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L' apprendista gelataio / Una decisione sofferta
 
[ by Stemich ]
   
Abbiamo passato dei momenti bellissimi a Lodi, in compagnia di tanti miei
amici, i quali ci hanno fatto scordare almeno per un po' tutto quello che ci
era capitato.
Da soli, eravamo come rinati, al mattino ci svegliavamo alle 10, a volte
alle 11, a volte persino a mezzogiorno, mangiavamo, andavamo a fare qualche
passeggiata, poi cinema, teatro e concerti, e di certo non ci mancava il
sesso.
Siamo stati a Lodi per ben 8 lunghissimi mesi, ci siamo riempiti di regali
ed attenzioni, tipo quando ho regalato a Marco, un'album con tutte le nostre
foto assieme, anche di noi da piccoli, che con un programma del computer, ho
come dire, fatto un collage ed attaccato le nostre foto insieme, come se ci
conoscessimo anche quando avevamo 2 anni ; oppure un suo bel regalo è stata
un tatuaggio che si è fatto tatuare dietro la spalla destra, la data del
nostro primo incontro cosa che mi aveva letteralmente fatto impazzire, e per
la quale l'avevo riempito di coccole ; abbiamo poi comperato tantissimi dvd
porno, circa una ventina li abbiamo visti e rivisti decine di volte, e poi
copiavamo esattamente ed alla perfezione esattamente tutto quello che
facevano loro, tranne beh, quando dovevi venire.lì nei dvd sono pezzi
montati, e non credo che uno ci metta 40 minuti prima di venire.
Una mattina di pioggia, però mi sveglio, ed accanto sul divano letto che la
mia amica ci faceva utilizzare, non c'era Marco. Guardai ovunque, in tutte
le camere, in cantina, in cucina, nel garage, sul pianerottolo dove ogni
tanto si fumava una sigaretta, ma nulla.
Ho provato anche alla lavanderia sotto casa, quella self service, dove Marco
portava i nostri panni ad asciugare, ma nulla.
Mi accorsi, solo al mio rientro dietro la porta dell'ingresso principale,
che c'era un il quale diceva : " Sono andato a fare un giretto, non ti
preoccupare per me, ti voglio bene!"
Quello che mi faceva preoccupare, non è il bigliettino, ma la frase finale :
ti voglio bene.
Non me la aveva mai detta da quando eravamo a Lodi, aveva sempre usato le
parole : TI AMO, TI PENSO, TI PORTO NEI MIEI PENSIERI, ma mai quel ti voglio
bene.

Marco torna a casa qualche ora dopo con due grosse buste. Lo abbraccio e gli
dico : "Ehi Marcolino, cosa vuol dire quel : ti voglio bene , che mi hai
scritto nel foglio ? Non mi ami più forse ?" - gli dico, facendogli un
succhiotto sul collo dalla parte destra, e poi toccandogli il suo bel
culetto.

"Stefano siediti ti prego!" - mi dice Marco,con una voce malinconica.

" Marco, io mi siedo, però mi fai star male, cos'è successo, hai conosciuto
un altro più bello di me ?" - dico con una risatina malinconica.
Marco siede sopra le mie gambe, mi guarda, mi da un tenerissimo bacio in
bocca, al quale mi chiede di non collaborare e poi dice : "Non sono più
sicuro di amarti come prima e.per me, è diff..
Lo interrompo dicendo : "Marco mi vuoi lasciare ? Perché?"
Marco continua da dove l'avevo fermato : " è difficile, amarti come prima,
ci penso troppo spesso al fatto che siamo fratelli, all'inizio provavo a non
pensarci, ed a volte ci riuscivo, ma è da una settimana a questa parte,
precisamente dal nostro primo anniversario di fidanzamento che ci penso.!"
"Ma Marco, quante volte te lo devo dire, noi non siamo fratelli, si lo
siamo, ma non lo siamo di entrambi i genitori, e quindi siamo solo due
fidanzati che si amano e io non voglio perderti, cazzo!" - dico non
riuscendo a trattenere le lacrime
"Stefano, capiscimi, tu sei più grande di me, e dovresti dare il
buon'esempio, non possiamo andare avanti così, isolati da tutto e da tutti,
neanche lavoriamo, come cazzo facciamo ad andare avanti così!" - mi dice
"Marco ti prego, pensaci su, se vuoi torniamo a casa, e riprendiamo con una
nuova vita, ci cerchiamo un altro lavoro, magari ancora insieme, io non
voglio perderti sei troppo importante per me, e poi io non voglio dare il
buon'esempio a te, che sei migliore di me, in tutti i sensi!" - gli rispondo

"Io con te ho passato dei momenti fantastici, ti ho amato per tanto tempo,
ma ora non riesco più ad'amarti seriamente come fidanzati, ma solo come due
fratelli che si vogliono tanto bene.!" - dice Marco

"Marcolino, ascoltami, se ho sbagliato qualcosa in qualche atteggiamento nei
tuoi confronti, ti ho mancato di rispetto, cazzo dimmelo, io non ci credo
che tu non mi ami più, non ci posso davvero credere!. Adesso tu mi guardi
dritto negli occhi, e me lo dici seriamente quello che provi okay?"

Non capivo più nulla, le lacrime scendevano a valanghe, e io non avevo
neanche la forza di asciugarmi gli occhifino a quando Marco non mi accarezza
la guancia e io la porto sulla spalla destra. Tento di baciarlo, ma lui si
sposta, e poi dice molto amareggiato,stavolta anche lui con le lacrime
agl'occhi : "E' finita!"

Faccio alzare Marco dalle mie ginocchia, lo guardo fisso negli occhi,
tenendogli le mani sui fianchi, lo prendo in braccio, lo faccio sedere sul
tavolo. Mi avvicino di più a lui e gli dico : "Ti prego Marco, concedimi
un'ultima cosa!"
"Cosa Stefano!" - mi dice
"Un'ultimo bacio appassionato adesso, in questo momento, e questa sera,
dormiamo assieme per l'ultima volta nudi, senza sesso, te lo prometto,
parola mia.però ti prego concedimelo, poi non ti chiederò più altro!"

Marco prende la parola, io gli accarezzo le guance mentre dice : " Dadone,
so che ti sto facendo soffrire tantissimo, per questo te lo concedo, anche
perché so che se dai la tua parola, poi la mantieni. E sia, stasera a letto
assieme, e adesso un bacio, però poi ti prego non chiedermi altro, domani
mattina torniamo uno sulle strade dell'altro.

E cosi fu, l'ultima parola che io ho detto a Marco in stazione è stata : "
Ti amerò per sempre, non riuscirò più a trovare un altro speciale come te!"
E lui disse : " Ti auguro tutto il bene del mondo fratellino mio!"

Da quel momento le nostre strade si sono divise.
Sono tornato a casa, nel mio appartamento, ma ancora con mio padre ho il
broncio, parlo solo con mia madre.

 

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