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RACCONTI EROTICI |
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[ Indice
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ANDREA E SIMONE |
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[ by Stemich ] |
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Mi chiamo Andrea, ho 21 anni, e scrivo questo racconto dal pc,
di camera mia, mentre ripenso alla fantastica avventura che ho avuto
con Simone 20 anni, incontrato al mare e con il quale ho passato i
20 giorni più belli della mia vita.
Nell'estate del 2004, facevo il bagnino in un noto stabilimento
balneare ligure, e essendo gay anche se non dichiarato, mi capita
sempre di incrociare bei ragazzi, e con quei ragazzi io ci
fantasticavo sempre, caso vuole che una mattina ne incontro uno che
su tutti quelli che avevo incrociato era bello più di tutti.
Era in vacanza con la famiglia, veniva da Bergamo e si chiamava
Simone. Simone aveva i capelli castani e gli occhi verdi. Simone
aveva altri 3 fratelli, Barbara e Alberto che erano gemelli e che
all'epoca dei fatti avevano 6 anni, e Sandra che invece all'epoca
aveva 10 anni.
Avevano preso le postazioni numero nove, dieci, e undici, proprio
vicino alla riva, cosicché potevano stare tutti sdraiati e tutti
vicini.
Per le famiglie numerose che prendevano più posti sdraio, vi era la
riduzione del 13% sul prezzo finale.
Era una buona offerta, che faceva il padrone per le famiglie
numerose.
Un pomeriggio di sole cocente viene da me Simone che mi chiede: "
Scusa, avete per caso un materassino per i miei fratellini che
vogliono stare in acqua!".
Madonna che bello che era, era appena maggiorenne, capelli ed occhi
castani. Un naso perfetto e un profumo di mare fantastico addosso.
Avrei voluto saltargli addosso e cibarmelo tutto.
Allora io gli dico: " Sì, vieni con me che te lo do subito !"
Cosi prendo il grosso moschettone di chiavi, ed assieme ci dirigiamo
verso la porta numero 18, dove vi era il magazzino diciamo dei
"giochi", materassini, poi vi erano anche delle vecchie bocce,
palloni, e tante altre cose.
Lui prende il materassino e mi ringrazia.
Io gli dico: " Figurati non c'è di che!" - poi continuando a bassa
voce - bel fighetto che sei.
Qualche giorno dopo Simone torna da me chiedendomi di nuovo il
materassino, ed io sempre glielo do, andando a prenderlo nello
sgabuzzino.
Sempre stessa scena.
Ma qualcosa era diverso quel giorno, appena Simone era andato via
arriva il figlio del proprietario del bagno Dante che mi dice: " Sai
che quel ragazzo è un finocchio?" - mi dice rivolgendosi a Simone
che in quel momento usciva dallo sgabuzzino suo e della sua
famiglia.
"Scusa ma come fai a saperlo!" - gli dico io, in modo distaccato, e
molto menefreghista, cercando di non fargli notare tanto il mio
interesse per lui.
"Ma sai, l'ho visto nell'edicola qui vicino che comperava una
rivista gay, oddio proprio visto no, diciamo che quando l'ha
comperata ero di turno io nell'edicola di mio zio! La rivista si
chiama xxxxxxx (non si può dire il nome), è molto vecchia, era
un'annata del 1998, erano tre riviste in una e costava 5.00?!"
"Mamma mia che descrizione molto particolareggiata che hai dato, se
non sapessi che sei sposato con marmocchi, ti avrei detto che eri
gay.".
Andando via, vado in uno sgabuzzino che so che era vuoto almeno in
quel momento, e mi abbasso il costume, e mi tiro un bel segone,
pensando a Simone, non me ne importava in quel momento del lavoro,
rimasi a godere dentro allo sgabuzzino anche cinque minuti dopo il
segone.
Ricompostomi, allacciandomi il costume, vado sotto l'acqua fredda
prendendo anche un po' di sapone, girandomi per mettere appunto del
sapone anche dentro al costume, per profumare l'uccello dopo la
sborra.
Torno alla mia postazione dove nel frattempo mi raggiunge Enea, un
mio collega.
In due ore mi ero già ricaricato e volevo tanto sparami un altro
segone pensando a Simone.
Proprio in quel momento nel quale volevo tornare nello sgabuzzino
per segarmi nuovamente, Simone mi si piazza davanti e mi dice:
"Scusa, vedo che ti piacciono tanto i bambini, posso chiederti una
cortesia?"
Era vero, si, a me piacciono tanto i bambini, come vorrei avere
anche io un figlio, ma purtroppo la mia voglia di cazzo e non di
fica, me lo impedisce, comunque pagherei davvero molto per avere un
figlio con una donna.
Allora gli dico: " Si dimmi pure, Simone vero?" - dico io
accarezzandomi il pacco senza farmi notare più di tanto."Si io sono
Simone, Simone Pr..i scusate ma non voglio che si sappia il cognome
per intero, e poi non lo vorrebbe neppure lui, sono sicurissimamente
sicuro), e volevo chiederti visto che ti piacciono tanto i bambini
se questa sera potresti tenermi i miei fratellini per almeno due
ore, non di più."
"Scusa, scusa? Ma io non li conosco nemmeno, e non so nemmeno dove
alloggi, e poi scusa ma i tuoi genitori?" - dissi io
"I miei escono con i vicini di stanza vanno a mangiare una pizza,
hanno dato a me l'incarico di badare i miei fratellini ma debbo
uscire senza meno!" - dice lui
"Si, ma io." - dissi ma lui mi interruppe abbracciandomi
amichevolmente, poi scostatosi disse dove alloggiavano, conoscevo
l'albergo, e conoscevo il proprietario, però gli dissi: " Due ore
sono troppe, se poi i tuoi tornano prima che faccio?" - gli dissi.
"Hai ragione, ma io.." - disse
"Senti 45 minuti, non di più" - gli dissi
"E okay, va bene !" - disse lui rassegnato, concordando l'orario
alle 21.15.
Allora ci salutammo, lui andò al suo posto, e io tornai al mio
lavoro, rinunciando alla sborrata, anche se il mio cazzo stava
chiedendomi il bis.
Parlai per tutto il pomeriggio con Enea.
Per quella sera, anche se dovevo stare con tre bambini decisi lo
stesso di vestirmi in modo presentabile, e cosi mi presi dal mio
armadio de jeans bianchi alla pescatora, che avevo comperato qualche
giorno prima al mercato urbano, e una camicetta a maniche corte
sempre bianca con la scritta "New Jersey" stampata dietro a forma di
mezzo cerchio.
Presentatomi al salone d'ingresso dell'albergo, noto Simone che mi
stava aspettando seduto su un divanetto a gambe incrociate, con le
mani sulla gamba destra.
Mi viene incontro e mi dice: " Ciao Andrea, come va?"
"Io bene, e i tuoi sono già andati via?" - dico io.
"Beh proprio di questo dobbiamo parlare, ti posso dire una cosa?" -
dice lui
"Si ma dai andiamo su" - dico io
"Va bene okay!" - e cosi prendiamo l'ascensore, Simone piggia il
bottone numero 7, l'ultimo bottone.
"Mamma mia al 7° piano?" - dissi io.
"Beh." - e ride.
"Scusa perché ridi!" - dico io.
"Perché i miei sono in camera con i miei fratelli, e non era vero
niente che dovevano uscire, era solo che volevo vederti, stare un
po' con te, baciarti, accarezzarti, coccolarti, toccare il tuo
pacco, divertirmi con te, dormire con te, insomma fare tante cose
con te.!".
L'ascensore era arrivato al piano. Io lo guardo, e mentre
l'ascensore si sta per richiudere, spingo il piano 0 dicendo : "
Senti io non concordo per nulla quello che tu dici, mi dispiace ma
io."
Lui mi blocca, mi abbraccia, abbassa le mani sulle mie chiappe e mi
dice: "Baciami stupido"
Non ci vedevo più, e cosi lo baciai, le nostre lingue si
incontravano per la prima volta, e per me era stato molto
emozionante baciarlo, non mi era mai capitato baciare un ragazzo
dentro l'ascensore d'un albergo.
"Voglio confessarti una cosa ! - dissi io a Simone, continuando
dicendo: - sapevo che tu eri gay, me lo ha detto un mio amico che ti
ha visto comperare una rivista gay. "
Ci guardammo, e mentre l'ascensore si stava per aprire gli dico: "
Andiamo a fare quattro chiacchere sul mare". E cosi ci dirigemmo nel
bagno ove lavoravo e ci sedemmo uno accanto all'altro vicino alla
riva, quasi vicino alla postazione che lui ha con i suoi genitori.
Lui mi dichiarò, che da quando era arrivato non aveva fatto altro
che pensare a me, al mio sguardo, al mio sorriso, ai miei
bianchissimi denti.
"Sai Andrea che sei troppo carino !" - mi disse Simone
In una frazione di secondo Simone era sopra di me, e mi baciava il
collo, eravamo sempre dietro a girarci di continuo ; ma ad un certo
punto stanchi di questa strana posizione, ci inginocchiamo uno
davanti all'altro, ed io appoggio le mie mani sulle guance di
Simone, lo fisso sorridente, e poi lo bacio.
Mentre realizzavamo il nostro sogno sulla riva del mare, qualche
persona che passeggiava sulla riva del mare, parlava malamente di
noi, ma noi ce ne fregavamo. Oddio proprio noi no, Simone se ne
fregava, io volevo alzarmi e picchiarli dicendogli di farsi i cazzi
loro, ma lui mi fermò tenendomi stretto a lui.
E cosi Simone mi slaccia la camicia, mi guarda e mi dice : "Posso
baciarti tutto?"
Io acconsentii con la testa, e gli dissi : "Non qui però, seguimi!".
E cosi lui seguendomi dice : " Ma dove andiamo?"
Prendendo su la camicia da terra, mi dirigo due bagni dopo dove vi è
la spiaggia libera, e dove nessuno e mai nessuno durante la sera
sarebbe passato di lì, cosi da poter stare tranquilli, facendo sesso
senza che nessuno rimanesse disgustato o infastidito nel vedere due
froci che fanno sesso. (Che c'è di male, perché due etero lo possono
fare, e due gay no?).
Arrivati appunto nella spiaggia libera, Simone mi salta al collo
dicendo: "Ehi Andrea, che ne dici di spogliarci in fretta. Ho una
gran voglia di te, tu no ?".
Baciandolo gli comunico che anch'io avevo una grandissima voglia di
lui e glielo dimostrai togliendomi di gran fretta tutti i panni
trattenuti addosso.
Avevo il cazzo a mille, con una grandissima voglia di uscire.
Anche Simone si spogliò in fretta, boxer compresi. Guardando il mio
pacco Simone si imbarazzò per la differenza di grandezza tra il mio
e il suo, tanto da nascondersi il pacco nascondendoselo con le mani.
"No, non voglio, mi vergogno troppo !" - disse Simone dispiaciuto,
continuando dicendo: " Insomma, vedi, il mio è più..".
Non lo lasciai finire e gli dissi:
"Scommettiamo che appena te lo tocco anche il tuo starà
sull'attenti?" - gli dissi ridendo.
"Non c'è nulla da ridere, dai.!"
Gli ripetei: " Allora scommettiamo che se il tuo cazzo si ingrosserà
più di cosi, faremo sesso tutti i giorni, fino alla tua partenza.".
Simone disse: " Tanto non funzionerà Andrea !"
"Lasciami fare, e vedremo!" - gli dissi
E cosi presi in mano il suo cazzo, e quello dopo tre piccole e
semplici carezze andò in canna.
"Hai visto uomo di poca fede!" - gli dissi.
Andrea allora mi abbracciò.
I nostri cazzi divenuti duri si scontrano per la prima volta, e tale
fu l'eccitazione di entrambi, che cominciammo a baciarci, mettendoci
l'uno le mani sul culo dell'altro.
Simone scende sul mio collo e ritorna a baciarlo e a mordicchiarlo,
tanto da lasciarmi il segno di due succhiotti sul collo.
Stesi Simone a terra, mi inginocchiai e cominciai a mettermi in
bocca il suo pene, che finalmente era diventato duro, dicendogli
prima di mettermelo in bocca: " Vediamo, allora, mi devi.mi devi,
1,2,3,4.. mi devi ben 6 giorni di sesso.!"
Simone rise e intanto giocava con la sabbia prendendola a piccoli
granelli da poi rimetterla a terra.
Io iniziai dunque a metterlo in bocca e Simone mi guardava
sorridendo e gemendo., la mia lingua girava attorno alla sua
cappella, e mi piaceva davvero tanto il suo cazzo che sapeva già di
pre-sperma. Lo sentivo diventare sempre più grande dentro la mia
bocca.
Purtroppo Simone mi confidò che lui era un tipo che veniva subito,
anche se si segava da solo, in 3 minuti cronometrati veniva
copiosamente.
Allora sfilai il suo cazzo dalla mia bocca e gli dissi : " Allora
aspettiamo, intanto facciamo qualcos'altro.!" .
Simone allora si tirò su, e vedevo il suo cazzo in canna che si
muoveva da una parte all'altra.
Mi stesi io, e lui salì sopra di me, e restammo abbracciati per
qualche minuto, baciandoci ed accarezzandoci .
Allungo la mano per prendere i miei jeans, e per estrarre un
preservativo, che mi metto subito.
Simone notando ciò che feci mi salì sopra, ed in un'attimo tra le
sue grida ero dentro.
Lui urlava ma io gli dissi : " Guarda che è un'attimo, poi non
sentirai più nulla, te lo prometto.!"
Ma purtroppo cosi non era, lui continuava ad urlare, allora gli misi
una mano davanti alla bocca ed ansimando gli dissi : " Guarda, va
bene che siamo in una spiaggia libera, ma possono sempre
insospettirci e venire a vedere !"
Allora Simone si calmò. Ci eravamo messi d'accordo. Quando sentiva
male, lui respirava profondamente.
Mentre respirava rideva e rideva e io mi domandai che senso avesse
tale scompisciamento.
Tolsi poi il mio pene dal suo culo, e toltomi il preservativo che
oramai non serviva più a niente, Simone prende a scappellarmi la
cappella.
Poi se lo mette in bocca. Lo succhia piano piano, per farmi godere
più possibile, e devo davvero dire che ci riusciva al massimo, tanto
da farmi pensare se era davvero la sua prima volta oppure no.
Aspettando la mia sborra, prendo della sabbia a piccoli granelli e
la verso sulla schiena di Simone. Simone sente ma non dice nulla e
continua il suo lavoro con il mio arnese.
Gli comunicai che stavo per venire.
Tolsi il mio cazzo dalla sua bocca, ed una scarica spermatica
davvero molto elevata scivola sul petto del mio Simone.
Simone porta le mani a forma di ciotola sul mio cazzo, per prendere
della sborra.
E quella sborra se la avvicinò alla bocca per poterla assaggiare.
"Mmmhhh, buona, davvero !" - disse.
Simone si inginocchio avvicinandosi a me, anche io mi inginocchiai,
e lo baciai.
Poi Simone si alza e dice : " Se non sei tanto stanco, prendi il mio
cazzo, che io devo ancora venire.!" .
Tiro fuori la lingua e ci sbatto il cazzo sopra 4-5 volte.
Simone viene anche lui, ma in dose più piccola.
Ci guardiamo.
Ci ristediamo. Appoggio la mia testa sul petto di Simone e gli dissi
: " Come vorrei svegliarmi con te qui, domani mattina !".
Poi ci alziamo.
Ci rivestiamo.
CI baciamo.
Lui va nel suo albergo, ed io a casa mia.
Non lo abbiamo fatto 6 volte come lo avevo fatto promettere, ma
solamente altre 3 volte.
Lui tornato a casa mi mancò molto, ma ci eravamo promessi che ogni
tanto o io, o lui ci saremmo rincontrati.
Una volta al mese, facevamo su e giù dalle rispettive città, anche
adesso che sono passati due anni, ed ognuno ha il suo ragazzo,
facciamo del sesso, sano sesso protetto.
Ma questa è un'altra storia.
E se il racconto piacerà sarò lieto di scrivere altre azioni della
nostra storia. |
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