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[ Indice
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L' apprendista gelataio /
LA DICHIARAZIONE AI MIEI |
[ by Stemich ] |
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Era finalmente, arrivato il momento di dire ai nostri genitori
con chi
stavamo, ed avevamo deciso con la testa e croce, a chi dei genitori
era
giusto dirlo per primo.
Testa, era dai miei, e croce era dai suoi.
Marco alza in alto la monetina, la prende con le mani, e se la versa
sulla
mano sinistra scoprendola pian pianino.
Era uscito testa, e quindi dovevamo dirlo ai miei genitori.
Fui molto sollevato, cosi mi toglievo un peso di dosso, perché ai
miei
genitori io, non nascondevo nulla, tranne quella volta, quando ho
rubato
2000 lire a mio nonno, avevo 9 anni.
Partimmo quella sera dalla gelateria, dopo il turno del pomeriggio
assieme,
turno molto molto duro, perché era venuta tantissima gente, con la
sua
macchina.
Non avevo avvertito i miei genitori del mio arrivo a casa in
presenza di
Marco, perché sapevo che erano tutti a casa.
E cosi era.
Erano in casa.
Mio padre era sul divano che si stava fumando una sigaretta, con il
televisore acceso sul secondo canale.
Mia madre invece era a sedere a tavola che stava leggendo un
quotidiano "Il
Giornale".
Appena aprii la porta della cucina mia madre mi guardò e mi disse:
"Ciao
tesoro, hai fame?"
Io gli dissi: " No, no, ho già mangiato qualcosa in gelateria
assieme a
Marco, sono a posto cosi.a proposito, questo è Marco!" - dico,
spalancando
la porta della cucina.
I miei genitori gli diedero il benvenuto a casa nostra, e gli
chiesero se
voleva qualcosa da bere.
Marco abbastanza teso per la situazione disse solo di no con la
testa.
Gli dissi a Marco di sedersi, e dissi a mio padre, se per cortesia
poteva
spegnere il televisore, perché dovevo dirgli una cosa importante.
E cosi mio padre spense il televisore, spense la sigaretta, si alzò
dal
divano, e si sedette anche lui a tavola.
Mia madre, chiuse il giornale, lo piegò e lo pose sulla sedia
rimasta
libera.
Allora io gli dissi: "Mamma, babbo, Marco è, è........., beh Marco e
io ci
siamo fidanzati.!"..I miei genitori si guardarono per qualche
secondo e poi
dissero : "Amore sei convinto di questa cosa?" - disse mia madre
Mio padre invece restò in silenzio e guardava fisso Marco, cercando
di
ricordarsi dove poteva averlo visto.
Io allora dissi a mia madre: "Sono convinto di quello che faccio, ho
dimenticato quello scemo, ed ora voglio ricominciare da zero, mi
sono
innamorato di Marco, stiamo assieme già da qualche settimana, e
tutto sembra
filare liscio !".
Mio padre prese la parola e disse: "Scusa ma a me sembra di averti
già visto
da qualche parte, ma non ricordo dove, tu sei.!"
"Mah io ho lavorato per qualche mese all'autogrill xxxxxx, forse
sarà venuto
a fare colazione lì!"
Mio padre allora annuendo disse: " Si è probabile!" - ma vedevo che
mio
padre era un po' pensieroso.
Parlammo ancora un po' assieme, e raccontammo ai miei genitori, come
era
nata la scintilla tra noi due, è davvero bello avere dei genitori
che
accettano la tua omosessualità senza problemi, ce ne sono davvero
pochi
purtroppo, certo si, un po' hanno sofferto, ma poi nel giro di
qualche
giorno, tutto è tornato alla normalità.
Gli raccontammo del bel week-end appena trascorso in montagna, dei
bei posti
che abbiamo visitato, e di come abbiamo mangiato bene.
Poi gli parliamo del nostro lavoro, che eravamo quasi sicuri di
volerlo
lasciare, perché il padrone era troppo stronzo con noi dipendenti.
Certo è solo un'ipotesi, che sarebbe divenuta realtà se il capo, non
avrebbe
smesso di tartassarci con le sue inutili paranoie.
I miei genitori, mi avvisarono dicendo solamente, di pensarci un po'
su,
perché un lavoro vicino casa, era quello che avevo sempre sognato, e
che poi
sarebbe stato difficile trovarne un altro, e che se dovevamo andare
a vivere
assieme, era difficile andare avanti.
Quella sera Marco dormì sopra nel mio appartamento infilati sotto le
coperte
nudi come mamma ci aveva fatti, e abbracciatici forte ci demmo il
bacio
della buonanotte.
La mattina dopo ci svegliammo con il cazzo in tiro, ci baciammo, ci
vestimmo, ed assieme prendemmo la macchina per la seconda
dichiarazione,
mancava un solo passo per la felicità andarlo a dire ai genitori di
Marco. |
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