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RACCONTI EROTICI |
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[ Indice
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IL TRIANGOLO NON LO AVEVO CONSIDERATO |
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[ by
scity31 ] |
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Questo racconto è frutto della mia fantasia e poche circostanze
riportate sono in effetti reali. Per proteggere tutte le persone qui
descritte, tempi, luoghi e riferimenti sono inventati enon
corrispondenti alla realtà.
Mi chiamo Simone ho 35 anni vivo, lavoro e abito in una città del
centro Italia. Da 4/5 anni ho scoperto, o meglio, accettato il fatto
di essere gay e lo vivo serenamente sia in famiglia che con gli
amici. Non sono certamente un modello ma, dicono, un bel ragazzo.
Questo racconto inizia con il mio cambio di lavoro. Da poco mi sono
messo in proprio entrando a far parte di una multinazionale di
servizi e, come tutte le multinazionali che si rispettino, esiste un
“Dipartimento Commerciale” che si occupa di contattare i possibili
clienti ed eventualmente “arruolarli” offrendo loro servizi a prezzi
più vantaggiosi rispetto al grande pubblico.
Era un giorno lavorativo di metà settimana ed il ragazzo del
commerciale che segue la mia zona è passato in ufficio. Si chiama
Mirco, ha circa 30 anni e è un bel ragazzo. Il viso non è bellissimo
ma particolare; due occhioni blu mare e i capelli biondastri; corpo
scolpito dai molti sport praticati e dalla palestra che è uno
spettacolo solo a vederlo. Fatto sta che mi dice “sono in zona per
un cliente e mi è saltato l’appuntamento. Ora pranzo da solo ti va
di farmi compagnia?”. Io senza malizia accetto volentieri, anche
perché a casa avevo il frigorifero vuoto. Si va a mangiare la pizza
insieme e si comincia a parlare del più e del meno senza problemi.
Rimango un po’ stupito quando Mirco mi confida che con la sua tipa è
un momento di crisi e che vorrebbe qualche cosa d’altro anche se non
sa dare una definizione alla parola altro. Mi chiede di me, se sono
single o no. Io dico di essere single da dopo il divorzio. Il pranzo
finisce e poi ognuno va per la sua strada, anche se prima di salire
in auto lo vedo titubante come se volesse dirmi qualche cosa ma poi
cambiato idea. Penso che tanto la settimana successiva sarà di nuovo
qui, quindi posso chiarire o chiedere più avanti. Come da copione la
settimana successiva Mirco si presenta in ufficio e andiamo a pranzo
insieme. Indossa una camicia sciancrata un po’ elegante e un po’
sportiva che mette in evidenza il torace e la schiena con i primi
due bottoni, dal collo in giù, slacciati che lasciano intravedere i
peli del petto. I pantaloni di taglio elegante fasciano
perfettamente le sue gambe affusolate e muscolose fino ad arrivare
alle natiche, sode e alte che sembrano scoppiare sotto al tessuto
dei pantaloni. Andiamo a pranzo e anche stavolta si scivola sul
personale, ma stavolta lo metto con le spalle al muro facendogli
domande a cui deve per forza rispondere. “scusa Mirco ma che intendi
quando dice che vuoi qualche cosa di più?”. Lui mi guarda un po’
perplesso e poi dice che non lo sa, che non ha capito. Io incalzo
chiedendo “scusa ma settimana scorsa quando stavi salendo in
macchina mi sembrava che volessi dirmi qualche cosa. O sbaglio?”.
“Beh in effetti si, solo che poi ho cambiato idea”. Lo guardo
inarcando un sopracciglio “non preoccuparti non mi imbarazzo di
nulla, o quasi” aggiungo in modo scherzoso. Allora lui, forse spinto
da uno spirito un po’ cameratesco mi confida che voleva chiedermi
alcune cose riguardo al sesso. Io rimango un po’ stupito visto che,
sempre la volta precedente, ha affermato di avere abbastanza
esperienza in quel settore. Ad ogni modo chiedo che cosa vuole che
gli dica, che cosa vuole chiedermi. Si decide di vedersi per la sera
di venerdì visto che al sabato nessuno di noi due lavora e per fare
un giro in auto in modo che nessuno possa sentire quello che ci
diciamo e siamo più liberi di lasciare i freni inibitori. Io accetto
la cosa con un misto di piacere e di curiosità. Arrivano le 20.00 e
Mirco si presenta nel luogo deciso per l’appuntamento. È in auto e
io salgo. Si è cambiato, così come me, visto che per lavoro devo
indossare vestiti eleganti. Appena salito in auto scoppiai a ridere:
entrambi ci eravamo vestiti nello stesso modo con jeans e camicia
bianca “nemmeno fossimo gemelli”scherzo io. Lui dal canto suo
abbozza una risata ma noto che i suoi occhi cadono sul mio pacco.
Io, più controllato, aspetto che si metta guidare per lanciare
un’occhiata al suo che attraverso la stoffa aderente dei jeans
sembra comunque “nella norma”. Decidiamo di fare un giro verso il
lago che essendo abbastanza lontano ci darebbe la possibilità di
parlare in modo tranquillo e senza fretta. Nonostante questo Mirco
non gira molto intorno alla cosa, anzi va subito al punto. “sai ci
ho pensato a quello che mi hai chiesto, cioè a cosa intendo per
qualche cosa d’altro. Pensavo di essere stanco della routine, ma
alla fine ho capito che voglio provare esperienze nuove. Mi sa che
mi si sta ribaltando la vita, come è successo a te”. In effetti
durante il primo incontro gli ho detto che mi si era ribaltata la
vita dopo la separazione dalla mia ex moglie. Io intendevo che avevo
capito di essere più attratto dai ragazzi e che questo mi aveva un
po’ sconvolto ma ovviamente a lui non l’avevo detto. Una volta che
mi ha detto questo io rispondo “ci sono modi e modi per cui si
ribalta la vita” stando sul vago e cercando di farlo parlare il più
possibile per capire dove vuole andare a parare. Mirco risponde che
non è facile dirlo ed io lo incoraggio. Molto timidamente allora lui
comincia a parlare“ mi è capitata una cosa strana, che mai avrei
pensato potesse capitarmi. Per favore Simone non giudicarmi mentre
dico queste cose perché per me sono importanti e mi stanno facendo
andare fuori di testa” “ok” dico io e Mirco continua “l’altra volta
in palestra sono andato a fare una sauna e mentre ero seduto è
entrato un ragazzo che non avevo mai visto. Io per igiene mi tengo
sempre un asciugamano sul bacino mentre lui si è tolto tutto ed è
rimasto nudo. Certo ci sono altri ragazzi che lo fanno ma poi mentre
sono seduti non si fanno una sega” e smette di parlare. Io allora
cerco di capire ”scusa sto tizio si è fatto una sega davanti a te?”
“si”risponde lui. “azzo!” rispondo io “e come è andata a finire?”
Mirco sempre più imbarazzato continua il racconto “io lo guardavo un
po’ disgustato ma al contempo stavo eccitandomi. Ho tolto
l’asciugamano dal bacino e ho cominciato a segarmi anche io. Allora
sto tipo si è avvicinato e mi ha messo in mano il mio uccello senza
chiedermi o dirmi nulla. Ho cominciato a segarlo e poi un impulso
irresistibile mi ha fatto fare una cosa che non ho mai fatto: l’ho
preso in bocca!” mi guarda colpevole e imbarazzato. “non
preoccuparti dico io,sono cose che capitano” rispondo per cercare di
smorzare l’imbarazzo e la vergogna che provava. Ma poi lo incito a
continuare “scusa se lo chiedo, ma mi hai detto tutto questo… poi
che è successo?”. Mirco mi guarda e poi torna con gli occhi sulla
strada continuando a parlare e a guidare “ho cominciato a
succhiargli l’uccello. Non so perché ma in quel momento volevo solo
prendere il suo uccello in bocca e vedere che cosa si prova. Da come
lui, il tipo, mugolava sembrava che la cosa gli piacesse. Io mi
aspettavo che mi dicesse qualche cosa o che mi fermasse quando stava
per…insomma hai capito no? Beh, invece non l’ha fatto. Ad un certo
punto sento che i suoi sospiri si fanno più alti e intensi e con la
mano mi blocca la testa in modo che non posso togliere il suo cazzo
di bocca. Io cominciavo a capire e volevo divincolarmi ma non ce
l’ho fatta. Mi ha riempito la bocca con la sua sborra e non sono
riuscito a fermarla tanta era. Infatti buona parte l’ho ingoiata.”
Io lo guardo pensieroso e poi dico “non preoccuparti Mirco non sei
un pervertito. Solo che sei rimasto male, non te lo aspettavi. Ed
ora cosa ti tormenta? Il fatto che potrebbe esserti piaciuto?” Mirco
di guarda e dice “si. E poi ora sono più curioso di prima e vorrei
fare altro ma mi sento sporco e poi con tutte le malattie che ci
sono….”. Premetto che nel frattempo il mio pisello si era svegliato
ben bene e già sentivo la cappella bagnata dal presperma. Inoltre
anche Marco era eccitato e il bozzo sotto i jeans lo provava,
comunque mi controllo e dico “prima di risponderti ti chiedo come è
finita in sauna”. Mirco allora ricomincia “una volta che mi sono
staccato lui mi ha baciato in bocca con la lingua e ha leccato tutto
il suo sperma che colava dalla bocca. Poi mi ha reso il favore
facendomi il migliore pompino che abbia mai ricevuto. Ma devo averlo
deluso perché per l’eccitazione sono venuto quasi subito. Lui non ha
spostato la testa e gli ho scaricato tutto in bocca ingoiando. Una
volta staccato ha detto “buona!”. Dopodichè lui è uscito dalla sauna
ed io sono rimasto li sfinito e con il sapore della sua sborra in
bocca.” Il silenzio scese tra noi, fino a quando io non gli chiedo
“ed ora che farai?” “non lo so mi risponde. Te l’ho detto la cosa mi
è anche piaciuta ma….” E gli si smorza la parola in bocca. Allora io
per incoraggiarlo e per ricambiare la confidenza butto la bomba “sai
Mirco l’altra volta a pranzo non son stato sincero con te. Non sono
single, è da 3 anni che sto con una persona.” Mirco mi guarda e dice
“perché non melo hai detto prima?” allora io rispondo “perché si
chiama Alessandro” dico io e poi resto zitto. Ora è lui che mi
guarda e resta zitto. Poi rompe il silenzio “sai mi fa piacere che
me lo abbia detto perché questo mi fa sentire meno imbarazzato.
Scusa se te lo chiedo, tra l’altro se ti va di non rispondere fallo
che non fa nulla, ma con lui che fai?” Io lo guardo e dico “tutto!”
“in che senso?” chiede lui?”cos’è vuoi sapere i dettagli?” gli
chiedo io ridendo. Lui mi guarda e dice che si lo vorrebbe sapere
per capire meglio quello che sta passando lui. Allora io comincio a
parlare “Te l’ho detto facciamo tutto. Abbiamo fatto entrambi il
test per le varie malattie e siamo sani, quindi non abbiamo molti
problemi a fare sex come vogliamo. Ci facciamo pompini con e senza
ingoio, lecchiamo la sborra, lecchiamo il culo, ce lo mettiamo
dietro senza preservativo, cose così insomma”. Mirco mi gurada
stupito e poi ride. “Ed io che pensavo di essere un pervertito!” “Te
l’ho detto che non lo sei. Nel sesso gay queste non sono
perversioni, ma cose naturali. A mio avviso le perversioni sono
altre, come il pissing, lo scat, sadomasochismo ecc.. Certo poi è
solo la mia opinione, per altre persone queste cose magari non lo
sono.” Dopodichè Mirco fa una cosa che non avrei mai pensato:
allunga una mano sulla mia coscia e mi tocca il pacco duro. “E’ in
tiro!”esclama sorpreso. Allora io ribatto un po’ sorpreso e
scocciato, togliendo la sua mano dal mio pacco “Certo che lo è con i
discorsi che abbiamo fatto! Perché il tuo uccello è molle? Visto da
qui non sembra!” “In effetti è in tiro anche il mio.” Poi aggiunge
titubante “senti Simone se ci fermassimo in un posto buio e noi due
si facesse….”lasciando la frase in sospeso. “Scordatelo!” dico io.
“Ho un compagno a cui voglio un mondo di bene e non voglio fare
cazzate” poi ricordandomi che Ale avrebbe voluto provare
l’esperienza del triangolo aggiungo “ semmai potrei chiedere ad Ale
se gli va di fare una cosa a tre. Ovviamente se la cosa va anche a
te e, se si, previo test HIV degli ultimi 6 mesi”. Mirco risponde
che per lui non ci sono problemi e che il test lo fa regolarmente
una volta l’anno per un controllo suo personale. A questo punto
entrambi capimmo che l’argomento della serata era esaurito e
tornammo verso casa senza più toccare il discorso ma scherzando su
altre cose, anche se vedevo che Mirco mi guardava sempre più spesso
il pacco e si leccava la bocca. Certamente non sono un toro da monta
ma comunque mi difendo bene.
Il giorno dopo parlai con Alessandro della cosa e lui, da suo
carattere riflessivo e pensieroso, si prese un paio di giorni per
pensare, ma alla fine disse si, previa conoscenza. Io dal canto mio
non sapevo che pensare. La mia proposta di fare un triangolo era
arrivata perché sapevo che Ale avrebbe voluto provare ma io ero solo
confuso anche se un po’ eccitato all’idea ma non potevo più tirarmi
indietro. Durante la settimana Mirco passò in ufficio per lavoro e
andammo al bar a bere un caffè. “Senti ne ho parlato con Ale e per
lui è ok. Sei ancora della stessa idea?” Mirco mi guarda “da
venerdi’ sera mi faccio almeno 3 seghe al giorno, a ogni maschio tra
i 18 e i 40 che vedo faccio l’esame dei raggi X con gli occhi
immaginandomi il suo uccello e il suo culo. Ogni sera faccio
battuage in giro per la città ma non mi fermo perché non so chi sono
quelle persone. Tu e Ale siete gli unici di cui mi possa fidare.
Secondo te cambio idea?” lo disse con un sorriso a 32 denti che mi
lasciò stupefatto. “Bel cambiamento dall’altra volta!” dissi io.
Rimanemmo d’accordo che il prossimo week end sarebbe venuto in città
e poi si sarebbe deciso il da farsi. Gli prenotai una camera
matrimoniale in un bellissimo albergo della città e poi lui tornò al
lavoro ed io pure.
Il venerdi’ sera arrivò presto ed io e Ale andammo all’albergo per
uscire a cena con Mirco, anche perché Mirco e Ale non si erano mai
visti prima. La cena andò liscia come mai e tra noi tre si stabilì
fin da subito una forte intesa, favorita anche dai risultati dei
test degli ultimi 3 anni. Dopo cena decidemmo di andare da Mirco in
albergo. Il receptionist non ci chiese documenti o altro quindi
salimmo tutti e tre in camera. Oramai l’eccitazione era palpabile
nell’aria. Infatti appena chiusa la porta Mirco ci lasciò stupiti
baciandoci entrambi sulla bocca e con la lingua. A quel punto ogni
freno inibitore era saltato. Io e Ale ci guardammo e ci baciammo
appassionatamente ridendo. Mentre lo facevamo sentivamo una mano
armeggiare sulle nostre cinture. Era Mirco che preso da un attacco
di libidine violenta ci stava slacciando le cinture, abbassando
jeans e boxer per prendere in bocca i nostri cazzi ormai duri. Li
prese in bocca entrambi in un sol colpo e cominciò a leccarli e a
segarli. Io e Ale guardandoci lo sollevammo e cominciammo a
spogliarlo. Il suo torace ampio e scolpito, gli addominali a
tartaruga. Gli slacciammo la cintura e facemmo scendere i jeans
rivelando un paio di boxer aderentissimi attraverso i quali si
poteva vedere la forma del suo bel cazzo, non enorme ma nemmeno da
buttare. Il cotone all’altezza della cappella era completamente
bagnato di presperma. Gli abbassammo i pantaloni e liberammo il suo
uccello, dritto e leggermente incurvato verso l’alto già
scappellato. A turno io e Ale prima lo leccammo partendo dalle palle
poi lungo l’asta e poi avventandoci sulla cappella. Mirco gemeva di
piacere e doveva essere eccitatissimo perché disse “Oddio vengo
vengo….” Io e Ale ci spostammo e lasciammo che il suo sperma ci
colpisse in viso. Mentre Mirco sborrava copiosamente emetteva
mugolii di piacere anche molto alti quindi Ale lo tacitò
piantandogli la lingua in bocca. Dopo questo e calmato l’orgasmo
Mirco si staccò dalla bocca di Ale e cominciò a leccare il suo
sperma dalla faccia di Ale prima e dalla mia poi. Alla fine ci
guardò con aria colpevole e disse “Scusatemi ragazzi ero troppo
eccitato” io e Ale guardandoci ridemmo e rispondemmo “non
preoccuparti abbiamo tempo”. Una volta passati i bollenti spiriti,
Mirco si soffermò a guardare i nostri corpi. Il mio più esile ma ben
proporzionato e, dicono, ben fatto. Quello di Ale più possente con
muscoli tesi, torace ampio, glutei ben fatti e un culetto sodo. Il
corpo di Ale era frutto del suo lavoro, molto fisico, e di due anni
di bicicletta che gli avevano regalato glutei, natiche e polpacci da
sogno. In più gli occhi verdi con pagliuzze gialle sul quel viso
maschile dagli zigomi alti con la mascella leggermente squadrata
davano a tutto l’insieme l’aspetto di un dio greco. Mirco cominciò a
stuzzicarci nel basso ventre e senza dire nulla si mise con il suo
sedere sopra alla faccia di Ale che cominciò a leccargli il buchetto
e io feci lo stesso con Ale. Sembravamo una unica entità composta da
tre corpi. Avevamo formato una sorta di cerchio in cui ognuno
leccava il culo all’altro e contemporaneamente gli infilava una o
due dita. I nostri sospiri di piacere erano all’unisono e
all’unisono i nostri respiri. Poi Mirco ci sorprese entrambi dicendo
“Scopatemi! Voglio un cazzo nel culo, voglio sentire che si prova!”
Io e Ale avevamo parlato di questa possibilità ma entrambi l’avevamo
scartata perché non pensavamo che volesse provare ad essere scopato
la prima volta. Un po’ sorpresi ci apprestammo a continuare quello
che era diventato un film porno. Ale volle essere il primo in
assoluto ad inculare Mirco e lo fece con dolcezza. Prima una bella
dose di lubrificante, poi un dito, poi due e poi tre. Le sue dita
entravano e uscivano dal buco dilatato di Mirco che emetteva mugolii
di piacere e diceva “Siii….dai ancora si si siiiiiii….” Questo
eccitava ancora di più Ale che, messo comunque il preservativo, lo
penetrò. Prima lentamente fino da fare adattare il culo al suo cazzo,
fino in fondo, poi aumentando il ritmo. Dopo un primo momento di
dolore in cui Ale si era fermato era arrivato il momento del piacere
e Mirco era in estasi. “Siii oh siiiii dai fottimi, scopami, fammi
godere, sfondami il culo” sempre più eccitato e in preda al piacere.
A questo punto Ale mi chiese di metterglielo dentro. Allora io feci
lo stesso con lui. Quando fui dentro di lui il caldo del suo corpo
mi pervase e insieme cominciammo a muoverci, ritmicamente. Poi Ale
mi disse di fermarmi e cominciò a muoversi solo lui. Da dietro la
sua schiena potevo vedere il mio cazzo che entrava e usciva dal suo
buco oltre al suo che faceva lo stesso con Mirco. Mirco, Ale e io
eravamo in una sorta di trance. I nostri gemiti si mischiavano, si
confondevano e non si capiva più cosa diceva uno e cosa l’altro.
Andò avanti così per almeno 15 minuti fino a quando eravamo quasi
pronti per eruttare il nostro sperma. Io fui il primo. Ale mi disse
di venirgli dentro e io lo feci con tanto godimento che il mio urlo
di piacere probabilmente si sentì fino alla reception (4 piani più
in basso). Tolsi il mio uccello semimolle dal buco di Ale e nel
frattempo anche Ale aveva fatto lo stesso perché Mirco gli aveva
detto che voleva la sua sborra il bocca e sul viso. Così io e Mirco
ci mettemmo a bocche aperte e lingue di fuori davanti ad Ale che si
menava il cazzo. Ale era ed è sempre stato un grande sborratore e il
primo getto di sborra colpì la faccia di Mirco che mugolò di
piacere. Gli altri schizzi atterrarono sulla mia faccia e sulle
lingue di entrambi. Una volta finita pioggia mi attaccai alla
cappella di Ale e la pulii con colpi di lingua prendendo il suo
cazzo in mano e facendo uscire le ultime gocce di sperma che ingoiai
prontamente. Mirco si eccitò a più non posso vedendomi fare questo e
si alzò mettendomi il suo uccello davanti al viso. Ale si abbassò
fino a raggiungere la mia faccia e a quel punto partirono dei fiotti
si sperma calda e bianca che ci colpirono sulla faccia e che noi
leccammo a vicenda l’uno dalla faccia dell’altro oltre che
dall’uccello di Mirco che godeva come un matto e non finiva mai di
sborrare. Avrò contato almeno 6-7 schizzi di sborra prima che si
calmasse. Sperma che io, da goloso che sono, non feci cadere sulle
coperte.
Alla fine di tutto eravamo sdraiati sul letto, con le facce, i
corpi, gli uccelli e i culi odoranti di sperma stanchi ma
soddisfatti.
“Ragazzi certo che ci sapete fare, sapete come divertirvi voi due!”
esordì Mirco
Io scoppiai a ridere e Ale disse “A quando la prossima?”
Dopo quella volta Mirco ha lasciato la sua ragazza, capendo che il
cazzo gli piace di più della fica. Al momento non sta cercando un
ragazzo ma sta cercando di capire quello che più gli piace fare con
un ragazzo e sia io che Ale siamo lieti di aiutarlo con
dimostrazioni pratiche di ogni tipo.
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