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Una sera d'estate a Bombay
 
[ by lucforyou ]
   

Era una sera d’estate a Bombay. Dovevo aspettare il volo notturno per l’Europa così cominciai a girovagare per la città. Dal taxi vidi un insegna che reclamizzava un centro di massaggi ayurvetici, così feci fermare e scesi al volo. L’ingresso era una stanzetta di pochi metri quadrati, con una panca dove una signorina prendeva nota del nome e proponeva i vari tipi di massaggi disponibili. Non avevo nulla da fare così scelsi la terapia più completa e lunga. Un massaggio generale che comprendesse le principali peculiarità di questa tecnica di massaggio. Dopo circa mezz’ora un indiano di circa 30 anni venne prelevarmi e mi condusse lungo un corridoio. In fondo c’era una stanza semioscura con un letto di letto di legno sul quale erano intagliati dei canali laterali per permettere la raccolta degli oli essenziali che defluivano dal corpo. All’interno ad aspettarmi un altro massaggiatore, più piccolo e meno prestante del mio accompagnatore.  La stanza è illuminata solo da qualche candela ed è pervasa da un odore inebriante di sandalo e incenso. Un odore talmente forte che quasi stordisce. Quest’ultimo mi fece intendere di spogliarmi. Mi tolgo la camicia ed i pantaloni, lui si inginocchia per sfilarmi le mutande e delicatamente mi lega introno alla vita una striscia di tessuto con la sola funzione di coprire leggermente il mio sesso. Poi mi fa distendere sul letto di legno. A questo punto mi benda gli occhi. Sono un po’ intimorito: mi trovo in una bettola di un paese che neppure conosco nelle mani di due tipi mai visti prima. Comincio a preoccuparmi quando i due cominciano a spalmarmi di olio. Partono dai capelli e mi ungono completamente spalmandoni simmetricamente uno a destra ed uno a sinistra. Non so cosa mi succede, ma è una sensazione strabiliante: l’odore degli oli, le loro mani energiche che mi scivolano sul petto, l’atmosfera inquietante…cerco di rilassarmi ma senza troppo successo. A un certo punto sento le mani del più bello che mi invitano a girarmi. E comincia il delirio. Le loro mani ormai scivolano senza tregua su di me. Dalla testa, lungo la schiena attraverso i glutei, si soffermano sui di essi e delicatamente scivolano tra di essi sfiorando maliziosamente il mio ano e poi lungo l’interno coscia , fino a piedi e poi ancora da laggiù riattraversano tutto. In breve la mia eccitazione è incontenibile, Alzo i glutei, verso le loro mani, chiedendo loro la pietà di toccarmi ancora. E non si fanno pregare.dopo un attimo di pausa sento il più bello dei due avvicinarsi in modo diverso. Le sue mani mi spalmano olio sulle natiche, e tra di esse. Ormai sono scivoloso come un anguilla, e le sue mani sono altrettanto agili come un anguilla, toccano il mio ano e cominciano a scivolarci dentro, fuori e dentro…fuori e dentro…. Non capisco più nulla.  Mi netto in ginocchio e sento che l’altro massaggiatore è di fronte a me. Qualcosa mi sfiora le labbra. E’ un cazzo enorme e profumato d’incenso che chiede di essere soddisfatto. Lo mordicchio di traverso e poi me lo infilo in gola. Nel frattempo da dietro il mio adorato mi prende le natiche con le due mani e spinge qualcosa di molto, molto lungo e grosso dentro di me. Sto per morire. Il più brutto prende la mia testa e me la muove scopandomi in bocca, mentre l’indiano di miei sogni, l’energumeno gentile mi scopa senza pietà nel buco dell’immenso piacere. Ormai io sto per venire ma prima di me sento la mia bocca riempirsi di sborra calda e salata, mentre alle mie spalle il mio signore sbuffa e mi sbatte come una troia. Non capisco più niente, quasi perdo coscienza quando lo sento venirmi dentro. Un colpo e sento riempirmi il culo, un altro ed altro seme, un altro ancora e mi cola lungo le gambe. Impiega qualche minuto a svuotarsi. Rimaniamo tutti e tre in silenzio per qualche minuto, mentre sento fluidi di ogni tipo scorrere lungo il mio corpo.

Dopo un po sento le mani del mio signore togliermi la benda e cominciare a pulire il mio corpo con un straccio di acqua calda. Non sono più in grado di fare niente. Seguo con la massima passività ciò che fa sul mio corpo. Mi lava, mi fa alzare e mi sciacqua con acqua e lentamente mi riveste. Mi avvio verso l’uscita condotto dalla mia guida e lascio una lauta mancia prima di andarmene.

Se tornerò a Bombay, so dove andare.

 

 

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