Aggiungi ClubClassic.net ai Preferiti Imposta ClubClassic.net come pagina iniziale

HOME

ClubClassic News  iscriviti alla mailing list, clikka qui.

 



Constant Craving
19.80EUR


Shlong Rangers
12.00EUR


Secura Color - 24pz
13.98EUR


Cockring in Gomma
4.80EUR
 


Jocks Bike
12.90EUR


Jason Doll  189.00EUR


 
ClubClassic.net > Talk > RACCONTI EROTICI
 

[ Indice ]

 
L' apprendista gelataio /

LE COCCOLE

 
[ by Stemich ]
   
E quella sera… quella sera per me è stata la conferma che anche Marco era gay, ma decisi di non turbarlo e quindi non glielo chiesi subito...

Avevo in mente una strategia per sapere se era davvero gay, dovevo cercare in qualsiasi modo di scoprirlo e forse avevo in mente come poterlo scoprire…

Pensavo di stargli vicino più possibile nella speranza che si smuovesse qualcosa, ma dovevo naturalmente aspettare che venne una serata nella quale eravamo di turno ancora Marco ed io.



Ed allora ecco che arrivò finalmente una buon’occasione, un finto calo di zuccheri in un pomeriggio caldo assatanato.

Svenni dunque per finta per terra, cercando di accovacciarmi mentre Marco non mi vedesse.

Dalla voce di Marco esce: “Stefano ehi…che succede… [ e mi da tre piccoli schiaffetti sulle guance per farmi riprendere].

Io apro gli occhi, e lui con tutte e due le braccia lui mi aiuta a rialzarmi e mi mette sul divano.

“Ti porto un po’ di gelato, mangialo tutto, e non ti preoccupare di nulla, pensa solo a riprenderti!”

“Ti ringrazio, sei davvero un amico!”

Mentre lui è al bancone a prendermi una mastellina di gelato, io sorrido tra me e me dicendo che sono stato davvero bastardo dentro, ma era l’unico modo, per sapere se lui era gay.



Torna nel retro con una bella mastellina di quelle da 3EURO, quelle più grandi che avevamo e mi disse prendendomi un cuscinetto di quelli piccoli e quadrati da sopra la scala che porta al seminterrato: “Adesso io ti faccio da infermiere, tu fai poche storie, stai qui, finisci questo gelato e ti stendi un pochino, e non voglio sentirti fiatare, perché se se ne va uno come te, nel senso che si ammala e per molto tempo non torna, la gelateria cade a pezzi!”

Risi tanto a crepapelle e gli dissi: “ Por sciocch (sarebbe povero sciocco nel nostro dialetto) non è nulla non preoccuparti, in estate mi capita spesso!”



Marco intanto tornò al lavoro, allora io decisi di voltarmi e mettermi a pancia in sotto con gli occhi chiusi, per notargli il culetto di tanto in tanto mentre era nel retro.

Arrivò il padrone che appena mi vide steso sul divanetto chiese spiegazioni, e sentii tutto quello che dicevano.

“Cosa fa Stefano lì, perché dorme?” – disse il padrone

“Giancarlo ascolta Stefano ha avuto un leggero calo di zuccheri, è svenuto, ed io gli ho dato un po’ di gelato e poi si è messo un po’ a riposare, tra un pochetto lo sveglierò così che mi possa dare una mano a fare la torta!”.

Giancarlo allora acconsentì, ed andò giù nel seminterrato, sentendolo poco dopo urlare da di sotto: “ Marco non lo svegliare ti do io una mano per fare la torta!”

Marco corre di sotto, ed io allora dico tra me e me a bassa voce: “Brutto figlio di puttana di un padrone, cosi mi rovinerà solo il piano, porca Eva!”

Dopo pochi secondi salgono tutti insieme, e non potendo aprire gli occhi, captai il rumore che facevano.

Avevano in mano due sportine e le appoggiarono sul tavolo.

“Giancarlo non preoccuparti che adesso si sveglierà Stefano, mi da una mano lui a fare la torta, io l’ho fatta solo una volta, Stefano è più esperto di me, non ti offendere, ma lo preferisco, perché con lui vengo a conoscenza di tanti trucchi per fare una torta con i fiocchi!”

Giancarlo allora disse: “Okay va bene, mi raccomando però, se dovesse sentirsi male un’altra volta, non esitare a chiudere il negozio per un paio di minuti e portarlo a casa.!”

Marco rispose a bassa voce dicendo “Va bene, ma smettiamo di fare casino altrimenti si sveglia!”

Furbo il ragazzino, mi ha salvato involontariamente dal piano che avevo in mente.



Allora adesso posso rigirarmi, Marco era andato a servire una cliente, e aspettavo ad occhi aperti, li chiusi solamente quando sentii che si stava incamminando verso il retro.

Mi spostò un pelino le gambe, per farsi posto sul divano anche lui, ed mi appoggiò appunto le mie gambe sulle sue.



Avevo mal di pancia, sul serio, sarà stato aver mangiato tutto quel gelato freddo anche se non mi andava, ma Marco non poteva saperlo ed appoggiò la sua mano sulla mia pancia, eseguendo dei movimenti dall’ombelico verso l’alto, lentamente, accarezzandomi anche i fianchi…

Cazzo il mio cazzo, stava crescendo a vista d’occhio, ma dovevo cercare di fare meno smorfie possibili, altrimenti Marco scopriva il trucco.

Marco ad un certo punto disse : “Come sei carino, magari tu fossi gay come me!”

Poi si alza per andare a servire altra gente, e sentivo che disse : “ Mamma mia quanta gente!”

Allora decisi che era giunto il momento di smettere di fare il finto malato e decido di alzarmi, di rimettermi il camice che mi ero tolto, ed andare a dargli una mano.

Appena mi vide dirigermi verso il bancone mi disse : “Stai un po’ meglio?!”

Io allora annuii con la testa e gli diedi una mano.

Cazzo con tutto il caldo che c’era una comitiva di amici, di circa 10-15 persone si era rifugiata tutta in gelateria.

Ci volle molto prima che finimmo tutti, perché poi ne arrivarono altri per un’altra decina di minuti, e tra frappè, granite, gelati, vaschette da portare via e focacce ripiene di gelato, stavamo perdendo tempo per una torta che alle 22.00 sarebbe venuti a ritirare, ed erano gia le 17.30



Elisabetta in quel momento passò di li davanti da sola, ed allora gli chiedemmo se aveva da fare per un’oretta circa, perché eravamo nella merda fino al collo, gli spiegammo la situazione, che io ero stato male, avendo avuto un leggero calo di zuccheri e che dovevamo preparare la torta.



Elisabetta accorse dunque in nostro aiuto, e si mise dietro al banco, mentre io e Marco nel retro a preparare la torta.

“Dovremmo ringraziarla in qualche modo non trovi?” – dissi io a Marco

“Certo ma come?!” – disse Marco

“Lo so io, se per te va bene, un giorno che lei ha il turno, con te, o con me, la sostituiamo, per ringraziarla!”- dissi io

“Okay affare fatto!” – disse Marco



Non ci perdemmo più in tante parole per non fare tardi nella creazione della torta che venne davvero un capolavoro, la mettemmo nel frigorifero ed ringraziammo Elisabetta, alla quale gli raccontammo di cosa avevamo progettato per ringraziarla di quanto fatto per noi quel pomeriggio.

“Grazie ragazzi, allora io la prendo davvero come giorno di riposo se davvero a voi non vi scoccia!”



Andando nel bagno e parlando da solo dissi : “Ho fatto breccia nel cuore di Marco, sapevo che era gay me lo immaginavo!”

 

[ Indice ]

ClubClassic.net © Tutti i diritti riservati.