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24-25 aprile 2005
[ by Stemich ]
   
Io e Alex c’eravamo conosciuti tempi addietro, quando entrambi eravamo piccoli, lui era il figlio del mio barbiere, il barbiere che frequentava la mia famiglia, mio fratello, mio cugino, mio padre, ed io.

Poi siamo andati anche all’asilo assieme, anche se non eravamo nello stesso percorso, perché io nato nel 1984, lui nel 1985.

Siamo sempre stati buoni amici, e poi ai tempi della prima superiore io, e terza media lui, siamo stati pure assieme, si avete capito bene, c’eravamo fidanzati.

Dopo un anno e mezzo di storia d’amore ci siamo lasciati, avendo fatto l’amore 32 volte in 18 mesi.



Da quel 19 aprile 1999, aveva deciso di lasciami e cercare di vederci il meno possibile, perché (secondo me), noi ancora ragazzini, non riuscivamo ancora a capire bene, cosa volesse dire stare assieme, quindi anche io ho cambiato compagnia al bar, dal bar di Cristina passai al bar della cognata, il bar di Simonetta.

Distava solo 200 metri ed erano entrambi molto frequentati da noi giovani.



Ogni tanto c’incontravamo con i nostri nuovi rispettivi boy, nei locali gay, ma non ci salutavamo più di tanto, solo delle frasi tipo: ciao – oppure – Come va – oppure – Salutami tuo cugino, e basta…





Successe poi che il 24 aprile nella prima mattina, circa le 9.30 mi chiamò Alex, e mi chiese se potevo andare a casa sua, sapendo che io ero un genio del computer, mi spiegò il motivo dicendomi che non riusciva più ad accedere alla posta elettronica di Outlook.



Gli risposi dicendo che sino alle 12.00 ero impegnato e non potevo assolutamente rimandare.

Lui allora mi disse: “ Se non ti scoccia, t’invito a mangiare qualcosa a casa mia, sono solo, i miei sono andati via ed hanno preso su anche mio fratello!”



Ero un po’ titubante, mi scocciava andare, perché fu lui a decidere in punto ed in bianco di interrompere la nostra storia per primo, ed io ho sofferto abbastanza per questa sua decisione, non uscendo di casa per circa due mesi, solo casa e scuola, casa e scuola, casa scuola. Avevo interrotto ogni rapporto con gli amici, poi decisi che era giunta l’ora di smettere di piangermi addosso, e dopo un anno di vita da single, trovai finalmente il mio boy Alessandro.



Decisi comunque di andarci a casa di Alex, perché me lo chiese molte volte, e sapeva che facevo fatica a dire di no, alle persone alle quali volevo ancora bene.

Non lo vedevo da circa sette mesi, siamo un paese di 398.000 abitanti, ed abitavamo a circa 3km di distanza.



Arrivai verso le 12.15, e mi accolse davanti al portone dove diceva che mi stava aspettando da circa 10 minuti.

Il nostro incontro fu, questo giorno fu come dire, un po’ goffo, eravamo tutti e due impacciati.



Mi fece accomodare nella cucina e mi disse di sedermi che in due minuti era tutto pronto, aveva messo a scaldare nel forno a microonde, due bei piatti di lasagne verdi.



Da quel momento tornammo a parlare normalmente, e lui mi chiese scusa (prima d’ora non lo aveva mai fatto), per come si era comportato con me, insomma mi chiese scusa per avermi lasciato.



Parlammo dei nostri rispettivi fidanzati, e ridemmo assieme, pensando (prima non ci avevamo mai fatto caso, entrambi avevamo i ragazzi, con le stesse nostre iniziali, io con Alessandro, e lui (Alex) con Samuele.

S, la mia iniziale per il suo ragazzo, ed A, la sua iniziale, per il mio ragazzo…e ridemmo a crepapelle.



Mi fece accomodare nel suo piccolo angolo studio, dietro al soggiorno, e mi accese il computer, collegò internet, e mi fece vedere quello che non riusciva a fare.



In meno di cinque minuti misi a posto quello che aveva scombinato, feci per alzarmi e dirgli : “ Paciugone, la prossima volta stai più attento, se non ti dispiace ora vado!”

Lui era diventato tutto serio, ed io gli chiesi cosa fosse successo e mi scusai se con la parola paciugone (che significa : casinaro), l’avevo insultato.



Lui disse : “ Figurati, se adesso mi devo incavolare perché mi hai detto questa parola!”

Poi si avvicina a me, mi guarda con i suoi dolci occhi castani e mi da un bacio il quale non riesco a respingere

Poi mi guarda, ed a questo punto era inutile tornare indietro, ed allora lo baciai anche io, ma lui mi fermò : “Aspetta ma facciamo la cosa gius….!”, non riesce nemmeno a finire la frase che dice : “Samelù (è una parola che si può dire al posto di Al diavolo) che significa SATANA – MELCHIORRE – LUCIFERO ), vieni qui che non riesco più a trattenermi.



Cosi mi bacia ancora , e in men che non si dica, siamo già tutti e due nudi, sul letto matrimoniale dei loro genitori, sotto le coperte a baciarci.

Ad un certo punto Alex tira un sospiro di sollievo ed appoggia la testa sul mio petto, e guardandosi in giro dice : “ Cosa diamine ho combinato quella volta che ti ho lasciato non lo so neppure io!”



Squilla il cellulare, Alex si allunga e lo prende dal comodino e legge sul display “MICINO”, che sarebbe il suo ragazzo. Allora mi guarda, si alza, apre la finestra e butta il telefonino giù da secondo piano, sfracellandosi sul marmo accanto al garage, chiude le finestre e le tende e torna nel letto con me .

Sotto le coperte allora mi salta sopra e mi bacia, e ci giriamo assieme di continuo, mentre noi ci baciavamo i nostri cazzi si scontravano, ed io allora ad un certo punto dico : “ Alex, non credi, che prima che vengano da soli i nostri cazzi, sia meglio iniziare?!”



Sorridente e senza parlare poi, mi sposto da sopra di lui e lui allora sposta le coperte e pian pianino torna su soffermandosi sul mio uccello.

Comincia, cosi a aprirmi dolcemente la cappella, per cominciare a leccarla deliziosamente, e se dico cosi è perché è vero, la mia cappella è deliziosa e sempre profumata.

Nel frattempo, io respiravo con affanno, ed avevo i brividi d’emozione, perché era passato molto tempo da quell’ultima volta.



Non ci volle molto, poi che i ruoli si invertissero, ma a me piaceva prima di tutto iniziare a mordergli il collo, mi piaceva, e mi è sempre piaciuto.

Poi passo alla volta dei suoi capezzoli, carezzandoglieli, e passandoglieli la lingua.



Passai all’ombelico, l’unico posto dove ricordavo benissimo lui soffrisse il solletico.



Mi avventai infine sul suo cazzo che misurava circa 16 cm piu o meno, e me lo presi tutto nella bocca, dopo qualche secondo, me lo tolsi dalla bocca e gli sputacchiai sopra, per farlo scivolare bene tra la mia bocca.



Mi ero dimenticato di come fosse buono il cazzo di Alex.



Ci guardammo, io mi alzai un secondo dal letto e dissi : “ Aspetta vado a prendere i preservativi!”



Lui allora disse : “ Non ce ne è bisogno, è tanto che non scopo più con Samuele, ed avevo già progettato di lasciarlo…io voglio ritornare con te!”



Saltai felicemente sul letto, gli alzai le gambe, me le misi sopra le mie spalle ed iniziai la penetrazione.

Entrava alla perfezione, fu lui a sverginare me la prima volta, ed io a sverginare lui la prima volta.

Tolsi il cazzo dal culo perché volevo girare Alex, e farlo sdraiare a pancia in sotto, perché avevo voglia di baciargli la schiena, e leccandogliela.



Alex urlava di piacere, era al settimo cielo dalla gioia, dalla gioia di essere ritornato con me, non sentiva il dolore, ma godeva lo stesso.

Decisi di togliere il cazzo perché stava giungendo l’ora dell’uscita dello sperma, ma volli tenermelo dentro ancora una manciata di minuti, perché volevo permettere ad Alex di sbattermelo dentro.

E cosi lui sdraiato ed io sopra di lui faccia a faccia, me lo infila dentro in una botta sola.

Feci una piccola smorfia di dolore senza urlare, andava sempre svelto, sbatteva su e giù con foga il suo uccello, ma non penso che lo voleva fare lui, io credo che il cazzo in quella occasione comandava da solo, forse gli mancavo, forse al suo cazzo mancava il mio culetto.

Dopo circa 5 minuti di scopata, lui estrae il suo arnese ed prendendomi la mano e mettendomela sul suo cazzo, si avvicina alla mia bocca e mi chiede se avevo voglia di bere il suo sperma.

Io risi, e cominciai a menargli velocemente il cazzo, purtroppo presi male la mira, andò quasi tutto sul mio petto, ma la gioia di averne anche solo un goccio fu tale, che preso dall’eccitazione venni anche io nella sua bocca.

Alex è stato più fortunato di me, ed ne ha ricevuto qualcosa in più.

Stanchi dopo circa un’oretta di sesso, ci ripuliamo e ci infiliamo sotto le coperte.

Ci siamo svegliati verso le 21.00, quando lui ordinò due pizze.



La stessa storia accadde anche il giorno dopo, il 25 aprile, visto che era festa, dormii a casa sua quella domenica notte.

Ora siamo ritornati assieme, perché abbiamo scoperto di amarci più di prima, stavolta sperando di non lasciarci più.
 

 

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