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RACCONTI EROTICI |
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[ Indice
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IVAN MI DONA LA SUA VERGINITA’ |
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[ by Peppi ] |
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Mio padre mi chiede di stabilirmi per qualche giorno nella
nostra casa al mare per accogliere l’arrivo degli operai che
dovevano mettere mano al cancello principale, poi ripristinare le
grondaie della facciata, insomma sistemare le cose che non
funzionavano bene prima che cominciasse il periodo delle ferie.
In quel periodo stavo ancora studiando all’università di medicina di
Cagliari, era l’ultimo anno, decido di partire per la villetta sette
giorni prima del solito, così avrei dedicato tempo allo studio.
La casa si trova su una costa meravigliosa della Sardegna, non
lontana dalla città capoluogo.
Finalmente arrivano gli operai, il capomastro è un amico di mio
padre, mi conosce da quando ero bambino, noto che sono in cinque,
vanno tra i 45 e i 60 anni, con loro c’era anche un ragazzo molto
giovane, forse aveva 18 anni, ma ne dimostrava anche meno, noto che
ha un viso carino e un fisico non muscoloso ma ben definito.
Il signor Franco, ovvero il capomastro, mi presenta il ragazzo come
suo nipote, mi avvicino a lui per stringergli la mano, noto che è
molto timido, si presenta - piacere io sono Ivan, rispondo - piacere
io mi chiamo Giuseppe.
Il capomastro sapeva già che tipo di lavori doveva svolgere, quindi
si mettono a lavoro.
Dalla finestra della mia camera guardo Ivan mentre si cambia in
giardino, rimane a dorso nudo e a pantaloncini corti, lo trovo molto
interessante.
Da quattro mesi mi ero lasciato con la mia ragazza, non riuscivo più
a rimanere con una donna, mi sentivo attratto dai ragazzi, mi
definisco bisex, però mentre avevo sperimentato i rapporti sessuali
con le donne, ancora non avevo avuto esperienze omosessuali, mi ero
documentato su internet guardando foto e filmati porno, non facevano
altro che aumentare in me la voglia di scoparmi il mio migliore
amico, ma per pudore o per paura di essere respinto non ho mai osato
neanche affrontare il discorso con lui.
La prima giornata di lavoro è finita, invito gli operai a bere
qualche cosa di fresco, Ivan mi chiede di andare in bagno, lo invito
a seguirmi e lo faccio accomodare nel bagno della mia camera che si
trova al primo piano, quando esce dal bagno cerco di sciogliere il
ghiaccio invitandolo a sedersi, inizio con la solita domanda - cosa
fai nella vita? - studio ragioneria - quanti anni hai? - ho compiuto
18 anni sabato scorso - sei molto giovane! E visto che sei un bel
ragazzo sicuramente sarai fidanzato, - veramente ancora No… - come
mai? - ma, forse per colpa della mia timidezza - vedrai che col
tempo passa, - speriamo - mi risponde Ivan. Pensavo di aver concluso
la conversazione ma anche Ivan mi fa le stesse domande, io gli
rispondo che sono all’ultimo anno di medicina e che se tutto andava
bene mi sarei laureato, la storia con l’ennesima ragazza era finita
da quattro mesi e l’unico mio pensiero era quello di laurearmi il
più presto possibile. Ivan mi chiede quante ragazze avessi avuto
fino ad oggi, - rispondo che non avevo tenuto il conto, però
sicuramente più di venti, - beato te! - gli rispondo - ma dai sei
giovane avrai tempo di fare le tue esperienze, mi risponde - certo
sei un bel ragazzo, alto e atletico, ecco il tuo successo, -
rispondo - si l’aspetto fisico conta molto, le ragazze guardano
sempre un bel ragazzo, però poi valutano la persona, almeno le
ragazze serie, poi troverai quelle che ti cercano solo per una
scopata, comunque sei carino questo conta molto!
Mentre lo accompagnavo dagli altri operai che stavano ritirando le
loro attrezzature per andare via, noto che Ivan rimane pensieroso,
mi guarda e mi chiede in che ramo della medicina mi stavo
specializzando, gli rispondo - in urologia, rimane ancora
pensieroso, allora gli chiedo che problema avesse, ma non vuole
dirmi niente, non insisto e lo accompagno giù.
Saluto gli operai dando appuntamento per il giorno dopo, all’altezza
del cancello Ivan si avvicina e mi sussurra all’orecchio - domani ti
devo parlare in privato, rispondo - bene quando vuoi…
La mattina seguente ecco arrivare gli operai, c’era anche Ivan, però
aspetto che sia lui a parlare.
La mattinata continua tranquilla, gli operai si fermano per
mangiare, gli invito dentro casa per stare più comodi, noto che Ivan
era agitato, mi chiede di andare in bagno, allora lo accompagno in
camera mia, ma era una scusa per potermi parlare, si siede sul
letto, non mi guardava in faccia, allora gli chiedo cosa volesse
chiedermi, - vorrei sapere quanto deve essere lungo un pene per
essere normale? Ecco cosa tormentava il giovane Ivan - gli spiego
che la lunghezza del pene è soggettiva all’individuo, diciamo che
nella media va dai 13 o 14 cm ai 16 o 18 cm, poi ci sono casi di
persone che arrivano a misure molto superiori alla norma sia in
lunghezza che in larghezza, oppure non raggiungono nemmeno i 10 cm,
in questi casi ci vuole l’intervento farmacologico o addirittura
chirurgico, - adesso però mi devi dire il perché di questa domanda!
Mi risponde - credo che la mia insicurezza nasca proprio dal fatto
che penso di non essere all’altezza di avere un rapporto sessuale
completo - chiedo, forse hai un calo dell’erezione? - si, penso che
non rimanga duro abbastanza, - hai provato con una ragazza e ti è
andata male? - No, però quando mi masturbo mi rendo conto che c’è
qualcosa che non Va,
- mi chiede se posso visitarlo, allora per stare tranquillo avviso
gli altri operai che Ivan non stava molto bene, aveva nausea, gli
rassicuro dicendogli che mi sarei preso cura di lui.
Torno in camera, chiudo la porta a chiave e faccio stendere Ivan sul
mio letto, gli abbasso i pantaloncini, mi accorgo che non porta le
mutande, inizio a tastare i testicoli, poi gli scopro il prepuzio
per vedere che non fosse ostruita la fuoriuscita del glande, ma era
tutto in ordine, mentre lo visitavo succede che il pene di Ivan va
in erezione, Ivan si toglie completamente i pantaloncini rimanendo
nudo, era uno spettacolo, adesso ero io ad avere una erezione, il
cazzo mi esplodeva nei pantaloni, mi sdraio affianco a Ivan e con la
mano destra gli afferro il cazzo, lui chiude gli occhi, gli sussurro
che sto facendo la prova della durezza, inizio a masturbarlo, a lui
piace molto, emetteva lamenti di piacere, prendo una squadretta gli
misuro il pene, la lunghezza era poco più di 14 cm, quindi nella
media, teneva gli occhi chiusi, mi chiede di continuare a
masturbarlo, non mi faccio ripetere due volte l’invito, decido di
fargli un pompino, Ivan divarica le cosce e con il bacino fa dei
movimenti ritmici, con le mani mi spinge la testa sul suo cazzo,
dopo poco mi viene in bocca, lo sperma caldo e molto liquido ha un
buon sapore, dopo lo stupendo pompino mi tira a se e mi da un bacio
appassionato con la lingua, io rispondo senza esitare, - guardo Ivan
e gli dico - adesso tocca a te, voglio uno splendido pompino, non si
fa pregare, mi toglie la camicia e i pantaloni, si siede nel bordo
del letto, mi abbasso le mutande e Ivan rimane sorpreso del mio pene
- che grande! - ti piace? - si moltissimo, gli infilo il cazzo in
bocca, inizia a succhiare voracemente, poi mi corico sul letto,
mente mi spompinava potevo leccargli il culo, gli infilo un dito,
poi due e poi tre, godeva molto, mi afferrava il cazzo con due mani,
io spingevo fino alla gola, poi gli sono venuto in bocca tanto da
farlo tossire, Ivan non ha perso neanche una goccia di sborra, ma
per me non era finita, quindi dopo aver lubrificato bene il suo culo
lo faccio stendere sul letto, gli sollevo le gambe e le appoggio
sulle mie spalle, inizio a penetrarlo, cerco di fare piano per non
farlo soffrire troppo, anche se gli avevo praticato un ottima
lubrificazione e un allargamento dello sfintere, introduco la
cappella al quanto grossa, Ivan gemeva di piacere, con dei colpi del
bacino riesco ad infilare gran parte del mio cazzo, si lamentava ma
godeva, spingi e rispingi gli ho infilato 24 cm di cazzo in quello
slendido culo.
Lo fatto mettere nella classica posa alla pecorina, e anche così gli
davo certe sferzate da paura, gli sono venuto in culo, e
contemporaneamente Ivan si masturbava, si può dire che siamo venuti
assieme. Una esperienza meravigliosa, dopo tanta fatica ci siamo
stesi e abbracciati, Ivan mi dice che vuole rifarlo altre volte, gli
rispondo che nessuno ci proibisce di rifarlo, ci scambiamo i numeri
di telefono, ci facciamo la doccia e lascio Ivan andare via con gli
altri operai che avevano finito i lavori.
In tutto questo non ho pensato alla cosa più importante, ovvero
abbiamo scopato senza preservativo, una dimenticanza per me che
studiavo medicina molto grave, ma sapevo che Ivan era vergine quindi
andavo sul sicuro, però è stata una dimenticanza grave, non
bisognerebbe mai fare sesso senza protezione.
I nostri incontri sono continuati per due anni, ma nel frattempo
avevo fatto un prelievo di sangue a Ivan, lo fatto esaminare per
vedere se c’erano dei problemi di salute, ma tutto è andato bene,
Ivan era sanissimo, io sono sano, quindi la nostra relazione poteva
proseguire serena ma protetta.
Nel frattempo Ivan ha conosciuto una ragazza e mi ha detto che le
voleva bene, allora ho spinto Ivan a coltivare il suo amore per
quella ragazza, si era attaccato molto a me e non voleva lasciarmi
del tutto, quindi ogni tanto viene a rifugiarsi nel mio letto, però
tutte le volte che facciamo sesso, la condizione è mettere il
preservativo.
Chi legge questa storia penserà che ho approfittato dell’insicurezza
di un ragazzo, è accaduta tutto per caso, Ivan voleva
deliberatamente fare sesso con me e io con lui, mi ha confidato che
gli sono piaciuto da subito, poi il fatto di potermi esprimere le
sue insicurezze sessuali ha fatto in modo che Ivan mi confidasse le
sue debolezze.
Anche per me era la prova del fuoco, stavo passando un periodo di
grande tribolazione, tra studio e tanta voglia di scopare con un
ragazzo, ne sentivo la necessità, tanto che mi ero invaghito del mio
migliore amico, un altro bel giovane con un fisico scolpito, ma la
paura di perdere la sua amicizia decennale mi faceva desistere da
qualsiasi tentativo, lasciandomi la tristezza nell’animo. Il mio
rapporto con altri ragazzi è sempre stato molto maschilista, ho
sempre svolto la parte attiva e dominante in un rapporto sessuale,
sarà per le dimensioni del mio pene o per la perenne voglia di
scopare, non so, però ho sempre dominato i miei ragazzi, evitando
gli effeminati, ma solo giovani che si comportano e si vestono da
maschi.
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