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[ Indice
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L'AMICO DI MIA CUGINA |
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[ by Stemich ] |
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La sera del 23 Dicembre 2005, io ed il mio ragazzo, eravamo
invitati al compleanno di mia cugina Maria Concetta (nome abbastanza
meridionale, come il padre, a volte mi chiedo, se è più cugina del
mio ragazzo (pure lui meridionale), che mia, io che sono emiliano
romagnolo.
Non è che con i meridionali, io ce l'abbia, anzi, altrimenti non
avrei scelto il mio Patrizio, come uomo della mia vita., lui è di
Gravina in Puglia (Bari), e ci siamo conosciuti nei militari.
Poi ci eravamo persi di vista, e per 7-8 mesi non ebbi più nessuna
sua notizia, per poi ritrovarci, e da quel giorno non ci eravamo mai
lasciati.
Patrizio è il tipico ragazzo geloso. A me può andare bene, perché
secondo me la gelosia in un rapporto ci vuole, ma fino ad un certo
punto.
Un difetto di Patrizio, è quello che quando va al gabinetto, lascia
sempre la tavoletta del water alzata. Non lo sopporto.
Un suo pregio? Tanti, ma il primo di tutti, essere sempre allegro,
sa come tirarmi su il morale quando sono a pezzi, e per questo
ringrazio chiunque me lo abbia fatto incontrare.
All'inizio la mia famiglia non ha accolto tanto bene la notizia
della mia omosessualità, poi dopo qualche periodo vedendo che gli
era passata, ho deciso di fargli conoscere il mio ragazzo, e da quel
giorno Patrizio viveva a casa con noi, all'unico patto di non fare
mai sesso in presenza dei miei genitori in casa, ed o in presenza di
ospiti.
E questo a noi ci andava bene.
Patrizio che studia all'università, mi raggiungeva a casa il giovedì
sera, per poi andarsene il lunedì mattino.
Dal 19 Dicembre 2005, fino al 7 gennaio 2006, Patrizio è rimasto
fisso a casa mia, per la mia gioia.
Alle 22.00 ci presentiamo io ed il mio ragazzo a casa di mia cugina,
non vi era bisogno di fare tanta strada, bastava girare l'angolo,
quindi da Viale Giuseppe Verdi, svoltare a destra in Vicolo Busseto.
Mia cugina abbracciò me, ed il mio ragazzo, ed assieme gli porgemmo
il regalo.
Come al solito eravamo gli ultimi ad arrivare e facendolo presente a
mia cugina, io ed il mio ragazzo ci accomodammo in soggiorno assieme
ad altri amici che gia più o meno conoscevo.
Riconobbi tra i tanti Efrem, Carola, Benedetta, Giosuè, Francesco,
Vittoria, Gianni, Alberto, Ivana, e Marco.
Alcuni non li conoscevo, ed in particolare ce ne era uno che appena
lo vidi, sentivo il mio (attrezzo) sbattere nei pantaloni come per
dire : "Che cazzo aspetti fammi uscire!"
Per fortuna che mia cugina sà della mia voglia di conoscere sempre
tanti nuovi amici, e cosi mi fece fare assieme a lei un giro di
presentazione, mentre Patrizio parlava con l'unica persona che
conosceva Benedetta, e cosi gli dissi : "Patrizio vado a conoscere
gli altri !"
Gli amici e le amiche di mia cugina non sanno della mia
omosessualità, lo sa solo Ivan, che quella sera non era presente.
Lasciato Patrizio a parlare appunto con Benedetta, Concy , come la
chiamo io mi fece conoscere gli altri suoi amici .
E cosi ecco gli altri nomi : Domenico, Carla, Luigi, Claudia,
Nicola, Anna, Edoardo, Tiziana, Massimo, Stefania e per finire
quello che mi aveva fatto venire il cazzo dritto Giampaolo.
Non strinsi la mano a tutti, dico a pochi, tra i quali mi pare di
ricordare Tiziana, e Anna, e poi naturalmente a Giampaolo. Concy mi
presentò a lui dicendo : " Lui è Alessandro il mio cugino sapiente
!"
Do un pugno scherzoso a Concy sul braccio dicendo a Giampaolo : "Non
ci credere dici un sacco di boiate.!"
"Che male c'è a sapere un po' di cose !" - disse col bicchiere di
birra in mano.
"No, no, boh, non saprei.!" - dissi visibilmente eccitato.
Era vestito con una camicia nera abbottonata solo in fondo, e faceva
intravedere il suo petto, un pochino villoso, poi de jeans neri, e
degli stivali color nero. Era tutto nero.
Comunque mi ristrinse la mano e mi disse : "Piacere d'averti
conosciuto!", e poi prosegui scusandosi con me, il discorso con i
suoi amici.
Tornai dal mio Patrizio un po' deluso, ma cercai di non farglielo
notare più di tanto, sedendomi accanto a lui sul divano. Era rimasto
solo, Benedetta l'aveva lasciato andando a parlare con altri.
Allora io gli dissi : "Che noia mortale, pensavo fosse più
divertente questa festa !" - dissi con gli occhi che giravano in qua
e in la, per cercare di focalizzare Giampaolo anche solo con gli
occhi.
"Ale, cosa guardi ?" - mi disse il mio amore.
"Ma guardo in giro per vedere dove è mia cugina !" - gli dissi
Ci alziamo, stiamo per uscire dal soggiorno, quando una voce disse
sopra la musica.
"Ragazzi spegnete la radio qualche secondo, debbo dire una cosa a
tutti!" - disse una voce che non ricordo come si chiami.
E cosi tornai a posto assieme a Patrizio, e la voce continuò a
parlare prima di aspettare il silenzio.
"Anche se controvoglia, abbiamo convinto il nostro caro amico a fare
uno spogliarello per Concy, ed ora spegnete le luci perché arriva
Olaop.
"Ecchecazzo, accendete le luci voglio vedere chi è !" - dissi io a
bassa voce, facendomi però sentire da Patrizio, che però non disse
nulla.
Mi guardo in giro, ma vedo solo ombre di persone.
Sta arrivando una sedia, e poi una musica la musica è quella di Full
Monty. Ed ecco che entra la persona che faceva lo spogliarello, e
non ci potevo credere, non potevo credere ai miei occhi, era
Giampaolo.
Si sedette sulla sedia, e comincio a slacciarsi i laccetti degli
stivali, io volevo alzarmi per andarlo ad aiutare, ma non so come
mai, ma riuscii a trattenermi, forse per non far capire a tutti la
mia omosessualità, anche se quella sera avrei voluto raccontarla a
tutti i presenti.
Tolti gli stivali, Giampaolo si toglie anche i calzini, ma con più
sveltezza degli stivali.
Si alza, e si sbottona la camicia nera, facendo vedere tutto il suo
petto, normale, non scolpito, con una piccola chioma di peli sul
petto e sui capezzoli. "Ammazza che schifo che fa quel ragazzo!" -
disse Patrizio facendosi sentire da altre persone.
Io allora lo guardo : "Patrizio, ehi calmati !", poi distolgo
immediatamente lo sguardo dal mio ragazzo, che odia i pelosi, e
ritorno a guardare Giampaolo, che si stava accarezzando il petto,
poi si sbottona i jeans, si slaccia la cinghia, si siede, e alzando
leggermente il culo, si toglie anche i jeans. Ed ecco li la voce di
due o tre ragazze : " Olaop, faccelo vedere !"
Guardavo male quelle ragazze, e Giampaolo spense la musica dice : "
Lo spettacolo è finito.!", prende le sue robe e va nella stanza
accanto a ricomporsi. !"
A quel punto io e Patrizio, facciamo per andarcene, quando però mi
scordai di salutare mia cugina, così mentre Patrizio scendeva le
scale, io tornai velocemente in soggiorno per cercare mia cugina per
scusarmi di non averla salutata.
Entro nel cucinotto, immaginando di poterla trovare lì, e quindi non
busso.
Invece nel cucinotto c'era Giampaolo, che si stava infilando la
camicia, ed io visibilmente arrossito dico senza guardarlo in faccia
: "Ops..scusa, pensavo di fosse Maria Concetta!"
E faccio per andarmene.
"Vieni qui un'attimo, mi aiuti ad abbottonarmi questi due bottoni
che sono davvero bastardi dentro!".
Anche se tanto emozionato, entro in cucina, lui si alza dalla sedia
dove era seduto, e si appoggia con il culo al bordo del tavolo.
"Sai ho fatto una fatica ad allacciarmela prima di venire qui!" -
disse lui
"Questi sono i regali trabocchetto di mia cugina ci scommetto!" -
dissi io
"Ammazza allora ha ragione lei sei proprio sapiente!" - disse lui
ridendo.
Abbottonatagli la camicia, senza troppa fatica, lo saluto scusandomi
ancora di essere penetrato nel cucinotto senza bussare.
"Aspetta, perché scappi via così, hai fretta?" - disse lui
"Si beh ho sonno, e poi debbo accompagnare Patrizio mio cugino a
casa!" - dissi io.
"Ma è cugino anche di Maria Concetta?" - disse lui
"No, no.!" - dissi io pochi secondi dopo per dare tempo alla mia
testa di inventarmi una storiella, spiegandogli che lui era figlio
della sorella di mia mamma.
Torno giù per le scale, ma Giampaolo scendendo velocemente mi blocca
il braccio, girandomi, ed abbracciandomi : " Sai sono stato davvero
felice di averti conosciuto!"
Non sapevo più cosa fare, ero abbracciato a lui e lui non si
staccava più da me, cosa potevo fare? Lo ringrazio delle parole
dolci.
Scendo altri gradini e poi lui mi richiama nuovamente : "No così non
va, aspetta, debbo dirtelo !"
"Dirmi cosa?" - dico io
Lui non dice nulla, mi guarda con i suoi occhi color nero e si
avvicina a me, non ci vedo più, resto immobile e lui mi bacia, mi
bacia cosi intensamente, che stavo per perdere l'equilibro e
ruzzolarmi giù per gli ultimi 4 gradini rimasti. Lui mi prende al
volo e mi dice : "Vorrei proseguire questa serata se non ti dispiace
!" - disse mettendo una mano nella tasca della camicia per poi
porgermi il suo bigliettino da visita.
"Se ti va vieni quando vuoi al secondo indirizzo, che è l'indirizzo
dell'ufficio, mi raccomando, il primo è quello di casa mia e c'è il
mio ragazzo. Quando vuoi, io sono li tutti i giorni anche il sabato
dalle 9 alle 13 e dalle 15.30 alle 20.00.!"
Lo sorrido, ed io invece gli do un bacio sulla guancia destra
all'altezza della bocca : "Cerchiamo di non correre troppo, anch'io
ho il ragazzo, ed è giù che mi aspetta"
Ed a casa, nel bagno mi masturbai velocemente pensando a Giampaolo,
ed una violenta scarica di sperma scese sul bidè.
Mi apprestai a pulirlo.
Mi lavai.
Andai a letto, baciando anche se controvoglia Patrizio.
Non sapevo più cosa fare.
I giorni passavano, ed io non sapevo cosa fare, non sapevo se
proseguire o no il rapporto con Patrizio, od uscire ed andare tra le
braccia di Giampaolo, che mi stava aspettando a braccia aperte.
Ero cosi sconvolto, che per due settimane, non feci più l'amore con
Patrizio, trovando le scuse più banali, ho mal di testa, ho mal di
schiena, ho mal di denti, ho una riunione.
Patrizio ci restava male, e quando dicevo una riunione andavo invece
al bar e cercavo di rincasare il più tardi possibile, trovando cosi
Patrizio addormentato.
Un pomeriggio che Patrizio non era presente a casa e i miei genitori
erano via per lavoro (sarebbe tornati la mattina successiva),
passeggiando per le vie del paese, incontro Giampaolo, e li perdo la
testa e gli corro incontro gettandogli le braccia attorno al collo :
" Giampaolo, io ti amo!" - gli dissi nell'orecchio.
"Sshh, non qui!" - disse lui.
Cosi essendo lui a piedi, ci dirigiamo a casa mia che è la più
vicina.
Ed arrivati a casa mia, chiudendoci la porta dietro le spalle ci
guardiamo e ci abbracciamo e Giampaolo disse : "Sapevo che prima o
poi saresti venuto da me, ti avevo visto da quella sera, da come mi
guardavi quando mi spogliavo per tua cugina!"
Assieme entrammo nella mia camera da letto dicendo : " Non ce la
faccio più ti voglio ora, ti voglio subito!"
Non feci nemmeno tempo a finire la frase che Giampaolo aveva già
infilato la lingua dentro la mia bocca.
Era una sensazionale davvero piacevole e goduriosa, non avevo mai
fatto sesso con nessun'altro, Patrizio è stato il mio primo ragazzo,
e quindi avevo baciato solo lui.
Solo lui, tranne naturalmente quella sera al compleanno di mia
cugina dove persi la testa per Giampaolo.
E mentre ci spogliavamo, Giampaolo mi raccontava di lui, e del
rapporto distrastroso che stava vivendo col suo ragazzo, per colpa
della gelosia di Anselmo, il suo ragazzo appunto.
Allora io risi.
Lui però disse : "Non c'è nulla da ridere, quando si incazza per
niente è davvero uno stronzo.!"
Continuo a ridere dicendo : "Adesso penserai che dico delle
stronzate, ma anche Patrizio è geloso, dovremmo farli incontrare !"
Quando tutti e due eravamo nudi, Giampaolo si alzò dal letto, ed con
ancora indosso i boxer color azzurro, noto che aveva tatuato sulla
schiena nel lato destro una biscia.
"Come mai questa biscia?" - dico io
"Ma è un tatuaggio che ho da ormai 10 anni." - dice lui
Chiesi solo in quel momento quanti anni avesse, e mi disse cosi che
aveva l'età di mia cugina, quindi ben 8 in più di me.
Mi disse anche però che ne mia cugina ne tutti i suoi amici sapevano
della sua omosessualità, e che avrebbe voluto tenerla nascosta per
tutto il tempo possibile ed inimmaginabile.
Mi alzò prendendomi per mano, e ritornò a baciarmi dicendo : "Vorrei
sempre restare appiccicato alla tua bocca, sa di menta, e a me la
menta piace da impazzire."
Gli dissi che avevo il dentifricio a sapore di menta, e che mi ero
lavato i denti prima di uscire di casa, per quello si sentiva ancora
abbastanza.
Lo prendo, me lo giro, lo spingo sopra il letto e gli salto addosso,
dandogli ancora baci sulla bocca, ma poi scendendo sul mento e
comincio a dargli teneri morsetti che lo fanno eccitare.
Passo però subito al suo uccello, non ce la facevo più, volevo
vederlo, vedevo che premeva contro i boxer che voleva uscire e cosi
lo vidi per la prima volta bello lungo, non so quanto e non glielo
chiesi mai, perché non mi vanto mai con le persone di quanto lungo
c'abbiano il cazzo le persone.
Lo prendo per mano e me lo sbatto violentemente sulla faccia.
Comincio a sbattermi la cappella sulle guance, sul mento, poi
avvicino il labbro e prima di metterlo in bocca ci metto sopra un po
di saliva,e poi lo metto dentro. Piano piano per gustare il sapore
di un altro uccello.
Tenendolo in bocca sento Giampaolo fischiettare, poi mugolare dal
piacere, e mentre io andavo sempre più svelto lui mi dice :
"Poffarbacco come sei bravo!"
Non lo ascolto perché stavo ansimando anche io di piacere e cosi
togliendo solo per pochi secondi il pene dalla mia bocca, mi tolgo i
boxer, e poi mi rimetto a succhiare il suo cazzo.
Ma Giampaolo non me lo fece tenere ancora in bocca per molto tempo,
cosi appena sentito che stava per venire disse : "Basta ti prego!",
ma purtroppo anche se avevo tolto dalla bocca il suo cazzo, la
sborra non ne volle sapere di restare dentro Giampaolo, ed uscii, e
mi scaricò il suo sperma, sul mento, facendo scegliere tante
goccioline sul collo e sul petto.
Mentre ancora gemeva per la sborra che continuava ad uscire, dissi a
Giampaolo : "Scusa ma è stato più forte di me!"
"No non è tua la colpa è la mia che non riesco mai a trattenerla per
tanto tempo!"
Ripresosi dall'uscita di sperma, mi inginocchio sul letto, mi infilo
il profilattico, e alzo le gambe di Giampaolo per poter entrare
dentro al suo culo.
Entro dentro piano piano, ma siccome quella posizione non è mai
stata il mio forte, decido di metterlo a pecorina.
E cosi entro dentro nuovamente e Giampaolo dice : "Bravo così,
sempre più svelto!"
Andando sempre più svelto mi viene anche a me da ansimare di piacere
e in un paio di minuti vengo sulla schiena di Giampaolo.
Ci abbracciando stendendoci sul letto sopra le coperte. Ci baciamo.
Giampaolo appoggia il cuscino sullo schienale del letto. Accende una
sigaretta, mentre io gli bacio il petto.
"Credo lascerò il mio ragazzo!" - dissi io
"Hai ragione, non sembra giusto tradirlo così, anche io lo lascerò
!"
Fu difficile lasciare Patrizio, anche perché stetti con lui più di
un mese prima di rivelargli il tradimento. Patrizio lasciò casa mia.
Ora io e Giampaolo continuiamo ad essere innamorati, ma non viviamo
assieme, anche lui ha lasciato il suo ragazzo, ma stavolta io e
Giampaolo viviamo il nostro amore in incognita, e forse per tutti e
due è meglio così. |
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