta alla gola lo tenevo buono.
Sputo della saliva sul palmo aperto della mano, e con la stessa mano
scappellarmi il cazzo e lubrificarlo. Gli diedi due manate sulle
chiappe facendogli male, e poi lo afferro per bene e me lo tiro più
a centro per avere migliore accesso al suo buco del culo. "Adesso
stronzo, ti darò quello che tu volevi da tua moglie!?", sibilo con
cattiveria. Non gli diedi tempo di reagire che punto il mio cazzo
verso il suo buchetto vergine e menare un gran colpo che lo ficco
con determinazione e rabbia, forse con molto disprezzo e quasi
disumano. Anche se lui prova un dolore terribile e cerca di
divincolarsi dalla presa, ma
io lo bloccò prendendolo per i capelli, mi avvicino al suo orecchio
e con voce piena di rabbia e parlando a denti stretti sentenziai:
"Il tuo buco è troppo stretto, che tu lo voglia o no questo cazzo te
lo ficco tutto dentro e se collabori ti farò sentire il minor dolore
possibile, in caso contrario patirai le pene dell'inferno!" "Va
bene, va bene? Farò tutto ciò che vuoi ma ti prego fai piano!!!"
"Allora dimenati, muovi le chiappe, voglio che ti dai da fare pure
tu, non mi piace infilarlo in un culo morto!!??", dissi incazzato.
Nonostante fosse titubante obbedii, stese le braccia davanti e con
le mani ben afferrate ai bordi del letto, si dava più forza per
spingere, per farsi penetrare e sfondare. Allora io, giù in
picchiata! Il suo sfintere pur stretto come era, non riuscì ad
opporsi a lungo alla vigorosa pressione della mia asta poderosa. Lui
inarca i reni per il dolore atroce, vorrebbe gridare ma il grido gli
si strozza in gola mentre gli sfondo per bene il buco del culo.
Cerca ancora di divincolarsi, il suo ano si contrae con tutte le sue
forze, ma invano: io gli affondo dentro con una serie di forti
colpi, finché riesco ad infilarglielo tutto dentro. Iniziando poi a
fotterlo con vigore, senza fretta e ad ogni colpo lui emette un
gemito. "Ahi?!, ahi?!, ahi?!, aah?!, aah?!?, aaaahh!!!!!" Il
bastardo guaiva, ed io con rapido ritmo gli corrispondevo dei
vigorosi colpi con cui gli trapanavo quel splendido culetto vergine,
penetrandolo sempre più a fondo. Lo sentivo che moriva di dolore, di
vergogna, di paura. Lo sento quasi a piangere: ma non ci riesce.
Così Andrea dovette cedere e spingere le sue chiappe sul mio cazzo e
andare avanti ed indietro per qualche istante in quanto possibile a
quella posizione non comoda, per incontrare i miei movimenti, per
prolungare gli affondi. Eccitato come una bestia in calore
continuavo a trivellare le sue budella con forte spinte da bestione.
La sensazione che provavo era piacevole, ma poi lo estraggo quasi
completamente e con un secco colpo di reni glielo infilo tutta la
mia mazza per intera nel suo culo, e lo fotto con molto vigore,
stringendomi forte alle sue spalle lui geme, ed io ansimo. E
finalmente gemette ancora, le sue anche scosse da involontari
sussulti frenetici. Poi feci una pausa, il mio cazzo era
completamente immerso nel più caldo, nel più piacevole, nel più
appetibile e stretto buco di culo che mai avessi fottuto in tutta la
mia vita da etero.
Lui faceva forza sul petto e sulle ginocchia, sollevando il bacino
arretrando finché io spinsi in giù nuovamente, con più energia. Dopo
alcuni di quei colpi, i suoi urli di dolore si trasformarono in
spasimi di godimento. Sentendolo godere allora accelero il ritmo
della fottuta e lui comincia a muovere le anche verso l'alto,
spingendosi con forza contro il mio pube.
Non smisi di fotterlo con crescente gusto e lui inerme sotto di me
non gli diedi respiro. "No, non fottermi così o cazzo vengo!! Oh
diiiio! Me l'hai fatto venire così duro, tu brutto frocio!!! Oh
Diiio! Non ci posso credere sto godendo di culo!?", esclama con voce
roca, ma con goduria. Fu solo questione di attimi che diedi un paio
di colpi decisi e pianto il palo bene a fondo nel suo culorotto.
Finalmente raggiungo l'orgasmo spingendo bene a fondo dentro il suo
sfinte e lasciò partire una scarica di sborra che gli riempio il
budello. Poi si lascia andare di colpo ancora tremante, anche se io
ripresi il ritmo oscillatorio nel suo buco sfondato, accompagnando
ogni profonda inculata con un grugnito di piacere. Andrea ed io,
restiamo per alcuni istanti immobile, ansimante, sfiniti, e
appagati, molli come due gelatine e soddisfatti come dei porci. Lui
disteso e soddisfatto sul mio letto ed io sopra la sua schiena per
riprendermi da tutto quello che era accaduto così velocemente. Ero
quasi incredulo di quello che fosse successo, e di come fosse
successo.
Mi levai dal suo culo sfondato e mi distesi accanto a lui, per
ascoltarne il suo respiro convulso che si stava placando. Fu allora
che gli dissi: "Ascolta, mi dispiace di tutto quello che è successo
ora. Non dovevo reagire in questo modo, non sò cosa mi è preso. Ma
credimi, non volevo comportarmi così!!" "Così come?" "Cosa vuoi
dire?", gli feci eco. "Insomma, non ti rendi conto di che razza di
cose abbiamo fatto? Di cosa ci siamo detti?", dissi replicando e
guardando interrogativo. E lui come risposta, disse: "Abbiamo
scopato come due selvaggi, io e te, in questa stanza!!" Anche se
rimasi in silenzio, quasi fosse la mia coscienza a parlarmi. Ma una
voce ruppe quel silenzio era la vacca di mia moglie essendo pronta
la cena, entrambi sorridemmo dandoci delle pacche sulle spalle in
segno di quella amicizia molto particolare. Da quella volta lui si
lascia sempre farsi inculare da me, ci ha preso tanto gusto nel
prenderlo nel culo che tanto mi sono trovato due vacche da
soddisfare, ma in separata sede. |
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