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L' apprendista gelataio /

UNA PIZZA IN COMPAGNIA

 
[ by Stemich ]
   
II giorni passavano sempre di più e l’amicizia tra me, ed i miei colleghi di lavoro, si faceva sempre più importante, quindi decidemmo tutti insieme di comune accordo, che la sera di chiusura per turno della gelateria, dovevamo andare a mangiare una pizza, per stare un po’ assieme, e poi tutti in un bel locale.



Quella sera arrivò ed io passai a prendere tutti uno per uno prima da Simonetta, poi da Elisabetta, ed infine da Marco.

Decidemmo di andare in una pizzeria bellissima e poco costosa, che io stesso avevo provato e mi ero trovato molto bene, la pizzeria era in una nota località balneare.

Avevo prenotato il tavolo.

Appena arrivati ci fecero sedere. Mi ricordo benissimo che la disposizione era, tavolo contro il muro, Simonetta ed io vicini e davanti a noi Elisabetta, davanti a me, e Marco davanti a Simonetta.

La cameriera mi salutò perché mi aveva servito anche tre sere prima, perché ero andato ad un compleanno d’amici.

Simonetta era vestita con un completo azzurro, sottanina e camicetta.

Elisabetta era vestita con jeans e maglietta.

Marco era vestito con una camicia nera che s’intraveda il bottone slacciato nell’ombelico, e con i primi due bottoni aperti, gli si vedeva il petto completamente glabro, e dei jeans bianchi.

Io ero vestito con dei jeans della Lee jeans il denim42, ed una camicetta bianca.



Mi fecero i complimenti per la bellezza del locale, e per la squisita pizza.

Elisabetta aveva preso una Pizza 4stagioni

Simonetta aveva preso una Pizza Marinara

Marco aveva preso una Margherita con grana e patatine fritte.

Io semplicemente Margherita con patatine fritte, che prendevo spesso e volentieri.



Pagai tutto io, come avevo promesso a loro, si spendeva davvero una cazzata, pensate che per 4 pizze spendemmo 20EURO + 6EURO di bevande – totale 26 Euro.



Non mi credete?

Beh e’ vero, era una nuova pizzeria, quindi forse per attirare più clientela avevano almeno per il momento dei prezzi molto bassi…

Dopo la pizzeria decidemmo di provare un locale molto trendy ed alla mano, vicino più o meno alla pizzeria.

Il locale era molto noto in riviera, ed appena entri ti sembra di essere sopra ad una nave…insomma è davvero carinissimo.

Ci venne a prendere una ragazza, che ci fece accomodare in un tavolo vicino al balcone.

Ordinammo 3 birre, per i miei amici, ed io una coca-cola, altrimenti se i caramba mi avrebbero fermato ero nella merda.



Vedevo in Marco una scintilla strana, la stessa scintilla di qualche sera fa, forse era ancora stanco.

Intanto che arrivassero gli ordini, io mi dirigo verso la toilette, e Marco decide di seguirmi.

Entrato nel bagno, mi tolsi gli occhiali e mi lavai la faccia, e feci un piccolo sbadiglio.

Marco mi sorrise, e disse: “ Anche tu stanco?!”

Poi si dirige verso la porta del bagno, la chiude a chiave e mentre urina, parla e dice: “ Madonnina mia che bella serata questa sera, sono stanco morto, ma ci starei all’infinito…!”

Mentre lui parlava nel bagno, io mi leccavo le labbra, perché Marco mi piaceva davvero molto.

Anche Marco finì, ed usci dal bagno, si lavò le mani col sapone e ci dirigemmo al nostro tavolo, ad un certo punto ci viene l’istinto di appoggiare la mano sulla spalla uno dell’altro.



“Sono tornati i due grandi maghi del gelato…!” – e scoppiammo a ridere tutti e quattro assieme.

Elisabetta ci raccontò la gaffe che fece la sera precedente quando era in turno con Marco: “ Avete presente il bicchiere del frullatore del frappè? Beh non mi si è rotto in mille pezzi ed abbiamo dovuto mandare via senza frappe due ragazzine?!”

Marco disse: “ E poi alla fine eravamo entrambi sporchi di pan di spagna e nutella…che ridere davvero, i miei jeans preferiti!”

Ridemmo come degli assatanati per cinque minuti, facendo girare anche molta gente nel pub, che fra di loro avrebbero potuto dire : “Questi si sono fatti tre canne ciascuno!”.



Al ritorno a casa verso le due del mattino, portai a casa per prima Simonetta poi Elisabetta e poi Marco che davanti assieme a me si stava quasi per addormentare, anzi proprio mentre stavo per frenare per portare a casa Elisabetta notai proprio che stava russando, non molto forte, emanava dei piccoli rumorini.

Elisabetta salutò piano me, ed uscì dalla macchina.

A quel punto mancava solo Marco da portare a casa, e decisi di fare la strada più lunga, tanto stava dormendo…

Decisi dunque di passare da Viale Carducci, per poi girare a destra e prendere via Menotti, per poi girare a sinistra e prendere via Galileo, e poi girare ancora a sinistra e prendere via Monti per poi proseguire per le due rotatorie, e rifare il giro una seconda volta.

All’arrivo in via Monti, stavolta presi la direzione giusta, alla prima rotonda svoltando sulla destra dove dopo 100 metri vi era casa sua al civico 15.

Fermai la macchina, e con una mano accarezzai la guancia di Marco per poi chiamarlo dicendogli che eravamo arrivati.

Lui mi guarda, sbatte due o tre volte gli occhi, si stira, apre la portiera della macchina e mi saluta ringraziandomi della bella serata.
 

 

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