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[ Indice ]

 
MATTEO
[ by Stemich ]
   
Matteo, è un ragazzo che conosco solamente dal 2003, ha circa 30 anni, anno più - anno meno.
Abita nella zona delle poste, mentre io abito a circa 1 km da casa sua, e lo conosco perché viene sempre a prendere il giornale nell'edicola che gestisco assieme alla mia famiglia.
Lui ogni mattina alle 7.45 prima di andare al lavoro è nella mia edicola. Compra regolarmente "TuttoSport" e " Il Giornale".
La mattina lui, è sempre sorridente, mentre io, che mi devo svegliare alle 5.30, per aprire poi alle 6.30 sono sempre assonnato.

Matteo è sposato ed ha un figlio di tre anni circa.
Non penso che la moglie lo meriti cosi bello, infatti lei è abbastanza racchia, e non so come faccia Matteo a non accorgersene.

Ogni giorno che passa, di Matteo me ne innamoro sempre di più, ma non posso mai dire nulla, per due motivi.
Il primo motivo è che ogni volta che lo vedo, mi emoziono e balbetto, ed il secondo è perché la mattina a darmi una mano c'è Leo, il mio ragazzo (per i miei genitori è solamente un mio amico che ha bisogno di lavorare.furbo eh?).

Leo dice sempre che Matteo fa schifo, e non lo scoperebbe nemmeno se fosse gay.
Io non dico nulla, perché se lo difendessi sembrerebbe che mi piaccia e così annuisco solo con la testa o accingo ad un ghigno, ma quando vado nel cesso, un bella sega me la tiro spesso e volentieri per Matteo.

So che quando stai con un ragazzo, non devi tradirlo, ma se ne sarebbe venuta l'occasione a Leo, l'avrei tradito volentieri.

Successe tutto una domenica mattina.
Leo non c'era.

Matteo si presenta in edicola verso le undici del mattino. Era assieme a suo figlio.
Comprò naturalmente i suoi due giornali, ed in più per suo figlio prese uno di quegli album dei Looney Tunes, da colorare.

Mi squillò il telefono dell'edicola, e dovetti rispondere. Lui gentilmente attese, c'era solo lui come cliente in quel momento.
"Pronto?"
Era Leo, che mi diceva che quel pomeriggio aveva un piccolo imprevisto, e disse che non sarebbe venuto a casa mia.
Io non sapevo cosa dire perché c'era Matteo davanti a me , e cosi gli dissi solamente : "Va bene, però non si fa così!" - e riagganciai.

Matteo mi vide un po' scosso, e mi disse : "C'è qualche problema?"
Io allora gli dissi la prima cosa che m'era venuta in mente : " Ma no, niente, una mia amica all'ultimo momento mi ha detto che non poteva venire da me a vedere l'Inter, io che avevo comperato un casino di cose da mangiare.e lei mi ha bidonato!"

Matteo allora dice : "Senti, io oggi sono a casa da solo, anche io sono interista, anche io ho il decoder, e mia moglie e mio figlio vanno al cinema a vedere un cartone animato, vuoi venire da me?"

Senti, senti cosa percepisce il mio orecchio ! (dissi tra me e me)
Rimasi in silenzio per svariati secondi.
"Allora? Cosa ne pensi?" - disse Matteo
"Beh non saprei, sicuro che non sono d'impiccio, magari tu sarai felice di stare a casa da solo a vedere la partita, una volta tanto!" - gli dissi.

"Guarda non sei davvero d'impiccio, anzi così almeno se sei da solo un po' ti divertirai a stare in compagnia non trovi?"

Ci penso ancora qualche secondo mentre mi porge i soldi, e io gli do il resto, poi accetto.
Lui contento disse : "Bene, bene!" - e mi dice il suo indirizzo completo di civico, e di numero cellulare, se non avessi trovato la sua abitazione da solo.

Mi presentai a casa sua, con una sportina con dei pop-corn, coca cola, e birra.
Appena appoggiai il dito al campanello, la porta si aprì, stavano uscendo proprio in quel momento la moglie e il figlio.
La moglie mi disse sorridendo al marito che nel frattempo stava arrivando sulla soglia della porta : " Mi raccomando, non badare alle imprecate di Matteo."

Sorrisi e salutai loro, accarezzando la testa del piccolo dicendo con una voce da bimbo : "Divertiti eh!"

Matteo mi fece accomodare in casa, porsi a lui la sportina.
Mi disse di sedermi sul divano che lui sarebbe andato in cucina a prendere un cabaret con dei bicchieri, ed una ciotola per versarci i pop-corn.

Intanto io sbocchinai col telecomando di sky, facendo una panoramica di canali sull'intrattenimento.
 

Qualche secondo prima che cominciasse la partita, domandai a Matteo, quale cartone animato andassero a vedere !
Mi disse che era un film nuovo della Disney, ma che non si ricordava il nome.
Io allora gli dissi : "Scusa ma non sono andati al cinema di via xxxxx vero?"
"No sono andati al paese vicino, perché qui non lo danno!"

Durante la partita notavo Matteo, stirarsi diverse volte e sbadigliando, io guardavo sorridente dicendogli : "Hai visto che era meglio se non venivo, tu hai sonno, e vorrai riposarti!"
"Ma che cacchio dici!" - mi disse - continuando poi a dire, che era stanco della partita perché già allo scadere del primo tempo perdavamo già 2 a 0.
Io gli dissi : "Ricordi quella canzone che recita cosi ? - (canticchiando in falsetto) Bisogna saper perdere, non sempre si può vincere

Lui rise e disse : "Bravo!"
"Macchè!" - gli dico io.

Allo scadere del primo tempo, chiedo se mi faceva un po' di compagnia fuori, mentre fumavo una sigaretta.
Lui disse di si, io stavo per porgergliene una, ma lui disse che non fumava.
"Beato te, che non fumi ! Io vorrei smettere, ma non ne ho mai voglia, la sigaretta, mi fa compagnia quando sono solo in edicola e.e poi se non ci fosse, sarei sempre dietro a mangiare delle gran porcherie e.!"

Buttando via la sigaretta a terra, Matteo appoggia le mani sulle mie spalle, mi spinge addosso a lui, mi accosta la testa e mi bacia.

Io mi stacco subito.
"Ma che cazzo fai, sei sposato!"
Lui non pare ascoltare e rifà ancora la stessa mossa di prima.
Li gli do uno schiaffo, e io gli dico : " Me ne vado, non puoi fare così, io, io.!"
"Sentimi bene, io sono hisex, non voglio che mia moglie lo sappia, ti prego non glielo dire, è solo che mi piaci!" - mi dice

"Io me ne voglio andare!" - gli dico
"Ti prego non te ne andare, dai resta a vedere il secondo tempo, non ti rompo più, fammi solo compagnia, poi se te ne vuoi andare te ne puoi andare okay?"
"No, Matteo io me ne vado!" - dico entrando in casa, e prendendo ciò che mi apparteneva.

Per 20 giorni Matteo non si vide più in edicola a prendere il giornale. Ci stavo male. Si, ci stavo male perché con il passare dei giorni avevo capito che Matteo amava anche a me, e ho capito che Matteo si è sposato solo per avere un figlio.
Che c'è di strano, due gay non possono avere figli, e sicuramente l'avrei fatto anche io.

Finalmente Matteo,torna in edicola.
Era un venerdì sera, stavo chiudendo, e lui era venuto a prendere le figurine per suo figlio.
Lo guardo fisso negli occhi e a bassa voce gli dico : "Scusa!"
Lui mi dice : "Scusa di che!"
"Scusa per quella domenica, ma ora l'ho capito. Tu mi piaci!"

Matteo non parla, passa dietro al balcone e mi dice prima di darmi un bacio sulla guancia : "Scusa tu se sono stato frettoloso"

Guardo che non passi nessuno davanti all'edicola, poi lo bacio.
Lui mi accarezza la guancia e mi dice : " A presto!"

Quel a presto casualmente fu la stessa sera al campo sportivo, durante gli allenamenti della squadra del nostro paese.
Io era la prima volta che andavo a vederli, perché la sera ero talmente stanco, che non riuscivo a muovermi dal divano, andava sempre e solamente Leo, che era un gran tifoso.

Quella sera però Leo non era presente alla visione dell'allenamento, perché era andato al cinema con la sua famiglia, classico appuntamento mensile che i genitori di Leo non si perdono mai, perché amano trascorrere del tempo con loro figlio, anche perché non è proprio il loro figlio, perché l'hanno adottato quando lui aveva solamente cinque mesi.

Dopo qualche minuto di allenamento, vedo arrivare da lontano Matteo, che aveva in bocca una sigaretta, e intanto stava parlando pure al cellulare.

Solo quando si avvicinò vicino a me, capii che era sua moglie, con la quale sentivo che stava litigando.
Ma non parlai, e non dissi nulla, fino a quando lui non riagganciò il cellulare.

Poi quando lui sta per parlarmi io gli dico : "Sono pronto, se lo vuoi !"

E cosi mi incammino verso il parcheggio, per prendere la mia macchina, e lui mi segue.

Mi fermo davanti a casa mia, lui accosta l'auto dietro alla mia, e poi mi segue senza parlare, fino a quando io non apro il garage, e mi incammino in tavernetta.

Li finalmente lui parla e mi dice : " Ma sei proprio sicuro?"
Lo zittisco con un bacio.
 


Nudi sul divano della mia tavernetta, in quell'istante non me ne fregava se da un momento all'altro sarebbe arrivato il mio fidanzato Leo.
Non me ne interessava, perché avevo davvero voglia di fare l'amore con Matteo, anche se proprio da qui ad amare Matteo ce ne correva.
Diciamo che per Matteo stavo provando un brivido caldo.
Matteo salito sopra di me, inizio con l'accarezzarmi il viso dicendo : "Sai che sei proprio un bel ragazzo"
Le nostre bocche cominciarono con l'unirsi.
Le mie mani gelide accarezzavano la sua schiena, e vedevo che lui provava dei forti brividi, ma non disse nulla, e cosi io proseguii.
Proseguii accarezzandolo per diversi minuti, fino a chè lui non se la smise di baciarmi tutta la faccia, perché c'era il mio pene che stava premendo fortemente sulla sua pancia.

Mi spostai di dosso Matteo, e lo feci sdraiare sul divano, perché avevo voglia di leccare per bene i suoi capezzoli, e di accarezzare tutto il suo petto.
Aveva dei peli color biondo, come i suoi capelli solamente al centro del petto.
Lui mi disse : " Ma a te piacciono? Io me li depilo, perché mi fanno schifo i peli sul petto!"
Lo guardo e dandogli un tenero bacio in bocca al quale lui collabora, gli dico : " Ma se i tuoi peli sono cosi carini, perché te li vuoi depilare!"

Lui era contento di farsi sentire dire che almeno a me piacevano, perché non piacevano nemmeno a sua moglie.

Mi indirizzo poi al suo uccello che nel frattempo si era accovacciato dalla parte sinistra.
Mi avvicino di piu con la bocca, e comincio a leccargli il bastone.
Il suo pene si alza e praticamente sull'attenti, inizio a mettermelo in bocca, sempre senza toccarlo con le mani, perché impegnate ad'accarezzare le cosce pelose di Matteo.

Ogni tanto me lo tolgo dalla bocca, e torno su in alto, per baciare Matteo, e poi ritorno nuovamente in basso per succhiare il suo pene, o per leccargli le palle.

Matteo era fantastico.
Non mi ero ancora stancato di succhiare il suo pene, quando Matteo mi disse : " Ma a me non tocca mai?"
E cosi mi sdraio io sul divano, e mentre Matteo si accinge a leccare il mio ombelico, mi squilla il cellulare.

Era il mio Leo, che mi diceva che non sarebbe venuto, perché si stava facendo tardi e preferiva dormire a casa della sua famiglia.
Io gli dissi cercando di trattenere l'emozione che stava facevo avere Matteo, di non preoccuparsi, che ci saremmo visti la mattina successiva in edicola, e chiusi il cellulare dicendo che lo amavo.

Bel modo di amare una persona, tradendo il compagno con un'altra persona. - dissi tra me e me.

Matteo non voleva sapere nulla, e per me era davvero un grosso sollievo, ed appoggiato il cellulare a terra, Matteo si mette in bocca il mio pene, ma prima mi leccò la cappella.
Solo dopo averla lubrificata per benino con la sua saliva, Matteo si mise in bocca il mio arnese.

E lo fece con una gran maestrìa, che a me venne da dire : "Certo che tu saresti proprio un perfetto pornodivo gay.!"
Toglie l'uccello dalla bocca e mi risponde dicendo : "Per girare film pornografici, cercano ragazzi belli, mica dei cessi.!"

Gli arrivo un piccolo ceffone sul coppetto, e gli dico che non era vero che lui faceva schifo, e che se lo avrebbe mi sarei arrabbiato.
Stavo per venire, decisi quindi di farlo fermare.
Gli dissi che avrei voluto tanto, tantissimo che lui salisse sopra al mio uccello, perché avrei potuto penetrarlo.
E cosi facemmo.
Mi alzo, appoggiando la schiena contro il divano, e faccio salire sopra di me Matteo, che ancora indossava i calzini bianchi di una nota marca d'abbigliamento.
Prima di penetrarlo, ci baciamo ancora, ma mi accorgo di aver nascosto i preservativi sotto al mobiletto della televisione, cosi mi alzo e corro a prenderli.
Ritornato al divano, mi accorgo che a sedere al mio posto c'era Matteo che mi dice : "Dammi il preservativo, perché chi va a Roma perde la poltrona!" - mi dice mostrando un sorriso perfetto.

Rassegnato, gli tiro il preservativo, lui se lo infila senza fatica e poi salgo sopra di lui, ed in un'attimo è dentro, perché sono stato sverginato da Leo, e quindi entrando dentro non mi ha fatto particolarmente male.

Mentre lui con le mani appoggiate sulle mie chiappe mi sta inculando e sta gemendo, io cerco di indirizzare la mia lingua dentro la sua bocca, ogni volta che lui la apre per gemere.
Lecco le sue guance, mordo il suo mento, faccio di tutto, mentre lui mi inchiappetta, gli accarezzo la testa, gli bacio la fronte, occhi, naso.

Matteo toglie il pene dal mio culo, e stavolta appena dopo essermi infilato il preservativo, sale lui sopra di me, feci fatica ad entrare dentro al suo buco, e Matteo cerca di indirizzare il mio cazzo con la sua mano nel suo culo.
Ed ecco fatto.
Anche il mio uccello è dentro.

Matteo mi accarezza il petto, ci sputacchia sopra e poi con le dita la spalma per benino sul mio petto.
Tra miei gridolini per l'eccitazione di essere dentro al culo di Matteo e la gioia immensa di una lubrificata salivare sul mio petto, a momenti gli venivo nel culo.

Cosi estrassi il mio pene, e d'accordo con Matteo, decidemmo che uno accanto all'altro ci saremmo segati uno il cazzo dell'altro.
E cosi fu.,riempimmo di sborra i nostri petti.
Poi risalii su di Matteo e i nostri corpi impasticciati si unirono.

Per completare quella serata d'amore che non si sarebbe mai piu verificata, perché teniamo alle nostre relazioni d'amore, decidiamo che sarebbe stato bello leccare la sborra rimasta nel pene.
E cosi facemmo, rimasero ancora delle gocce, che portammo via.
Per finire un fervido bacio chiuse la nostra serata di sesso.

Porgo un'asciugamano a Matteo, che si ripulisce del tutto, si veste e se ne va a casa, sperando che la litigata con la moglie fosse passata.
 

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