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ClubClassic.net > Talk > RACCONTI EROTICI
 

[ Indice ]

 
ACCIAIO CONTRO ACCIAIO
[ by lord.ombre ]
   
Questa è la storia di due amici. Uno gay. L’altro no.
Uno lo dice sempre : "sono gay" vive distruggendo di fronte a sé ogni ostacolo, urla la sua vita al vento e al sole. è forte, è un ragazzo forte, ha diciotto anni ma ha già vissuto cosi tanto che si è perso. Ha perso il suo corpo che ancora è di un ragazzo snello, magro… non mangia. Per avere un corpo come una statua di adulescens per rincorrere i suoi sogni di antichità sepolte sotto la sabbia e l’acqua del mare. Non mangia = Anoressico. Non proprio. Non mangia = Innamorato. Questo sono io. Innamorato mi mantengo perfetto i muscoli il corpo fragile bello.
 
Già solo nella mia anoressia, il mio malessere, il mio essere, il mio essere gay, come uno splendore, un infanzia eterna. Ho 18 anni. Questo sono io. Il ragazzo gay.
 
Lui ha 19 anni, ha sempre detto : etero. Ha un corpo adulto, quasi tanta palestra, Sport, dice lui, sport, è l’unico modo per sentirmi bene come per uscire da me. Devo farlo. I muscoli, scattanti un movimento musicale, le spalle, le braccia, il petto, gli addominali - è bello. Muscoloso. Musicale. Lo chiamano Apollo a volte. Lo chiamano il Toro altre volte, perché fa quasi paura nella sua virilità travolgente. Lui mi piace. Lui va a zonzo tra ragazze affascinate le bacia e l’indomani le lascia, finisce seminudo con loro ma non combina niente è etero, lo dice eterotimido.
 
Loro sono amici, amici per caso, perché niente potrebbe spiegare quest’amicizia.
 
Oggi pero', succede. Oggi loro dormono insieme, stanotte, dopo una festa come sempre, dopo le feste si dorme insieme, per caso.
Si per caso. Per il caso della storia del racconto erotico.
 
Io lo guardo, e sono sempre innamorato.
Io, sono innamorato di lui.
 
Adesso tu mi hai detto : non so se sono gay, non ho mai provato, ero solo innamorato di un amico, da piccolo, ma forse era ammirazione e basta –
 
Il tuo volto, sommerso dalla luce, il tuo collo liscio, bianco, questa pelle chiara punteggiata da una barba nascente, Labbra. Ti ho baciato – le tue labbra erano asciutte e tiepide non avevano gusto erano petali. Petali – erano petali di fiore. Era una pelle dolce.
 
Cazzo ce l’avevo già duro non poteva continuare cosi Cazzo il tuo sesso eretto di notte, lo palpavo lentamente attraverso il boxer si sviluppava tra le mie mani gonfio, tondo, caldo - tu ti stendevi meglio, Mettiti comodo adesso, Aprivi le braccia un po’, e dormivi, o facevi finta - cosa facevi, dormivi o facevi finta ?
Cazzo Caldo soprattutto, il tuo soffio non più tiepido, ma bruciante mentre la mia mano, giù nel boxer tra i peli corti,
assaggiavo già il tuo sesso pregustavo il tuo glande volevo volevo
E finalmente lo sento, adesso, nelle mie mani, mentre rimango cosi allibito le labbra sulle tue si gonfia cresce vive / mentre semi-apri gli occhi e dici Cazzo ma cosa stai facendo Lo sai benissimo CAZZO ma cosa… Non dirmi di no / ti prego /non dirmi di no/ ti prego non dirmi di smetterla/ ti amo ti amo. - Smettila. Smettila. Subito. Non sono gay. Hai capito. Non. Sono. Gay. Non voglio.- Non sono gay - lasciami. Non sono gay ! le tue braccia da gigante mi spingono via mi ributtano via il mio corpo fragile distrutto - nei tuoi occhi c’è come l’odio di essere la preda di un desiderio distruttore, come l’odio di essere se stesso - perché non puoi non puoi me l’hai detto un giorno – eravamo al caffè, mi ricordo, mi hai detto : forse si, forse lo sono, ma lo sguardo degli altri….me l’impedisce …. –
 
Ed io che dello sguardo degli altri me ne fregavo, perché avevo lottato e sofferto, e sanguinato e che adesso me ne fregavo, beh, adesso ero rigirato ributtato da te, accanto a te, la mia schiena, e stavo quasi piangendo, di vergogna, di averti fatto questo scherzo, di essermi lasciato andare a toccare il tuo cazzo, a sognare che me lo mettevi che te lo succhiavo a sognarti in me, a sognare il tuo seme bianco sul mio viso a sognare a sognare a sognare. A sognarti, Apollo.
E stavo piangendo e tu silenzioso rimanevi accanto senza dire niente
E stavo piangendo e allora mi hai messo la mano sulla spalle e mi hai detto. Non piangere. Non piangere. Scusa. Mi hai solo…fatto… paura Mi hai detto. Non ho risposto. Mi hai detto. Guardami. Guardami.
Speravo già di baciarti.
Ti ho guardato e ho avuto voglia. Di baciarti - ero proprio accanto a te sul guanciale. Ero proprio semplicemente gay... Allora niente, mi sono avvicinato. Ancora. E ho posato solo le labbra. Sulle tue. Senza fare nient’altro. Solo questo. Il contatto. Tu : paura o commiserazione ? o DESIDERIO ? Stavo solo sperando che per pietà di me, mi avresti baciato, solo per pietà, non altro. Abbi pietà di me. Apollo. Sei il mio dio. Il mio unico dio. Tu uomo. Io, nemmeno un uomo, spregevole. Animale. Io ai tuoi piedi.
E poi, la lingua mia nella tua bocca come una preghiera, e poi, anche tu mi hai risposto. Mi sono avvinghiato con le braccia attorno al tuo collo. Per cercare un riparo, per cercare dove piangere. Cercare dove il mio sangue potesse colare con lacrime, senza soffrire. Per lasciarmi andare, a causa dello sguardo degli altri e di tutto il resto.
 
E poi ansimando sei arrivato. Sei arrivato fino a dove volevo io - il culo.
Il tuo cazzo mi ha aperto mi ha spaccato ad ogni colpo ansimavo ansimavo come un cane e tu sorridevi finalmente sorridevi socchiusi gli occhi per il piacere brancolando sudore sulla schiena eri tutto sudato divampavi di calore e io sotto di te Schiacciami sotto di te, eri lasciato, il toro, finalmente, mi giravo, a quattro zampe, e tu dietro chinato ormai entravi e uscivi sprofondavo sotto il tuo peso stirato sul letto disteso Animali siamo animali ? Animali, siamo animali d’amore. Siamo gli esseri più sviluppati della terra eppure abbiamo bisogno… eppure IO HO BISOGNO. Ho solo questo bisogno : di te in me. E basta, non m’importa più niente, non m’importa nient’altro. Tutto il resto, in culo.
 
Fammi male Mi facevi male. Male e bene. Fottimi. Tu. Tu che non sei. Tu che non sei gay. Tu che dici di…
Prendimi. Disteso. Prendimi. E tu sopra e ti sentivo allucinato. Avanti indietro. Prendimi. Sono tuo. Voglio. PRENDIMI Avantindietro del tuo cazzo sempre più rapido - - - questa sensazione che mi apriva - la tua energia confluiva in me il tuo sudore sulla schiena eri sudatissimo - in me - il tuo sperma in me - ancora ancora - e poi ero di nuovo sulle ginocchia, e tu spingevi, mi penetravi, andavi veloce veloce da un quarto d’ora almeno, mai avevo scopato cosi a lungo eravamo giovani inesperti ma tu resistevi, ma tu ancora me lo mettevi, e con una mano ti eri avvicinato cauto al mio cazzo mi masturbavi impaziente, adesso con la voglia di sentirmi urlare di piacere sotto di te, e io urlavo quasi adesso ( no non proprio erano lunghi gemiti al ritmo delle tue andate ) E venivo venivo Vengo Masturbami Sto venendo Masturbami. Ritmico. Musicale. Muscoloso. Musicale. Ritmico.
aaaaaaaaaah
la tua mano va vola e scende e me lo tieni fermo tra le tue dita come acciaio, duro, durissimo, acciaio contro acciaio, ferro contro ferro, uomo contro uomo, e io vengo improvviso incontenibile piacere distruttivo che mi fa colare una lacrima
e vengo e tu continui a stantuffare dietro anche tu gemisci un po ( il tuo soffio è rauco ma non vieni ) mentre io
aaaaaaaaaaaaaaaaaah
Tu, il tuo soffio rauco mascolino, toro apollo non lo so, il tuo cazzo grande che mi spacca
aaaaaaaaaaaaah
e io continuo a masturbarmi perché il mio cazzo rimane duro / e poco dopo di nuovo vengo di nuovo il mio sperma si sparge in spasmi di delirio
e il tuo subito dopo, il tuo, su di me, sul ventre, sulla schiena, ti abbraccio stringimi stringimi prendimi ancora PRENDIMI ti amo TI AMO sei ancora convinto di non essere gay ?
  
 
 

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